Mita times del 25 marzo 2025 - Alessandro De Rosa e Francesco Selvi
Intervista ad Alessandro De Rosa, responsabile alta formazione Fondazione PIN, sul progetto europeo Metaskills TCLF per il settore moda. Si analizzano le sfide del ricambio generazionale, la necessità di coniugare tradizione artigianale e innovazione digitale, e i nuovi percorsi formativi per attrarre i giovani verso le professioni tessili e della pelletteria.
Capitoli
- 00:00Introduzione Mita Times
- 01:00Figure professionali e formazione nel settore moda
- 02:22Analisi dei fabbisogni e network europeo
- 04:22Il ricambio generazionale nel manifatturiero
- 07:42Il progetto europeo Metaskills TCLF
- 10:00Competenze digitali e green transition
- 14:00Artigianalità e tecnologia nei laboratori moderni
- 16:00Metodologie didattiche e dotazioni tecnologiche
- 19:00Hackathon e bootcamp: formazione esperienziale
- 22:00Conclusioni e ringraziamenti
Trascrizione 38 passaggi
Mita Times, moda, informazione, a cura di Mita Academy. Ben trovati all 'ascolto e sui nostri canali cross mediali per Mita Times, nuova tappa di un ciclo di un 'esercizio. di trasmissioni che stiamo realizzando in collaborazione con la Fondazione Mita, Made in Italy Tuscany Academy, e attraverso interviste e approfondimenti che di volta in volta vi proponiamo, storie e confronti istituzionali. economici ma anche formativi e sociali affrontiamo il settore moda la filiera produttiva tra bisogni e sviluppi sfide innovazione e competenze saluto subito
l'ospite di oggi con noi in studio Alessandro De Rosa responsabile dell 'ufficio alta formazione della Fondazione PIN, il Polo di Prato dell 'Università di Firenze. Ben trovato. Buongiorno, buongiorno a voi. E ci ha raggiunto anche il collega Francesco Selvi che ci aiuta a declinare i vari temi che vi proponiamo. di volta in volta, ben trovato Francesco. Grazie. Le figure professionali, la professionalizzazione, la formazione, che tipo di formazione viene fatta per rispondere alle varie esigenze del settore
moda, un contesto che è in divenire, che parte da una crisi ma anche da una necessità di sviluppo e di raccolta anche di una sfida in termini di tradizione e tecnologia, Francesco. Dalle crisi si può individuare diciamo così delle opportunità. Le opportunità in questo momento sono collegate obiettivamente e oggettivamente alle nuove generazioni. Come si fa a sviluppare delle competenze in queste nuove generazioni che vengono? Qui si creano tutta una serie di azioni che poi alla fine si sviluppano in un qualcosa di estremamente concreto, importante, che Alessandro Deleosa
ci spiegherà nel dettaglio. Tanti elementi... indicativi di un percorso che è stato intrapreso dalla Fondazione Mita, dal PIN e in relazione anche ai bisogni delle aziende, ma anche ai bisogni dei giovani rispetto alla formazione. Avete una fotografia indicativa che dà degli strumenti di analisi importante. Sì, secondo me oggigiorno è estremamente importante lavorare sul dato e sulle tendenze. Noi molte volte facciamo delle analisi un po' troppo a breve termine. Per questo
Secondo me fa parte di una rete europea in cui noi siamo presenti da diversi anni, ormai sono dieci anni, facciamo parte di un network che sta seguendo dei grossi filoni sull 'ecosistema del textiles che include il food. cioè il calzaturiero, il test, l 'abbigliamento e la pelletteria, anche la concia, diventa estremamente importante perché l 'Europa sta tensionando moltissimo questo settore attraverso l 'anticipazione. L 'azione di quelli che possono essere i fabbisogni a lungo termine attraverso strumenti quali quelli statistici governati da CEDEFOP, che è un organo europeo che fa
statistiche e cerca di anticipare i fabbisogni. verso delle analisi qualitative dove noi siamo coinvolti per avere questa visione prospettica dell 'ecosistema textiles e questo ci permette di intercettare quelli che sono i movimenti anche a lungo termine e riportarli sul territorio. riodeclinarli con quelli che sono i fabbisogni nel breve termine e trovare adeguamente i nostri programmi formativi del MITA, ma anche universitari, anche nelle qualifiche professionali, che possono aggiornare. quelli che sono i curriculum e dare delle risposte puntuali, ma anche prospettiche,
perché i tempi oggi delle competenze sono molto più corti di un tempo. Cioè prima c'era un tempo della formazione, un tempo in cui la formazione si diventava... applicazione nel lavoro. Oggi, anche quando sta al lavoro, ha bisogno di un continuo aggiornamento, quindi devi riuscire, e i tempi formativi sono spesse volte troppo lunghi per adeguarsi a questo cambiamento, quindi anticiparli vuol dire rendere la... competenza molto più duratura. Ecco De Rosa, il passaggio di testimone, il ricambio generazionale, come sta avvenendo e con quali sofferenze o con quali elementi che vi
fanno anche posizionare la formazione e declinarla poi a seconda di quello che sta accadendo? Sì, allora abbiamo fatto un 'indagine proprio l 'anno scorso su oltre 250 imprese europee e la prima preoccupazione degli imprenditori ma anche del sistema formativo delle organizzazioni lavorative è stato quello del ricambio generazionale. Noi consideriamo che il settore manufatturiero della moda è un settore che ha un'età media. altissima, il tessile è quello dove c 'è più età e l 'Italia è l 'unico paese
europeo dove ci sono anche oltre 65 anni ancora al lavoro e capita spesso che persone che vanno in pensione vengono in qualche maniera a continuare. la loro collaborazione con l'impresa, per difficoltà di trovare sostituti, perché il settore, l'altra settimana per la popolazione, è la scarsa attrattività nel manifatturiero da parte dei giovani. Quindi queste sono le due sfide estremamente interessanti. Francesco Selvi, questo cosa ci dice? Che da un lato è difficile poter coniugare tradizione e innovazione ma è necessario e forse questo legame, questa sinergia può rendere attrattivo un mercato e una proposta.
professionalità che ancora i giovani non colgono come reale opportunità. Alessandro parlava del tema del ricambio generazionale, noi siamo nella piccola e media impresa, l 'Italia è uno dei sistemi diciamo così produttivi che hanno una caratteristica. che è quella generazionale, proprio il fatto del capo azienda che di solito è il padre famiglia che poi sviluppa a sua volta figli, parenti e nipoti che stanno dentro l 'azienda, ha bisogno di un accompagnamento, cioè ha bisogno... di una serie di figure professionali che gli vengono messe a disposizione dai vari sistemi e che gli permettono diciamo di traghettare l 'azienda verso un meccanismo che sia un meccanismo
diciamo di prospettiva futuro e anche internazionale. Cosa sta succedendo? succedendo in Italia in questo momento, che si è inceppata un po' la macchina, la macchina si è fermata, perché questo ricambio generazionale non c 'è, un po' per una difficoltà, probabilmente anche emotiva ed umana, far passare il testimone è un po' perché quando si vanno a cercare determinate competenze non sempre le si trovano e questa è una delle difficoltà più ricorrenti. Alessandro ci spiegava che il tema dell'oversessuale... L 'over 65 è diventata una costante, non che si debbano rottamare gli over 65,
ma il tema è che l 'over 65 deve fare un po' da chioccia a quelle professionalità che verranno fuori e che emergeranno attraverso dei percorsi. Meet Academy da una parte che è un ITS professionale focalizzato sul mondo della moda e il PIN di Prato che è questa, passami il termine Alessandro, propagine importante dell 'università, possono... essere dei vettori determinanti fondamentali per la crescita professionale dei ragazzi che entreranno in questa piccola e media impresa che ha fatto poi alla fine d 'Italia. Alessandro De Rosa
tutto ciò che ci sta dicendo Selvi in realtà Trova declinazione messa a terra in un progetto europeo che riguarda il tessile, l 'abbigliamento, la pelletteria e il calzaturiero che abbiamo visto anche alle nostre spalle con delle anticipazioni di immagini per chi ci sta seguendo sui nostri canali cross mediali fa da cerniera davvero per quanto riguarda il bisogno delle imprese, la formazione, la competenza e la necessità di andare verso una digitalizzazione anche delle professioni. Sì, il progetto si chiama Metaskills TCLF. Ed è un progetto finanziato dall 'Unione Europea fra i più strategici, sono 4 milioni
di euro di investimento che fa l 'Europa su questo progetto e dove noi italiani siamo molto rappresentati perché noi siamo... numericamente, in termini di imprese, di lavoratori, l'area più presente, più importante nel settore. È un progetto che vede il PIN, ma come in Toscana c 'è anche il Mita, c'è anche la Regione e il Comune di Prato. dentro il nostro progetto, perché la nostra rete è estremamente interessante come best practice da trasferire agli altri paesi europei. Il progetto tende a... si basa su...
micro credentials che sono praticamente l 'individuazione di quelli che sono i cambiamenti in atto i fabbisogni della green digital transition tradotti in corsi di formazione brevi in programmi formativi brevi, che possono essere capitalizzati nei percorsi di istruzione e di formazione professionale di qualifica, ma possono essere anche dei corsi di aggiornamento per chi è già al lavoro. Vogliamo proprio creare una sorta di database. informativo e formativo su cui tutte le persone che lavorano nel settore o che
vorrebbero lavorare nel settore possono trovare una risposta veloce sull'innovazione e possa adattarsi ai normali percorsi. qualifica già esistenti, quindi aggiornare i percorsi qualifica. Il MITA, in questo senso, eredita parecchie informazioni di questo progetto europeo, perché è lo strumento attualmente più veloce di risposta a questi cambiamenti, quindi tutti i conti... I contenuti che noi registriamo vengono riadattati e presi all 'interno del progetto formativo del Mita. In qualche modo è un progetto che va anche in ascolto dei fabbisogni degli operatori, dei
giovani e anche meno. Sono giovani che in qualche modo devono essere anche intercettati in quelle che sono le loro ambizioni ma anche le loro necessità per diventare parte attiva di questo meccanismo che come diceva Selvi deve rimettersi in moto. Quindi identifichiamo tutte le aree, dai più alti livelli ai livelli più operativi. Per esempio nella digital transition si lavora molto sulla parte del design, segue la normativa europea sull 'ecodesign. Quindi, ancorché il designer non sia la figura più critica a livello europeo,
perché sono quelle delle competenze ingegneristiche il problema europeo, voi fate conto che nel Tessile, per esempio, si è perso circa mille. laureati nel settore ingegneristico tessine negli ultimi dieci anni e si spalla di 1000 su 3000 che erano, quindi da 3000 sono passate a 2000, quindi le competenze ingegneristiche sono quelle critiche, quelle di tipo tecnico ingegneristico. ha competenze relativi alla life cycle access ma all 'impatto della produzione testile che sappiamo essere fra le più inquinanti o comunque della produzione moda essere più inquinante a livello mondiale e quindi la
misura di questo impatto, alla digitalizzazione che si ripercuote nei processi produttivi, nelle nuove dotazioni tecnologiche delle imprese, che sappiamo essere, c 'è un cambiamento in atto non ancora totalmente sfruttato. da parte delle imprese perché tutto il data scientist ancora non viene completamente capitalizzato come potenziale da parte delle macchine, così come tutto il trattamento chimico nella produzione di testi. quello che conferisce proprietà estetiche e anche funzionali al prodotto e sappiamo essere molto impattato.
Quindi la ricerca di nuovi materiali e la ricerca di nuovi processi di finissaggio, di tintoria che possono essere meno impattanti. Tutto questo viene ricondotto nelle varie livelli educativi dal terzo EQF al settimo EQF per poter aggiornare questi percorsi formativi universitari. tecnico superiori, tecnici e di tipo più operativo. Tradizione e innovazione, digitale e materiale, il settore moda è davvero un laboratorio, uno specchio?
di quello che può essere uno dei mestieri più attrattivi in realtà ed esemplificativi rispetto alle sfide che ci vengono poste anche a livello europeo. Però Francesco, come farlo capire a un giovane che davvero può essere il più... protagonista di questo sviluppo? Allora l 'artigianalità sostanzialmente è il focus più importante, noi abbiamo degli artigiani con delle eccellenze favolose, fantastiche, con delle storie alle spalle. Quella manualità che diventa su un bancone qualcosa di particolarmente unico nel suo genere.
A che cosa si abbina? Parlavate adesso del Green Deal europeo. e della transizione digitale. Bisogna abbinare queste capacità che si imparano, che si insegnano, che si sviluppano all 'interno di un certo tipo di percorso con quelle competenze digitali che Passatemi il termine ormai ricorrente, ci chiede l 'Europa, ma non ce lo chiede l 'Europa, ce lo chiedono i mercati internazionali, ce lo chiede quella capacità di saper fare sistema che in Italia e più in generale in Europa in questo momento... momento purtroppo viene un po' a mancare. Allora la competenza artigianale
insieme a quei sistemi software e hardware chiamiamoli così, a me a volte capita di spiegare anche che cos 'è oggi fare il prototipista o fare il pellettiere, non è più una professione come 30 -40 anni fa dove ti metti la spolverina, c 'è il maestro accanto e comincia a respirare che ne so cose strane o comunque ad avere dei luoghi un po' mal... sani come erano 30 -40 anni fa. Oggi sono dei laboratori scientifici, sono dei luoghi altamente professionalizzanti dove quelle competenze ma soprattutto quelle capacità si sviluppano
attraverso dei percorsi. estremamente importanti. Quindi oggi se tu vedi al lavoro una figura tecnica come un pellettiere ti sembra di vedere un medico, perché il luogo dove lavora e soprattutto le tecnologie che utilizza, pensiamo soltanto all'intelligenza. artificiale applicata oggi a dei manufatti, diventano poi sostanzialmente dei luoghi meravigliosi di ricerca per poter vivere, ma soprattutto per poter sviluppare una professione che possa essere altezza dei tempi. Tutto questo come può arrivare a un giovane lo chiedo anche a lei
De Rosa che ha anche con i giovani un rapporto diretto, una conoscenza, un 'analisi, forse l 'economia circolare è un grande tema. in cui i giovani vogliono stare dentro anche con eventuali professioni da descrivere e declinare all 'interno del sistema produttivo. E questi percorsi di formazione, il PIN, il MED, possono inserirli in questo viaggio che poi è in termini di sviluppo non solo personale ma anche produttivo e per il territorio. Sì, quello che ha detto Francesca è verissimo, c'è una forte componente.
di innovazione nel settore che rende il lavoro estremamente dinamico e i ragazzi cercano dinamicità nel lavoro. La paura dei giovani è quella di dover fare un lavoro statico o che non evolva nel tempo. Loro chiedono alle imprese un progetto su di loro, che cosa mi succede fra un po' di anni, è questo che gli spaventa, quindi non sono, e il settore moda attraverso l 'innovazione è estremamente dinamico. Non arriva ai ragazzi è che non conoscono spesse volte le professioni della moda. Tutti sanno che cos'è il creativo e pensano che la moda sia determinata a lui,
ma sono delle professioni molto tecniche che hanno un grado di creatività. di tipo diverso, non di tipo artistico, ma di tipo di ricerca, fatto di innovazione di prodotto, di materiale, di soluzioni da trovare per rendere effetti estetici particolari. estremamente vario e moderno, che ai giovani piace molto queste sfide, quindi la difficoltà è avvicinarli. Poi dentro io vedo che i ragazzi si appassionano molto e pretendono molto. L'altra cosa che vogliono i giovani è la metodologia di insegnamento, deve cambiare.
Questo, devo dire, il governo in vita ha ricepito un po' le linee del governo della tecnologia. Noi soffriamo di... dotazioni tecnologici dentro i processi formativi. Questo grosso investimento in questa tecnologia oggi può permettere a un giovane di sperimentare la tecnologia e può essere lui un evangelista. vista dentro le nuove imprese che non hanno ancora questa tecnologia o che non la sanno sfruttare al massimo questa tecnologia. Questo è un grossissimo vantaggio che noi stiamo recuperando, stiamo recuperando
perché... Quindi devo dirvi che è vero che è poco attrattivo il settore, ma viaggiando per gli altri distretti moda europei noi siamo molto messi meglio. Mi riallaccio a quello che diceva Alessandro, perché il tema... Ma il punto di vista generazionale è estremamente interessante, cioè per la prima volta si comincia a chiedere al giovane quelli che sono gli obiettivi e gli stimoli che un 'azienda può. offrire. Il giovane può dare tantissimo da questo punto di vista, ma soprattutto può sviluppare
quelle competenze che sono fondamentali per l'azienda, per fargli fare il salto. Quindi l'angolazione è interessantissima perché si va a cercare, diciamo così, tutta una serie di osservazioni che il giovane deve fare per poi entrare dentro un 'azienda e mettere poi tra virgolette a reddito quelle competenze. La parte divulgativa, l 'arrivare ai giovani nel far conoscere che tutto questo... è possibile che ci sono strutture, modelli, anche istituti percorsi che rendono fattiva questa loro possibilità. Questa è una delle priorità nelle sfide che poi portano a intercettarli questi giovani e farli
intercettare. nel sistema assolutamente cioè io penso che oggi i ragazzi non sono più disposti a studiare nella stessa maniera con cui noi siamo stati abituati a studiare quindi hanno bisogno di sperimentare. Sperimentare vuol dire avere laboratori, avere occasioni anche per confrontarsi, vuol dire anche poter viaggiare e vedere e tornare con una maggiore consapevolezza della ricchezza. Cioè qui in Italia, come dicevo prima, noi siamo leader a livello europeo, quindi la migliore scuola in questo momento rimane l 'Italia come punto di riferimento. Quando vado all
'estero l 'Italia viene vista con voi siete i migliori. Però bisogna costruire tutto quell 'ambiente che oggi un giovane richiede nella formazione, in tutti i settori, una parte tra virgolette estetica, funzionale, immersiva. dello studente è estremamente importante. Faccio un esempio perché almeno la rete, noi siamo una rete, il Mita è uno e tanti perché dentro la sua compagine c 'è...
diversi soggetti che apportano qualcosa alla fondazione dando di più. Uno di questi soggetti è il PIN che con la sua progettazione europea dell 'espertise nella ricerca riporta. porta al MITA certe possibilità. Abbiamo fatto per esempio in un altro progetto europeo un hackathon con gli studenti del MITA dove un 'azienda tedesca del Tessia ha lanciato una sfida dicendo io ho questo problema, un problema vero, io produco tessuto per tende per esterni, dal 1
gennaio 2025 non posso più utilizzare un centro. un certo trattamento chimico, perché l 'Unione Europea per l 'EcoDesign non me lo promisce. Quale soluzione possa adottare? Questi ragazzi, in un giorno e mezzo, con l 'aiuto di esperti europei che potevano intervistare per chiedere se la loro soluzione poteva andar bene o no, hanno dato una risposta. Questa impresa è rimasta basita che gli sta a fine mese, loro entrano in Germania da queste imprese, ospite a queste imprese.
per lo sviluppo ulteriore di questo progetto. Quindi hanno mostrato competenze, creatività, voglia di fare. Abbiamo fatto a luglio un bootcamp sulle smart textile internazionale, c 'erano 40 studenti. compresi gli italiani, 40 studenti da tutta Europa, dove questi ragazzi con delle pillole formative su design thinking, sulle smart textile, su come costruire... o anche un budget di prodotto, dovevano inventarsi nuovi prodotti. Allora, io sono rimasto stupito da cosa si sono inventate questi ragazzi.
Allora, dice funzionerà commercialmente, non funzionerà, c 'erano delle guide. gli esperti, gli smart textile, non importa, però hai messo in moto il cervello di queste persone, la loro creatività, la loro conoscenza in maniera applicata a 360 gradi, perché si parla di competenza. anche linguistiche di competenze di problem solving, di creatività, di trovare una soluzione, di comunicazione, perché i gruppi erano misti di tipo internazionale. Questi sono i modelli che i ragazzi stanno cercando nella propria apprendizione.
Farebbe venire voglia a chiunque di approcciarsi a questo sistema. Chiara, andiamo, ci dobbiamo provare. Eh sì, perché davvero la voglia è tanta, ma soprattutto le sfide che... E cerchiamo di descrivervi cercando di dare voce anche se non sono presenti ma attraverso l 'esperienza di De Rosa abbiamo raccontato anche un po' delle esigenze dei giovani oggi perché troppo spesso ci focalizziamo sul mercato. e sulle aziende ma un ragazzo per avvicinarsi a una ragazza a un ambito come questo ha bisogno
di essere ascoltato anche in una professione che è vecchia ma richiede nuove sfide e sfide che possono essere raccontate. accolte dalle nuove generazioni e che possono anche essere delle risposte all 'insegna di una rinnovata tradizione, mettiamola così. Io ringrazio De Rosa, ringrazio Francesco Selvi per essere stati con noi, proseguiamo poi. Il nostro viaggio Mita Times è sempre riascoltabile e visibile sui nostri canali crossmediali.