Parentral control, perché serve e perché non basta

9 gennaio 2025 · 18 min

Approfondimento sul parental control come strumento educativo per accompagnare i minori nell'uso del digitale. Gli esperti Daniele Cuder e Riccardo Fracchiolla discutono di filtri, limiti temporali e dialogo intergenerazionale. Emerge l'importanza della presenza e della testimonianza degli adulti, oltre gli strumenti tecnici di controllo.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:56Presentazione ospiti e tema
  3. 02:00Cos'è il parental control e come funziona
  4. 04:22L'accompagnamento graduale dei minori
  5. 06:02Responsabilità educativa degli adulti
  6. 08:22Dialogo e spiegazione delle regole
  7. 10:22Reazioni dei bambini ai limiti
  8. 14:02Quando togliere il parental control
  9. 17:42Conclusioni e prossimi appuntamenti
Trascrizione 32 passaggi

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per il tema di questo approfondimento Parental Control perché serve perché non basta. Dunque continuiamo a parlare di giovani ma anche di educazione, presa di coscienza e responsabilità di noi adulti. Daniele Cuder, consulente informatico ed educatore e formatore impegnato nei progetti di cittadinanza digitale nelle scuole. Ben trovato, buongiorno. Buongiorno, grazie, buongiorno a voi tutti. E invece in studio mi ha raggiunto Riccardo... Fracchiolla, docente alla Scuola Primaria dell'Istituto Teresa Mattei di Bagno a Ripoli,

psicologo e psicoterapeuta. Ben trovato. Buongiorno a voi. Partiamo dal nostro ospite in collegamento, Cuder, eh, Parental Control, chi è no non ne fa uso se ha a che fare con minori e digitale. Sono strumenti validi di aiuto, in questo senso le chiedo che strumento danno di supporto agli adulti, ma quali sono anche gli scenari di cui ci dobbiamo rendere conto perché hanno dei margini anche di possibile delega

diciamo in bianco rispetto invece a una responsabilità dell'adulto che come stiamo affrontando in questo percorso sull 'uso del digitale dovrebbe coinvolgerci come consapevolezza in prima persona. Certamente, è proprio quello che vorrebbe riassumere anche il titolo di questa puntata, perché... serve e perché non basta il parental control? Perché serve? Perché può essere sicuramente uno strumento di aiuto nel percorso di accompagnamento all 'esperienza.

del digitale. Lo sappiamo, è stato approfondito anche nelle altre puntate, quanto la rete, quanto il digitale offra grandi opportunità di intrattenimento, di istruzione e di comunicazione, ma ci sono anche tutti i rischi. di cui tenere conto il parental control è uno strumento che aiuta in questo senso i genitori a poter lasciare fuori ecco quelli che sono i potenziali pericoli aiuta in qualche modo perché il compito principale, le due funzioni in particolare che chiediamo ai sistemi di parental control da un punto di vista proprio tecnico sono quelli di

anzitutto impedire, quindi filtrare l 'accesso nella navigazione, nell 'esperienza digitale a contenuti non adatti ai minori. D'altra parte invece è possibile impostare dei tempi per avere dei confini temporali, dei limiti orari all 'interno dei quali andare a navigare, a giocare. Facciamo l'esempio. Il parental control può servire per mettere su un tablet, su uno smartphone, su una console di gioco il

fatto che è possibile usare quel device dalle 2 del pomeriggio alle 7 e all 'interno di questa fascia oraria utilizzarlo per... mezz 'ora piuttosto che per due ore. Ecco, il parental control può aiutare anche proprio in quella che noi chiamiamo la gradualità dell 'accesso all 'esperienza digitale, perché possiamo decidere che oggi facciamo... mezz 'ora, poi quando un bambino cresce, una bambina cresce, aumentano i tempi, all'inizio potremmo andare a filtrare in modo automatico che si vedono soltanto certi siti piuttosto che altri e poi possiamo impostare.

deve avere delle regole che possono essere più o meno granulari e quindi andare a rendere graduale l 'accesso a internet. Da un punto di vista invece educativo, quello che ci interessa è che... che si possa evitare un accesso a volte, lo sappiamo, anche involontario a dei contenuti inadatti. E dall'altra parte è utile per alleggerire quella che è la parte di... di contrattazione tra genitori e figli no? Perché

su questo aspetto sostanzialmente quindi Cuder ci sta dicendo anche che può essere un avviamento professore Fratti eh graduale eh per prendere le misure sia per l'adulto sia per il eh bambino o la bambina che eh comincia a muoversi in questo ambiente da protagonista perché Siamo sempre di più in un ambiente digitale a 360 gradi, anzi i più piccoli sono nati proprio in questo contesto. Che tipo di esperienza ha lei rispetto al parental control?

Il parental control, come diceva... Daniele Cuder è utile per quanto riguarda la formazione e l 'educazione a un nuovo strumento che può portare delle problematiche, però rappresenta la punta di un iceberg, perché poi l 'iceberg è composto da... tanti altri fattori, per esempio la parte utile è quella di educare, cioè se io devo portare i miei figli, i bambini ad attraversare la strada o insegno ad andare in bicicletta sicuramente c'è...

bisogno di un 'istruzione, quindi la vicinanza è un qualche strumento educativo più formale, sicuramente c 'è bisogno, però sotto forma di accompagnamento, l 'adulto deve essere presente per aiutare. aiutare il bambino a quel senso di responsabilità e proprio a maneggiare lo strumento, che in questo caso è un device collegato a internet e quindi farne un buon uso. Però chiaramente apre altri scenari, cioè l 'atteggiamento dell 'adulto. Come lei diceva, noi siamo in un ambiente digitale, però l 'ambiente digitale lo gestiamo noi adulti, lo abbiamo preparato noi, è un assetto che i bambini, sì, sono

nativi digitali, ma perché noi facciamo trovare questo ambiente. Quindi la responsabilità a questo punto si sposta verso gli adulti e allora che atteggiamento abbiamo noi adulti diventa molto importante. Quindi qui si allarga il discorso a quello che è l 'assetto educativo più ampio. Quindi come ci poniamo noi adulti rispetto all 'educazione dei nostri figli? Che cosa intendiamo come educazione? Sicuramente già il termine stesso control ci pone delle problematiche. Oppure educazione è dare dei limiti, vuol dire formare, formare

la vita, le menti, formare la persona dei nostri bambini, dei nostri alunni, bambini, figli. Quindi la questione è, noi adulti, come ci poniamo di fronte a tutto questo? Abbiamo, se vogliamo porre dei limiti, noi stessi ce li poniamo, dei limiti? Oppure esponiamo i bambini fin dalla nascita a quello che è l'ambiente digitale? È un po' il ragionamento che facevamo nel precedente approfondimento sul concetto di violenza nelle giovani generazioni, ma dobbiamo, come ci diceva il professor Scallia, interrogarci su...

che tipo di e quanta violenza invece diamo noi come segnali, come pratica come contesto sociale agli adulti il professor Kuder diceva contrattazione tra genitori e figli Contrattazione che si inserisce nel discorso dell 'educazione di Fracchiolla e che non può esimersi da un dialogo e un ascolto tra generazioni. Assolutamente, è fondamentale. Ed è interessante proprio collegare strettamente il tema del dialogo a quello della definizione delle regole, perché è importante che

nel momento in cui si mettono dei limiti questi vengano... vengano spiegati. Diventa un momento altamente educativo, cioè il limite non viene tolto, non c 'è la paura del divieto che è in questo senso una protezione che viene data, ma viene anche spiegato il perché. particolare su alcuni temi. Io penso soprattutto alle esperienze quelle più negative che si possono fare in rete, penso a una certa esposizione della sessualità piuttosto che della violenza o scene di di paura o macabre, è importante poter dialogare sul

perché ci sono dei limiti per entrare poi anche da un punto di vista educativo su questi temi, perché teniamo conto anche che il parental control può essere impostato bene. ad essere efficace, ma magari i nostri figli che si vedono dei limiti, dei confini, possono andare a vedere certe cose nei device dei compagni e degli amici, che invece il parental control magari non ce l'hanno. Se allora questa esperienza arriva da un dialogo in educazione che viene fatta in famiglia, allora ecco che la coscienza che un minore ha acquisito se la

porta dovunque. laddove i paletti del parental control in questo caso non sono attivi. Lei ha esperienza di scuola primaria, quindi di una fascia molto sensibile, soprattutto iniziale. I bambini e le bambine come restituiscono questo controllo, questo strumento, hanno coscienza che hanno dei limiti entro i quali possono agire, si sentono rassicurati? loro volta oppure che tipo di

reazioni lei registra? Sì sicuramente la dare dei limiti certi far vedere che l'adulto sa di che cosa sta parlando sicuramente tranquillizza i bambini i quali poi come sono loro, di loro conformazione, tendono a compiacere l 'adulto, quindi è più semplice in quella fascia di età cercare di porre dei limiti, anche se porre dei limiti come divieti. Va ad acuire, a suscitare la loro curiosità che poi può diventare col crescere e col passare degli anni anche proprio uno stimolo ad opporsi, quindi

porre dei divieti sicuramente non è utile. utile è condividere il perché delle cose, cioè perché facciamo questo. Quindi spiegare e condividere il perché noi poniamo dei limiti e cerchiamo di dare una forma, ma soprattutto noi facciamo vedere questi limiti. con la nostra vita, con la nostra esperienza, con la nostra testimonianza della nostra vita, sulla nostra vita, quindi siamo noi che dobbiamo regolarci, è chiaro che se io pongo dei limiti e poi a casa sono sempre a telefono, oppure mentre all'atto, all'atto col... cellulare in mano, è chiaro che

un ceno con il cellulare, insomma la lista sarebbe lunga, ne abbiamo parlato in questa traduzione. Quindi mi facevo riferimento anche a dei concetti che sono ormai chiari per tutti, però è che noi riusciamo a porci in maniera credibile, quindi limite sì ma va condiviso e soprattutto ci dobbiamo stare insieme, cioè stare insieme, se io do un device che sappiamo bene non è uno strumento ma è una Quindi non si limita l 'educazione a solo come gestire lo strumento, ma a come entrarci in maniera possibilmente critica in base all 'età e con

responsabilità. Io questo educo non solo sul device. ma educo in tutto il resto della vita delle persone e questo è importante ribadirlo anche nella domanda finale che poi porremo ai nostri ospiti su quando togliere il parental control e quindi dare un'autodeterminazione che possa essere consapevolezza, stima, fiducia in un rapporto, in un dialogo tra adulti e giovani. Ma c 'è una domanda che ci arriva al nostro numero WhatsApp al 342 -8104. 111 a proposito di

sollecitazione poi a violarla la regola se viene posta, soprattutto come viene posta, sicuri che i ragazzini non sappiano girare le restrizioni, al mio livello digitale è più probabile che le restrizioni in loro a noi come ci poniamo cuore rispetto a questo è questo è verissimo per questo è importante non vivere anche l 'esperienza della regolazione attraverso il parental control come uno strumento di spionaggio e di gabbia, proprio perché in un modo o nell 'altro la scaltrezza dei ragazzi

sicuramente può portarli in un modo o nell 'altro ad aggirare questi limiti. Ci sono alcune cose che si possono approfondire magari anche in maniera basilare, anche in rete si trovano... Si trovano molte informazioni, però secondo me nel momento in cui si vanno a spiegare, come dicevamo prima, certe regole, è più facile che queste vengano accettate, vengano interiorizzate e quindi che ci sia una... minore propensione poi a violare. Però è importante che per questo anche noi adulti un minimo di informazione, di informazione ce la facciamo per poter sapere che cosa fare

e che cosa no, sapendo che questo non è l'unico. perché volendo le agirano, perché altrimenti veramente il parental control può diventare una sorta di babysitter digitale a cui ulteriormente deleghiamo l 'aspetto educativo. Un 'ultima domanda che pongo a entrambi quando togliere come il parental control personalmente mi sono sentita dire mamma puoi togliermelo perché mi sento in grado di. un giusto avviamento

poi devo dire che i risultati per lo meno sono stati confermati nel rapporto di fiducia però forse è quello il momento in cui il ragazzino o la ragazza ragazzina chiede oppure ci deve essere una scelta autonoma stante determinate insomma indicazioni che arrivano anche da eh momenti di approfondimento come questi Fracchiolla. Sicuramente essere quello che si vuole proporre Come adulti ci aiuta a capire, perché chiaramente io vivo quello che propongo, esserci con i

nostri ragazzi è quello che ci permette di entrare in relazione, in una relazione efficace. e che ci permetta appunto di capire quando il ragazzo, se ce lo chiede ma anche se non ce lo chiede, quando è pronto a essere autonomo. Io devo conoscere la persona a cui mi rivolgo, che sia bambino, che sia ragazzo, io devo conoscere, così come devo conoscere. me stesso e il perché io pongo certi limiti e in che modo li pongo, perché lo sto facendo, per placare una mia ansia, lo sto facendo per mettere a posto la mia coscienza perché

magari su altre cose non sono presente a livello... educativo? Quindi le domande sono tante, le risposte, mi dispiace, non sono in grado di tranne, ma queste domande sono bene di videnziale. Esatto, bene di videnziale cioè essere ed esserci. Io direi questi due termini per quanto riguarda noi E infatti sul fronte di questo concetto è del dialogo in famiglia tra adulti e bambini. Scusi se volevo concludere col dialogo. Il dialogo è interessante perché è un termine che però può racchiudere... dei rischi cioè il dialogo

anche questo perché faccio un dialogo con i miei figli o con i ragazzi con gli educanti perché faccio un dialogo per convincere oppure perché voglio conoscere quindi la trappola di fare un dialogo per convincere a fare quello che io desidero che lui faccia, è una trappola sulla quale noi dobbiamo interrogarci e starci molto bene. Insomma, non mettiamo paletti a loro per semplificare la vita a noi, cerchiamo davvero di entrare in dialogo con un 'altra persona. sentire e ascoltare quello che l 'altra persona ha da dire e dove si trova nel suo percorso di sviluppo, se si sta attrezzando

verso quali sono le sue sfide evolutive. di quella fase di sviluppo. Kuder, prego. Io invece vorrei concludere e rispondere a questa domanda con un'immagine. Nel momento in cui tolgo le rotelle dalla bicicletta di mio figlio, non lo mando subito a... a fare il Gran Premio della montagna da solo. Ma rimango lì a vedere come se la cava. Ecco, l'idea potrebbe essere proprio questa, che nel momento in cui si toglie questo piccolo aiuto, che deve essere un aiuto al genito, va mantenuto un periodo di accompagnamento per vedere se effettivamente riesce ad andare avanti

da solo o se è ancora necessario una fase di supporto e quindi torniamo al concetto dell'esserci che dicevamo anche con Fracchiola, sono le nove e venti minuti, questa trasmissione dedicata al parente al controllo, ulteriore approfondimento sull'uso del digitale, è possibile riascoltarla sul nostro sito controradio.it ed anche alla pagina Patti Digital. www .pattodigitali .it slash bagnoarripoli dove è possibile anche firmare il patto digitale di comunità di Bagnoarripoli di cui abbiamo parlato nelle scorse puntate che è un po' laboratoriale anche sul contesto toscano ma non solo.

Vi anticipiamo che giovedì 23 gennaio, in questo percorso di approfondimenti, parleremo di bullismo e cyberbullismo, contestualizzando questo fenomeno e cercando di capire se... è arginabile o meno grazie ai nostri ospiti Cuder in collegamento e Fracciolla qui in studio alle 9.20 termina Newsline invece alle 9.30 daremo la linea a Domenico Guarino per l'appuntamento con Architects and the City. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio.

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