Riarmo europeo, tra finanza e spesa sociale. E la pace?

24 dicembre 2025 · -1 min

Analisi critica della legge di bilancio 2026 fortemente caratterizzata da spese militari e tagli al welfare. Discussione sulle politiche di riarmo europeo con obiettivo 5% del PIL entro il 2035, gli impatti economici e sociali, e le alternative possibili. Con Francesco Vignarca (Rete Italiana Pace e Disarmo), l'economista Luigino Bruni e Dario Salvetti (ex GKN) che presenta la campagna 'Un'azione contro il riarmo'.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:29La legge di bilancio 2026 e le spese militari
  3. 02:06Obiettivi NATO e Unione Europea sul riarmo
  4. 03:02Intervista a Luigino Bruni: economia di pace vs economia di guerra
  5. 08:21Francesco Vignarca: la narrazione della minaccia e le alternative
  6. 12:21Dario Salvetti: l'impatto economico del riarmo sull'industria
  7. 18:21Economia civile e cooperativa come risposta
  8. 19:41La campagna Un'azione contro il riarmo
  9. 22:21Conclusioni e saluti
Trascrizione 40 passaggi

Stai ascoltando Controradio DAV, streaming, social, web Condividila con chi vuoi Questa è Controradio Le 9 e 5 minuti, buongiorno, bentrovati, oggi partiamo dalla manovra, la legge di bilancio 2026 perché è una legge di bilancio fortemente

caratterizzata dalle spese militari oltre che da tagli importanti, da tagli molto rilevanti per quello che riguarda il welfare state soprattutto dal punto di vista della sanità ma non solo solo emendamenti che rafforzano la difesa via libera dalla Commissione Bilancio del Senato all'emendamento sulla produzione e il commercio di armi riformulato dal governo sull'ampliamento di basi e progetti della difesa da una parte con questo emendamento di maggioranza si delineano interventi per

l 'ampliamento all 'adeguamento di alcune basi militari esistenti funzionali dicono dal governo i programmi di interesse strategico per la difesa, esempi le aree per prove e test dei nuovi carri armati e mezzi di fanteria prodotti da Leonardo Rheinmetall, la pista di addestramento degli F30. cinque nella base di Trapani Birgi soltanto per fare due esempi ma più in generale al di là di quello che accade all'interno della legge di bilancio duemila ventisei dell'Italia stiamo parlando

delle politiche di riarmo in Europa che hanno subito dove c 'è una pesante accelerazione durante l 'anno che si sta chiudendo, il 2025, spinta dalla Nato, dall 'Unione Europea, il 5 % del PIL entro il 2035, il vertice Nato dell 'AIA dove giugno... 2025 dove i 32 membri hanno fissato il 5 % del PIL stiamo parlando della proposta poi approvata la proposta di Ursula von der Leyen approvata dal Parlamento nello scorso mese di marzo i famosi 100 miliardi entro il 2030 per l 'acquisto di armi, per

la cosiddetta sovranità industriale sempre intorno a queste tematiche, il libro bianco della difesa, la questione della sicurezza. Ne parliamo con alcuni ospiti anche in video sui nostri social con la Contro Radio TV Francesco Vignarca il coordinatore della campagna delle campagne della rete italiana Pace e di Sanimo, Francesco, buongiorno, ben trovato e grazie per essere con noi. Buongiorno a voi, grazie per l'invito. Saluto anche l'economista Luigino Bruni, buongiorno anche a lei, Luigino Bruni è noto per il suo studio dell'economia di comunione e dell'economia...

economia civile buongiorno professore bentrovato buongiorno e buon Natale buongiorno anche a lei naturalmente ai nostri ospiti Dario Salvetti collettivo di fabbrica dei lavoratori ex GKN campagna un'azione contro il riarmo, parleremo tra poco di cosa si tratta. Buongiorno Dario. Ciao a tutti e tutti. Allora, professor Luigi Bruni, come salutare questa legge di bilancio che però, come dire, si inserisce in un quadro più ampio che quello che riguarda il frame, la cornice della Nato e dell'Unione Europea e degli obiettivi entro

il 2035 per quello che riguarda il riarmo dell'Europa molto male non solo è lontano Tanto per l 'Italia che chiaramente non ha autonomia su queste scelte perché ci siamo impegnati, legati da accordi, da patti dove praticamente dobbiamo soltanto eseguire ordini. che arrivano dalla Nato, dall 'America e dalla minima parte dell 'Europa, e quindi molto male per quello che sta avvenendo nel mondo, cioè questa paura che...

che produce tutto ciò, cioè che purtroppo il problema non è tanto solo che i governi stanno facendo queste scelte, che una certa parte di popolazione e di opinione pubblica gli va dietro, questa è la cosa che più mi preoccupa. ricorda molto da vicino questo grande mito del novecento del romanzo il deserto dei tartari che per me dovremmo tornare a riflettere cioè questa divisione mandato Nella fortezza Bastiani a difendere la patria da un ipotetico nemico che doveva arrivare, che non arriva mai, questi

passano... molti anni in attesa di un nemico che non c 'è e finiscono per ammazzarsi tra di loro. Questo è un messaggio su cui ogni giorno dovremmo riflettere perché coglie molto di quanto sta avvenendo oggi, c'è questo tempo delle paure. Oppure tempo di narrative collettive inesistenti, di ideali che si sono spenti, di voglia di vivere molto bassa e tornano i militari, tornano le guerre, è sempre stato così. alte cui pensare la gente si appassiona per fare a botte, per immaginare magari

su una base di qualcosa che è sempre possibile che qualcosa accada, come probabilità, ma si costruiscono dei nemici immaginati. originari pur di campare, pur di avere qualche idealità assurda, strana, legata ai riarmi. Quindi certo, poi abbiamo sempre la Realpolitik, quelli che ci dicono che non si fanno le politiche con le canzoni di John Lennon, dimenticandosi che le canzoni di John Lennon hanno fatto molto nel mondo, hanno cambiato la mentalità, hanno generato

Nel mondo e in Europa decenni e decenni di pace, ci invitano a tornare con i piedi per terra perché abbiamo sognato da romantici, da ingenui un mondo senza guerra, come se questo sogno europeo non fosse stato frutto di un amore civile. civile e politico, un dolore immenso dei fascismi, dei Lager e delle due guerre mondiali che abbiamo voluto dire no alla guerra facendo istituzioni di pace che si dovrebbero chiamare Europa e oggi invece tutto scegliere. Ciò viene derubricato come ingenuità, come romanticismo, come pacifismo, questa parola che improvvisamente è diventata una parolaccia,

una delle più belle parole del Novecento, pacifista. Per dire, siamo in un tempo buio di passioni molto tristi, di passioni... molto piccole, dove in questo grande vuoto di idealità collettive, di ideologie grandi, di narrative grandi, si insinuano come sempre i venti bellici, che sono sempre quelli che prendono il posto. dove non ci sono altri venti più alti per cui valga la pena impegnarsi e vivere insieme. Francesco Vignarca, tutto questo si inserisce una narrazione molto... diciamo così cioè quando parliamo di droni ai confini

con la polonia di aeroporti chiusi in danimarca si esprime si espone una minaccia reale e concreta che pensi di quello che sta accadendo passiamo partiti alla legge di bilancio stiamo passando dal tema dell'informazione intorno a questa vicenda ma allora Io sono molto d'accordo con quello che ha detto il professor Bruni, c'è proprio una fascinazione verso la guerra, verso il militare, verso un 'idea che bisogna combattere qualcuno anche se non si sa.

In realtà lui ha giustamente... la parola realpolitik a cui qualcuno ci richiama ma i veri realisti siamo noi siamo quelli che capiscono che un conflitto non porta risoluzione dei problemi che un conflitto peggiora la situazione che con la guerra tutto è per Perché la guerra distrugge vite, distrugge territori, poi al massimo si può ricostruire, ma quelle cose che hai distrutto le hai perse per sempre. E siamo noi che sappiamo che la corsa agli armamenti porta a un aumento, un escalation sia verticale che orizzontale dei conflitti. gli aumenta di intensità o allarga gli attori che sono parte del conflitto.

Quindi noi dobbiamo rivendicare questo aspetto, rivendicare l'idea di un pacifismo, di una politica non violenta, che non è il peace and love strato. il peace and love un po' ingenuo, ma è fatto di coloro che sanno come costruire il futuro e tutti i progressi fatti nel corso della storia dell 'umanità non sono derivati dalle guerre, ma sono derivati da scelte di pace, da scelte che sembravano anche pazienti. Sì, all'inizio, la lotta alla schiavitù, la lotta contro la pena di morte e tante altre cose. Ecco, questo noi dobbiamo sottolinearlo. Ad esempio, sottolineando, tre cose mi vengono in mente.

Il primo è che non è vero che ci sono questi chiare... e questi esempi che c 'è un nemico fuori, perché queste notizie che anche tu un po' hai citato, poi magari dopo mesi salta fuori che non sono vere. È di pochi giorni fa la notizia che qui vicino dove abito io e sono Lombardo, il famoso allai... Per i droni russi sopra Ispra, che è questo centro di ricerca europeo vicino al Lago Maggiore, in realtà era un farso positivo dato da un 'antenna per internet di una famiglia di un paesotto del Varesino. Vi ricordate il famoso segnale contro il GPS della Wonder

Line che sembrava che la volevano tirar giù e poi non se ne è saputo più niente? Quindi ci sono spesso e volentieri delle notizie, magari alcune vere, che però vengono rielaborate. proprio per creare un nemico, per creare una cattiveria e sempre con la dicotomia manichea del fatto che il mio riarmo è per la difesa, il riarmo degli altri è per l'attacco, il mio riarmo non è minaccioso, il riarmo degli altri è per l'attacco. dentro quello che viene descritto come il paradosso della sicurezza di Tucidite, cioè più ci si riarma vicendevolmente, più si ha paura vicendevolmente e più poi si rischia veramente di passare da un riarmo preliminare a una guerra vera. Il secondo elemento…

è quello dell 'impatto, e magari probabilmente ne parlerete dopo con Dario Salvetti, il fatto che si discute e si declina anche questa scelta in termini di vantaggio economico, noi dobbiamo armarci perché… Questo porta anche vantaggio industriale, l'unica cosa che possiamo fare. Non è vero, numerosi studi sia negli Stati Uniti che in Europa ci confermano che la scelta di investimento o di spesa militare non è una scelta nemmeno economicamente vantaggiosa. solo noi con questi studi d'anni, l'ha detto recentemente pure il governatore della Banca d'Italia, che voglio dire, chiamarlo Fito Bucudiniano pacifista magari è un po' esagerato

anche per quello. Cioè tornare a un'economia diversa, dire che l'economia diversa… oltre a portare più cooperazione e quindi abbassare il livello di confronto, di contrasto, portare verso quella che chiamiamo la sicurezza comune condivisa, ma poi sottolineare che gli affari armati sono affari solo per pochi, ma in realtà sono un grosso peso anche... economico per tanti e che quindi questo aumento non c 'è. Finisco dicendo attenzione anche a dire, è giusto sottolineare che noi siamo molto i tetrodiretti, che ci sono delle spinte, però dobbiamo dare l'alternativa.

Cioè non è vero che il 5 % del PIL internazionale della Nato è un obbligo, non l 'ha votato nessuno, non è vero che siamo costretti a spendere i soldi del stop di armi euro che sono solo un allargamento dei cordoni delle borse, perché peraltro per l 'Italia, questo lo dice il Fondo Mondiale, monetario internazionale significherebbe tagliare il welfare, perché non abbiamo spazio come la Germania ad investire, cioè diamoci comunque, pur segnalando la pericolosità di certe scelte di riarmo che sono ancora all'inizio, perché il 2026 aumenterà la spesa militare ancora di più quando finirà il blocco dato dalla procedura di infrazione per l'Italia, ma diciamoci che ci sono le alternative, perché l'alternativa,

il fatto che loro non possano dire che armarsi è l'unica opzione, è la cosa che gli fa più paura ed è la cosa più potente che abbiamo. È chiaro, Dario Salvetti, ripartiamo da quello che sentimamo qualche minuto fa su questo grande luogo comune che il riarmo fa ripartire l 'economia, l 'industria, i posti di lavoro e in qualche modo il benessere oltre a metterci in sicurezza. Raccontiamo anche che cos'è un'azione contro il riarmo. Innanzitutto spesso noi parliamo del riarmo come se fosse qualcosa che deve ancora venire o che sta partendo ora.

I dati in realtà ci dicono che il mondo che abbiamo di fronte... è già un mondo di riarmo, perché in realtà il processo di riarmo viene da lontano ed è particolarmente clamoroso negli ultimi dieci anni. Noi siamo già in un mondo che è il risultato di questo riarmo. anche dal punto di vista economico, dal 2014 al 2024 vado a memoria, complessivamente la spesa mondiale è aumentata di più di 700 miliardi di dollari nel mondo, l 'Unione Europea è già una delle zone, gli Stati Uniti percentualmente che spende di più in armi rispetto al resto del mondo

e spesso non ci rendiamo conto di che cosa sia economicamente questo obiettivo del 5 % del PIL. Sono pochissimi i paesi che in media spende dono di più del 2 -3 % del PIL in armi a livello mondiale, credo che attualmente la spesa nell 'Unione Europea sia del 2 % rispetto, e ripeto è una delle principali nel mondo, i paesi che di solito superano il 5% sono paesi tecnicamente in guerra, Israele, Russia, Ucraina, quindi stiamo di fatto pensando alla guerra, alla guerra guerreggiata che già avviene in grossa parte del mondo, ma

bisogno ancora di più di essere estesa e quello che vediamo economicamente è già il risultato della guerra, in una spirale in cui la crisi provoca guerra, la guerra provoca crisi e la crisi viene giustificata. viene utilizzata per dire che ci dobbiamo riarmare, nel senso che già la guerra in Ucraina ha determinato uno squilibrio in tutta la catena del valore capitalistica, dal punto di vista energetico, dell 'industria. In Italia siamo al 32 esigenze. mese di calo della produzione industriale, questo calo è anche il risultato del fatto

che non sono fatte politiche industriali pubbliche di riconversione ecologica, per cui si è accettato di buon grado, ma non per sportività. ma per creare evidentemente uno squilibrio che per esempio tutta la partita della produzione di rinnovabili di fotovoltaico fosse in mano a un grosso player internazionale la Cina a cui ora di fatto ci si propone di fare la guerra per ragioni economiche e per recuperare Le quote di mercato che si sono perse. In realtà l 'unica cosa che si è creato in questi dieci anni di riarmo non è l 'occupazione di massa, non è la reindustrializzazione dell 'economia, ma sono profitti enormi da parte di...

alcuni attori economici focalizzati, fondamentalmente produttori di armi, fondamentalmente l 'economia del fossile, fondamentalmente il settore finanziario, nel senso che la prima cosa a cui serve il riarmo è creare un debito finanziario che va a creare un debito finanziario. Va ad alimentare ulteriormente una bolla finanziaria anche soltanto per la promessa di investimenti pubblici che traina in borsa queste voci. È provato che il riarmo è uno dei settori... con il rapporto investimento posti di lavoro più bassi a livello generale quindi la direi così, la guerra è umanamente atroce ed economicamente stupida

se per economia si intende ovviamente il benessere generale e non il profitto di pochi. Se l'economia è il profitto di pochi, la guerra è come sempre l 'affare del secolo. Noi come ex GKN siamo una delle tante aziende dell 'automotive dismesse negli ultimi 20 anni. 30 anni, ricordiamo siamo l 'ex Fiat di Firenze e in particolare è il settore quello dell 'automotive dove più si prova a convincere insieme a quello dell 'acciaio direi che il riarmo può portare

nuovi posti di lavoro, una riconversione bellica delle aziende, al contrario noi da tempo abbiamo elaborato una riconversione ecologica possibile delle aziende, della nostra e non solo. E ci scontriamo col fatto che non soltanto il settore classico, quello capitalistico di rapina, si muove verso il riarmo, ma come ha dimostrato uno studio recente di IRP Media, in realtà anche... tanti fondi cosiddetti economicamente sostenibili, SG, si muovono non tanto silenziosamente verso

questo settore che ovviamente garantisce profitti enormi. Da qua la campagna Un 'azione contro il riarmo. Le parliamo tra un secondo, Dario Salvetti. Prima volevo chiedere al professor Luigino Bruni una questione molto importante, a cui lui ha dedicato una vita di studio e di impegno. Tutti i discorsi che stiamo facendo, che abbiamo fatto sull 'economia civile... l 'economia circolare, il tentare un 'altra strada, va tutto a monte a fronte di quello che ci stiamo dicendo anche questa mattina e di quello che stiamo osservando in questi anni, cioè stiamo facendo un passo indietro.

vistoso così clamoroso professore ma non va tutto a monte perché diciamo non basta come cioè non va Bastano queste miopie per annullare delle realtà, delle tradizioni, dei fatti soprattutto che vanno avanti da secoli. C 'è sempre stata accanto a un 'economia che uccide, un 'economia che vede la guerra come business, è sempre stata

un 'economia di pace, non ci dimentichiamo che il movimento cooperativo è cresciuto. Si è sviluppato prima, durante e dopo la Prima Guerra Mondiale, mentre si costruivano navi e armi da guerra qualcun altro costruiva funicolari. Vigne, cantine, spacci di beni di consumo nelle campagne e nelle montagne. Noi dobbiamo proprio in questo tempo diventi di guerra, di pessimismo antropologico, di cultura obesiana. che siamo tutti lupi, secondati da lupi, dobbiamo proprio raccontare

un 'altra narrativa, ci vuole un capitale narrativo nuovo, dobbiamo sforzarsi di più, essere più presenti nel raccontare che un 'altra... Un 'altra economia non solo è possibile, come giustamente c 'è già un 'economia di guerra, c 'è già un 'economia di pace, peccato che venga totalmente zittita dai media perché ultimamente prevalgono altre logiche. Non è possibile che venga distrutta perché semplicemente il bene è più profondo del male, anche se il male è devastante, rimane banale, come ci insegnava, che è meno profondo del bene.

e del bene e quindi della pace Luigino Bruni professore grazie per essere stato tanti auguri grazie auguri Dario Salvetti abbiamo quattro minuti prima di Popolare Network Dobbiamo sentire anche Francesco Regnarca per un 'ultima battuta, però raccontiamo un 'azione contro il riarmo, per favore, in sintesi. In due secondi, tutte le info su insorgiamo.org. Abbiamo un piano di reindustrializzazione dal basso da tanto troppo tempo fermo, un intervento pubblico che manca sulla possibilità di creare una fabbrica socialmente integrata sulle ceneri

dell 'ex GKN, credo che noi ci giochiamo forse il posto di lavoro. Tanti altri si giocano questo esempio di economia di pace che veniva appena citato, per cui noi invitiamo chi ha già fatto le manifestazioni di interesse per diventare azionista popolare ad accedere a una piattaforma che si chiama Ener2Crowd che permette di investire. e tutti gli altri che volessero dare un 'azione simbolica, 100 euro è l 'azione che noi individuiamo, o anche meno o anche più, Arci Nazionale lancia una campagna per diventare azionista popolare collettivo tutti insieme e poter investire nell'economia.

e rompere di fatto il boicottaggio, l 'embargo, l 'immobilismo di un 'economia che non può permettersi e di un sistema, forse anche di un governo, di una politica, che non possono permettersi un piccolo esempio che però è di rompere. Una fabbrica che dal basso, comunità consapevoli, cooperativismo, mutualismo conflittuale, collettivi operai e sindacati, si reindustrializza ripartendo da produzioni ecologiche che danno più benessere e che aiutano a evitare una... un'altra catastrofe che non è la guerra ma la catastrofe climatica e poi le due cose sono collegate. Grazie mille. Insorgiamo .org e tutte le informazioni per accedere

a questa campagna. Dario Salvetti, grazie anche per averci aiutato a ricordare La grande questione ecologica che in questo momento è totalmente bypassata, non è citata da nessuno. Francesco Vignarco, un 'ultima battuta anche su quell 'economia di pace che per qualcuno evidentemente esiste. Il punto di Dario Salvetti e questa campagna, un'azione contro il riarmo, sembra importante, sembra molto coerente con tutto quello che ci siamo detti, Francesco. Esattamente, sono d'accordo con loro due, con il professor Bruni, con Dario Salvetti. Ci sono le esperienze, vanno portate avanti ed è per questo che dicevo prima che il tema dell 'alternativa

è quello che fa più paura ai signori delle guerre, quelle del comparto militare e industriale finanziario, perché appunto c'è la dimensione finanziaria. Cioè far capire alle persone che ormai... stanno dietro questa scelta dei governi come diceva Luigi Bruno all'inizio non tanto per convinzione ma quasi per inerzia perché non si può fare altrimenti non c'è un'alternativa io vedo i giovani, i giovani non sono peggio di noi della nostra generazione Ma gli è stato detto per 30 anni che tanto non cambia niente, tanto quello che fai non serve e non conta. Invece noi dobbiamo raccontare le proposte di economia circolari, di economia cooperativa, di economia dal basso, dire che funziona di più e dire che in realtà la pace funziona meno.

della guerra, anche per evitare non solo i conflitti diretti, quelli militari, ma per evitare la catastrofe climatica. C'è un collegamento, fra poche settimane è il bulletin of atomic scientists, che è questa organizzazione di scienziati americani che dagli anni cinque Quanta aggiorna l 'orologio dell 'apocalisse, quanto siamo vicini all 'estensione dell 'umanità, ci dice da qualche anno che le due vere minacce esistenziali per l 'umanità sono le armi nucleari, il rischio di un 'escalation nucleare e la crisi climatica e sono interconnesse. Ecco, noi dobbiamo raccontare che c 'è un 'alternativa a tutto questo, non arrenderci perché in realtà quella che è stupida, ideologica, fuori dalla realtà è proprio la scelta militarista

e invece la scelta di pace è quella che è la scelta militarista. ci porta a un progresso umano positivo. Grazie Francesco Vignarchi al coordinatore delle campagne della rete italiana Pace e Disarmo, grazie a Aereo Salvetti, collettivo di fabbrica dei lavoratori ex GKN, campagna un'azione contro il riarmo, andate su insorgiamo .org per tutte le informazioni e per partecipare, a voi tanti auguri per queste feste, buona giornata, grazie per aver partecipato alla nostra trasmissione e naturalmente grazie a chi ci ascolta.

per aver avuto la pazienza di seguire questi ragionamenti urgenti, complessi e necessari. Pochi secondi alle nove e trenta arriva il giornale radio di Popolare Network. Buon ascolto. Stai ascoltando Controradio FM, DAV, streaming, social, web Condividila con chi vuoi Questa è Controradio Grazie a tutti