Margheria Tufarelli e Leonardo Giliberti

24 febbraio 2026 · 13 min

Presentazione di Mitter, l'avatar digitale progettato per MITA Academy che guiderà gli studenti nell'esplorazione dell'offerta didattica. I ricercatori dell'Università di Firenze Margherita Tuffarelli e Leonardo Ciliberti illustrano le scelte progettuali, dall'estetica chibi alla ricostruzione virtuale degli spazi laboratoriali, spiegando come tecnologia e fattore umano si integrino nell'innovazione digitale della moda.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione a MITA e al programma
  2. 02:00Nascita del progetto Mitter
  3. 02:48Descrizione estetica dell'avatar
  4. 04:32Progettazione culturale e inclusione
  5. 06:04Avatar e identità nella moda
  6. 08:23Tecnologie e intelligenza artificiale
  7. 09:23Il fattore umano nel digitale
  8. 13:02Saluti e conclusioni
Trascrizione 24 passaggi

Mita is a virus, culture, storie e innovazioni nella moda, a cura di Mita Academy in collaborazione con l'Università degli Studi di Firenze. Benvenuti e benvenuti a questa nuova puntata di Mita is a virus, il nostro programma a cura di Mita Made in Italy Tuscany Academy in collaborazione con l'Università di Firenze che si occupa di culture, storie e innovazioni. nell 'ambito della moda. Io vi ricordo che Mita è un istituto tecnologico superiore che forma tecnici altamente qualificati per il mondo della moda. Ma veniamo subito agli ospiti di oggi. Benvenuta a Margherita Tuffarelli, ricercatrice dell 'Università degli Studi di Firenze. Un

ambito di ricerca ampio che va dal patrimonio dei beni culturali fino all 'applicazione delle tecnologie. Siamo sempre nell 'ambito moda però. Sì, grazie mille per l 'invito. Il mio lavoro si concentra sulla sezione digitale del sistema manifatturiero della moda e come il patrimonio culturale tradizionale può sposare le tecnologie emergenti e le nuove direzioni che queste ci offrono. Diamo il benvenuto anche a Leonardo Ciliberti, dottore di ricerca sempre dall 'Università di Firenze e un ambito

veramente eclettico. Pur sapendo che il contesto è sempre quello della moda, lei spazia dalla musica agli ambienti virtuali. Nel mio lavoro Ora riesco ad inserire anche qualcosa che ho portato, come dire, nel mio bagaglio culturale, nelle mie passioni personali, perché occuparsi di moda, soprattutto in ambito digitale, vuol dire occuparsi di corpi, occuparsi di luoghi, di esperienze interattive, quindi poi ci sarà modo di approfondire. Allora, oggi parliamo di Mitter. Chi è Mitter? Mitter è una mascotte, per essere più precisi, tecnologicamente parlando, è un avatar. L 'avatar che accompagnerà gli...

di Mita nell 'esplorazione dell 'offerta didattica di questa Academy. Come è nato questo progetto e a che punto siete? Si tratta di un progetto ancora in corso che prevede oltre alla progettazione dell 'Avatar Meter anche la riproduzione in digitale di tutti gli spazi laboratoriali della rete del Mita. Questo chiaramente implica un lavoro di ricostruzione di ambienti e attrezzature che richiede chiaramente un certo sforzo. Però si tratta di un progetto molto bello perché mira a portare gli spazi del Mita anche su una dimensione digitale per l 'appunto che quindi

supera i vincoli fisici e permette di raggiungere anche persone che si trovano in luoghi diversi o in momenti diversi anche della giornata. Allora io devo chiedere a Leonardo una descrizione perché chi ci vede in video, vede Miter alle nostre spalle ma chi ci ascolta in radio vuole sapere qual è... cosa di più. Allora Mitter è stato progettato secondo un 'estetica cosiddetta chiba, è quella di un certo tipo di anime giapponesi, di cartoni giapponesi dove le proporzioni sono diverse, un po' li riconosciamo perché hanno la testa grossa, gli occhi grandi, il corpo piccolo. Perché è stato progettato così Mitter? Allora ci sono secondo me almeno un paio

di ragioni per cui Mitter ha questa forma. La prima sicuramente riguarda un obiettivo di inclusione cioè nel senso abbinare questo è trasversale quando ci si occupa di mascotte di avatar associare una certa immagine a un 'istituzione richiede quasi una neutralità nel senso che un 'estetica del genere permette di accontentare tutti non avvengono né discriminazioni né suggerimenti

come dire, sottostanti rispetto a quelli che poi sono le indicazioni, le visioni dell 'istituto. L 'altra ragione di questa estetica è dovuta alla complessità dei messaggi che questo avatar deve veicolare. Stiamo parlando di macchinari, stiamo parlando di lavorazioni, stiamo parlando anche di un momento per gli studenti. i futuri studenti di conoscere queste lavorazioni da completi profani, quindi un 'estetica così giocosa

ha anche appunto l 'obiettivo di bilanciare il lato industriale, il lato artigianale della questione con un 'estetica che sia in grado di parlare anche un po' ai giovani in maniera giocosa, scherzosa. Quindi io chiedo a Margherita, quando si progetta un avatar, noi abbiamo spesso un'idea un po' riuscita rigida di queste figure virtuali. Cosa significa da un punto di vista culturale? Di cosa bisogna occuparsi? Cosa dobbiamo prendere in considerazione quando ne progettiamo uno? Prima ancora di mettere

le mani sulla macchina, mi verrebbe da dire? Un avatar oggi è comunque un mezzo di personificazione, di personificazione nel caso di Mitter, dell 'istituzione Mita e di tutto quello che questa rappresenta e che vuole. raccontare attraverso Mitter al suo pubblico di studenti, potenziali studenti e altro. Diciamo che in generale un avatar è una rappresentazione digitale di noi e questo può

chiaramente essere coerente con delle sembianze umane o con quello che noi vogliamo o con come noi vogliamo apparire nella nostra vita quotidiana oppure può essere completamente contrastante. in qualche modo a secondare quella parte desiderabile del noi, di come vorremmo essere in una determinata situazione, di come vorremmo essere caratterialmente, come vorremmo porci rispetto a determinate questioni, o anche cosa vorremmo indossare, ma magari la nostra vita non ce lo consente, per tutta una serie di ragioni delle più svariate.

Quindi qui stiamo andando oltre alla progettazione di Mitter, ma state anche pensate... pensando ad altri tipi di applicazione per questo avatar in un futuro? Assolutamente, gli avatar possono di fatto veicolare delle identità, che possono essere identità personali o identità costruite per l'occasione, e questo si sposa molto bene con quelli che sono i temi identitari legati al mondo della moda, perché attraverso l 'avatar possiamo in qualche modo addirittura superare quelli che sono... Quelle che possono essere dei limiti autoimposti, culturali,

caratteriali, di come vogliamo raccontarci nel mondo attraverso l 'Avatar possiamo raccontarci anche in maniera unica, che cambia anche, unica oggi e domani potrebbe essere ancora diversa. L 'ora essere unici e poter cambiare, da un punto di vista tecnologico Leonardo, la progettazione... Progettazione, Dimitri, è stata complessa? È complessa? Che tipo? Perché noi pensiamo in questi casi, va bene, è una modellazione 3D, ma è un po' semplicistico definirla così?

Sì, sia dal punto di vista tecnologico che di progettazione, perché appunto quando si progettano delle identità si ha a che fare non solo con qualcosa di modellabile in 3D, ma anche con tutta una serie di valori che passano per l 'aspetto formale, quindi il modello 3D. poi rispondono a tutta una serie di conoscenze condivise che noi possiamo richiamare attraverso questo modello 3D. In particolare per Mitter ci troviamo in un momento storico di grande rivoluzione tecnologica

con l 'avvento dell 'intelligenza artificiale generativa e qualcosa che sta trasformando le procedure tra virgolette tradizionali e si sta inserendo tramite diverse... come dire attraverso diverse intensità nei in questi processi lineari faccio un esempio prima di passare alla modellazione 3d per meter abbiamo deciso di utilizzare un software di intelligenza artificiale generativa per arrivare alla come dire all 'immagine di questo di questa piccola mascotte che

poi ovviamente come per qualsiasi altro progetto che deve trovare una sua realizzabilità sia digitale che fisica, abbiamo scartato alcune cose, abbiamo limato diversi spigoli fino ad arrivare poi sia alla modellazione 3D, al rigging, quindi lo scheletro, l 'abbigliamento che è stato fatto utilizzando dei software dedicati per il prodotto moda, quindi portare a termine un avatar implica diverse fasi anche

a seconda degli obiettivi che io mi pongo perché se non sono solamente estetici allora come dire tutta la parte anche di animazione io devo prevedere alcuni momenti alcuni comportamenti alcune espressioni che questo avatar dovrà avere per risultare coerente al luogo digitale dove si troverà che questo sia una chat bot oppure appunto un virtual tour o altra esperienza Qui devo dire che una domanda urge e la pongo a tutte e due. Modellazione

di un avatar, contesto della moda, se noi ci fermiamo qui, se ci fermassimo a un aspetto diciamo superficiale, potremmo pensare che il fattore umano si perde. Come stanno insieme queste tre cose Margherita? Assolutamente non si perde sebbene possa sembrare a primo impatto. In realtà la moda sta diventando sempre più digitale e lo sta diventando nei modi in cui si propone e si mostra ma anche nei modi in cui si progetta, in cui viene costruita e si realizza. Per cui introdurre il 3D nella moda aiuta

e supporta tutta una serie di processi e di attività. Quando mettiamo in questa ricetta, uniamo anche l 'avatar, che in realtà stiamo facendo non è allontanarci dal fattore umano ma anzi è cercare di ed è costruire una proposta che possa in qualche modo anche avvicinare le generazioni più giovani, interessarle attraverso quello che è il linguaggio del gioco, il linguaggio del videogame e tutti

questi rimandi estetici di cui abbiamo anche parlato poco fa. Inoltre E come dicevamo anche, l 'avatar in realtà personifica un 'istituzione, la rende, le dà un carattere, le dà una voce. E quindi al contrario, non allontana il fattore umano, ma lo avvicina e avvicina l 'umanità anche nell 'interazione di un 'istituzione con il suo pubblico.

Leonardo, lei vive gran parte del suo tempo immerso. in ambienti virtuali. Per lei il fattore umano quanto conta? Tanto, tanto perché capita a volte quasi di alienarsi e di sentir, comunque se non di alienarsi di sentirsi un tutt 'uno con il computer, cosa che a me personalmente non dispiace, però come dire il computer è semplicemente un mezzo attraverso il quale io riesco a raggiungere degli obiettivi quindi il fattore umano è qualcosa che come dire non bisogna mai dimenticare. perché l 'abilità di orchestrare gli strumenti

oggi passa soprattutto dal fattore umano, sia come esperienza proprio tecnica, professionale, di mettere a sistema diverse possibilità, diversi strumenti, sia di avere una visione a lungo termine, cosa che gli strumenti non sono in grado di fare. E volevo aggiungere una cosa per quanto riguarda sempre il fattore umano, questa personalizzazione... che noi riusciamo ad avere tramite gli avatar è molto importante, se noi riusciamo a visualizzare diciamo mentalmente un chat bot, una chat o delle descrizioni per una macchina, solitamente

delle informazioni testuali, queste hanno non un fattore umano intrinseco ma la capacità minore rispetto a un avatar, rispetto a un video, rispetto ad altri strumenti multimediali. hanno meno capacità di intercettare il fattore umano del pubblico, quindi è anche questa capacità di intercettare un aspetto importante di questo avatar o comunque di queste manifestazioni. Allora io vi aspetto la prossima volta con un meter in movimento che ci farà vedere molte cose e

anche ci insegnerà qualcosa. Grazie ai nostri ospiti, grazie a Margherita Tuffarelli. Grazie a Leonardo Giliberti, ambedue dall 'Università di Firenze, ricercatori animatori di Avatar, tantissime cose di cui parleremo ancora e vi ricordo che tutti i programmi Mita sono riascoltabili e rivedibili sui nostri canali cross mediali e sul canale dedicato Mita su Controradio .it. Grazie per averci seguito, alla prossima! dell'attività di divulgazione sono stati prodotti da Elisabetta Cianfanelli, Paolo

Franzo e Filippo Maria Disperati dell'Università degli Studi di Firenze, finanziato dall'Unione Europea Next Generation EU con i fondi PNRR.