Opera di Santa Croce

15 aprile 2025 · 13 min

L'Opera di Santa Croce e l'Università di Firenze collaborano per ricostruire la storia secolare del complesso monumentale attraverso le digital humanities. Il progetto include la ricostruzione virtuale del tramezzo monumentale perduto e mira sia alla tutela che alla valorizzazione del patrimonio. Un esempio di sinergia tra ricerca accademica e gestione culturale per rendere accessibile la stratificazione storica del monumento.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:56Gli ospiti: Opera di Santa Croce e Università di Firenze
  3. 01:33Obiettivi del progetto di ricostruzione
  4. 02:37La storia costruttiva e le trasformazioni di Santa Croce
  5. 03:42Il tramezzo medievale perduto
  6. 05:22L'importanza della stratificazione storica
  7. 06:44Le digital humanities nella ricerca
  8. 08:38Santa Croce come banco di prova
  9. 10:02Sostegno ai giovani ricercatori
  10. 12:22Il volume e conclusioni
Trascrizione 22 passaggi

Grazie a tutti Grazie a tutti. ...di pazienza per attivare tutti i nostri collegamenti anche cross mediali, ma sfidare anche il tempo e le difficoltà di circolazione che ci hanno segnalato anche in apertura di

trasmissione oggi i nostri ascoltatori. Le nostre ascoltatrici dunque un plauso ancora maggiore per la disponibilità agli ospiti qui con me in studio e in collegamento che adesso vado ad introdurvi per raccontarvi davvero un viaggio eccezionale. nel tempo e non solo. E allora saluto il segretario generale dell 'Opera di Santa Croce in collegamento Stefano Filipponi, ben trovato, buongiorno. Buongiorno. E il professor Fulvio Cervini per il SAGAS, ovvero... Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo dell 'Università di Firenze.

Buongiorno, grazie per l'invito. Perché, dicevamo Filipponi, un viaggio davvero eccezionale nel tempo con l 'uso delle nuove tecnologie alla scoperta? di cosa in Santa Croce? Cosa state realizzando con un grande pool di ricercatori e docenti? Stiamo cercando di ricostruire la storia secolare Trasmante, stratificata, complessissima del complesso monumentale di Santa Croce con un duplice obiettivo, chiaramente il primo e il più importante è quello di produrre tutta la conoscenza necessaria per poter

gestire al meglio il luogo e tutelarlo e conservarlo. L'altro è quello di poter condividere questa conoscenza con tutti i visitatori che transino la Santa Croce e che spesso non solo, come dire, la nostra città senza conoscerla prima di arrivare, ma vanno via senza aver portato con sé qualcosa di più di ciò che avevano arrivando. Questo è un compito che tutte le istituzioni culturali devono tenere presente e per questo è fondamentale. la collaborazione che abbiamo con l'Università da lungo tempo. E adesso andiamo a raccontarla, questa collaborazione che nei fatti mette in campo anche, lo

ricordiamo, il Dipartimento di Architettura, un gruppo articolato di docenti. I ricercatori sono all'opera in che modo, professore? Questo è un rapporto che parte da molto lontano. Si è concretizzato all'inizio semplicemente con delle ricerche, ovviamente sulla storia costruttiva di Santa Croce, sulla storia. Anche di come questo edificio è cresciuto nel tempo, è stato decorato o ridecorato, che noi entriamo in Santa Croce, abbiamo l 'impressione di essere dentro una chiesa medievale più o meno genuina, in realtà i medievali la vedevano in tutt 'altro modo.

per esempio non vedevano direttamente la zona dell'altar maggiore come la vediamo noi, c'era una specie di grande schermo, un loggiato, un tramezzo, come lo chiamano gli storici dell'arte, che è stato distrutto da Vasari nel Cinquecento. Vasari che ha realizzato poi tutti gli altari delle navate laterali che adesso sono in opera. Quindi si tratta di un grande sforzo che adesso si avvale anche di nuove tecnologie. che mira a ricostruire l 'immagine di Santa Croce come quella di una realtà molto stratificata,

perché non c'è chiesa medievale che non si trasformi molto profondamente nel corso del tempo. Noi dobbiamo avere consapevolezza. di tutte queste trasformazioni se vogliamo intanto capire cosa stiamo guardando, ma poi soprattutto se vogliamo trasmettere questo patrimonio ai posteri. Ecco dunque che grazie alle nuove tecnologie, nuove risorse digitali, Lì è stato possibile attraverso una serie di indagini sul campo, attraverso anche ad esempio una tesi di dottorato di ricerca, quella di Giovanni Pescarmona è stata particolarmente innovativa, arrivare a una ricostruzione.

virtuale del tramezzo perduto poi su questo torneremo ricordiamo ancora sottolineiamo filipponi questa finalità di far conoscere anche gli altri aspetti, quello in meno noti al pubblico, ai visitatori, ai turisti e anche agli stessi fiorentini, di una sedimentazione, di un patrimonio secolare che si è evoluto nel corso dei secoli e proprio per questo ha una sua... unicità nella complessità. La storia ha attraversato tutti i monumenti, i grandi

complessi che noi oggi conserviamo. È fondamentale riuscire a non schiattare... l 'esperienza di chi vive qui viene a visitare i luoghi in un momento presente senza uno spessore questo permette di capire ciò che si vede che non c'è più E avere un rapporto con i luoghi anche di consapevolezza rispetto alla delicatezza e al variare delle cose nei secoli. È proprio un entrare dentro quella che è la vera storia del luogo. Quindi avere una relazione molto più profonda. Da questo punto di vista le nuove tecnologie, che sono uno

strumento, non vanno mai esaltate a sé, però danno la possibilità agli studiosi di sperimentare ipotesi di ricostruzione. e allo stesso tempo di produrre dei contenuti che sono molto adatti a presentare in maniera sintetica a un pubblico di non addetti ai lavori ciò che è stato scoperto, ciò che è ancora in via di definizione. Quindi è un canale di dialogo molto importante. Molto importante, su questo stiamo lavorando molto lato università per la ricerca e con altri partner anche insieme all 'università sulla produzione di apparati specifici per i diversi tipi di pubblicità.

Professore, la ricostruzione virtuale del tramezzo monumentale, siamo in radio ma anche sui nostri canali cross mediali, ma cerchiamo di rendere questa possibilità che in qualche modo sia aperta anche ai vostri occhi, anche voi. Voi vi innovate e implementate nella vostra capacità di ricercare. Le digital humanities cosa rappresentano in questo percorso? Sì, digital humanities è un termine inglese che non ha un corrispettivo italiano perché non possiamo tradurlo con umanità digitale. che sono un 'altra cosa, significa uso delle risorse digitali nella ricerca umanistica

perché indubbiamente le risorse digitali aiutano il pubblico a capire meglio Cosa si dispiega davanti ai suoi occhi? Cioè in questo caso, ad esempio, grazie alla rete aumentata, ma a supporti digitali, può farsi un'idea di come si poteva presentare Santa Croce prima del 1560. Parliamo appunto soprattutto del trametto. Ma queste ricostruzioni si possono applicare a tanti altri risultati. Adesso possiamo vedere un rendering, come si dice oggi, dell 'assetto che doveva avere il tramezzo di Santa Croce nel terzo meso. Però è anche vero che queste risorse aiutano noi studiosi a capire

meglio la dinamica di queste straordinarie stratificazioni, cioè non hanno soltanto una funzione divulgativa. Oggi va di modo a parlare di disseminazione, terza missione, eccetera. A me piace parlare di funzione educativa, parlava prima della necessità di formare un turismo più consapevole. Questi sono strumenti dobbiamente utili. Però sono ancora più utili agli studiosi per entrare nei meccanismi della costruzione e della stratificazione di questi spazi.

Quindi ci servono per fare ricerca. per vedere meglio delle cose che prima non si vedevano e questo è dubbiamente un grandissimo risultato anche se ovviamente non può che essere un'approssimazione visto che il tramezzo non c'è più e noi non siamo mica sicuri di cosa ci fosse dipinto. con un dipinto su ogni palmo di questa incredibile struttura. Ma altri esempi si potrebbero fare, la chiesa di Santa Croce attuale ha preso il posto di una chiesa più antica e i cui resti stanno ancora in parte sotto il pavimento. della chiesa che noi visitiamo e sono accessibili non al pubblico,

grazie a queste tecnologie è possibile tentare più o meno delle ricostruzioni di questi spazi, spazi per i quali ad esempio venne fabbricato. Il crocifisso di Cimabue, che stava in una chiesa molto più piccola dell 'attuale e poi sarebbe stato ricollocato in questo grandioso edificio che è quello che frequentiamo. In questo senso il vostro lavoro si pone su un tavolo. Cioè Santa Croce è il materiale ideale su cui fare questo tipo di ricerche? Beh sì, Santa Croce è un banco di prova straordinario, ma non solo relativamente al tramezzo,

perché Santa Croce è tutta ovviamente... Si presta, pensiamo soltanto a tutte quelle tracce del rivestimento pittorico tardo -medievale che sono state nascoste dall 'allestimento vasariano degli attari. Cioè dietro le pari d 'altare di Vasari e dei suoi collaboratori si possono ancora leggere molti di questi affreschi, molti di questi lacerti e anche grazie ai nuove tecnologie è possibile tentare una ricostruzione. di questi cicli, di questi programmi, di questi altari che non ci sono più, quindi il

materiale sicuramente è molto abbondante e si estende ampiamente dalla chiesa al convento, proprio nella ricchezza. di tutte le sue componenti. Filipponi, tutto questo pone anche una determinazione dell 'opera di Santa Croce nel volere sostenere anche i giovani studiosi, perché non solo la relazione, con il partner universitario e non solo accademico, ma anche incentivare proprio i giovani che si cimentano in questo tipo di formazione, conoscenza, approfondimento e ricerca.

Sì, certamente. e credo che la precondizione specifica che abbiamo trovato insieme con l 'università è stata quella di decidere di programmare le attività a lungo termine e di trovare un campo di lavoro interno. per meglio in cui l 'attività di ricerca che i docenti, gli studiosi svolgono, l'attività di gestione, tutela e valorizzazione che noi facciamo, ha creato uno spazio intermedio in cui le due realtà lavorano e programmano. a lungo termine, facendo questo si riesce a valorizzare il lavoro di giovani studiosi

perché vengono seguiti e indirizzati non solo fino al momento in cui la ricerca è conclusa ma anche nelle attività successive. La precondizione fondamentale è quella che le due istituzioni abbiano creato un tavolo di lavoro congiunto e di programmazione, credo che questo sia proprio il segreto, perché Santa Croce è certamente un luogo ricchissimo. ma Firenze è, per nostra fortuna, piena di vogli altrettanto importanti, credo la differenza la stia facendo proprio questo approccio, che permette di valorizzare al meglio sia il lavoro che noi svolgiamo come opera,

ma è il lavoro fondamentale che l 'università fa e questo ha una ricaduta potenzialmente sulla città tutta perché si tratta di mettere in gioco delle energie che già esistono e finalizzarle su progetti che permettono di valore. di renderle visibili, quindi si tratta veramente di creare quelle situazioni in cui la somma delle energie investite è molto superiore alla somma degli elementi di partenza. La volontà di valorizzazione ma anche il successo che ricevono queste iniziative, questi progetti di apertura e di ulteriore conoscenza dell 'opera di Santa Croce, lo

testimonia Genius Loci per tutti per quanto riguarda insomma contro radio il suo impegno rispetto a questo, non sveliamo niente rispetto alla prossima edizione, però diciamo invece che tutta questa ricerca che vi abbiamo sintetizzato è... consultabile e illustrata nel volume Santa Croce tra passato e futuro conoscere conservare condividere un'opportunità divulgativa di questo secondo volume delle voci di Santa Croce pubblicata appunto dall 'opera. Trasmissione riascoltabile, visibile, non perdetevi le immagini davvero

di questa sfida del virtuale che però diventa davvero un 'opportunità per nuove scoperte all 'interno dell 'opera di San Ringraziamo i nostri ospiti, il segretario Filipponi e il professor Cervini per essere stati con noi. Tra poco la linea passa al GR di Popolare Network. Noi ci risentiamo su queste frequenze, su questi canali. Alli cross mediali dalla redazione l'augurio di una buona giornata. Grazie a tutti