Pensare e Comunicare il Segno Toscano - Mostra su 60 anni di grafica sociale a Firenze

10 giugno 2026 · 12 min

Dal 3 al 23 giugno al Murate Idea Park di Firenze, una mostra celebra 60 anni di grafica sociale toscana nell'ambito dei 50 anni di Controradio. L'esposizione, nata da un'idea di Andrea Rauch e dedicata a Roberto Nistri, presenta 140 manifesti dal Museo Magma che raccontano il movimento della grafica di pubblica utilità. Interviste con curatori e protagonisti esplorano il valore del manifesto cartaceo nell'era digitale.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione alla mostra
  2. 00:56Genesi del progetto e omaggio a Roberto Nistri
  3. 02:20L'intuizione di Andrea Rauch
  4. 03:42Enrico Lattanzi e la nascita del Museo Magma
  5. 05:36Il riconoscimento del segno toscano
  6. 07:29Marzia Frediani e l'importanza per i circoli Arci
  7. 09:38Valentina Gensini sul valore del manifesto oggi
Trascrizione 21 passaggi

Dal 3 al 23 giugno, negli spazi di Murata Idea Parca a Firenze, va in scena Pensare e Comunicare il Segno Toscano, una mostra che attraversa 60 anni di grafica sociale e impegno civile. Realizzata nell'ambito delle celebrazioni per i 50 anni di Controradio, l'esposizione racconta il ruolo che la Toscana ha avuto nel trasformare il manifesto da semplice strumento promozionale a mezzo di partecipazione, informazione e crescita culturale. Attraverso una selezione di opere provenienti dal Museo Magma di Civitanova Marche emerge il racconto di una stagione creativa che ha accompagnato i grandi cambiamenti della società

italiana. La mostra, nata dall 'intuizione e da un 'idea di Andrea Rauk, maestro del graphic design recentemente scomparso, rende omaggio anche a Roberto Nistri, storico editore di Controradio e protagonista della vita culturale fiorentina. anni di Controradio si festeggiano con una mostra davvero incredibile, unica, inedita per il suo genere. C 'è tutto dentro questo segno. Come è nato e a chi è dedicato? D'altra parte il compleanno non poteva prescindere da fare una cosa bella per Roberto, per il nostro editore, il nostro presidente storico che è scomparso nel 1923. Abbiamo pensato

alla grafica perché lui è stato un grande sostenitore delle arti, un estimatore della grafica che veniva dal basso, quella dei movimenti politici. politici, culturali, giovanili e era anche un collezionista e quindi quando abbiamo cominciato a pensare a questa cosa abbiamo parlato con l'Arci perché ci ricordavamo della ricchezza del patrimonio iconografico. L 'Arci ci ha fatto conoscere il magma e questo patrimonio, questa miniera di pietre preziose di più di 55 mila manifesti, ma abbiamo trovato lì

la perla. La perla era un'idea, un'intuizione e un'idea di mostra. che aveva messo in piedi Andrea Rauch con Fabio Chiantini che voleva fare un percorso critico e omaggiare il movimento della grafica di pubblica utilità. È incredibile, Rauch non era riuscito a fare questa mostra, è scomparso nel 2025 ma non c 'è stato di mezzo solo la sua scomparsa ma anche degli ostacoli burocratici, tecnici, logistici che veramente non si riesce a credere che sia possibile. Allora abbiamo preso tutto in mano insieme a Rosalind che è la moglie di Roma. Abbiamo emendato, lavorato, rilavorato, rimesso insieme ed è nato a pensare di comunicare il

segno toscano perché il movimento etnografico di pubblica utilità è peculiare della Toscana e di Firenze. Qua puoi ripercorrere tutta la storia delle persone e la storia delle grandi trasformazioni. C 'è davvero tutto da Berlinguer, Togliatti, la nascita della federazione giovanile comunista, ma c 'è anche tanto teatro, tanta storia. Addirittura un riferimento a Collodi nei 200 anni dalla sua nascita, quindi un escurso su una parabola importantissima, è il caso di dire che le idee si sono materializzate. Concludo con una domanda, carta canta ancora?

Carta canta sempre, non è solo il nome dell 'associazione legata al magma che ci ha sostenuto e fatto sì che questa mostra fosse possibile, che è nell 'ambito dell 'estate fiorentina. Noi abbiamo due talk, il primo, il 16 e il 23 di giugno. Il primo parla proprio dell 'eredità della grafica di pubblica utilità e della sua attuale capacità di parlare ancora, ma il secondo si interroga su che cos 'è un manifesto nell 'era digitale. Questo è molto importante perché in un 'epoca nella quale si pensa di comunicare per forza, anche quando non

c 'è niente da comunicare, penso che invece qualcosa potremmo dire. Siamo con Enrico Lattanzi, ideatore. fondatore dell 'unico museo in Italia custode di questa memoria visiva, il manifesto, si intitola Magma e oggi possiamo assaggiarne 140 esemplari importanti che sono dedicati per lo più al segno toscano. Facciamo un passo indietro, com'è nata questa passione e com'è diventata una missione pubblica? Questa massione è nata con, diciamo,

il fare politica, nel senso che da 18enne ero impegnato in un partito politico, in particolare nella costruzione di campagne propagandistiche per il periodo elettorale e quindi ho incominciato a collezionare una serie di opere e in questo percorso, oltre che collezionare... operazioni o campagne politiche ma anche campagne come quella che hanno dato vita a questa mostra

e cioè al grande movimento della grafica di pubblica utilità di cui questo gruppo di grafici toscani che sono qui rappresentati in questa mostra sono un aspetto estremamente interessante e importante che insieme a dolcini a Torri, a Sassi e soprattutto insieme a Andrea Rauca hanno costruito quello che è l 'essenza di questo movimento

e la costruzione di questo nuovo modo di governare gli enti locali, nel senso di promuovere la partecipazione tramite la loro comunicazione. Negli anni 70 questa comunicazione... ha accompagnato proprio quella grande esplosione di governo degli enti locali. Come si fa a riconoscere il segno toscano in mezzo a tutto questo magomo? Di questi grafici appunto, sono dei grafici fantastici, Sardonini, Chiantini, Stefano Rovai,

il loro maestro Andrea Rauk, recentemente scomparso, che tra l 'altro io conobbi a quel tempo. Quando lui incominciava con Massimo Dolcini e con i grafici dell 'ex Isia o che facevano capo alla scuola di Albe Steiner, incominciavano a costruire questo movimento della pubblica utilità, che è stato importantissimo, decisivo. Oggi è chiaro, questo movimento mostra una certa età, è un po' seduto.

sulla carta, però non è che sia finito il proprio destino, perché io penso che questa iniziativa debba servire a capire una cosa, oggi la grafica è dappertutto, siamo circondati dalla grafica, quindi non è detto che questo segno debba chiudersi, finire, è probabile che ci sia una nuova stagione. Questa viene coniugata con la cultura di governo degli enti locali. La grafica attraverso naturalmente la materia, la carta, il poster, il manifesto,

come direbbe McLuhan. Marshall. Marshall McLuhan. Il mezzo è già il messaggio. Grazie a Enrico Lattazzo. Grazie a voi e anche di questa sensibilità. Grazie a te. Siamo con Marzia Frediani, presidente dell'Arte. Firenze è stato fondamentale, sono l 'anello di congiunzione direi tra passato, presente e magari chi lo sa in che futuro. L 'importanza di questo manifesto per i circoli arci secondo te qual è soprattutto alla luce del segno toscano? Allora sicuramente

per i nostri circoli le case del popolo che già sono un segno toscano particolare essendo così diffusi capillare in tutto il territorio. Il segno toscano grafico del manifesto rappresentato nel corso dei decenni e continuo a rappresentarlo anche oggi, un elemento importantissimo, diciamo, nelle nostre piccole e grandi comunità di casa del popolo. Siete stati, dicevo, fondamentali perché avete, come dire, traghettato contro radio verso il magma, al quale avevate già donato i vostri manifesti. Sì, esatto, la collaborazione dell 'Arci di Firenze col magma è precedente a...

questa bellissima mostra perché appunto il materiale grafico, i manifesti, i prodotti nel corso degli anni e che continuiamo a produrre ancora oggi come arci sono veramente tanti e abbiamo iniziato a catalogarli e abbiamo scoperto un mondo. Abbiamo scoperto un mondo, lo scopriranno anche le nuove generazioni che passano sempre di più dal mad. Qual è il segno toscano per l 'arci che qui oggi rileva in particolar nuovo? Io rilevo qui la voglia di con... Lo rilevo trasversalmente a tutti i manifesti che abbiamo più di carattere sociale, quelli che per esempio rivolte ai più giovani, il tema delle

dipendenze, il tema dell 'AIDS, il tema dell 'attenzione alla propria salute. Lo rilevo nella promozione culturale e tanto tanto anche nel dibattito e nella promozione del dibattito politico. Dunque il manifesto può avere un futuro? Sì, io credo che possa avere un futuro, vedo che è tanto, continua ad essere tanto apprezzato in realtà anche dalle giovani generazioni, quando ci capita di lanciare un concorso, un 'idea per un manifesto, i più giovani rispondono sempre. Siamo al Mad, a casa di Valentina Gensini, potremmo dire un luogo che si apre sempre

di più a ogni forma di arte e espressione dell 'estro, oggi ospita una mostra davvero per pensare. Mi è venuto così di mettere in relazione il panottico di Bentham, questa forma di sorveglianza dall 'alto, con invece l 'espressione massima della partecipazione democratica di questo segno toscano legato al manifesto, alla comunicazione visiva. Oserei dire quasi un manifesto come antidoto panottico. È bellissima questa questione che poni perché in effetti il semiottagono è proprio ispirato al panottico.

è importante questo aspetto dell 'essere continuamente osservati e osservabili. E invece dobbiamo pensare, lo dicevamo prima insieme all 'assessore Bettarini in anticipazione, in apertura di questa bellissima mostra, che i manifesti ci osservano, ci osservano nella città e si lasciano osservare da noi abitando lo spazio pubblico, uno spazio importante perché è uno spazio fisico, non è lo spazio del digitale. si navigano in un universo senza luogo e senza anima, è uno spazio preciso. Questi manifesti che lavoravano sulla sensibilizzazione, lavorano ancora oggi

diciamo perché è importante, sulla sensibilizzazione dei cittadini, sulla proiezione di un desiderio verso alcuni eventi culturali, sulla sensibilizzazione di tematiche importanti, si è parlato di voto, si è parlato della campagna contro il mostro che metteva in salvo i giovani. L 'AIDS, occhio ragazzi, storicissima, quelle sull 'AIDS, quindi si parla di campagne importanti che probabilmente hanno anche salvato molte vite e dove i grafici hanno avuto un ruolo importantissimo di seduzione, di creare un immaginario intorno a un contenuto. In un 'epoca di smaterializzazione come questa, di liquefazione

del tutto, che importanza e valore diamo oggi al manifesto? Cosa possiamo dire alle nuove generazioni? i giovani di godersi veramente quello che hanno intorno in un rapporto a tu per tu che io trovo che se un rapporto molto vero mi colpisce sempre quando penso alla politica di un tempo a berlinguer quanto fosse quanto sia stato amato e sui funerali su tutti li abbiamo negli occhi no da amici e nemici politici ma quanto vivesse le sue giornate tra la gente cioè una politica fatta con le persone

nei gruppi, con gli operai, con le famiglie, con la scuola, con la società civile. Perché io credo che questo presidio dell 'esserci, di essere presenti nella cultura e per la cultura e presenti gratuitamente, voglio dire anche questo, sia un valore aggiunto importante perché si diventa un presidio di cittadinanza dove davvero ci si può guardare negli occhi e parlare di qualcosa, come stiamo facendo io e te una. Assolutamente. pensare e comunicare il segno toscano al mal.