Multiutility, il referendum di Empoli è stato un autogol?
Approfondimento sul referendum abrogativo di Empoli riguardante l'adesione alla Multi Utility toscana. Non è stato raggiunto il quorum, ma il 28,48% degli aventi diritto ha votato, con il 96,61% favorevole all'uscita. Tommaso Fattori e Marco Cardone analizzano il significato politico del voto e le conseguenze sulla gestione dei servizi pubblici locali, con particolare riferimento alla questione Publiacqua e al dibattito interno al PD.
Capitoli
- 00:00Introduzione al referendum di Empoli
- 02:35Analisi del risultato con Tommaso Fattori
- 06:13Intervento di Marco Cardone
- 10:45Il dibattito sulla Multi Utility
- 13:02Gestione dei servizi pubblici e monopoli
- 16:56Conseguenze politiche del referendum
- 18:51La questione Publiacqua e gestioni in house
- 21:34Conclusioni e saluti
Trascrizione 39 passaggi
Stai ascoltando Controradio. Controradio. Controradio. FM, DAB, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio. Le otto e quaranta, l'approfondimento di questa mattina, si domandiamo se il referendum di Empoli è stato un autoguomo. Come ha detto ieri ai nostri microfoni l 'ex presidente della regione toscana Vannino Chiti, non è stato raggiunto il quorum degli aventi diritto al voto al referendum abrogativo comunale a Empoli relativo alla delibera del Consiglio Comunale del 2022 con
cui il Comune aveva aderito al progetto della Multi Utility, la holding toscana dei servizi pubblici. I comitati promotori della consultazione volevano scongiurare sia la quotazione in borsa sia... naturalmente la gestione pubblico privata del servizio idrico. Come abbiamo raccontato l'affluenza è stata del 28,48 per cento. Hanno votato 12.290 persone. Per quello che riguarda lo scrutinio il 96,61 per cento, cioè 11.875 persone
hanno votato per il sì, per uscire dalla multiutility. No, sono stati 3 ,02%, 21 le scade bianche, 25 quelle nulle. Allora, per parlare delle conseguenze di questo referendum, sono collegati con noi anche in diretta video sui nostri social. Tommaso Fattori, che è stato consigliere regionale, portavoce del Forum Sociale Europeo di Firenze, promotore del referendum storico del 2011 contro la privatizzazione del servizio idrico e dei servizi pubblici.
locali e Marco Cardone del comitato referendario portavoce del comitato referendario non molti utility con questo andiamo ad Empoli buongiorno a voi e grazie per essere con noi grazie per aver accettato il nostro invito buongiorno buongiorno grazie allora cominciamo subito da un'analisi di questo voto io ho iniziato dicendo è stato un autogol Tommaso Fattori ma io ho risposto per vannino chitti per le sue opinioni tra l 'altro è stato fra i firmatari del referendum però un
punto di vista diverso io penso che certamente è stato formalmente un referendum nullo però credo che politicamente abbia avuto un significato enorme perché quasi il 30 per cento cioè vale a dire quasi un empolese su tre è andato a votare sì tra l 'altro lo ricordavi con il 96 per cento di sicco come eh praticamente come esattamente la stessa cifra del duemila undici e questo malgrado appunto come dire il sabotaggio del silenzio sia da parte dell'amministrazione
cittadina sia diciamo da parte del sistema mediatico complessivo pur con qualche rodevole eccezione penso per esempio al TG tre e qualche rara voce libera tipo appunto contro radio però in termini assoluti dodici mila trecento voti sono per intendere più dei novemila cinquecento voti che hanno eletto l 'attuale sindaco della città cioè io starei molto attento a non sottovalutare un 'impresa nata dal basso per il merito dei comitati cittadini come quello appunto rappresentato da marco adesso il collegamento trasparenza per empoli
che ha come dire portato nel silenzio assoluto un empolese su tre alle urne che quasi diciamo al cento per cento votato sì. Ecco quindi io credo che al di là di tutto questo risultato abbia oggettivamente scosso diciamo sia il PD che Fratelli d 'Italia cioè non è un mistero per nessuno che come dire il cosiddetto vecchio PD cioè quello Renziano, dei Nardella, dei Biffoni, Nardini abbia sostanzialmente concepito
la Multutility assieme a Tomasi Il candidato del centrodestra alle scorse elezioni regionali con la benedizione di Meloni, anche se poi io, come dire, ho detto più volte, sono più che convinto che questo progetto sia, come dire, maturato, sia stato concepito in ambienti esterni alla politica in quanto tale, cioè in ambienti economico -finanziari, quindi fortemente voluto dai grandi fondi di investimento.
che poi sono quelli che entrano dentro però io credo che il colpo della partecipazione poi di fatto e di questo referendum sia arrivato forte e chiaro e che sia stata come dire un'impresa notevole certamente complicatissima dico solo uno e chiudo diciamo uno degli elementi no? Più o meno si doveva arrivare a 21.000 cittadini per avere il quorum del 50% più uno. Tenete conto che di questi 21 .000, 7 .000 sono stranieri, residenti, perché a differenza
delle politiche in un referendum votano anche i residenti e dico per fortuna naturalmente, però ci sono i problemi oggettivi, cioè moltissimi sono per esempio cinesi, c'è un'oggettiva barriera linguistica, non sapevano nemmeno, proprio perché non è stato fatto nulla anche da parte dell'amministrazione per informare sì e sul no, perché ognuno sceglie e possa votare. però fondamentalmente se togliamo ad esempio questi 7 mila si va a una soglia di circa 11 mila che è molto vicina poi di fatto al numero delle persone che hanno votato questo ripeto non
per dire benissimo che votino i residenti stranieri ma vanno informati che esistano barriere linguistiche credo sia un fatto noto a tutti ecco questo per dire che se uno fa una lettura attenta del risultato referendario vede ripeto che a mio parere il sindicato politico è veramente rilevante cerchiamo di capire cerchiamo di capire da questo punto che cosa succede ma prima perché come dire tutto questo
non può non andare a influire su un dibattito che in queste settimane è stato un dibattito importante che ha investito anche diciamo così il voto regionale ed altre cose di cui parleremo tra poco La mia analisi è quella che ha già fatto Tommaso, ha riepilogato benissimo quelle che sono state le difficoltà, la considerazione che a noi ha fatto molto piacere accogliere gli extraumunitari residenti che sono venuti ai seggi a votare e che erano palesemente spaesati, era la prima volta per loro, non c 'era informazione,
avevano difficoltà a trovare seggi, il 16%. che rappresentavano all'interno appunto di tutto il corpo elettorale. Però al di là di questo, qui esce fuori un dato importantissimo che avete detto, che il 97% dei cittadini non vuole operazioni di questo genere, il 97% dei cittadini vuole che l'acqua e che i servizi, anche i rifiuti, siano gestiti da società in ausa totalmente pubblica. E questo dimostra che dal 2011 a ora sono passati quasi 15 anni la posizione dei cittadini...
Non si è spostata ad una virgola perché questo è quello che ha detto il referendum. Quello che ha avuto come effetto che ha contribuito il referendum ma soprattutto tutta la rete toscana per la tutela dei beni comuni, i vari movimenti che hanno seguito tutta la questione multiutility da quando è nata e perché diciamocelo questo va detto se oggi siamo arrivati a parlare di multiutility è perché i comitati cittadini si sono sforzati tanto di fare pressioni sia sulla stampa che sui partiti. sui movimenti vari perché questa tornasse diventasse una questione di cui parlare perché
se i cittadini stavano zitti di questa cosa non se ne parlava e come avevano detto barnini biffoni nardella e tomasi nel 2024 sarebbe stata votata la società perché questo è quello che è successo quindi eventi come quello del referendum nonostante da un punto di vista legislativo abbiano bisogno del raggiungimento di quorum e questo nessuno lo mette in dubbio però hanno la prima funzione, il primo obiettivo, il primo compito è quello di riportare in auge una discussione sulle questioni che si vanno a analizzare. Questo sicuramente è stato raggiunto
come obiettivo in virtù anche del grande lavoro fatto prima da tutte le reti toscane e che continuerà anche dopo e soprattutto ha portato a una nuova coesione, quindi riportare anche le posizioni dei partiti che nel 2011 Erano tutte favorevoli al sì al referendum, convintamente l 'hanno sostenuto e grazie anche al grande lavoro di Tommaso e altri è stato raggiunto l 'obiettivo in quel 2011. Questo però ci dimostra che nonostante anche quando si raggiungono gli obiettivi è necessario continuare a parlarne, è necessaria una continua
mobilitazione, una continua attenzione su questi temi e il risultato ottenuto importante il secondo... secondo è quello di aver riportato le forze politiche che allora erano presenti e allineate tutte per il sì, che nel frattempo è evidente che molte delle quali si erano disperse, disinteressate, allontanate, alcune delle quali invece erano andate negli anni in direzione opposta a quello che era l'esito del referendum, ecco sono state tutte riradunate, coese, perché hanno visto evidentemente con l 'interesse
delle persone hanno visto anche un loro interesse a ritornare a impegnarsi su queste questioni. Quindi è stato importantissimo tutto questo, è stato fondamentale, è stato un segnale forte che fortunatamente hanno preso e hanno seguito e hanno subito accettato tutti i partiti qui a Empoli ma anche a livello regionale. Poi c 'è stata su questo un 'assenza chiara che ha risuonato comunque che è stata quella del Partito Democratico
perché tutti gli schieramenti, tutte le forze politiche si sono espresse sul referendum, hanno preso tutti una posizione netta e chiara o per il sì o per il no, l'unica indecisione ancora riguarda il Partito Democratico. Questo ha a che fare col fatto che in questo momento il Partito Democratico democratico è dentro una una dialettica diciamo così però Tommaso Fattori se io riparto da quello che avete detto voi per fare l'avvocato del diavolo cioè benissimo verissimo un empolese su tre non vuole la multi utility sette su dieci però
il problema la questione può essere proprio questa per alcuni cioè qualcuno dice che smembrare partendo anche da questo risultato referendario smembrare la multi utility senza andare eccetera, non significa offrirla in qualche modo al grande capitale finanziario? Tommaso Fattori. Esattamente l 'opposto, il ragionamento che spesso si fa è proprio questo, bisogna fare la multility regionale per impedire che poi vengano da fuori
per mettere le mani sull 'acqua toscana, sui servizi pubblici toscani. Ovviamente l 'allusione è alle altre cosiddette multiutiliti italiane, io uso sempre le virgolette in questi casi, perché era, A2A, ACEA, IREN, cioè i grandi colossi delle multiutiliti esterne ai nostri confini regionali. Però è, ripeto, vero esattamente l 'opposto, cioè se noi costruiamo una multiutiliti in Toscana, è sicuro che dentro la compagina della Multi Utility Toscana arriveranno esattamente i grandi fondi internazionali
che sono azionisti di ERA, ASEA, A2A e IREN e cioè appunto BlackRock, Vanguard, multinazionali come Suez perché se si va a vedere chi so chi detiene percentuali considerevoli, cosiddette anche di controllo all 'interno delle altre Multi Utility vediamo che ci sono esattamente questi soggetti. Io ho sentito dire dice sì ma noi vorremmo fare l'azionariato popolare ma l'azionariato popolare chiunque si intenda un minimo di borsa sa benissimo che non si può controllare
a chi si danno le azioni o meglio si può dividere all'inizio diciamo in piccoli lotti ma immediatamente le azioni sono in borsa chiunque se le può comprare ed è ovvio che i grandi gruppi i grandi fondi di investimento rastrellerebbero in breve le azioni anche della futura multi utility toscana portata in borsa esattamente come è successo nelle altre perché non è che bisogna fare molto se non vedere che cosa è accaduto nelle multi utility che sono accanto a noi e badate che le multi utility diciamo così io insisto su questo punto l 'esperienza lo
insegna sono delle mega macchine che sono congegnate per quello per cui sono congegnati tutti i colossi in borsa cioè massimizzare il valore per gli azionisti cioè produrre profitti cioè distribuire dividendi e fare in modo che questo flusso di dividendi crescano o diminuisca questo è l'obiettivo non è quello di gestire efficacemente i servizi basta guardare i bilanci delle multiviti esistenti in Italia e si vede l'enorme quantità di miliardi
che si sono appunto intascati gli azionisti sotto forma di dividendi un'obiettivo E sapendo la cosa, io ripeto sempre, cioè che se questo è l 'obiettivo primario, e ripeto i bilanci lo mostrano, si vede che viene perseguito a qualsiasi costo, perché se per garantire il flusso, diciamo, di dividendi agli azionisti, quindi a grandi fondi internazionali, e poi naturalmente anche agli azionisti pubblici, non dimentichiamolo, questo è uno dei motivi per cui poi, come dire, sono invogliati i comuni stessi a partecipare a questo. Però, diciamo, nel momento in cui c'è la garantia...
il flusso dei dividendi, c 'è bisogno di aumentare il debito della multiutility per garantire il flusso dei dividendi, ci si indebita, c 'è bisogno di precarizzare, c 'è bisogno di scienziare per garantire il flusso dei dividendi, si licenza si precarizza, c 'è bisogno come dire di alzare le tariffe entro il limite garantito dalla legge fino al punto massimo, si alzano le tariffe perché va ricordato anche questo perché si dice bisogna fare la multi utility così si potranno finalmente fare gli investimenti che altrimenti non si fanno ma chiunque sa che ormai da più di 20 anni per legge tutti
gli investimenti sono pagati dalle tariffe degli utenti dunque chiunque gestisca il servizio dunque diciamo la differenza che non ha molti utility e i soldi per i vengono presi dalle tariffe ma oltre ai soldi per gli investimenti ci viene caricato appunto il profitto i dividendi per gli azionisti privati e pubblici questa diciamo fondamentalmente la
differenza oppure si dice anche questo argomento sempre utilizzato con la multi utility le banche faranno prestiti alla multi utility ma a chi gestisce i servizi pubblici, ricordiamolo, in regime di monopolio, perché sono monopoli cioè esiste un solo gestore dell'acqua a cui io posso fare riferimento, esiste una sola rete di distribuzione del gas, perché parliamo quando si dice che nella multiattività rientra l'energia, si intende le reti di distribuzione ovviamente, non la produzione
quindi quella rete è unica e chiunque deve pagare il gestore per poterla utilizzare e via dicendo sono diciamo in regime di monopolio cioè vale a dire che non esiste concorrenza nel mercato eh non esiste nemmeno rischio di impresa quindi è evidente che sono diciamo i soggetti con la maggiore garanzia di solvibilità però chiudo davvero cioè quindi il tema è che entreranno proprio quei soggetti perché è così diciamo appetitoso il il
terreno delle eh della servizi pubblici, regime di monopolio dove si possono fare in maniera parassitaria una marea di profitti e si possono intascare miliardi e miliardi di dividendi questo è il nostro ti fermo un caso perché volevo chiedere a Marco Cardone un'ultima battuta che sono le 8.57 abbiamo veramente due minuti da questo momento quali sono le conseguenze politiche di questo referendum sul dibattito che abbiamo visto di spiegarsi nell'ultimo mese soprattutto Soprattutto dalle elezioni regionali si è tornato a parlare con forza, tra l 'altro sottolineavate
non casualmente ovviamente le divisioni, la dialettica interna al Partito Democratico, le indicazioni date da Eilish Line, la questione del campo largo e della prospettiva nazionale di questo campo largo. Che conseguenze avrà questo referendum sul dibattito che abbiamo visto di spiegarsi nell 'ultimo mese, Cardone? Sicuramente. Sarà un 'ulteriore spinta. Allora qui già da prima delle elezioni regionali e si è visto sviluppare ulteriormente nelle elezioni regionali e l 'abbiamo notato arrivare anche a livello nazionale nei 3 -4 giorni precedenti ai voto Empoli,
c 'è stato da sempre, ormai da molto tempo, un fronte trasversale che va da destra a sinistra di molti partiti che sono favorevoli alle gestioni in ausa. fondamentalmente di questa multi utility va riscritto totalmente e le gestioni vanno affilate in house. Ora su Firenze logicamente c'è la questione che farà un po' da apri pista, da scuola, da test per tutte le altre gestioni dell'acqua che andranno in scadenza che è quella di Publiacqua e qui si nota chiaramente che c'è un larghissimo fronte che è già deciso chiaramente già da molto di
andare verso le gestioni in house e che è molto largo tanto da aver rimesso in discussione quella era la decisione presa nell'autorità idrica già nel 2023. A questo fronte però si ritorna sempre lì. Purtroppo manca ancora una decisione presa da parte del PD. Fondamentalmente quello che vedo io sono le resistenze di Firenze e Empoli che fortunatamente adesso sembrano timidamente e piano piano cercare di riallinearsi e quindi di fare una sorta di inversione rispetto a quelle che erano le posizioni storiche di Firenze e Empoli.
Io capisco che ci vuole tempo in politica per potersi ricostruire una figura, una narrativa diversa da quella sostenuta fino al giorno prima, però qui il problema è che siamo con la scadenza di Publiacqua che è ora e quindi c 'è pochissimo tempo, quindi c 'è bisogno veramente di uno sforzo, di un calo nella realtà da parte di chi deve prendere queste decisioni e di dire chiaramente sì, senza Indugi, senza se e senza ma bisogna fare società in house. Trovare in modo per cui Alia Multi Utility venga completamente stravolta, venga cambiato totalmente lo statuto, in modo da renderla molto più simile a una società
in house che a una società normale, però ecco il punto fondamentale è che i soldi da parte dei comuni stessi per riacquisire le vuote della società in Publiacqua vanno valutati le vuote con una due diligence, perché qui io sento parlare... nel caso specifico si va dagli 80 milioni a 160 milioni, questa è una società che ha un bilancio già chiuso. Bisogna chiedere ai politici che comincino a parlare e portare le cifre esatte, fatte con una valutazione a modo, tecnicamente ammissibile con la modalità della duo diligence,
a quel punto lì sicuramente si potrà procedere a rilevare le quote di privato, e lo stesso poi potrà essere fatto anche per Acqua SBA che scadrà nel 2031, e conferire Tutto in una nuova società in house, esterna a Alia Plures, che verrà stravolta perché logicamente se si vogliono fare l 'in house c 'è l 'incompatibilità con, questo lo dice anche l 'IT, lo dicono tutte le leggi, c 'è l 'incompatibilità con l 'attuale Alia Multitility anche se totalmente a composizione pubblica.
Quindi quello va totalmente stravolto per il progetto di Firenze e Empoli devono rompere gli induci, devono dire... Non solo che vogliono l 'inausa, a cui sono arrivati ora, ma che Alia Multi Utility è incompatibile con l 'inausa, quindi va totalmente stravolta a partire dallo statuto. Le gestioni vanno messe fuori Alia Multi Utility, Alia Multi Utility potrebbe essere un contenitore per realizzare quello con uno statuto completamente diverso, come ho già detto, quello che la politica ha sempre chiesto anche per avere magari una possibilità di intervento a livello regionale o una cabina di regione ulteriore.
Marco Cardone, grazie davvero, grazie a Tommaso Fattori per essere stati con noi questa mattina per questo ragionamento dopo il referendum empolese. Buona giornata a voi. Buona giornata. Grazie, grazie a Tommaso Fattori, grazie a Marco Cardone. Potete rivedere questo speciale su controradio .it, in video, sui nostri social e naturalmente nei nostri podcast. Altre notizie con la newsline di questa mattina tra pochissimo. state con noi stai ascoltando Controradio
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