PNRR in Toscana: bilancio e prospettive con Nicola Sciclone

28 aprile 2026 · 19 min

Analisi dello stato di attuazione del PNRR in Italia e Toscana con il direttore IRPET Nicola Sciclone e Simone Gheri (ANCI Toscana). La Toscana ha intercettato 8 miliardi di risorse, con risultati migliori della media nazionale. Focus sulla necessità di capitalizzare l'esperienza acquisita per una nuova stagione di programmazione europea.

pnrr toscana nicola sciclone irpet anci toscana investimenti pubblici

Capitoli

  1. 00:00Introduzione e contesto PNRR
  2. 02:24Intervista Nicola Sciclone - IRPET
  3. 06:33Intervento Simone Gheri - ANCI Toscana
  4. 09:14Stato di avanzamento PNRR in Toscana
  5. 13:02Dati e impatto economico
  6. 17:11Competenze e capitale umano
  7. 18:45Conclusioni e saluti
Trascrizione 34 passaggi

stai ascoltando contro radio contro radio FM DAV streaming social web condividila con chi vuoi questa è contro radio può dire un primo bilancio si può iniziare a fare soprattutto perché da più parti si scalpita ad esempio il presidente dell'Avilos l'associazione bancaria italiana Antonio Padurelli ha invocato con forza un nuovo PNR questa volta europeo diciamo così un piano nazionale di ripresa e resilienza

di caratura di spessore europeo basato sul debito comune ha detto Padurelli per affrontare la situazione che un punto di vista economico geopolitico i conflitti in corso è estremamente pesante Padurelli dice che il primo PNRR ha esaurito il suo potenziale serve una nuova spinta per scongiurare rischi di recessione e inflazione. Ora ci sono diversi commentatori in questi giorni che dicono che il piano nazionale di ripresa e resilienza da 194 miliardi di euro, che

è partito con la pandemia che è in scadenza proprio quest 'anno, si sarebbe carsicamente inabissato. e che avrebbe inanellato anche una serie di fallimenti, diciamo così, tanto da far parlare di corresponsabilità nella crescita zero del nostro paese. Ne ha scritto in questi giorni soprattutto il Corriere della Sera, non si parla mai, ha scritto Federico Fubini, dei risultati che esso sta producendo, quanti asili nido, quanti successi nei sistemi di formazione e avviamento al lavoro, quanta accelerazione

nei tribunali. Però, dice Fubini, c 'è una scusante dal momento che su tutto ciò regna l 'opacità assoluta non solo dal governo verso l 'esterno, ma probabilmente anche all 'interno dello stesso governo. Io per iniziare saluto e ringrazio il direttore dell 'Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, l 'IRPET, che è Nicola Sciclone, voce nota ai nostri ascoltatori. Sciclone, buongiorno a lei e bentrovato. Buongiorno, grazie. Tra poco sentiremo anche Simone Gheri, che è collegato anche lui con noi e anche lui

potete seguirlo in video sui nostri social, il direttore dell 'ANCI, l 'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani per la Toscana. Gheri, buongiorno a lei e bentrovato. Buongiorno. Buongiorno, buongiorno anche a Simone Gheri. Ciclone, è corretto quello che ho detto all 'inizio o è un quadro a tinte troppo? Le chiedo una valutazione molto generica, anche a sensazione personale in qualche modo. Sono stato troppo tensione all 'inizio? Forse sì, nel senso che noi

dobbiamo ragionare pensando al domani, focalizzandoci su due questioni. Una di breve periodo e una di più lungo periodo. Quella di più breve periodo è quella di chiudere... di questi progetti del PNRR nei tempi previsti per non perdere le risorse e questo chiaramente richiede un grande sforzo, su questo misureremo anche la nostra capacità di mettere a terra i progetti, ma anche la capacità poi come paese negoziale con l 'Europa per ottenere

anche un differimento dei tempi, misureremo anche su questo il buon senso dell 'Europa. Poi c'è una questione di prospettiva. che mi preme di più sottolineare può darsi che con il PNRR noi abbiamo in qualche modo accumulato dei ritardi può darsi che la progettualità messa in campo non fosse, non sia stata quella ottimale lo vedremo è troppo presto per parlare di risultati, tenete conto che

come dire molte anche procedure di affidamento, le gare devono ancora concludersi, molti lavori devono ancora diciamo avviarsi oltre che concludersi e sicuramente noi valuteremo poi nel tempo la nostra capacità di utilizzo delle risorse per interventi di investimento trasformativo che sono quelli di cui più necessitavamo. Però se i risultati saranno inferiori alle attese, e io penso che possono

essere inferiori alle attese, anche perché dobbiamo anche tenere fuoco del fatto che chiedere delle grandi trasformazioni strutturali in un arco temporale ristretto come era l 'orizzonte del PNRR, dopo decenni orientati a una politica basata su tagli strutturali e che ciò stoffi all'apprezzato. progettazione, senza anche precedenti esperienze di coordinamento fra i livelli istituzionali, l'Europa, l'Italia e le regioni

in funzione non era possibile anche fare di più di quel che si è fatto. In frattempo, come dire, è stato anche un patrimonio di esperienza e di abitudini alla progettualità e alla programmazione che credo sarebbe sbagliato di spedere, anzi credo che vada invece incanalato e capitalizzato per un rilancio di nuova stagione di programmazione, perché abbiamo molte sfide davanti, molto complesse nei prossimi anni e non abbiamo assolutamente bisogno di

una forte presenza di progettualità e capacità di indirizzo del mercato e dobbiamo assolutamente evitare. l 'idea di tornare al paradigma per cui il mercato è da solo l 'unico ambito in cui l 'economia funziona al meglio. Simone Guerri, ci aspettavamo, ma forse è un 'ingenua illusione quella che te sto riportando,

una sorta di cambiamento, di trasformazione a fronte di investimenti estremamente, estremamente corposi, un clima da piano Marshall per intenderci. Siamo stati troppo ingenui e qual è la sua valutazione? Se mi perdete sono il treno, quindi la mia valutazione, io ho dato condivido tutto quello e poi la città. La mia valutazione è una valutazione che è in termina esposizione.

Questo è vero, è un caro Marsha, un caro Pins, cioè io ho due figli, è una grande stima e mi piace anche leggerlo, ma questa è un po' la problematica assoluta, cioè cosa vuol dire, quanti asimi ci saranno, quanti asimi ci saranno, si vedrà, alla fine da tre mesi vedremo quanti asimi siamo stati riusciti, siamo riusciti a costruire, che risposta diamo alle figlie, poi io voglio, ma non posso. sommossamente ricordare le politiche

che diceva che l'importante sono i lavori pubblici che fanno votare e riluppire l'intento del PNRR è stato anche questo ora si sapeva tutti benissimo che i treanti che secondo me voglio dire che si è fatta una bella operazione è quasi un via se si porta a compimento a tutte le opere che avevamo visto finanziate è un grande successo e io penso di questo

poi si poteva fare meglio ma non c'erano i tempi cosa dovevamo fare? la rete ferroviaria penso che lo stiamo facendo ma è che ci per abbastare tre anni per farlo l'opacità ma perché c'è perché paga di opacità cioè ci sono tutte le banche d'anni dal ministero delle finanze alla prima toscana uno va dentro e vede a che punto sono le opere oppure ognuno le sue omure va a vedere poi ci sta che un po' di opere siano in ritardo

e sta nel buon senso dell'Europa nella opacità del governo riuscire a portare avanti gli investimenti o con una prorara dei tempi oppure garantendo che l'ultima tranche sia presa, sia ottenuta dal governo italiano e poi i finanziamenti possono andare avanti. E quelli che non verranno spesi, come dire, non si utilizzeranno per altre cose o si renderanno indietro se sono appresti. Cioè, francamente, io ragionerei più, riprendendo quello che ha detto lei, su Patuelli, sul nuovo PNRR.

Io lo farei, capisco benissimo la situazione attuale. e le difficoltà però noi bisogna pensare questo lo diciamo anteguerra che noi da fare un PNRR di livello europeo sulle politiche ambientali per investire per evitare il dissesto idrogeologico per essere più resilienti non compi degli eventi atmosferici estremi e non dover intervenire dopo con più soldi per risolvere i problemi di quanto riguarda il governo Simone Gheri, grazie per queste sue riflessioni e queste sue valutazioni.

A voi. Grazie al direttore dell'Anti della Toscana. Nicola Ciclone, però se ho capito appunto l'atteggiamento che è molto interessante è proprio quello di utilizzare quello che è accaduto anche come leva d 'appoggio, come spinta. Cioè siamo molto proiettati in questo senso nel nostro futuro, più che nella recriminazione o nel... l'attribuzione di un significato eccessivo che potevamo dare al PNRR cioè usiamo quello che abbiamo fatto finora per continuare a costruirci su questa è la logica se ho capito bene

direi questo diciamo in questi anni abbiamo messo in campo un'esperienza che ora va fruttata con un nuovo con una nuova stagione diciamo di programmazione mi preoccupa molto tutta questa critica grazie nei confronti dell 'esperienza del PNRR, certamente si poteva fare meglio, non tutti i progetti finanziati probabilmente avranno la capacità di incidere in maniera strutturale sul nostro sistema economico e sociale, però

quello che mi preoccupa è che possa tornare a essere prevalente. Il paradigma è l 'idea che il mercato sia capace da solo di dirci cosa serve e come farlo, perché in realtà il mercato prevalentemente è più interessato a rimunerare il capitale investito, a logiche di profitto più che a obiettivi di sostenibilità e oggi abbiamo bisogno di indirizzare e governare il mercato. Quindi nella transizione che abbiamo su

vari fronti, basti pensare al peso della traiettoria demografica, basti pensare al peso della transizione digitale e quella ecologica, energetica, abbiamo una mole di sfide davanti a noi che richiede una capacità di governo e di indirizzo e sicuramente ne richiedono investimenti, quindi condivido molto quello che ha detto Pato. che noi abbiamo bisogno di un nuovo PNRR, ma non lo dico io, ne lo dico Patronelli, ma anche alla base del documento che ha presentato con poco ascolto Draghi.

Come siamo andati in Toscana da questo punto di vista? Non le chiedo naturalmente un bilancio esaustivo, tra l 'altro ci sono delle riflessioni estremamente interessanti nel recente rapporto annuale tra incertezza e segnali di tenuta i riflessi della congiuntura della legge di bilancio in Toscana, il rapporto annuale appunto dell'IRPET, però una valutazione, una prima valutazione la possiamo fare? Quello che possiamo dire con i dati a disposizione che come regione abbiamo intercettato un ammontare

di risorse che sono in linea con quello che è il nostro peso. economico e demografico perché complessivamente noi abbiamo intercettato risorse e finanziamenti per 8 miliardi, poi sono aggiunti altri circa 4 miliardi di cofinanziamento, quindi per un ammontare complessivo di 12 miliardi di risorse finanziate. Quindi da questo punto di vista possiamo dire di essere complessivamente soddisfatti. Sullo stato di avanzamento... risultati sono migliori di quanto non accada nel resto d'Italia, ovviamente non sono risultati

ottimali anche perché inevitabilmente l 'iter procedurale che è sottostante a ogni affidamento è molto lungo e molto complesso, da questo punto di vista ogni affidamento, un iter che inizia con l 'identificazione di un codice di identificativo di gara si conclude con la fase di aggiudicazione della gara. Allora in Toscana con i dati che abbiamo visionato a fine 2025, il 73 % del valore dei progetti finanziati e ammessi a finanziamento era

stato avviato, di questo 73 % era stata avviata la gara e in Italia solo il 58%, mentre era stato aggiudicato e quindi si sa che aveva vinto la gara e quindi l 'affidamento si era concluso, solo il 53 % del valore. complessivo dei progetti, anche qui una proporzione superiore a quella nazionale, ma sicuramente non soddisfacente, quindi da questo punto di vista certamente c 'è un problema di tempi e di tempistica, però dobbiamo dire che comunque il PNRR nel complesso ha dato un forte impulso

alla spesa pubblica, alla spesa pubblica in conto capitale, circa il 50 % delle... risorse del PNRR riguardano sostanzialmente investimenti in opere pubbliche e questo è un altro elemento invece da sottolineare positivamente perché appunto noi abbiamo esigenza di puntare fortemente a un rilancio degli investimenti. Naturalmente non è possibile ancora misurare

l 'impatto della progettualità, perché chiaramente questo richiede tempo. Secondo i nostri modelli, è exante, se ogni progetto ha una sua ricetta produttiva e quindi attiva in modo diverso i diversi settori produttivi della Toscana, possiamo però pensare che durante la fase di attuazione del PNRR che quindi continuerà ancora un po', il prodotto interno loro della Toscana

beneficiterebbe di un livello, di almeno un punto percentuale più alto rispetto a uno scenario privo di PNRR, se consideriamo quindi che noi viaggiamo su valori di crescita dello 0, senza PNRR, quindi possiamo facilmente capire dove saremmo stati, dove saremmo nei prossimi nei prossimi anni. Estremamente interessante questa cosa che ci ha raccontato Sciclone, un'ultima battuta, una riflessione, avevamo molti timori sulla tenuta, come

dire, della tecnicalità. Abbiamo nei nostri comuni, nei nostri uffici, la quantità e la qualità di personale atto a rispondere alle sfide, a scrivere i progetti, di funzionare, a farle funzionare in tempo, questa sfida l'abbiamo vinta in Toscana secondo me Ciclone alla fine, si diceva i comuni piccoli ma come fanno, non c'hanno neanche il personale, no se ne ricorda tutte queste obiezioni certamente, ancora

diciamo dobbiamo migliorare su questo punto ma quello che dicevo prima non siamo allo stesso livello di 5 anni fa non siamo allo stesso livello di quando siamo partiti, abbiamo accumulato più esperienza, oggi saremo in grado di mettere a frutto la progettualità del PNRR meglio di quanto siamo stati capaci di fare, guardandoci alle spalle, tornando indietro nel tempo, sì è vero, dobbiamo ancora investire di più sulla formazione

e sul capitale umano. mano nella pubblica amministrazione, soprattutto dovremmo aver imparato da questa esperienza che noi quando parliamo di spending review spesso se ne parla solo in termini di tagli e di tagli lineari, in realtà la spending review quando è fatta seriamente dovrebbe significare anche un 'attenta analisi ed esamina di quello che ci serve da questo punto di vista probabilmente sul fronte delle competenze del personale noi avremo bisogno di un potenziamento

delle competenze tecniche, ingegneristiche scientifiche e un depotenziamento di quelle giuridiche amministrative ringrazio e saluto il direttore dell'istituto regionale per la programmazione economica della Toscana Nicola Ciclone per essere stato con noi questa mattina e per averci aiutato a fare delle riflessioni che naturalmente poi andremo ad implementare sempre di più nei prossimi giorni perché appunto questo è l'anno in cui poi cercheremo di fare un bilancio ma soprattutto di trarre delle elezioni

per il futuro. Credo sia questo anche il grosso messaggio che viene fuori da questa trasmissione. Sciclone, grazie davvero, buona giornata a lei. Grazie a voi, buona giornata. Buona giornata a Nicolo Sciclone, tra poco torna Chiara Brilli perché si parla con il segretario generale della Camera di Commercio di Firenze grazie Giuseppe Salvini, le società Benefit e quanto fanno bene al territorio e poi si torna a parlare di floricoltura, delle sostenibilità, dei fiori stagionali e locali

tra pochi secondi di pubblicità restate con noi