Publiacqua torna interamente pubblica: intervista al presidente di Pluris Lorenzo Perra

17 marzo 2026 · 22 min

Il Tribunale di Firenze ha sancito il passaggio del 98% delle quote di Publiacqua a Pluris, rendendo completamente pubblica la gestione del servizio idrico. Il presidente Lorenzo Perra spiega il significato della sentenza, i 122 milioni da versare al socio privato ACEA e la visione futura della multiutility toscana, con un possibile coinvolgimento diretto dei cittadini sul modello cooperativo.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:32Annuncio della sentenza su Publiacqua
  3. 01:52Spiegazione della vicenda
  4. 03:52Il contenzioso con il socio privato
  5. 06:21Verso la multiutility pubblica
  6. 09:21I 122 milioni di euro: chi paga
  7. 13:52La visione futura e il modello cooperativo
  8. 18:21Politica e tecnica nella gestione pubblica
Trascrizione 39 passaggi

Grazie a tutti stai ascoltando contro radio fm dub streaming social web condividila con chi vuoi. Questa è Controradio. Otto e quaranta, buongiorno,

bentrovati, questa mattina parliamo della multiutility a capitale interamente pubblico Pluris che porta alla propria partecipazione. in pubblicacqua a circa il novantotto per cento consolidando la guida della società che ha in carico la gestione del medio valdanno dunque le province di Firenze Prato Pistoria e Arezzo perché perché il tribunale civile di Firenze con una sentenza pubblicata pochi giorni fa, il dieci marzo, ha definito il contenzioso promosso da Acque Blu Fiorentine, il socio privato, la società veicolo controllata

dalla partecipata ACEA, titolare del quaranta per cento di Repubblicacqua rigettandone le domande. La sentenza ha accertato l 'avvenuto trasferimento ad Alia Servizi Ambientali, oggi plures, della partecipazione detenuta da Arco e Blu Fiorentini e ha condannato il socio privato. a porre in essere gli adempimenti esecutivi necessari al perfezionamento del trasferimento della partecipazione a favore dei pluris a fronte di un corrispettivo di circa cento ventidue milioni di euro

determinato nel corso del procedimento. Tutto questo ha un suono molto tecnico. Proveremo a tradurlo, a spiegarlo, a discuterlo insieme a voi e insieme al presidente di Plures, Lorenzo Perra, che è venuto a trovarci nei nostri studi. Presidente Buongiorno a lei, grazie e bentrovato. Buongiorno. Potete seguirci anche in video sui nostri social. La spieghiamo in italiano questa cosa che ho detto. Sì, allora, un giudice del Tribunale... civile di Firenze ha detto che dal 2021 sostanzialmente Plures,

che allora in realtà manco c 'era, Acqua Toscana era il soggetto che c 'era allora, è proprietario non solo... non soltanto del circa il 60%, poco meno delle aziende che allora aveva, ma del 97%, 98%. Cosa accadde allora? Allora accadde che Acqua Toscana... che era una società interamente pubblica dei comuni, che deteneva appunto le azioni di Pubriacqua per conto dei comuni, aveva proposto ad ABF che è il veicolo del...

partner privato che è ACEA che tutti credo abbiano imparato a conoscere nel corso degli anni una modifica statutaria di Publiacqua una modifica che consentisse di fare quello che allora i soci avevano Cioè di fare una società interamente pubblica che agisse non soltanto nella gestione del servizio idrico ma anche nei rifiuti, nell 'energia eccetera. la premessa alla costituzione della multiutility. Allora furono fatte queste proposte, furono rigettate sostanzialmente

e questo attivò una opzione, una possibilità che era prevista. in uno dei documenti diciamo allegati al governo eh di Publiacco cioè il patto parasociale che consentiva la parte pubblica di acquistare anzi tecnicamente di riacquistare la proprietà eh Nel passato era stata ceduta ai privati. I privati si opposero e dopo cinque anni un giudice a Firenze ha detto che in realtà quelli ragioni c 'erano e che quindi la proprietà...

E' da allora, tant 'è che il giudice dice non soltanto eseguite la sentenza, ma chi ha indebitamente incassato qualcosa lo restituisca. anche una partita di restituzione dei dipendenti 8 milioni di euro la sentenza è immediatamente esecutiva è probabile visto che lo hanno dichiarato che la parte privata possa fare appello e invocare la sospensiva degli effetti della sentenza, ma lo vedremo

nei prossimi giorni. Oggi noi ci dobbiamo preoccupare di versare i 122 milioni di euro. è sconcertante vedere che questa cosa arriva dopo cinque anni, in cui è cambiato il mondo, è nata la multiutilia, è cambiato tutto quello che poteva cambiare, avrebbe una battuta sul referendum, ma non la facciamo perché... in par condizio naturalmente però voi ripartite da questo insomma dopo una cosa che arriva in un momento tra l'altro siamo anche a un primo grado di giudizio appellabile in qualche modo

c'è questa preoccupazione beh Ci vuole molta costanza, dedizione e attenzione ed è stato prestato tutto questo nel corso degli anni. Devo dire che il Tribunale di Firenze ha agito nei tempi, come dire, canonici e previsti quindi non ci sono stati da questo punto di vista ritardi però cinque anni in questi cinque anni sono cambiate tante cose, sono cambiate tutte le amministrazioni comunali, ci sono nuovi sindaci, è cambiato appunto anche in qualche maniera

la la la politica di contorno alla eh al sostegno delle varie maggioranze ehm i promotori dell'iniziativa della multiutility che eh si costituì due anni Anni dopo, quel 2021, cioè nel 2023, non ci sono più, cioè Dario Nardella, Matteo Biffoni, non ci sono più come nel ruolo che ricoprivano allora, Brenda Barnini, lo stesso Alessandro. Sandro Tomasi, hanno tutti cambiato mestiere e quindi in qualche modo evidentemente oggi

commentiamo un 'iniziativa di allora e i commenti naturalmente sono calati nell 'occhio. Oggi chi ha avuto la fortuna o la sfortuna di assistere a tutto questo in realtà vede un 'evoluzione e anche un cambio in qualche maniera di rotta nel corso del tempo. inevitabilmente ci può essere stato e c'è stato però io ritengo che sia il completamento quantomeno di una fase un buon punto

diciamo di una di una cosa che in Toscana non c 'era mai stata, perché il motivo scatenante di questo litigio era che una parte della Toscana voleva gestire le cose di cui già era proprietaria, mettendole insieme. e gestendola con la testa qua e non delegando più la gestione ad altri. Questo è un passaggio interessante perché le farei una domanda a questo proposito, però in sostanza noi stiamo parlando del fatto che... Il gestore, diciamo così, dell 'acqua, anche dando seguito al famoso referendum

sull 'acqua, adesso è, dopo questa sentenza, interamente pubblico. Questo è il succo di quello che ci stiamo dicendo. farlo però c 'è un passaggio che ha a che fare con i 122 milioni di euro con cui appunto si riacquistano le quote del socio privato. Le pagheremo noi? Sì, le pagheremo noi. Qui siamo in un settore particolare, si chiamano settori regolati, quindi tutto quello che si fa, in particolare gli investimenti che si realizzano nel corso del tempo, vengono ripagati attraverso...

Attraverso la tariffa, quindi attraverso quello che si paga nella bolletta, nel consumo dell 'acqua di tutti i giorni. Gli investimenti non sono investimenti immobiliari in luoghi ameni, sono la costruzione degli acquedotti, dei depuratori, delle fognature. Quei 122 milioni è il calcolo al 2021 di quanto fossero gli investimenti realizzati e tecnicamente non ancora ammortizzati, cioè non ancora ripagati. corso finanziario e la realizzazione degli investimenti i cui effetti poi si produrranno

nel corso degli anni successivi. Quindi il finanziamento dei 122 milioni è un po' come andare in banca e prendersi un mutuo di una casa, però a differenza di una casa qui si compra qualcosa che produce degli effetti economici che nel corso del tempo ripagano quei 122 milioni. Quindi non è un investimento a fondo perduto, ma è un investimento i cui fondi appunto vengono nel corso del tempo ripagati. La stessa cosa sarebbe intervenuta, ma con 40 milioni.

di euro in più e qui c'è un tecnicismo che la mattina è un po' ostico se questo subentro fosse intervenuto l'anno prossimo quando finisce la concessione di Publiacqua Quindi c 'è un guadagno per i cittadini toscani significativo e questo è un elemento importante che secondo me andrà valorizzato nel racconto dei prossimi giorni. Ma il cittadino che dice questi 122 milioni? Dobbiamo chiedere un mutuo in banca, quella stessa banca che ha una visione speculativa per cui siamo stati lontani dalla borsa per poi finire

comunque a chiedere soldi a persone che quello fanno. E sono soldi che noi restituiamo al socio privato quando potevamo invece rifare le tubature, le cose, eccetera. Potevano esserci degli investimenti. La domanda che io le faccio è, questa operazione... È un 'operazione di natura politico -ideologica o, e chiedo al tecnico in qualche modo, è un 'operazione con una visione per il futuro di questo servizio? No, no, è una visione, l'alternativa. L 'alternativa sarebbe stata peggiore, nel senso che l 'alternativa

di costruire da noi gli acquedotti passa comunque per la fine della concessione che precede. una restituzione di quello che è stato investito e non ancora ammortizzato. La visione che c 'è è un mix di elementi politici e elementi industriali. I toscani a certo punto hanno maturato l 'idea che non ci fosse più la necessità di dover delegare ad altri la gestione dei servizi pubblici.

non tanto di responsabilità, quanto della consapevolezza del fatto che le società, che la capacità gestionale locale era talmente maturata che questa cosa poteva essere fatta in autonomia. Probabilmente io non c'ero, 20 anni. anni fa quando le cose nacquero c'era stata una visione diversa cioè probabilmente le gestioni locali ad esempio il comune di Firenze gestiva direttamente l'acquedotto di Firenze non c'era quella capacità che la legge allora imponeva. Peraltro io ricordo che 25 anni fa

qui siamo in questo momento raccontiamo le cose dalla riva sinistra dell'Arno manco c'era la depurazione cioè noi qui scaricavamo lontano da qua, scaricavamo abbiatamente in Arno e tutto questo ha avuto un investimento di oltre un miliardo, di quasi un miliardo e mezzo di euro per Publiacqua è stato il frutto di una capacità industriale Quindi oggi i toscani dicono, ma noi siamo in grado di gestirla da solo, l 'energia, il servizio idrico, i rifiuti, facciamolo e facciamolo con un modello che tanti anni...

altri, pressoché tutti, in Italia, in Europa, nel mondo, sperimentano, mettendo insieme la gestione dei servizi, perché questi servizi hanno tanti punti in comune e gestirli separatamente. non è una convenienza economica per il medesimo proprietario e per gli utenti che vengono serviti noi abbiamo sportelli, abbiamo call center, abbiamo ingegnerie che gestiscono la complessa infrastruttura Abbiamo la gestione della finanza, la finanza per quanto poco amata, nessuno ama dover pagare la rata del mutuo,

però è necessaria quando c'è da fare tanti investimenti perché bisogna anticipare i soldi. soldi rispetto a un effetto che in questo caso ha una durata pluriennale, generalmente trentennale, cinquantennale, quindi molto lunga, quindi c'è bisogno di un tiraggio di risorse che ha bisogno di appoggiarsi su chi i soldi ce li può prestare. visione progressiva dove siamo partiti come dire da situazioni dove i comuni arrancando senza particolari competenze al proprio interno gestivano tutto poi c'è stata la necessità e un po' anche

ubriacatura del privato. Ora siamo in una fase del tutto nuova. In una visione futura può esserci un passaggio ulteriore? Perché io immagino che voi il problema di una visione futura ve lo poniate tutti. giorni ovviamente dove ci sono dentro anche io come privato cittadino io penso al modello cooperativo in qualche modo dove si fa un passo in più dove il cittadino e partecipe è un passato stiamo parlando di un futuro troppo distante, è una cosa che può rientrare, la vostra visione è diversa, ci racconti di questo?

No, allora, sì, noi pensiamo al futuro costantemente, perché appunto le cose davanti sono molto, molto... maggiore di quelle che dobbiamo affrontare ogni giorno. Allora, questa idea di tenere insieme le cose non è un 'intuizione visionaria, in realtà che hanno fatto tutti negli ultimi anni. L'idea di poter gestire questi servizi ingaggiando attivamente gli utenti, clienti, cittadini,

imprese locali, è l'idea che noi abbiamo il modello cooperativo è un modello che in Toscana ha funzionato in maniera eccezionale nel settore della grande distribuzione è un La Toscana si caratterizza per avere Cop Firenze e non solo, ma senza fare troppa pubblicità, è un esempio di riferimento importante a cui noi abbiamo... E stiamo guardando con interesse. L 'idea che noi vorremmo provare a condividere è proprio quella di ingaggiare i cittadini

attraverso dei comportamenti... virtuosi e quindi riconoscendo loro un ruolo, riconoscendo in qualche maniera dei diritti che poi si possono tradurre in diritti economici. ma anche in diritti di governance e tutto questo appunto per far sì che questi servizi non siano percepiti come altro perché questi servizi perché non avrebbe senso che ci fosse una proprietà pubblica che fosse percepita

come altra la proprietà pubblica è per definizione tale cioè nostra di tutti quindi in questo nostro però c'è bisogno di un riconoscimento di quello che è il ruolo dei cittadini, in questo appunto il modello cooperativo è un esempio, ma ce ne sono altre che sono legate a modalità un po' più, se volete... più moderne anche di ingaggio su cui stiamo lavorando e che nelle prossime settimane e mesi ci piacerebbe

se i soci, le autorità di regolazione che sono coinvolte in questo procedimento lo vorremmo provare a mettere in campo lei sarà un mio errore di valutazione ma lei nei ultimi termini ha detto le cose interessantissime perché riguarda il futuro non è abbiamo vinto la sentenza siamo più forti e molto di più quello che ci ha detto in ultimi minuti o sono io o me la sto inventando? No, no, è quello ripeto su cui... No, no, alcune cose... Le prossime settimane

delle persone. Alcune cose appunto sono subiudici nel senso che c'è qualcuno che le sta valutando che le sta considerando e prima di poter dire lo facciamo c'è bisogno di un evidentemente di una condivisione. Queste aziende perché funzionino bene c 'è bisogno che in quanto aziende pubbliche, aziende del territorio ci sia consapevolezza da parte dei proprietari. della politica, del management stesso perché poi possano essere sentiti

come necessarie e come componente favorevole territorio anziché quelli che ti mandano la bolletta eh ogni tre mesi. Ci vuole un patto con le persone, con i cittadini sociale ed economico per renderli partecipi della trasformazione. Eh non è una cosa come dire. di sostanza è una cosa di sostanza ed è una scommessa non necessariamente che poi possa portarci a dire

abbiamo ottenuto questo risultato Però se voi ci pensate, io ho citato prima un 'esperienza della grande distribuzione locale, per non ripetere il nome, è identitaria, cioè chi va lì lo fa non soltanto perché il servizio... ma perché è una cosa che viene appartenuta come locale, come loro, come nostra e quindi per fare questo c'è bisogno di una capacità, di un savoir-faire francese

che è complessa che ha bisogno di competenze di tanta spiegazione nei confronti di tutti è stato particolarmente interessante ascoltarla, ci siamo attardati ascoltare, ma possiamo farlo tranquillamente andando su controiado.it. Una parte dell'intervista con Emiliano Fossi, il segretario regionale del PD che ieri era nei nostri studi e ha intervenuto su questo tema. Non ce la facciamo perché più tempo diciamo è stato interessante ascoltarla rispetto alle cose che ci siamo detti però questo breve

segmento dell'intervista su questi temi e mi ero forse concludo dicendo più politica e meno tecnici che è una cosa che detta così Sì, ma è anche una cosa che normalmente non si può dire in televisione o alle radio, diciamo, perché alle volte si parla di passo indietro e la politica. Questa operazione sconta un po' la mano della politica, il campo largo e... sindaci e le cose eccetera? Certamente il cambio di quello che è stato, il panorama, il contesto di riferimento ha

modificato il percorso. Poi se c 'è bisogno di meno politica, di meno tecnica, io non sono in grado di dare un giudizio. C 'è bisogno di competenza, sia politica che tecnica, e c 'è bisogno di una grande consapevolezza. C'è bisogno anche di... facciare una rotta che abbia una durata, perché si può cambiare rotta, non si può cambiare continuamente rotta, perché altrimenti rischiamo di rimanere fermi. Però mi sembra che la direzione

che sia strada... intrapresa sia una direzione solida e aggiungo largamente condivisa perché in questi giorni alla fine io ho visto tanti commenti favorevoli di devo dire poi qualcuno ha voluto, tanti hanno voluto fare del distinguo come è tipico di questo contesto dovremmo anche in qualche maniera a volte forse limitarci a dire siamo contenti se naturalmente è condivisa e poiché è la largamente condivisa, credo che si possa affermare che è stata una buona cosa per la Toscana.

Lorenzo Perra, noi ci risentiamo presto secondo me, perché ci sono situazioni in evoluzione. Nulla è fermo, in questo momento questo è importante perché niente intorno a noi è fermo. Partire dalle vicende planetarie, l 'ultima notizia che compare sui nostri schermi dice che l 'Iraq ha raggiunto un accordo con l 'Iran per permettere il passaggio... alcuni suoi petrolieri attraverso lo stretto di Ormuz, lo ha detto il ministro del petrolio iracheno ad Al Jazeera, il ministro ester iraniano ha dichiarato che lo stretto di Ormuz è aperto ma ha chiuso ai nostri nemici

quindi c'è un'apertura come dire selettiva questo punto di vista che però complica ancora di più le cose per alcuni versi. Lorenzo Perra, nelle prossime settimane magari racconteremo altre novità di come cresce, di come si sviluppa, di come evolve questa vicenda siamo partiti quest'oggi a che fare con l'intera ripubblicizzazione del servizio idrico il presidente di Plures nei nostri studio questa mattina, Lorenzo Pella, grazie ancora grazie a voi grazie a voi per averci seguito, sono le nove in punto abilità poco con l'opera del Duomo

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