Mita Times del 29 aprile 2025 Alessandro Martinelli e Francesco Selvi

29 aprile 2025 · 24 min

Intervista ad Alessandro Marinelli, dirigente dell'Istituto Tecnico Industriale Buzzi di Prato, storica eccellenza nella formazione tessile dal 1886. Si discute della collaborazione con Fondazione MITA, degli investimenti PNRR per oltre 1,5 milioni di euro in nuove tecnologie e della sinergia tra scuola, distretto produttivo e ITS Academy per formare i tecnici del futuro.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione MITA Times
  2. 00:33Presentazione ospiti e Istituto Buzzi
  3. 01:24Storia del Buzzi e distretto tessile pratese
  4. 03:44Collaborazione con MITA e Polo Tecnico Professionale
  5. 06:38Investimenti PNRR e nuove tecnologie
  6. 08:12Opportunità per i giovani studenti
  7. 10:30Orientamento e istruzione tecnica
  8. 13:00Sinergia scuola-aziende e innovazione
  9. 16:32Laboratori: passato, presente e futuro
  10. 18:32Collaborazioni interdisciplinari
  11. 20:00Realtà aumentata e simulatori
  12. 22:24Conclusioni
Trascrizione 41 passaggi

Mita Times, moda, informazione, a cura di Mita Academy. Nuova puntata di questo viaggio che stiamo portando avanti in collaborazione con Fondazione Mita, made in Italy Tuscany Academy. Un viaggio nel settore moda, ma non solo, come avrete sentito e visto nel corso di queste puntate, con tante testimonianze, interviste, professionalità e competenze volte all 'analisi della formazione. naturalmente anche allo scenario nazionale e internazionale che coinvolge il settore moda.

Saluto subito gli ospiti qui con me in studio quest'oggi, Alessandro Marinelli, dirigente scolastico dell'Istituto Tecnico Industriale Buzzi di Prato, ben trovato. Grazie dell'invito. E ben ritrovato anche al nostro collega Francesco Selvi. Ciao Chiara. Allora, un viaggio, dicevamo, un viaggio che ci permette di andare a conoscere anche realtà. sicuramente storiche ma che magari non tutti conoscono nella loro offerta formativa di eccellenza come il Buzzi, dirigente Marinelli. Allora di cosa si tratta il Buzzi? Che storia

per Prato e per la formazione nel settore del tessile? L 'istituto Buzzi nasce nel 1886 e quindi sono quasi 140 anni, l 'anno prossimo festeggeremo appunto. importante traguardo. È un ponte fra tradizione, storia e innovazione perché nacque proprio per l 'esigenza di un distretto produttivo che aveva la necessità di formare figure altamente

qualificate per la gestione produttiva e quindi diciamo per formare i tecnici, i periti come escono i nostri studenti proprio per coordinare e dirigere l 'attività. Pratese e il distretto Pratese è il principale distretto tessile nazionale ma rappresenta anche a livello qualitativo forse uno dei primi a livello internazionale perché Prato si contraddistingue per la qualità del prodotto non per la quantità. Poi racconteremo come il Buzzi ha raccolto le

sfide internazionali, l 'innovazione, la digitalizzazione ma Francesco Selvi parlando di questo realtà non solo per i pratesi ma davvero diventa anche un legame con una tipologia di formazione quasi pionieristica appunto dicevamo nell 'ottocento che rispondeva a un bisogno che via via si è declinato a seconda di quelle che erano le necessità del territorio e per il settore. Due riflessioni, la prima andate a visitare il Buzzi in termini di laboratori ma in termini

anche di storia ci sono delle macchine che appartengono all'epoca che il professore ci ha appena spiegato che fanno parte veramente della genetica e del DNA dell 'impresa italiana e poi il ragionamento vero è collegato a sempre diciamo il DNA del distretto tessile pratese, con il distretto nasce anche il buzio e viceversa, l 'uno non può escludere l 'altro, a me ha colpito tantissimo quando vado a visitare l 'istituto per motivi...

di lavoro, come poi alla fine gli studenti stessi che diventano professionisti all 'interno delle aziende tornano ad insegnare all 'istituto. C 'è, mi corregga se sbaglio, una associazione che raggruppa tutti gli ex studenti e c 'è una sorta di senso d 'appartenenza fortissimo all 'interno proprio della scuola, degli studenti, dei docenti, degli ex alunni. e di Prato stesso, cioè il Buzia è parte integrante del sistema economico e sociale di quella città.

E dunque il Mita non poteva non investire su questa realtà, professore, che legame c 'è? Il legame con Mita è fortissimo, è fondamentale perché noi abbiamo l 'onere e l 'onore di essere la scuola capofila del polo tecnico professionale dell 'ITS Academy. Sappiate tutti, gli ITS hanno una valenza regionale, c 'è un ITS per tipologia nella regione e quindi solo uno, che può articolarsi con un gruppo

di scuole che rappresentano il polo tecnico -professionale. In questo polo fanno parte anche le agenzie formative e le associazioni rappresentative di categorie. e delle imprese, quindi il polo tecnico -professionale è l 'articolazione dell 'ITS Academy. Dunque ci sta dicendo è stato uno sbocco, un 'interlocuzione naturale, fisiologica, con quali responsabilità e anche cambiamenti rispondendo a quelle che sono le esigenze, sì di Mita, ma anche con un mantenimento

di identità della vostra storia, dicevamo. Sì, il nostro ruolo è... quello di coordinare delle iniziative che propongono tutte le forme di interesse verso il settore ideativo e produttivo del sistema moda. Quindi Mita ha fatto un investimento veramente importante sull 'istituto, siamo a un milione e mezzo di euro del PNRR, dove sono già state anche installate nuove macchine per la produzione. del settore tessitura, maglieria, filatura, varie

tipologie, anche di nobilitazione del tessuto e quindi chimica tintoria e non per ultimo anche la stampa sul tessuto, tutte con macchine di ultima generazione, quindi macchine green dove si parla di circolarità, di sostenibilità ma anche di tecnologia da remoto. Gran parte delle dotazioni presenti nell'istituto sono... sono accessibili con rete VPN da remoto, quindi si può continuare a seguire in una fase produttiva come in una grande azienda. Questo ci dà il senso dell 'intervento di Mita a sostegno delle realtà

di formazione, Francesco, per mantenerle sempre più aderenti a quelli che sono i bisogni, ma anche le nuove professionalità. È proprio il concetto di rete, si parlava di rete tecnologica, ma si parla anche di rete, diciamo così, dei sistemi. formativi oggi quando parliamo di un sistema formativo parliamo anche di tutta una serie di competenze che magari all'interno di quel sistema non ci sono e che quindi vanno trovate in altri luoghi il buzzi di prato è quel diciamo così compendio necessario per portare avanti un percorso formativo il sistema

moda non è soltanto la parte della pelletteria non è soltanto la parte del tessile la specie diciamo di filo rosso che collega tutti questi sistemi e conseguentemente tutti questi distretti attraverso le competenze ma soprattutto attraverso l 'investimento diciamo in tecnologie. Oggi l 'industria 4 .0 adesso si è trasformata sul 5, anche su questo bisognerebbe parlarne di questi numeri che poi alla fine sono abbastanza misteriosi e andrebbero un po' capiti, ma sviluppano diciamo un percorso formativo

all'avanti All 'altezza soprattutto di quelle che sono le richieste oggi a livello internazionale del mercato. Se si esce dal Buzzi, concorsi oggettivamente anche che hanno una cabina di regia di un ITS come il Mita, si può competere a livello internazionale con tutta una serie di richieste che le aziende, le multinazionali oggi stanno facendo a questi sistemi formativi. Noi come Italia non siamo ultimi su niente, anzi direi che siamo... ai primi posti proprio come offerta formativa. Ecco professore, come spiegate tutto questo ai giovani per invogliarli

oppure far capire loro quali opportunità può offrire una realtà del genere? L 'opportunità di frequentare un istituto tecnico -industriale offre sia la spedibilità immediata del titolo di studio perché i diplomati di queste tipologie di indirizzi noi abbiamo sempre... indirizzi sono richiestissime da tutto il mercato, però va tenuto conto che l 'alta preparazione, la formazione acquisita tecnico -scientifica porta gli studenti a proseguire gli studi,

quindi i tre quarti dei nostri diplomati vanno all 'università a fare ingegneria, chimica, chimica industriale e quindi ingegneria gestionale o comunque anche... e sulla sostenibilità, ma anche farmacia e quindi medicina. Quindi diciamo che sul mercato del lavoro non arrivano tutte le competenze necessarie e per questo motivo è importante fare un corretto orientamento sulla scelta della scuola superiore

perché l 'istituzione tecnica rappresenta una scelta vincente che guarda al futuro, che non esclude. il proseguimento degli studi, anzi c 'è anche la doppia valenza di studiare e anche lavorare. Spesso noi stiamo riscontrando un po' in tutta Italia, ma in modo particolare anche in Toscana, il crescente e costante aumento di scelta dei licei, il che vuol dire un po' un posticipare la scelta. E questo non fa bene all'economia, non fa bene anche all'istituto.

agli stessi studenti. Scegliere un 'istruzione tecnica, industriale, tecnologica offre delle opportunità sia di studio sia di lavoro. Il rimandare a un momento successivo non crea nemmeno quelle competenze di base anche a carattere scientifico necessarie. O perlomeno possiamo dire, Francesco, che occorre che ci sia un 'accessibilità. conoscenza dell 'offerta formativa per la quale il ragazzo e la ragazza sia effettivamente in grado

di sapere quali sono le possibilità che ha di fronte altrimenti rimanendo nell 'incertezza può anche giustamente portare a rimandare una scelta perché non si sente pronto in un panorama formativo di cui non ha tutti gli strumenti di interpretazione. Indubbiamente teniamo anche presente che le tecnologie tecnologie che si studiano e che si vivono sul campo, i sistemi come gli ITS e più in generale gli istituti tecnici offrono in maniera estremamente più forte e più rapida rispetto a tutte le altre realtà.

E qui mi aggancerei un po' al tema anche dell 'Europa, perché l 'Europa ci dà i soldi attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, però questo lo leggiamo tutti. giorni, spesso e volentieri, non si riescono ad allocare tutte le risorse, cioè rispetto ai soldi che ci danno, i progetti bancabili, diciamo così, sono meno del 50%. Qui, professore, mi vorrei che se sbaglio, abbiamo un certo virtuosismo, chiamiamolo così, perché, diciamo, siete una rarità sul fatto di poter aver allocato risorse per

oltre un milione di euro, cercando di far vedere poi alla fine in maniera concreta queste risorse dove vanno. a finire, perché vanno a finire su macchine, su tecnologie all'avanguardia, su percorsi formativi che oggettivamente sono un fiore all'occhiello. Assolutamente sì, mi fa molto piacere la domanda di Francesco perché risponde pienamente a quello che abbiamo realizzato in sinergia con l 'ITS Mita, ma anche con le risorse PNRR che direttamente sono state destinate all 'Istituto Buzzi, abbiamo avuto quasi mezzo milione

di euro, per la precisione 488 mila euro, totalmente spesi per rinnovamento tecnologico in alcuni settori, ovviamente cercando di seguire il fabbisogno di tutti gli indirizzi, abbiamo puntato anche sulla parte informatica che comunque è trasversale, abbiamo una sala server che è addirittura fantascientifica, non c 'è nessuno, si può riprodurre, ricreare un sistema. ma complesso come l 'istituto in modo virtuale e quindi Mita ha dato il suo contributo ed è la

sinergia, rappresenta la sinergia fra mondo del produttivo delle aziende e mondo della formazione e quindi questa sinergia è lo strumento vincente per poter vincere le sfide del futuro che costantemente cambiano. Siamo partiti. dal Covid e poi c 'è stata la guerra energetica, la guerra tra gli stati, i dazi, quindi non sappiamo quali siano le prossime sfide. Sicuramente la nostra competenza del Made in Italy e la sinergia

fra tutti i soggetti è il modo per affrontare i nuovi scenari. Questa sinergia ben si incarna nel polo tecnico professionale sistema moda di cui Buzzi è capofila, lo anticipava nel corso di questa trasmissione, ma avete modo e capacità e spazio anche per dettare davvero delle linee che vengano anche da una richiesta degli stessi giovani, non solamente delle aziende, ma voi vi fate anche collettori rispetto a una domanda in sede di

formazione, delle aspirazioni di questi ragazzi e di queste ragazze. Gli studenti che si iscrivono all'Istituto Buzzi ovviamente. sono stati colpiti, rapiti dai laboratori. Quando si fanno gli open day ovviamente non vogliono vedere altre scuole perché una volta che hanno visitato tutti i CAD che abbiamo, dal CAD meccanico 3D al CAD Penelope per la tecnologia tessile, l'automazione dove si simula una centrale di smaltimento.

Si identifica automaticamente, si automatizza la tipologia di materiale da stoccare in settori diversi, all 'informatica, non per ultimo la logistica. Tutti gli indirizzi poi confluiscono sempre in modo circolare, anche qui va ridetto, in modo trasversale anche alla produzione del distretto. Perché quando si parla di logistica si parla di poter avere e saper ottimizzare. fa bisogno di una componente fondamentale a un processo produttivo e quindi il distretto tessile è sempre centrale alla nostra formazione.

Innovazione e digitalizzazione con spazi e strumenti che questi laboratori incarnano sono davvero il tavolo di lavoro e di formazione ideale per un giovane? Sì, riprendo un po' quello che abbiamo detto all 'inizio, ieri, oggi e domani per mutuare. che mi sembra il titolo di un film al Buzzi si trova tutto si trova il museo con la storia ed è bellissimo riuscire a vedere queste filande, queste filature in legno dove ci sono persone, ragazzi, quindi genzi

che si mettano lì e fanno il tessuto te lo realizzano attraverso questi strumenti di legno che sono della notte dei tempi, stiamo parlando veramente di un'epoca che fu l 'attualità con il presente attraverso tutta una serie di tecnologie che vengono sperimentate quotidianamente attraverso una serie di corsi che vengono svolti da personale docente competente che arriva proprio mirato su quel tipo di tecnologia e poi c'è tutta la parte del futuro cioè quello sviluppo e quella diciamo così quel mondo

che sembra quasi ormai alla portata ma che è fatto di una parte virtuale, quindi una sorta di 4D di sviluppo, di visione anche immersiva di tutta una serie di tessuti e di oggetti che sono poi alla fine l 'ultima frontiera, come oggi si va a realizzare un certo tipo di prodotto attraverso tutta una serie di tecnologie che fino a ieri potevano essere ritrovate al Kennedy Space Center. per andare sulla Luna piuttosto che lo Space Shuttle, cosa che oggi

invece sono nella quotidianità, nella vita di tutti i giorni. E allora ci avviciniamo alla conclusione, dunque tempo anche di riflessioni che però siano da stimolo. Professor Marinelli, rispetto alle imprese ci si interroga tanto su quali possono essere gli elementi per sostenerle in questa fase così delicata, critica, ma che deve rappresentare anche dal territorio un 'altra. Allora, Dal Buzzi, quali stimoli arrivano per questo rilancio? Il rilancio verso le imprese è la stretta collaborazione che deve sempre accrescere. L'innovazione tecnologica è fondamentale.

Noi abbiamo alcune imprese che investono donando o mettendo a disposizione come dato d 'uso particolare tecnologia e macchinari che utilizzano in produzione affinché si possa... all 'interno della scuola fare delle sperimentazioni di processi produttivi in modo che gli studenti abbiano la tecnologia a disposizione che poi ritroveranno quando fanno PCTO, l 'esperienza di alternanza scuola -lavoro e quindi già sanno utilizzare particolari strumenti tecnologici. Questo è fondamentale. In più abbiamo allargato

anche le esperienze, anche oltre. confini. I confini servono a volte per identificare i soggetti ma non devono costituire barriere. Abbiamo fatto un accordo quadro all 'Istituto Datini che ha l 'indirizzo agrario e proprio è recentissima questa esperienza condivisa di didattica al di là del PTP, oltre i confini del PTP. Il Datini ha prodotto del cotone, quindi la fibra naturale e tessile. abbiamo fatto nel nostro orto sperimentale sia cotone che lino e ora è in produzione

l 'indaco per la colorazione, proprio per analizzare le fibre naturali, i colori naturali e gli studenti del Datini la settimana scorsa sono venuti a fare dei test di analisi chimica tessile nei nostri laboratori per verificare poi le solidità del colore e quindi gli effetti che hanno sulla produzione tessile. Il futuro che diventa presente, no? Come poi alla fine si sposa l 'agricoltura con la tecnologia, poi alla fine con la moda, con il tessile, con la chimica. La sinergia che viene sperimentata tra loro, proprio tra ragazzi in formazione, questo è fondamentale

in un 'ottica anche di squadra. E anche se mi consentite le nuove tipologie di coltivazione, perché si parla sempre di più e siamo orientati all 'idroponica, quindi non più in terreno. La cultura idroponica consente ovviamente di utilizzare meno sostanze chimiche per gli antiparassitari e quindi si possono ottenere ottimi risultati con un impatto ambientale decisamente più sostenibile. La battuta che faccio, lasciatemi fare, è contaminazione ma questa positiva naturale, in

questo caso non quella negativa. È vero, è vero, vi è quasi da dire che le imprese e le aziende dovrebbero venire di default. a vedere cosa fate per avere a loro volta stimoli dall 'inizio del processo perché come riflettevamo anche in altre trasmissioni all 'interno di questo viaggio Francesco davvero le idee che anche i giovani maturano all 'interno degli ITS possono essere realizzate poi in un futuro indubbiamente e poi c'è il concetto dell'impresa ogni ragazzo che esce è un piccolo imprenditore al netto che entri all'interno

di un'azienda in un certo tipo di contesto per un periodo della vita, ma diventa prima di tutto imprenditore di se stesso, perché capisce e apprende modalità di lavoro che sono estremamente innovative e che potrebbero un giorno anche essere il suo nemmeno futuro, ma presente. Vorrei come ultimo punto di visione sul futuro, noi stiamo percorrendo, ovviamente siamo a Un po' all 'inizio, però io ci credo fortemente di introdurre parallelamente senza escludere le dotazioni tecnologiche di ultima generazione

di cui abbiamo parlato, ma anche dotazioni tecnologiche che servano come realtà aumentata e con dei simulatori di altissimo livello che consentono intanto di fare delle attività produttive in piena sicurezza e poi ovviamente... di avere anche un beneficio perché consentono di avere una vasta ampia gamma di caratteristiche produttive molto più ampia della macchina stessa. Ce lo sta dicendo con una buona dose di prudenza

ma anche di determinazione in un aumento come diceva di qualità del lavoro. Assolutamente sì perché dei simulatori che noi abbiamo visionato recentemente consentono di poter fare Faccio solo l 'esempio, tipologie di saldatura, che poi ovviamente a saldatura si applica a tutto, a qualsiasi produzione, è fatta in piena sicurezza con costi anche ridotti di consumabili, però possiamo simulare con un simulatore di alto livello

tipologie di materiali che non potremmo fare nel nostro laboratorio tradizionale e questo si può applicare. E allora ancora uno spaccato davvero affascinante e di prospettiva che viene da questo percorso che stiamo facendo in collaborazione con la Fondazione Mita. Ringraziamo i nostri ospiti, naturalmente Francesco Selvi che ritroveremo nel corso di questo viaggio e il professor Alessandro Marinelli, dirigente scolastico dell 'Istituto Tecnico Industriale Buzzi di Prato. Grazie per essere stato con noi.

anche alla visione, all 'ascolto di questa puntata anche sui nostri canali crossmediali. Ci rivediamo per una nuova tappa di questo viaggio. Grazie a tutti.

Grazie a tutti.