Mita Times del 15 aprile 2025 -Leonardo Marras e Antonella Vitiello

15 aprile 2025 · 23 min

Analisi dell'impatto dei dazi americani sul settore moda toscano, tra i più esposti in Italia. L'Assessore regionale Leonardo Marras e la Direttrice di Fondazione Mita Antonella Vitiello discutono le strategie di risposta: innovazione, digitalizzazione, sostenibilità e tutela del Made in Tuscany. Focus su bandi regionali, alta formazione e nuovi mercati per affrontare la crisi strutturale del comparto.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione Mita Times
  2. 00:46Impatto dei dazi sulla Toscana
  3. 02:52Settori più colpiti: moda e agroalimentare
  4. 04:42Crisi del settore moda
  5. 06:33Bandi e interventi della Regione
  6. 08:42Sostegno alle piccole imprese
  7. 11:37Innovazione e intelligenza artificiale
  8. 14:22Tutela del Made in Tuscany
  9. 16:36Protezione IGP per prodotti non alimentari
  10. 18:52Alta formazione e strategie future
Trascrizione 39 passaggi

Mita Times, moda, informazione, a cura di Mita Academy. Ben trovati per una nuova puntata di Mita su Controradio e anche sui nostri canali crossmediali, dunque su Controradio TV, un percorso che stiamo facendo mettendo sempre più a fuoco il settore moda in uno scenario internazionale che subisce aggiornamenti, evoluzioni e necessita di drammatiche strutturali risposte anche dal nostro... territorio salutiamo subito l 'ospite qui con me in studio la direttrice generale della

fondazione Mita la dottoressa Antonella Vitiello ben trovata buongiorno buongiorno Chiara e abbiamo in collegamento per la puntata di oggi che sarà dedicata soprattutto ai Dazi ma poi Vitiello insomma la cosa si estende a uno scenario che preoccupa sia dal punto di vista della produzione che della formazione anche salutiamo il nostro ospite in collegamento l 'assessore all 'economia e al turismo Marras, l 'assessore Leonardo Marras della regione toscana, buongiorno. Assessore, approfittiamo subito della sua presenza per una fotografia di una situazione

che è in divenire ma su cui la Toscana non può star ferma, lo ha fatto nei giorni scorsi con un vertice in regione col presidente Gianni e le associazioni economiche, i sindacati rispetto a uno scenario di Dazi che come Anche lei ha sottolineato, vedrà la Toscana fra le regioni e i territori più esposti a livello italiano? Sì, lo siamo, addirittura siamo per alcune analisi la regione più esposta. D 'altra parte in Toscana si producono beni di larga diffusione, trasportabili, che capaci

però di narrare dei... valori, di uno stile di vita che è fortemente richiesto e quindi in una bella immagine dell 'Italia intera nel corso della presentazione del piano industriale di casse depositi e pressi qualche settimana fa la Toscana veniva dipinta di rosso rispetto a tutto il resto d 'Italia proprio perché può essere la più esposta a... agli effetti dei dazi rispetto alla capacità di penetrazione

che ha la nostra economia negli Stati Uniti. Quindi la preoccupazione è davvero grande, in alcuni settori davvero molto grave, immagino soprattutto l 'agroalimentare che vive anche momenti particolari con margini molto ridotti, la moda era già entrata in crisi da ormai molto tempo. Ma chiaramente questo aspetto rallenterà ulteriormente la ripresa della domanda e quindi alcuni settori che hanno rapporti con gli Stati Uniti sicuramente subiranno conseguenze molto gravi.

Si tratta di vedere che cosa davvero succederà perché i primi giorni mettono anche in evidenza il danno che Trump ha fatto all 'America. In conseguenza anche questa condizione molto propagandistica di un protezionismo fuori dalla storia naturalmente potrà con la concretezza degli effetti anche all 'interno degli Stati Uniti fare effetti ai tanti. Poi ci sarà la necessità di misurare la reazione dell 'Unione Europea perché qui

se gli stati nazionali pensano di andare a trattare ciascuno per proprio cosa... Ecco, Assessore Marras, poi andremo sugli interventi da mettere in campo e che sta mettendo in campo la Regione, ma rimaniamo anche con la dottoressa Vitiello sulla fotografia anche dal suo territorio di produzione e alta formazione. Cosa state raccogliendo in una fase già di crisi, come sottolineava Marras e ce ne siamo occupati in queste trasmissioni?

del settore moda e studiavamo anche, riflettevamo sugli strumenti a partire dall 'alta formazione per rilanci e agganci anche con la domanda all 'interno delle aziende. Ma adesso quale ulteriore tassello rende più fragile tutto questo? Beh direi che al momento non registriamo grandi inflessioni negative perché stiamo ancora raccogliendo formazione, alta formazione che va a coprire quelli che sono fabbisogni che comunque ci sono e poi teniamo conto che noi come Istituto Tecnologico Superiore Academy abbiamo classi

a numero chiuso quindi il contingente che viene preparato è un contingente esiguo, i numeri sono ancora molto contenuti e quindi comunque un ricambio generazionale non è che si sta chiudendo tutto il mondo della produzione. del lusso intorno a noi, tutta l 'area metropolitana e anche andando verso il Val d 'Arno piuttosto che verso l 'area pratese, piuttosto che quella pisana per elencare tutti i comparti da quelli delle lavorazioni delle materie prime fino a quelle dei prodotti ovviamente

trasformati e semilavorati e lavorati. Il problema lo cominciamo in qualche modo a interpretare nella ricaduta occupazionale di queste professionalità molto molto cercate in tempi fino a ieri potremmo dire e quindi l 'inserimento lavorativo è quello che più ci preoccupa perché siamo nati come strumento non di formazione fine a se stessa ma proprio

a supporto delle imprese, delle aziende e chiaramente il comparto che viene in qualche modo a essere come dire attenzionato porta necessariamente un 'attenzione immediata anche sul nostro tema. Marras, lo diceva Gianni più volte, lo ha ribadito anche lei, adesso l 'Europa deve essere compatta e unita e ci deve essere anche. una risposta in questi termini del governo, però dalla Toscana già c 'è stata un 'azione,

la necessità di dare subito una risposta al mondo delle imprese. Economicamente questi bandi che sono stati annunciati dal Presidente Gianni, come vanno incontro a questa difficoltà? Sotto vari profili, perché la questione di attualità che riguarda l 'impatto dei dazi americani Non riguarda soltanto la moda, abbiamo detto prima, e quindi la necessità di rimodulare l 'intervento che era già previsto di sostegno agli investimenti per internazionalizzazione dovrà da una parte tenere in conto il fatto che alcune imprese che già

sono state risultate beneficiarie di contributo potranno, se vorranno, rimodulare i loro progetti in conseguenza del fatto che magari il mercato americano oggi potrebbe essere meno interessante strategicamente per loro e quindi potrebbero chiedere di rimodularlo verso altri mercati perché comunque la nostra vocazione internazionale è una vocazione verso tutto il mondo ormai la penetrazione dei prodotti toscani è globale e dall 'altra però anche sostenere progetti di

insediamento di reti più strutturate negli Stati Uniti perché il Il Presidente americano ha posto alcune condizioni di presenza sul territorio in modo tale che non ci sia soltanto rapporto commerciale, vediamo che cosa succederà, mentre invece l 'aspetto che riguarda il sostegno al settore della moda, che appunto veniva prima ricordato dalla direttrice, riguarda tanti aspetti, tanti luoghi.

tanti distretti industriali specializzati della nostra regione, la presenza produttiva dei vari settori della moda ormai risulta presente in otto province su dieci, quindi è davvero di una dimensione molto molto grande, a differenza delle altre regioni negli ultimi dieci anni qui è cresciuta per dimensioni, per addetti, per valore della produzione, a riferenza di tutte le altre regioni italiane, tant 'è che è la prima regione, indubbiamente, come peso specifico di questi settori, d 'Italia e

quindi la crisi del settore impatta fortemente su di noi, però non sta chiudendo, ecco giustamente, ha una flessione importante, soprattutto perché nella ristrutturazione dell 'assetto produttivo a rimetterci sono le piccole imprese della sub fornitura che hanno meno capacità difensiva dal punto di vista finanziario, hanno l 'orizzonte bloccato, vivono sulla base di una commessa che gli

viene data da un 'altra parte, un 'altra figura, un altro segmento della filiera e spesso negli ultimi tempi le grandi griff hanno pensato di internalizzare alcune fasi lavorative e quindi di escludere o in parte escludere il ricorso al conto terzi, questo ha sicuramente messo in evidenza situazioni difficili. Come si può ovviare? Secondo noi è importante affrontare con la consapevolezza della natura

della crisi questa situazione, è una crisi strutturale. che ci impegna a innovare fortemente il sistema produttivo, la capacità di generare e di rigenerare produzione, di efficientare il sistema e i fattori che concorrono alla produzione, le risorse naturali, quindi tutto ciò che ha a che vedere con la sostenibilità, la tracciabilità, la qualità ambientale delle produzioni è elemento di valore.

accanto al fatto che per raggiungere livelli appropriati e capaci di invogliare l 'uso di questo sistema produttivo fatto di piccole imprese questa capacità collaborativa deve essere rafforzata ulteriormente anche grazie ad una spinta nella digitalizzazione. Questi ingredienti vanno suggeriti e i bandi che noi presenteremo per affrontare non tanto le meraviglie quanto il futuro, sono infarciti di questi ingredienti, innovazione, digitalizzazione, sostenibilità e industrializzazione

dei processi che vengono innovati. Sono peraltro le parole un po' d 'ordine di questo viaggio che stiamo facendo con Mita, dottoressa Vitelli, innovazione, digitalizzazione e nell 'ottica di un 'alta formazione che guardi anche a nuovi mercati, perché anche questo... Questo immagino sarà un aspetto, ed è un aspetto che già non è trascurato da Mita, tutto questo si dovrà declinare con un ulteriore pericolo e scenario di debolezza, ma anche come un 'occasione per poter intervenire. Beh, io devo dire che noi nasciamo sempre sulle sfide, anzi siamo nati nel 2009

su una grande sfida. Le abbiamo affrontate come ovviamente dei surfisti sugli oceani. perché effettivamente la sfida è diventata un po' il nostro punto di forza, quindi anche questa volta affronteremo tutte le sfide, io sono rientrata questa mattina da Milano dove sono andata a visitare delle aziende di intelligenza artificiale proprio per vederne i risultati applicati nel nostro mondo e poter formare anche i nostri studenti su quel tema. Siamo presenti ovviamente...

alla Design Week però ha colto l 'occasione per andare a vedere qualcosa che porteremo, lo anticipo, nella fiera dell 'artigianato di Firenze. Eppure dice la fiera dell 'artigianato, sì la fiera dell 'artigianato ma arriveremo, lo dico già, lo anticipo, con l 'intelligenza artificiale. Perché vogliamo far capire al mondo che non è uno stupirvi con effetti speciali ma è uno strumento necessario proprio come anticipava il nostro assessore per competere sui mercati internazionali.

La ricerca poi di nuovi mercati è sicuramente qualcosa dell 'internazionalizzazione, è qualcosa che ci appartiene da sempre, sono noti i nostri viaggi, eravamo con l 'elezione Trump a New York, piuttosto che prima a Parigi, piuttosto che al Cairo in una delegazione italiana. Giriamo proprio per capire come si muove anche il mondo e soprattutto per poter capire quelle informazioni giuste per poi riportarle all 'interno del nostro sistema formativo, per essere competitivi, perché solo la conoscenza

del complesso mondo, soprattutto per quello che ci riguarda, della moda e quello che avviene negli altri paesi, perché abbiamo paesi, come le dicevo prima Chiara, molto competitivi per l 'Italia, ci sono paesi che hanno superato di gran lunga quelli che erano i temi e negli stretti tessili o produttivi tipici del mondo italiano e quindi dobbiamo essere capaci di essere concorrenziali anche noi. A questo proposito Vitiello, lei voleva solo citare proprio l 'assessore sul discorso dell 'identità, se ancora no, senso parlare di una artigianalità che ripeterebbe un'attività, un'attività, un'attività, un'attività, un'attività, un'attività, un'attività.

proponga un brand italiano, toscano. Esatto, intanto colgo l 'occasione per salutare l 'assessore che non vedo da un po', ricordo una bellissima chiacchierata in una location della nostra Maremma, perché noi apparteniamo a un mondo un pochino più a sud di dove siamo in questo momento, in una splendida cornice dell 'argentario che ci appartiene, quindi devo dire che volevo chiedere all 'assessore proprio un po' in qualche modo un po' anche provocatorio che cosa significa oggi continuare a parlare di tutela del Made in Italy,

ma dovrei essere ancora più performante ma anche campanilista e chiedo a lei che cosa significa oggi la tutela del Made in Tuscany? Ma forse oggi ha ancora maggiore senso perché Con la difficoltà, con la resistenza che verrà frapposta alla penetrazione dei mercati anche negli Stati Uniti, in modo particolare, insomma una destinazione importante, non è che la voglia di Toscana, la voglia d 'Italia diminuisce, ci sarà chi avrà

più spazio per la contraffazione e di conseguenza il danno di questi tazzi può essere doppio. Perché la riconoscibilità di un prodotto autentico è uno degli elementi fondanti, la difesa dei valori produttivi che sono richiamati in intrinseci di una produzione ritenuta di grande valore. E quindi noi tra l 'altro abbiamo anche salutato con soddisfazione la legge sul Made in Italy dello scorso anno da questo punto di vista perché ha introdotto il riconoscibilità.

IGP per i prodotti non alimentari, che è uno strumento su cui noi vogliamo lavorare molto a proposito della fiera dell 'artigianato, perché ci sono produzioni artigianali industriali in Toscana che meritano di essere tutelate. Abbiamo scensito di 58 prodotti e ci sono in corso valutazioni, oltre alla... L 'allavorazione dell 'oro a Firenze è già stata riconosciuta, ma c 'è per esempio il cappello di paglia di Firenze, che è una

valutazione che è in corso e che naturalmente sarà oggetto di evoluzione, ma tanti altri, dai coltelli di scarperia, alle terracotte, alla piazza. letteria e così via, proprio perché alcune produzioni che possono essere disciplinate sia dal punto di vista del processo, della selezione delle materie prime, del particolare

e del dettaglio che li distingue da un 'altra produzione simile e di conseguenza da tutto ciò che identifica e autentifica. Quello prodotto possa essere in quel caso protetto ovunque, soprattutto nel mondo più confidente, quello cioè che frequentiamo di più con i nostri prodotti. E avere un livello di protezione come quello aiuta a conservare questo valore delle nostre produzioni,

che ce l 'hanno perché... viene riconosciuto, non è un 'affermazione diciamo così presuntuosa o prepotente la nostra, il mercato internazionale richiede prodotti italiani, in qualche caso richiede prodotti toscani preferendoli a quelli italiani e quindi il fatto di poter garantire a quel consumatore che lo richiede la provenienza e il rispetto di un procedimento di produzione è un fatto di trasparenza, di patto e di legame con questo

consumatore, ma anche di restituzione di valore a quel prodotto rispetto ad un altro copiato e fatto in altro modo e quindi anche una difesa del prezzo di quel prodotto che è uno degli elementi che deve essere associato alla qualità. Ecco siamo in conclusione però Vitiello in dialogo possiamo dire con l'assessore. Anche un altro aspetto, tornando al DNA di Mita e all 'alta formazione, tutto questo scenario di valorizzazione, scusandomi per il gioco di parole, ma proprio del valore del Made in Tuscany, non può non passare dai giovani,

da una formazione adeguata che porti anche una storia da raccontare in connessione con l 'azienda. Certamente, appunto lo scenario formativo è uno scenario a cui... ovviamente chiamiamo di nuovo a chiedere al nostro assessore quali le strategie per esempio per l 'alta formazione, naturalmente noi siamo già pronti, come sapete ci siamo dati disponibili sui tavoli anche di riflessione, io non voglio usare la parola crisi perché è una parola negativa,

non appartiene alla mia formazione estremamente progettuale, quindi diciamo che dobbiamo riflettere e quindi mi piacerebbe anche che il nostro Sessore si esprimesse su quale opportunità e strategie, oltre a quelle che ci ha già illustrato, penso che possono essere utili a un 'identità come quella dell 'ITS Mita, che accoglie ovviamente l 'alta formazione del sistema moda, oltre a quello di procedere come stiamo procedendo.

nostre performance sono ritenute abbastanza positive, quindi sicuramente faremo anche altro, ma vorremmo anche sentire tutti loro, anche la parte politica molto vicina, ecco questo per noi è fondamentale. Sì, beh, Mita fa un lavoro straordinario, lo dicono i numeri, anche questa iniziativa che è sull'intelligenza artificiale. mostra come siamo dentro al nostro tempo. Io credo che uno degli aspetti più importanti sia quello di suggerire ai nostri imprenditori di collaborare di più, quindi

il fatto che ci sia una fondazione, un ITS Academy che lavora necessariamente con chi si forma per andare a lavorare, ma anche con le imprese, possa essere anche uno strumento che mette insieme, che suggerisce idee. per una forte e anche rafforzata collaborazione all'interno della filiera. Questo è un elemento strategico che è stato letto dalle grandi griffe per insediarsi nel tempo in Toscana, ma che si è in parte spento perché chiaramente la interdipendenza

dei settori ci porta anche fuori. Invece se c 'è la possibilità di una forte collaborazione c 'è anche la lettura del nostro sistema come solido, flessibile. e capaci di rispondere nell 'evoluzione delle tecnologie ad ogni esigenza produttiva. Anche perché questo davvero è un contributo importante che dal territorio va verso l 'Europa, appunto compatta e unita in questa anche reazione su cui riflettevamo in questa puntata del nostro viaggio Mita Times in collaborazione con la Fondazione Mita. Ringraziamo dunque i nostri ospiti, la dottoressa Vitiello e l 'assessore Marras.

Grazie a tutti. Grazie a tutti.

Grazie a tutti