Patti digitali di comunità

12 giugno 2025 · 31 min

Approfondimento sui Patti Digitali di Comunità, strumenti dal basso per un uso consapevole del digitale da parte di famiglie e ragazzi. Il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato una mozione per promuoverne la diffusione. Intervengono Alice Di Leva, pedagogista e ricercatrice, e Andrea Vannucci, vicepresidente gruppo PD in Consiglio Regionale.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:34Cosa sono i Patti Digitali di Comunità
  3. 03:42Mozione del Consiglio Regionale Toscana
  4. 08:00Come si è arrivati alla mozione
  5. 12:22Diffusione dei Patti in Italia
  6. 14:22Il falso mito del controllo tramite smartphone
  7. 20:22Screen free zone e regole condivise
  8. 24:22Prospettive future e coinvolgimento territoriale
  9. 28:22Conclusioni e risorse disponibili
Trascrizione 53 passaggi

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naturalmente anche sui nostri canali cross mediali, parliamo di patti digitali. di comunità in questo focus il valore per il tessuto sociale ma anche lo strumento per il welfare e la salute e non vi nego che c'è una certa emozione anche nell'arrivare a questa trasmissione che rappresenta il approfondimento nel corso di una stagione, di un palenzesto in cui davvero abbiamo voluto approfondire questa tematica, ovvero l 'uso consapevole del digitale, come poter anche dialogare e collaborare.

e condividere con le nuove generazioni che sono nate all'interno di questo contesto, un contesto però che permia la vita di ciascuno di noi. Saluto subito l'ospite che mi ha raggiunto in studio, poi avremo in collegamento anche il consigliere regionale. Andrea Vannucci, ma c'è Alice Di Leva, pedagogista e ricercatrice per custodi digitali e per la rete italiana Patti Digitali. Ben trovata. Grazie, buongiorno a voi. Abbiamo sentita in una nostra precedente trasmissione in collegamento video, ma arriviamo ad oggi, dottoressa Di Leva, anche con un importante risultato sul

fronte istituzionale perché nei giorni scorsi il Consiglio regionale della Toscana ha approvato proprio per promuovere la diffusione dei patti digitali. Con Vannucci rifletteremo anche a livello istituzionale e politico rispetto a cosa significa tutto questo. Vogliamo fare però un passo indietro i nostri ascoltatori, i nostri ascoltatrici a questo punto. Direi che lo sanno, ma non è sempre necessario ricontestualizzare i patti digitali. Che strumento sono? Come sono adottati? A cosa servono? Perché sono nati? I fatti digitali sono sostanzialmente una comunione

di intenti, mi viene da dire, è tornare a una pedagogia di comunità, all 'idea che se c 'è una sfida forte, importante… a cui far fronte la strategia vincente è fare fronte comune, mettersi d 'accordo, mettersi insieme. Quindi nasce l 'idea che delle famiglie, perché ribadisco che il patto digitale parte dal basso, prende vita dal basso, un gruppo di famiglie che si trovano a dover affrontare la sfida del digitale nella quotidianità dei loro bambini, dei loro ragazzi, delle loro bambine e delle loro ragazze decidono di mettersi d'accordo, di darsi delle

regole comuni. Perché funziona molto di più darsi delle regole comuni piuttosto che vivere questa sfida educativa, pedagogica in solitudine? È un 'idea vincente perché che mette in difficoltà i bambini e i ragazzi oggi è la pressione dei pari, vivono una realtà sempre più digitalizzata e quello che preoccupa molto Noi che lavoriamo sui patti digitali anche a un livello più di ricerca è l 'anticipo del primo smartphone personale.

In Italia il primo smartphone comincia ad arrivare veramente molto presto, c 'è questo trend che stiamo cercando di... di invertire con tutte le nostre forze, di regalare il primo smartphone per la prima comunione. Ne abbiamo spesso parlato, sì. Esatto. Ecco, perché serve a mettersi d 'accordo? Perché dirsi banalmente, e cito uno dei tantissimi punti che affronta il patto, a che età lo regaliamo questo primo smartphone? Lo vogliamo regalare, non necessariamente però, lo vogliamo acquistare alla fine della seconda media?

che suggerisce il patto. Questo fa sì che le famiglie trovino innanzitutto uno spazio di confronto, arginino un po' la solitudine pedagogica che siamo abituati ad abitare, si riprenda anche l'idea che le sfide sono... condivise e, come ripeto spesso ai genitori, fare fatica insieme è sempre meglio che fare fatica da soli. Le faccio però due domande o due sollecitazioni che si ripropongono in una pratica, in una quotidianità. seconda media però all'inizio della prima media c'è una

connessione quasi obbligata rispetto alle famose app in cui vengono dati i compiti, insomma il diario che è diventato su piattaforma e in qualche modo C 'è un senso di esclusione, di isolamento, anche di mancanza di comunicazione all 'interno della classe e nel rapporto anche con i docenti. Allora cosa succede? Il genitore, a differenza di quanto si fa... prima subentra e quindi riduce l 'autonomia che in realtà prima era lasciata al bambino e alla bambina con il suo diario cartaceo. Questo è già un elemento che

genera una Un interrogativo nei genitori? Sì, i dati ce lo confermano perché una recentissima ricerca ISAP pubblicata dall 'Università Bicocca di Milano ci racconta che lo smartphone arriva quattro anni prima di quando i genitori... Quindi a livello teorico ideale siamo tutti d 'accordo che andrebbe dato più tardi, viene poi dato all 'inizio della seconda media con una delle motivazioni più citate è la convinzione che… serva per la scuola. Qui bisogna fare, secondo me, un grande percorso di chiarezza

anche da parte dell 'istituzione scuola sul fatto che le credenziali del registro elettronico alla primaria di secondo grado, quindi alla scuola media, non sono del ragazzo, sono solo del genitore, quindi il registro elettronico in realtà non richiede mai al ragazzo di accedere e soprattutto l'avvento del registro elettronico che porta con sé una serie di problematicità, ma non è questa la sede, però non ha mai dichiarato la sua sostituzione al registro cartaceo, che invece può continuare a desistere, anzi ha una valenza

pedagogica importante. Nei patti digitali questo viene ribadito? Viene ribadito e soprattutto è molto richiesto dai gruppi di genitori che si mettono al lavoro oggi come punto da inserire poi noi sappiamo che Quello che si può scaricare dal sito dei patti digitali è un canovaccio, in realtà è proprio importante che tutti i punti, tutte le specifiche, i sottopunti siano concordati, mediati e scritti. dal gruppo che si mette al lavoro perché deve parlare di quelle famiglie

di quelle difficoltà e di quelle possibili soluzioni poi andremo a parlare anche dell'aspetto del bisogno del genitore sotto forma di controllo che è una motivazione che si dà per per dare il cellulare, regalarlo e quindi non corrisponde tanto alla priorità della necessità del figlio e della figlia. Ma saluto l'ospite che abbiamo preannunciato, Andrea Vannucci, vicepresidente gruppo PD. Consiglio regionale, primo fermatario della mozione in merito alla promozione dei patti digitali di comunità. Ben trovato, buongiorno.

Buongiorno, buongiorno a tutti gli ascoltatori e le ascoltatrici di Controradio. Panucci, come si è arrivati alla consapevolezza sul fronte politico e istituzionale dell 'importanza di questi strumenti, di questa introduzione che la mozione incarna come percorso che speriamo possa essere? davvero da apripista dal punto di vista delle istituzioni? Sì, io mi auguro di sì, l 'idea era quella di dare una cornice, una cornice di senso.

Un quadro istituzionale di riferimento a tutti quei gruppi, quelle persone, gruppi di genitori, insegnanti, professionisti, professionisti sanitari che sul territorio... Stanno dando vita a esperienze di confronto, perché come si diceva poco anzi ogni gruppo deve poi trovare la sua strada, i suoi riferimenti. che però si stanno formando in maniera spontanea, segno evidente che è un tema su cui è necessario

porre attenzione e è necessario lavorare. che l 'approccio sia l 'insegna della consapevolezza. Come ci siamo arrivati? Ci siamo arrivati in realtà con un percorso graduale, in cui il primo passo lo fece il... compianto collega Massimiliano Pescini che entrò in contatto con un 'esperienza sorta a Bagnarripoli con una prima mozione ricognitiva di qualche tempo fa. dopo di che a me personalmente è capitata in

qualità di di genitore di abitante del quartiere delle cure a firenze di partecipare come genitore a a un paio di riunioni in cui tra genitori ci siamo incontrati per condividere, per condividere quelle che sono i nostri punti di vista, i nostri timori. le nostre speranze, quello che evidentemente può nascere poi da un confronto franco e diretto tra persone che magari condividono la vita in un quartiere, hanno i figli nel medesimo

istituto. comprensivo scolastico, che magari non hanno mai avuto modo di, presi un po' dalle frenesie delle giornate che viviamo, di confrontarsi su un aspetto importante come quello di una parte. dell'educazione dei propri figli e quindi da questa molteplicità di situazioni anche con la collega Cristina Giacchi della commissione educazione, cultura e scuola abbiamo deciso di fare questo passo, è stato un passo, devo dire la verità, che ha trovato un ottimo riscontro

al di là del colore politico. delle formazioni presenti in consiglio regionale perché è stata approvata senza voti contrari Lei ha citato l'esperienza di Bagno a Ripoli attivissima e davvero vitale anche per la realizzazione dei contenuti di questa trasmissione diceva le cure ma anche l'isolotto per etola gavinana per quanto riguarda Firenze Montesperto Lielba Monteroni Darbia Capannori è impossibile citarli tutti questi comuni in Toscana

di leva, però qual è il contesto, il quadro territoriale comparativo dal punto di vista italiano? Diciamo che l 'esperienza dei fatti nasce sul territorio della Lombardia, i primi gruppi Cominciano a lavorare anche su indicazione e su coordinamento dell 'Università Bicocca di Milano, ma poi fortunatamente i patti digitali cominciano a viaggiare ad altissima velocità per tutta Italia. Siamo felicissimi tra l 'altro. di vedere che nel 2025 la mappa dei fatti digitali si colora anche in Sud Italia,

ovviamente la specificità territoriale è importante perché essendo iniziative che nascono dal basso. dei territori ogni specificità va tenuta in grande attenzione e diciamo che tanto cominciamo a muoversi anche a livello regionale. regionale, sappiamo che si impegna fortemente la regione Lombardia, ma si impegna anche la regione Piemonte che sta avviando in questi giorni un tavolo tecnico per discutere dell 'argomento.

L 'Emilia Romagna che si impegna a formare i suoi pediatri con il progetto di MEC Custodi Digitali che è un po' lo step precedente ai fatti digitali, un 'attenzione sui più piccolini. ma si sta impegnando anche la regione Lazio a promuovere i patti digitali di comunità, quindi possiamo veramente parlare di un fenomeno che sta diventando nazionale con nostra grandissima gioia. è un fenomeno che parte dal basso, si struttura e fa pressione e poi auspicabilmente viene intercettato e tradotto dal

punto di vista istituzionale e politico. Siamo per un attimo sulla questione del controllo e della presa di coscienza dell 'adulto rispetto allo strumento che è la porta d 'accesso al digitale. Abbiamo affrontato tantissime tematiche dall 'intelligenza artificiale alla sessualità nell 'ambito del digitale, insomma tutti i vari aspetti che questo hashtag declina, però possono anche essere accortati. di un bisogno del genitore. Dicevamo di controllare, geolocalizzare, sentirsi

più sicuro rispetto a che cosa è cambiato nel rapporto genitori -figli, adulti. minori, in questo contesto sociale che è sempre meno sicuro, ma in realtà è molto meno sicuro il digitale stesso che gli si fornisce. È un po' un falso amico in questo senso, anche qui i dati confermano questa nostra osservazione, un altro dei principali motivi per cui viene fornito il primo smartphone personale all 'inizio

della prima media è proprio che i ragazzini cominciano a fare i loro primi spostamenti in autonomia l'autonomia è qua, torno un po' al mio ambito, quello pedagogico è però qualcosa che va costruito va allenato, quindi l'idea di poter seguire passo di poter controllare gli spostamenti dei nostri figli e delle nostre figlie può sicuramente fare d 'ansiolitico al nostro bisogno di sapere sempre dove sono. e che stiano bene, anche qua illusorio, perché molte volte questo

è, lavorando tanto nelle classi, nelle scuole, vi confermo che i ragazzi sono perfettamente in grado di lasciare il telefono dove vogliono che… che i genitori pensino che loro siano per poi andare dove hanno voglia quindi fortunatamente qua mi sbilancio lo sfidare le norme le regole che è tipico ed è sanissimo in adolescente continua ad esistere anche nell'epoca del digitale quello che però vediamo e che ci sta preoccupando tantissimo è che nelle prime relazioni d'amore i ragazzini e le ragazzine

tendono a gelocalizzarsi tra loro Quando noi chiediamo loro perché, la loro risposta è per sicurezza, quindi geolocalizzo l 'amica, geolocalizzo il fidanzato, geolocalizzo la fidanzata così so sempre dov 'è. Quando proviamo a problematiche… questo atteggiamento, quello che citano i ragazzi nel normalizzarlo è proprio il fatto che con loro è stato fatto così, ed è stato fatto così per una questione di cura e di amore, quindi forse far passare il geolocalizzamento… dare l 'ipercontrollo come un aspetto di cura, un fenomeno

che ha a che fare con la relazione d 'amore, può essere veramente complicato poi da problematizzare quando si riporta alle prime relazioni sentimentali. ed è problematico questo è un aspetto molto interessante su cui non mancheremo poi naturalmente di tornare con Vanucci vorrei però fare anche un percorso rispetto a un lavoro che avete fatto in consiglio regionale che non riguarda solo il digitale, c 'è davvero bisogno di recuperare una socializzazione in presenza, un ascolto, un dar voce ai giovani, mi sto riferendo anche agli strumenti di aiuto

psicologico che sono stati messi. in campo con la consigliera Giacchi il tornare a valorizzare la lettura perché è importante alfabetizzare e verbalizzare comunicare le proprie emozioni anche attraverso strumenti che non siano e che non ho tempi e sintesi e soprattutto uno schermo che si frappone poi con l 'altro. C'è tutta una riflessione a monte per arrivare alla mozione che dicevamo sui patti. Sì, assolutamente. L 'approccio al mondo di oggi è chiaramente un approccio multilivello,

non può che essere così e c 'è una valorizzazione di ciò che c 'è sempre stato, almeno da quando esiste. da Gutenberg inventò la stampa, ovvero la lettura anche su vasta scala, dall 'altro c 'è una valorizzazione dell 'elemento del benessere e della ricerca del benessere. gli strumenti che si possono mettere a disposizione per garantire il maggior benessere possibile, da questo punto di vista evidentemente il supporto dei professionisti del

settore. psicologi, psicoterapeuti, terapeuti, questo è un qualcosa su cui come regione toscana in questi anni abbiamo fatto dei passi veri, concreti, abbiamo aperto dei servizi che non c 'erano e sicuramente questo ha un... grandissimo valore secondo me e allo stesso tempo però c 'è da lavorare anche sulla consapevolezza di tutto ciò e credo che la misura di politica pubblica più efficace sia quella che che viene condivisa dalle persone e che le persone sentono propria.

Sotto questo profilo abbiamo cercato sempre di operare all 'insegna del coinvolgimento, anche nell 'attesione. del coinvolgimento più ampio possibile, anche nella stesura dei provvedimenti. Per esempio adesso abbiamo in corso la redazione del piano sociosanitario e l 'elemento delle docazioni al digitale, del benessere. digitale ce lo vorremmo inserire. Poi è chiaro che dobbiamo dare seguito a quello che scriviamo negli atti, questo non sempre è semplice, nel caso per esempio del psicologo di base

Così perché adesso li troviamo nelle case di comunità dove sono previsti e sono in relazione con medico e pediatra e chiaramente questo però a volte non succede. L 'obiettivo invece è che su tematiche come queste che stanno particolarmente a cuore sia a chi amministra sia agli amministrati non si lasciano questi propositi. Semplicemente sulla carta perché chiaramente da atti come questi se tradotti si concretizza un 'idea di società ecco io credo che una

società più sana più ricca. una società in cui la socialità è un valore il maggiormente condiviso possibile è il mio più grande timore arrivere addirittura terrore un livello verso il basso delle relazioni sociali è quanto secondo me più pericoloso ci possa essere in questa epoca in cui effettivamente le difficoltà o quantomeno l 'illusione di potersi sentire connessi con tutto il mondo senza poi magari essere connessi nemmeno con chi condivide

abbiamo avuto un 'interruzione di collegamento con Vannucci Riprenderemo, approfittiamo però con la dottoressa Di Leva per tornare su un aspetto che è quello di presa in carico dell 'adulto rispetto all 'adulto, nel senso all 'uso che l 'adulto fa dello strumento. Non solo l 'esempio, ma anche l 'abitudine, l 'attitudine che l 'adulto manifesta solo visivamente educa o diseduca. E allora, che tipo di consigli o che tipo di aiuti?

attraverso anche il patto digitale vengono dati si cerca di sancire innanzitutto dei momenti della giornata in cui gli schermi, noi parliamo principalmente di smartphone perché sono gli schermi più invasivi, quelli meno meno facili da abbandonare perché ci richiamano come le sirene di Ulisse costantemente con le notifiche quindi una prima regola che molti patti provano a mettere a terra è avere una zona dove si poggia il telefono, dove si lascia il telefono silenziato quando si entra in casa, perché averlo sempre adeso al nostro corpo ci porta a controllarlo una quantità di volte

che vi assicuro sconvolge chiunque quando leggiamo cosa ci dice. la ricerca, addirittura cominciamo a soffrire della vibrazione fantasma, sentiamo vibrare la tasca anche quando il telefono non c 'è. Quello che proviamo a consigliare all 'interno dei patti è che tantissimi… famiglie poi decidono di mantenere all 'interno dei loro patti territoriali è definire delle screen free zone, delle zone dove gli schermi non entrano, quindi si tutela il momento del pasto perché è un momento relazionale. un momento relazionale ed è anche un momento di apprendimento fondamentale di costruzione del rapporto

col cibo per i più piccoli, qui però va citata anche la nostra vecchia amica televisione, noi abbiamo tanto l 'abitudine in Italia di mangiare. mangiare con la televisione accesa in sottofondo, quindi vale anche la televisione come schermo in questo caso, tutto spento, niente technoference, niente interferenza tecnologica, si parla, si sta insieme e mai in camera da letto. E qui la sfida che possiamo lanciare agli adulti è dove teniamo la sveglia per svegliarci al mattino, perché se la teniamo sullo smartphone ci autogiustifichiamo nel metterlo in carica di fianco al comodino, di guardarlo appena ci vediamo.

svegliamo, di guardarlo di notte se abbiamo dei micro risvegli, noi abbiamo un cervello già pienamente formato che comunque patisce di questa interruzione del riposo, i più piccoli e i più giovani patiscono proprio. a livello di neurosviluppo perché gli schermi hanno il grande potere di ritardare l 'addormentamento perché riducono la produzione di melatonina e anche di provocare risveglie, di disturbare il sonno. quindi è proprio importante che non stiano in camera da letto queste sono un po' le zone

sono nozioni, informazioni fondamentali e ognuno di noi in qualche modo sa di sconfinare rispetto a queste a questi scenari Vannucci siamo in conclusione ma vogliamo dare una prospettiva io su questo sono bravo non lascio in cuscina il telefono io uso una sveglia analogica a spilo infatti Confermo che anche quando fissiamo non c 'è quell 'immediatezza che conforta, dobbiamo dire, perché vuol dire che non c 'è una dipendenza a cui tutti noi purtroppo siamo esposti con centinaia di gruppi.

Whatsapp, il non poter non essere reperibili in maniera indotta, il non poter non sapere sia dal punto di vista giornalistico per quanto ci riguarda sia dal punto di vista politico istituzionale, Vannucci, insomma è davvero un mondo di... in cui però non vogliamo demonizzare, non lo abbiamo mai fatto in tutto questo percorso, lo strumento o il digitale in tutte le sue declinazioni, anzi dobbiamo conoscerlo e metterci in... gioco anche con con i giovani cercando di non solo apprendere

da loro ma in qualche modo entrare in un canale che non è il nostro territorio eh la nostra zona di comfort. ma potrebbe essere davvero l 'anello di congiunzione per condividere delle debolezze e imparare qualcosa di nuovo. Allora in tutto questo, adesso con questa mozione che sosterrà... questi percorsi, lei cosa auspica da politico ma anche da genitori? Che si diffondano sempre di più e trovino nella casa della regione una concretizzazione anche in termini di sostenibilità?

Assolutamente sì, questa era l 'idea della mozione, l 'idea di fondo non è quella di demonizzare alcun tipo di strumento, ma semplicemente di… considerarli tali, degli strumenti non un fine non è che l'obiettivo della mia giornata è passare il tempo sul telefono o sul tablet io ho degli obiettivi durante la giornata e posso utilizzare gli strumenti per raggiungerli senza che però lì si trasferisca la mia esistenza.

Quindi tutte le novità, anche se ormai non è più una novità, hanno in sé... dei rischi e delle opportunità. Si tratta evidentemente di cogliere attraverso un percorso di condivisione, di confronto anche spontaneo, come si diceva prima, quelle che sono le opportunità limitando al massimo i rischi. In questo stiamo facendo anche un lavoro coinvolgendo, di notizie di ieri si sta costituendo anche un altro gruppo di parti digitali a Campo di Marte che mi hanno anche invitato.

un pomeriggio insieme a parlarne, anche con l 'assessore abbanese del Comune di Firenze, l 'idea di fare iniziative che stimolino anche i gruppi ad autoformare, ad autoorganizzare. e a portare avanti questo tipo di approccio, quindi mantenendo insomma il doppio binario, da un lato l 'appoggio istituzionale, la cornice di senso, il quadro istituzionale che tiene tutto insieme, però dall 'altro salvaguardando evidentemente quello che è stato, il grande valore di questa esperienza fino adesso, tant 'è che si sta diffondendo anche in autonomia,

anche grazie evidentemente a trasmissioni come questa. di coinvolgere sul terreno della consapevolezza il maggior numero di persone possibili, persone, uso volutamente il termine generico, queste persone possono essere tutti quei soggetti della comunità educante che sta intorno alla bambina un bambino e ragazza una ragazza nel suo percorso evolutivo si possono essere appunto genitori possono essere insegnanti possono essere professionisti sanitari possono essere arrivo a dire anche allenatori

di pallacanestro piuttosto che di palla a volo insomma anche se chiaramente attraverso lo sport si ha una messa in sicurezza tra virgolette naturali, dai dispositivi digitali, però chiaramente tutti i soggetti della comunità educante si devono sentire coinvolti in questa sfida, nella consapevolezza. cosa significa l 'approccio al mondo attraverso i digitali e allora dottoressa di leva mentre tutto questo è davvero da sposare nella anche a conclusione di un percorso che invece

apri a delle prospettive, come abbiamo raccontato con il consigliere Vannucci, prospettive di diffusione sul territorio ma anche di traduzione politica e istituzionale. Tutto ciò deve andare avanti, cittadini che sono... interessati, perché non si parla solo di scuola lo ribadiamo sempre, è una rete di soggetti, possono andare su patti digitali bagno a ripoli ci sono anche tutte le trasmissioni che abbiamo curato qualche modo davvero nel panorama perlomeno dell 'informazione locale toscana abbiamo

cercato di dare un contributo perché bisogna diffondere anche curiosità e non solo preoccupazione. Assolutamente sì perché è vero che la paura ci attiva ma la paura non ci fa ragionare, non ci fa agire con cognizione, invece credo che la giusta via a sposo quello che è stato detto sinora è la consapevolezza. La consapevolezza che abbiamo a che fare con strumenti che non sono, con tecnologie che non sono neutrali, anzi che attivano i nostri circuiti dopaminergici e quelli dei nostri ragazzi e quindi c'è un motivo per cui facciamo così tanta fatica a limitare il tempo.

che passiamo là sopra ma con un piede nell'oggi, nel senso che sarebbe veramente anacronistico pensare di vivere senza certo è, e qua vorrei ribadire il punto, il primo punto dei patti digitali, sia alla tecnologia ma nei tempi e nei modi giusti. 9 e 29 minuti, chiudiamo qui questo approfondimento, la ventesima trasmissione dedicata al percorso per conoscere usare al meglio e consapevolmente eh il digitale

tutte trasmissioni riascoltabili anche sul nostro sito in podcast Controradio.it tantissimi professionisti le professioniste che sono passati da questi microfoni Ringrazio il patto di Bagno a Ripoli e in particolar modo Sabrina Bombassevi -Stora che mi ha affiancato nella realizzazione di queste trasmissioni. Ringrazio il consigliere Vannucci, ringrazio la dottoressa. pressa di leva. Grazie per essere stati con noi. A voi, grazie. E allora speriamo di poter proseguire in questo approfondimento dando anche conto nella prossima stagione dei

risultati che vengono portati avanti sul territorio Toscano, ma non solo. Adesso linea al GR di Popolare Network e poi uno speciale Il Cibo che Vale dedicato al reddito alimentare a Firenze. Contro Radio FM, DAB, streaming, social, web Condividila con chi vuoi Questa è Contro Radio Grazie a tutti.

Grazie a tutti.