Radio Solaire La storia di Giorgio Lolli
Presentazione del documentario Radio Soler che racconta la storia di Giorgio Logli, ex operaio e sindacalista bolognese che in 40 anni ha installato oltre 500 emittenti FM in Africa. Il film, realizzato da Federico Bacci e Francesco Eppensteiger dopo 5 anni di riprese, debutta al Cinema La Compagnia di Firenze. Intervengono anche Andrea Bognino (Rai Play Sound) e Francesco Diasio (FAO), esperti di radiofonia e comunicazione per lo sviluppo.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 00:23Presentazione della storia di Giorgio Logli
- 01:56Intervista ai registi Federico Bacci e Francesco Eppensteiger
- 05:20L'importanza della formazione tecnica
- 08:43Le tre parole chiave secondo Andrea Bognino
- 11:43Il trailer del documentario
- 13:00La radio come strumento di democrazia
- 15:15L'esperienza di realizzazione del film
- 17:27Il futuro della radio nel 2025
- 19:39Informazioni sulle proiezioni e chiusura
Trascrizione 37 passaggi
bella contro radio stai ascoltando contro radio contro radio FM, DAV, streaming, social, web condividila con chi vuoi questa è contro radio le otto e quarantuno quest'oggi parliamo della storia di Giorgio Lolli l'ex operaio sindacalista bolognese tecnico autodidatta delle radio libere negli ultimi
quarant'anni passati in Africa è installato più di cinquecento emittenti FM nel continente dando veramente speranza e informazione e conoscenza e rete a migliaia a centinaia di migliaia di persone. La sua storia adesso arriva finalmente al cinema nel documentario Radio Soleil Radio Diffusion Rurale realizzato due registi di Bornesi Federico Bacci e Francesco Eppensteiger buongiorno Federico buongiorno Francesco bentrovati anche
con la Controradio TV e saluto e ringrazio è con noi anche Andrea Bognino buongiorno Andrea bentrovato Andrea buongiorno se puoi sentirmi sblocchiamo audio e e altre cose del genere perché Siamo anche in video sui nostri social, abbiamo veramente mobilitato le grandi voci della radiofonia italiana, Andrea Bognini responsabile editoriale di Rai Play Sound ed è rappresentante italiano nel comitato radio della European Broadcasting Union, tra poco sentiremo anche Francesco Diasio che è un grande esperto internazionale di comunicazione per lo
sviluppo, lavora per la FAO, è stato segretario di AMREF, di AMARC, delle radio comunitarie mondiali, per cui un parterre di tutto rispetto Federico per questo vostro documentario che avete inseguito a lungo, in breve ci racconti di che si tratta Allora, il documentario, le riprese sono durate cinque anni e fondamentalmente a volte come si dice un po' io e Francesco la paragoniamo a una fonte risorgiva perché 15 anni fa ci siamo imbattusi nella storia di Giorgio tramite un articolo sul venerdì della Repubblica pensate quanti
anni sono passati e a un certo punto scoprimmo che era amico che era padre della un 'amica di francesco un 'amica comune andiamo a intervistarle lui non poteva in quegli anni era giù a fare a fare le radio quindi da lì tornò anni dopo inizio aveva problemi di salute per cui a un certo punto siamo andati lì per fare delle riprese un'intervista come si usa ora fare giusto per avere del materiale arrivati laggiù ci troviamo davanti un tavolo pieno di cassette perché Giorgio oltre che essere un tecnico radiofonico era un operatore
era stato l'operatore che ha ripreso ad esempio la strage alla stazione di Bologna e quindi da lì si è aperto un percorso che ci ha fagogitato per quattro anni e si conclude stasera signori siamo contenti di mostrarvelo in questo percorso si sono unite tante persone fra cui amici come Francesco Diasio e Andrea Bonnino perché come ben sai Raffaele anche per il mio passato da voi fatto per noi una radio è una malattia che una volta che ti piglia non ti lascia più non ti lascia più così che è naso come
quelle malattie appunto che si annidano in eh certi posti del mondo questa sera questa sera al cinema la compagnia a Firenze inizia il tour delle proiezioni finalmente sarà un lavoro lunghissimo straordinario una storia eccezionale anche girata e realizzata in un modo magistrale la compagnia alle ore ventuno e repli il 18, il 19, il 21, il 22 novembre, poi ai Quattro Mori, a Livorno, al Cinema, mercoledì 26 novembre alle 21. Francesco, è stata un 'esperienza straordinaria perché avete scoperto una storia che non ha niente di ordinario.
Sì, la storia di Giorgio effettivamente è una storia molto particolare perché neanche lui forse si aspettava di raggiungere quello che era. Lui è andato per caso a fare un documentario in Eritrea nel 1978 e lì si è reso conto che quello radiofonico era un territorio quasi completamente vergine in Africa, nel senso che le radio che si sentivano erano le radio statali e le radio dei colonizzatori, quelle francesi, quelle inglesi,
americane. Per cui si è reso conto che mancava la voce degli africani e quello che dice Giorgio più volte nel documentario è che lui ha fatto la radio degli africani, cioè ha fatto una radio che in tutto e per tutto era fatta su misura per gli africani perché utilizzava tecnologia a basso costo intanto e che davano la possibilità un po' a tutti di far sentire la voce. Con la sua azienda, appunto la Soler, da qui... il nome del documentario Radio Soler aveva questo slogan
che era dare la voce senza voce e in un qualche modo è quello che è riuscito a fare in 40 anni in Africa questo è il passaggio che Francesco Diasio sentiremo questa brevissima intervista registrata, ci racconta Francesco Diasio, mi ha presentato anche il suo libro sulle radio per lo sviluppo, è un esperto internazionale di comunicazione per lo sviluppo e lavora presso la FAO stato segretario generale dell 'Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie e Francesco Diasio sottolinea proprio questo punto che Francesco qualche secondo fa diceva, ascoltiamolo insieme. Io penso che Giorgio Loldi abbia capito una cosa molto semplice
e in tempi non sospetti, ovvero che i progetti calati dall 'alto non sono sostenibili, è vero che le ONG hanno un tipo di lavoro molto diverso, lavorano sul terreno. non ne conoscono il tessuto sociale e culturale e spesso le azioni sono più efficaci. Ma è anche vero che derivare qualsiasi tipo di azione da progetti internazionali e da fondi rischia di creare un meccanismo perverso, ovvero quando finiscono i soldi, quando finiscono
i progetti, le persone se ne vanno e queste radio hanno difficoltà poi a proseguire. Ecco, la genialità di Loggi è stata quella. di pensare le cose in maniera diversa. Questi progetti qui sono sostenibili solo se le persone se ne appropriano completamente. Appropriarsene completamente vuol dire avere la perfetta conoscenza di quello che è il funzionamento di un emittente, non soltanto la parte giornalistica, la parte di conduzione, ma banalmente la parte tecnica e soprattutto quando ci troviamo in
paesi dove mancano impostazioni. materiali, mettere su delle scuole che hanno permesso a generazioni di tecnici di poter andare avanti nonostante i problemi quotidiani che ci sono per questi emittenti è stato l 'asso nella manica. Giorgio Logli ha formato generazioni di tecnici che a loro volta ne hanno formati altri e questo ha permesso alle piccole emittenti di poter semplicemente risolvere un problema con magari una banale saldatura o metter su un'antenna con pochi materiali.
Ecco, questa è stata la genialità, è l 'appropriazione del progetto radiofonico quando la sostenibilità non è soltanto finanziaria, è anche sociale rispetto alla comunità alla quale si fa riferimento, ma è anche e soprattutto tecnica. Il miglior messaggio del mondo, il più utile, il più importante, non potrà mai raggiungere la popolazione. La comunità se non ha una struttura tecnica alle spalle che permette di diffondere questo messaggio con chiarezza e con regolarità. Questo Giorgio Rolli lo ha capito ed è forse stata questa la chiave di volta che ha permesso
a tantissime radio di poter sopravvivere nel tempo. Un grandissimo bagno di umiltà per i giornalisti, i conduttori, i musicali che pensano di essere i deus di tutti. e che non hanno sempre la consapevolezza che sempre pensano alle persone che stanno in questo momento dall'altra parte del vetro non vanno nemmeno in onda per intenderci. Andrea Bognino perché è interessante e importante questa storia secondo te? Secondo me è interessante perché
ci dà un faro, una luce su quello che è il mondo della vada in Africa. Voglio usare tre parole che mi sono scritte mentre ascoltavo francesco che parlava le tre parole sono comunità diversità e resilienza comunità perché il documentario ci racconta come lavaggio in africa ma fortunatamente non solo in africa è un enorme strumento di comunità cioè che crea comunità nel momento in cui la sta immaginando in cui inizia a mettere insieme i pezzi o come si vede nel documentario si inizia
a tirare sul traliccio con tutte le persone che guardano attorno diversità perché in tutte queste che ha aperto Giorgio e molte di queste radio ancora trasmettono, io le racconto spesso una rubrica su Radio 3, si può ascoltare quanto la radio si adatta ai luoghi e alle persone e alle anime di chi va in onda, ma anche di chi ascolta. E la terza parola è una parola che a me non piace ma funziona molto bene che è resilienza, cioè il fatto, l'ha detto bene Francesco, queste piccole radio riescono a sopravvivere di più rispetto ai progetti
mastodontici che spesso vengono messi in piedi dagli stati o dalle rng più grandi quindi resilienza barra sostenibilità il documentario ci racconta appunto le storie di queste radio attraverso queste tre parole e poi sotto c 'è questa forza di quest'uomo incredibile che ho avuto la fortuna di conoscere che è un po come se avesse trovato una sua missione io lo racconto nel documentario io l 'ho sentito parlare di lolli intanto pensavo fosse un prete cioè io me lo immaginavo accostava la sua figura a qualcosa di mistico, cioè uno che va lì e apre
500 radio, oppure a qualcosa che non esiste, come se fosse una leggenda. Invece esiste e non ha usato appunto un potere mistico, ma ha compreso perfettamente il potere di questo piccolo strumento che la radio, che dopo cento e passanti siamo ancora qua, che la usiamo e ne parliamo, e l'adattava a un continente che aveva solo bisogno di lui, era lì che lo aspettava. il racconto che uno si porta a casa un grande un grande mistico che al posto del crocifisso ha usato il saldatore
e l'antenna esatto l'appuntamento è questa sera alle 21 al cinema la compagnia di Firenze non vi fate spaventare se stamattina piove un po' poi il tempo migliora ed è un'occasione imperdibile, ci sono anche delle repliche nei prossimi giorni però è un lavoro veramente importante quello di cui stiamo parlando stamattina sentiamo insieme il trailer se siete d'accordo non ho mai pensato nella mia vita di andare in Africa e passare nel gran parte 40 anni, sono un bel po' non è poco
se ti occupi di vado in Africa alla terza ricerca che hai fatto bene scopri la figura di Giorgio scopri la figura di questo italiano che va là e le radio le fa e poi leggi i numeri 200, 300, 400, 500 stazioni radio sembra qualcosa di mitologico. Ci persone come Giorgio hanno permesso di vedere la tecnica è accessibile. C'è a causa di lui che ho amato l'aragio. La gente che abitava lì dice adesso abbiamo tutto. C'era un pozzo per tirare sull'acqua,
non c'era la strada, non c'era la madonna, ma adesso abbiamo tutto. Pensate cosa vuole dire avere l'aragio. È un progetto di vera cooperazione allo sviluppo, è questo lo sviluppo, dare dei mezzi e farli camminare autonomamente. la radio è stata la mia rivoluzione
veramente da brividi commovente anche perché Federico Bacci fate un'operazione importantissima nella nostra ignoranza spesso associamo il sistema radiofonico africano ai grandi conflitti la radio che viene usata in brundi in Ruanda per scatenare l'odio la radio in Africa è tanto tanto tanto tanto di più no e come come ormai abbiamo imparato da dall 'amica andrea da francesco da persone che girano per anni molte volte ricordiamo signori la radio è stata più o meno
brevettata in italia era un elemento che ci apparteneva in maniera le prime radio libere sono italiane giorgio va dopo il 70 dopo aver lavorato per queste radio e per punto radio pensate a bologna quando era il partito arriva laggiù questa radio poseanti di pubblico, di comunità non di pubblico, non di vendita di comunità, arriva in Africa e fa più o meno quello che faceva in Italia in quegli anni, però si esprime al massimo, come dice Andrea spesso trova in Africa l'ambiente ideale per infrastrutture in realtà poi
l'Africa in radio, la radio in Africa per esempio in Senegal è fondamentale negli anni 2000 per la stabilizzazione nel voto nel cambio democratico, nelle votazioni E Giorgio, ci veniamo a scoprire in Senegal, che a diristura costruisce dei radiotelefoni per darli ai suoi colleghi, Raffaele, che fanno dei seggi. In questa maniera esiste un monitoraggio delle votazioni. Brogli e voci di scambio sono più difficili. Quindi è questo il potere della radio. La radio, vista in maniera pura, non ha dall 'altra parte degli acquirenti o persone che devono spendere, ma ha una comunità. Che detto,
qui a Controradio, che danno. si basa su una comunità è ovvio quindi è questo la radio va rivendicata faccio un po' il meloniano scusate, va rivendicata dagli italiani cioè dobbiamo riappropriarci di quella radio, noi vogliamo quel tipo di radio, almeno io Federico Bacci che fa il meloniano veramente ci fa capire che un lunedì mattina migliore di questo non era possibile immaginabile, Francesco ma che bellezza
inseguire le storie anche le storie non mainstream, non commerciali non viste, riviste, sempre le stesse avete fatto un lavoro veramente importante impegnativo, avete girato mezza Africa, per raccontare questa storia, e questo è il valore della radio e questo è il valore del documentario, del cinema inseguire le storie che nessuno vuole più raccontare infatti guarda Raffaele, prima che un documentario è stata una grande esperienza di vita, la conoscenza di Giorgio
per noi è stato qualcosa di più che fare un film, nel senso che ci ha coinvolto in tutto e per tutto a 360 gradi, con Giorgio siamo diventati molto amici, ci chiamava quattro volte al giorno, ci parlava di qualsiasi cosa, siamo riusciti a fare con lui l 'ultima radio che ha fatto, cioè una radio pirata a Livorno, Radio Soler Livorno, che coinvolgeva la comunità multietnica di Piazza Garibaldi, si è riusciti a fare una diretta in Senegal. Siamo andati in Senegal, grazie a un crowdfunding, per fare una radio, l 'ultimo desiderio di Giorgio, una radio al confine
tra Mali, Senegal e Mauritania che parlasse ai migranti che passano da quella cittadina dove l 'abbiamo fatta, chi dira, nella rotta verso... il Mediterraneo per cui più che un film è stato davvero un'esperienza di vita a 360 gradi quindi raccontare le storie è fondamentale perché si tramandano ma anche perché si vivono insomma. Il tour delle presentazioni apre a Firenze al Cinema La Compagnia questa sera alle 21 e replica il 18, il 19, il 21, il 22 a Livorno al Cinema Quattromori mercoledì
26 novembre alle 21 e poi in tante altre città italiane Andrea che pensi di questa radio nel duemila venticinque? Noi stiamo facendo cross medialità, siamo alla radio questa trasmissione diventerà un podcast ma è anche video, abbiamo fatto ascoltare e mostrato a chi ci sta seguendo sui social il trailer oltre che i nostri volti naturalmente ma la radio rimane la radio e va bene così come il libro di Umberto Eco Umberto Eco diceva il libro non ha bisogno di upgrade
è perfetto così, sei d'accordo? Sì, sono d'accordo, ma io aggiungerei che la radio è la parola e ne abbiamo sempre di più bisogno. Il video serve soprattutto agganciare generazioni più giovani che senza il video veramente non riescono neanche a capire che esiste qualcosa, io lo vedo con i miei tre figli, però vedo che la radio, io la racconto da tanto tempo, racconto tante storie e continuo a racconto. a vivere, vive nei conflitti ma vive anche nelle evoluzioni
pacifiche, vive nelle comunità e sempre noto che si va sempre di più al cuore, al racconto penso al successo del podcast il podcast non è nient'altro che radio che si prende e si smette in tasca nei suoi modelli tra l'altro migliori c'è lo storytelling, che è una parola che io odio ma in verità funziona, ho fatto l'arte di raccontare le storie e la storia di questo film, di questo documentario è una grande storia che è qualcosa dover raccontare, aggiungo che tra l'altro io ho vissuto questi cinque anni a contatto con Francesca Echic, che è stato veramente
un viaggio, un viaggio che a un certo punto sembrava non finire, invece non arrivava a una sua conclusione, invece è arrivata e pensare che stasera un pubblico si può sedere in sala e godersi la storia di Giorgio, mi sembra veramente la trasmissione migliore che ci poteva essere. Grazie, grazie per averci dato entusiasmo durante un periodo. ovoso lunedì mattina d'autunno l'appuntamento è per questa sera alle 21 in replica poi domani, dopodomani il 21 e il 22
alla Compagnia di Firenze a Livorno al Cinema Quattro Mori mercoledì prossimo, il 26 di novembre sempre alle 21 con Radio Soler, grazie davvero Andrea Bognino, grazie Francesco Reppensteiger grazie a Federico Bacci per questo questa mattina grazie a voi e viva la radio ragazzi, viva la radio grazie grazie davvero a voi le nove in punto lunedì 17 novembre 2025
restate con noi, la newsline continua, torna con voi tra pochissimo, Chiara Brilli Non ho mai pensato nella mia vita di andare in Africa e passare nel gran parte, 40 anni. Sono un bel po', non è poco. Se ti occupi di vadi in Africa, alla terza ricerca che hai fatto bene, scopri la figura di Giorgio, scopri la figura di questo italiano che va là e le vadi o le fa. E poi legge i numeri, due, trecento, quattrocento, cinquecento stazioni vadi.
Sembra qualcosa di mitologico. Se persone... come Giorgio, mi permette di vedere che la tecnica è accessibile. C'è a causa di lui che ho amato la ragione. La gente che abitava lì dice adesso abbiamo tutto. C'era un pozzo per tirare sull'acqua, non c'era la strada, non c'era la madonna, ma adesso abbiamo tutto. Pensate cosa vuole dire avere la ragione. Abbiamo 30 anni, abbiamo un solo ragione.
E quando Giorgio è arrivato, oggi troverai un valido di centenze di radio. È un progetto di vera cooperazione allo sviluppo. È questo lo sviluppo. Dare dei mezzi e farli camminare autonomamente. La radio è stata la mia ricerca. evoluzione.