Scuola digitale

17 aprile 2025 · 18 min

Approfondimento sull'uso consapevole del digitale nelle scuole con Marco Gui dell'Università di Milano-Bicocca e la dirigente Elena Pierucci dell'IC Pelago. Si discutono i dati sull'uso precoce di smartphone e social da parte dei minori e le conseguenze su apprendimento e salute mentale. Vengono presentati i patti digitali, iniziative nate dal basso tra genitori e scuole per regolamentare l'uso dei dispositivi, con esempi concreti come la gestione del registro elettronico e il divieto di smartphone negli intervalli.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:28Scuola e digitale: i dati sull'uso di smartphone tra i minori
  3. 02:02Gli effetti dell'uso precoce dei dispositivi: le ricerche
  4. 04:22L'esperienza dell'IC Pelago
  5. 06:02Nascita e diffusione dei patti digitali
  6. 10:02Regolamento del registro elettronico e autonomia degli studenti
  7. 12:02Risultati dei patti digitali
  8. 14:02Il divieto di dispositivi durante gli intervalli
  9. 16:02Patti di corresponsabilità e raccomandazioni istituzionali
Trascrizione 30 passaggi

Stai ascoltando Controradio, FM Dub Stream. in social web. Condividila con chi vuoi. Questa è Nove passate da quattro minuti. Dicevamo scuola è digitale come approfondimento di oggi in un viaggio. che periodicamente facciamo in questa fascia mattutina sul digitale, questo mondo in cui i giovani sono nati, ma al quale noi dobbiamo approcciarci in una maniera che cerchiamo di capire attraverso le varie esperienze.

temi che affrontiamo eh di volta in volta e allora oggi entriamo un po' di più nel mondo della scuola lo facciamo giornalisticamente partendo da un dato di Save the Children che ci dice che in Italia circa Fino su tre, tra i sei e i dieci anni usa lo smartphone tutti i giorni, nel 2018 -19 erano il 18%, ora sono oltre il 32 % e poi anche il 62 ,3%. dei preadolescenti dunque fascia 11-13 oltre 3 su 5

ha almeno un account social sono solamente dei numeri che però fanno riflettere su quanto questi strumenti siano vicini e nella quotidianità e ad uso anche dei minori, come sta affrontando tutto questo anche il mondo della scuola per un uso consapevole del digitale attraverso degli strumenti che forse avete sentito. l 'arco di queste trasmissioni li abbiamo più volte citati, patti digitali, insomma parleremo di tutto questo con i nostri ospiti che vado a salutare in collegamento Marco Gui, professore associato presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale.

dell'Università di Milano Vicocca, ben trovato, buongiorno. Buongiorno a voi e grazie dell'invito. E la dirigente dell'Istituto Comprensivo Pelago, la professoressa Elena Pierucci, qui nei nostri studi, buongiorno. Buongiorno a voi, grazie. Le ricerche ci mettono in guardia circa gli effetti negativi dell 'uso troppo precoce o eccessivo dei social e dei dispositivi, in questo senso ci può fare un quadro del patrimonio di ricerche che poi ha portato a... anche a un'elaborazione di possibili strumenti, Professor Gui? C 'è un grandissimo dibattito in questo momento, perché da un lato

noi sappiamo che utilizziamo Intensi degli schermi vanno di pari passo, cioè sono associati, correlati con problemi sia a livello scolastico che a livello di salute mentale. è ormai assodata. Il fatto è che l 'associazione è diversa dalla causazione, cioè causazione vuol dire che una variabile causa l'altra variabile e non sono semplicemente associate in qualche modo. Non abbiamo ancora dei dati così conclusivi e quindi qui il dibattito è veramente molto

acceso, però ci sono dei segnali e in particolare l 'ultima ricerca che abbiamo svolto che si chiama ISAP ha indagato... Il rapporto tra aprire un social molto piccoli, cioè prima media, versus aprirlo in prima superiore. Qui noi abbiamo trovato chiari segnali di un impatto negativo. Quindi c 'è un po' di più forse sulla parte delle performance scolastiche rispetto alla parte sulla salute mentale dove noi abbiamo anche lì molti

segnali ma è molto più difficile capire. Questo rapporto di causa ed effetto. Accanto a questo però abbiamo evidenza crescente della percezione problematica da parte di genitori e docenti. particolare che in alcuni casi vanno addirittura in burnout per la difficoltà di gestione degli smartphone nelle classi. E poi abbiamo il quadro giuridico che, come sappiamo tutti, sotto i 14 in Italia l 'utilizzo autonomo delle piattaforme, quindi abbiamo un quadro piuttosto

convergente nel dirci che occorre usare maggiore cautela e abituarci a un benessere digitale che chiamiamolo così, che è fatto anche di nuove pratiche, nuove abitudini che devono partire innanzitutto da noi adulti. Arriveremo all 'elaborazione di queste pratiche, professoressa Pierucci conferma le risultate. aderente anche alla sua esperienza scolastica, quanto detto da Gui. Sì, confermo, ascoltavo il professore e mi viene da riflettere sul fatto che addirittura prima della prima media

i ragazzi arrivano con dei social e si scontra con quella che poi la normativa... di cui parlava il professore soprattutto recentissima di linee guida e sull'utilizzo dei smartphone che vieta l'utilizzo degli smartphone nelle scuole noi abbiamo cercato di rimanere in linea con queste linee e proprio questo è stato anche uno dei motivi per cui ci siamo agganciati al percorso dei tatti digitali che era questa riflessione, come diceva Mondoscuola e Genitori, sulla consapevolezza dell 'uso e su quanto benessere o contrario quanta difficoltà di applicazione a livello

di apprendimento potesse causare nei nostri ragazzi. Avevamo delle metodologie legate all 'utilizzo degli smartphone, Per esempio, abbiamo una metodologia che si chiama Biod, porta il tuo cellulare con te per fare attività didattica e abbiamo cominciato a diminuire, ad esempio, questo utilizzo, senza demonizzare. La scuola non può demonizzare le tecnologie, ma anche grazie a questo avvicinamento alla rete dei partiti digitali abbiamo cominciato a riflettere sulla quantità, sulla modalità, sull 'uso più che altro unicamente didattico.

di costruzione di nuovi saperi come ci siamo avvicinati a questi percorsi della rete? Ci siamo avvicinati intanto grazie a un'insegnante interna alla scuola che fa parte di questo gruppo di Genitori e docenti vicini all 'Istituto di Pelago, nella zona di Bagnarripoli, che ci ha fatto conoscere come corpo docente e come organi collegiali, perciò il Consiglio dell 'Istituto al massimo. organo questi patti arriviamo con il professor Gui a dare qualche informazione

in più rispetto a questi patti che sono la naturale conseguenza del decalogo La rete dei patti digitali per le scuole del primo ciclo capiamo dalla professoressa che c 'è bisogno di strumenti anche nel mondo della scuola così come nel nucleo familiare. come nel contesto sociale, non ci può essere un divieto to cure, una stigmatizzazione, un non vedere, nascondere il problema o vietarlo, ma non deve essere affrontato come un problema,

Ci deve essere una strada per un uso consapevole e anche per un uso positivo che possa farci parlare di benessere e non di conseguenze negative. nascono in maniera molto dal basso, potremmo dire, quando genitori si trovano fuori dalle scuole in varie parti d 'Italia contemporaneamente, questa è anche una cosa interessante, e si rendono conto che devono consegnare questo smartphone ai loro figli pena l 'esclusione dai gruppi,

pena non poter partecipare anche alle attività scolastiche, pensiamo per esempio ai genitori del fine della prima... E si dicono che forse potrebbero fare una scelta diversa, ma solo se la fanno insieme. E allora nasce questa idea di prendere un impegno collettivo. riguarda il posticipo dell 'arrivo dello smartphone, riguarda la messa in rete delle loro competenze, l 'organizzazione di momenti di dialogo tra genitori ma anche con i ragazzi, l 'incentivazione di utilizzi positivi della digitalizzazione per creare una gradualità

condivisa che finora è mancata, sono mancate le regolamentazioni, sono mancate le prassi scolastiche, come riportava la professoressa c'è stato... anche un po' di confusione a livello istituzionale, prima sono state tentate delle strade come il BioD e poi ci si è resi conto che c 'erano delle problematicità che non erano state prese in considerazione. Questa rete si è ingrandita molto. E a un certo punto ha sentito la necessità di entrare in dialogo diretto con le scuole, perché le scuole sono una di quelle pressioni alla precocizzazione, perché ci sono pressioni commerciali, ci sono pressioni...

di imitazione tra pari ma certo anche la scuola faceva la sua parte in quell 'approccio che era stato sposato soprattutto nel 2017 per cui lo smartphone era un buono strumento per la didattica si poteva portare a scuola e i compiti vengono dati online, li deviai guardare sul registro elettronico, praticamente si dava per scontato che un bambino, una bambina almeno dalla secondaria di primo grado, sempre online questo era il dato per scontato molti dei dati il registro elettronico questo

fa parte di uno delle applicazioni dei patti digitali che voi avete portato all 'interno il vostro contesto scolastico, siete una delle scuole italiane che si ispirano ai patti digitali, vuol raccontarci come? Sì, in particolare dei panni, riflettendo come dicevo prima, su questo bisogno di consapevolezza, rispetto ai patti Abbiamo portato e deliberato in consiglio alcuni punti, in particolare due punti, 4 e 5, sono proprio entrati in questo nuovo documento che non avevamo precedentemente, per cui è stato per noi veramente un passo avanti entrare in contatto con questa esperienza.

che è quella del regolamento del registro elettronico. Il punto 4 dei patti parla dell 'autonomia degli studenti e delle studentesse rispetto alle famiglie. Di cosa ci siamo accorti? Spesso il registro elettronico diveniva un mezzo più di diretta comunicazione docente -famiglia, quasi evitando e saltando il primo step che è l 'alunno, perciò quella valutazione formativa che serve al percorso dell 'alunno. Io metto in campo un apprendimento e la valutazione fa parte del mio percorso per arrivare direttamente, in secondi perché il registro elettronico è

tempestivo, alla famiglia che sapeva quasi prima dell 'alunno. Questo toglieva parte d 'autonomia del percorso al ragazzo e nel regolamento che abbiamo fatto abbiamo smesso che solo 48 ore dopo, almeno 48 ore dopo la comunicazione al ragazzo, il docente può comunicare alla famiglia. Questo è uno dei punti che è stato un po' disvolto nel regolamento. Un 'altra caratteristica del punto 5 dei fatti è una comunicazione scuola -famiglia sovria e rispettosa. Mi ricordo un genitore che un giorno mi disse preside, alle volte di domenica mi trovo

a pranzo, arriva, pum, l'app, il sonno dell'app rovina il pranzo. Ecco, mai un'invasione. Abbiamo riflettuto su questo, abbiamo messo una tempistica, registro elettronico solo, da lunedì al Dalla mattina al massimo fino a 18 -19 e dopo non più. Perciò tempestivamente i compiti, con 48 ore di ritardo le comunicazioni e mai nei periodi di riposo. sembrano cose semplici ma in realtà l 'educazione non è semplice, l 'educazione è soprattutto

a codificare una pervasività degli strumenti digitali che a partire da noi adulti facciamo Possiamo entrare a porte aperte in ogni contesto e in realtà poi va a togliere elementi di confronto, di socializzazione, di educazione, relazione e conoscenza. Siamo in conclusione, ma cosa possiamo dire? Gui, rispetto a questi patti digitali, che risultati stanno portando e quanto si stanno diffondendo? Intanto volevo dire che quello che diceva la dirigente, secondo me, è l'avanguardia di un tentativo di trovare delle forme.

di conciliazione tra la potenza e la pervasività di questi strumenti, cosa che nelle aziende è già più avanti rispetto a quello che c 'è nella scuola e quindi è la strada giusta per lavorare da un lato sulle competenze, dall 'altro sulle norme sociali, ma anche sulle tecnologie che devono essere costruite per permetterci di raggiungere questi obiettivi. Io dico solo che quando in una classe ci sono una decina di famiglie che hanno firmato il patto digitale della zona, i risultati sono visibili in termini

di minore sforzo dei genitori, in termini di maggiore consapevolezza che deriva dalla rete e in termini anche di maggiore protezione e uso significativo dei media digitali, soprattutto nel periodo della preadolescenza da parte dei bambini. Quando anche la scuola supporta... allora lì stiamo veramente costruendo un 'azione di comunità che è quella che certamente è la più efficace di tutte. E allora professoressa, vi è andato a dire proprio che questi patti dovrebbero essere parte integrante del patti.

Il patto di corresponsabilità tanto importante ma forse non completo a questo punto. Non completo e questo è il nostro successivo step, quello di mettere all 'interno il patto di corresponsabilità scuola -famiglia, che è un documento che si fa. solitamente questo decalogo, cioè chi si iscriverà alla nostra scuola dal 25 -26 dal successivo anno sottoscriverà, perché è un patto stretto tra la scuola e la famiglia, questo che è un nostro indirizzo di approccio a digitale, perciò di consapevolezza del digitale. Per fare una cosa diciamo nel tempo

breve e tempestivo, sempre riflettendo su quello che diceva il professore, in accordo col Consiglio d'Istituto e con... il gruppo di docenti che ha lavorato sul regolamento si è fatta una circolare in cui si vieta alle volte si può fare si vieta l'uso dei digitali durante tutti i periodi di riposo di quelli che si chiamano gli intervalli in tempo relazioni, i momenti del pasto, del dopo pasto, cioè il divieto di usare digitalmente video o stimoli visivi e digitali quando invece è il momento della relazione con l 'altro, perché ci si sta rendendo conto.

qui il professore è sicuramente più dentro di me di questa cosa, che i nostri ragazzi sono crescendo più in grado di avere una relazione con l 'amico virtuale che non con l 'amico reale e questo diventa un po' il problema poi di relazione che invece… ci è piaciuto agganciare al benessere cioè quello stare bene con l'altro che passa attraverso questo uso consapevole sono le 9 e 19 minuti siamo in conclusione professor Gui non so se vuole aggiungere qualcosa Davvero la proposta della professoressa di inserimento nei patti di corresponsabilità può essere lo step successivo di evoluzione di questo strumento?

Assolutamente sì, è importante attraverso il patto di corresponsabilità per esempio, che le famiglie abbiano un 'istituzione che prende posizione, che dà delle raccomandazioni, perché finora quello che è veramente mancato è stata la presa di posizione chiara delle famiglie. le istituzioni. Se un genitore va a leggere di queste cose sui media, trova le opinioni più diverse tra di loro e non ha dal suo comune, dalla sua scuola, dal suo... ministero una chiara posizione. Allora quando la scuola consiglia qualcosa sta aiutando

soprattutto le famiglie che non hanno i mezzi per stare dentro il dibattito, perché quello che vediamo è anche una grande disuguaglianza, cioè chi ha strumenti culturali. sta diventando molto cauto e non vogliamo che siano solo loro a prendere i benefici di questa nuova consapevolezza e quindi ci vuole un'istituzione che dia a tutti delle raccomandazioni. Grazie per tutta questa riflessione e anche per l 'illustrazione di questi strumenti e della loro messa in pratica. PattiDigitali.it per saperne di più, che siate genitori.

o facenti parte del mondo della scuola o comunque interessati a capirne di più rispetto a questo io ringrazio il professor Gui la professoressa Pierucci per essere intervenuti in questa passata Grazie mille e rimando ad una prossima tappa di questo percorso, l '8 maggio, vi posso preannunciare che avremo con noi come ospite Roberta Tessaro, psicologa dell 'età evolutiva. Lavora tra Monza e la Brianza ma svolge corsi in tutta Italia, si occupa di divulgazione sui canali social di tematiche relative alla genitorialità e

è conosciuta come la psicologa dei bambini e anche dei genitori. con lei affronteremo il mondo della preadolescenza e dell'adolescenza, perlomeno ci proveremo. Trasmissioni riascoltabili e visibili anche sui nostri canali cross mediali. Grazie per essere stati con noi dopo il GR di Popolare Network. vera Architects and the City. Con chi vuoi, questa è Controradio.