Social, app, digitale: il punto di vista dei giovani
Presentazione della ricerca IceUp condotta su 6000 studenti delle superiori in Lombardia, che analizza il rapporto tra utilizzo precoce dei dispositivi digitali e performance scolastiche. Testimonianze dirette di tre giovani studentesse che raccontano le loro esperienze con social media, dipendenza digitale e strategie di disconnessione. Emerge la richiesta dei ragazzi di essere ascoltati e supportati nel costruire un rapporto più sano con la tecnologia.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 01:42Presentazione ricerca IceUp sui giovani e digitale
- 03:42Emozioni e percezioni dei ragazzi dai questionari
- 05:22Utilizzo precoce smartphone: testimonianza Silvia (8 anni)
- 08:22Testimonianza Arianna: smartphone a 13 anni e pandemia
- 12:22Pervasività digitale e impatto sul sonno
- 14:22Testimonianza Chiara: social e creatività
- 18:22Il bisogno di disconnessione dei giovani
- 22:22Strategie per ridurre il tempo sugli schermi
- 26:22Consigli finali delle giovani ospiti
Trascrizione 50 passaggi
Grazie a tutti. stai ascoltando Contro Radio FM, DAV, streaming, social, web condividila con chi vuoi questa è Contro Radio e cinquantanove minuti i nostri studi e i nostri canali cross
mediali si sono riempiti di voci di giovani che vi faremo sentire questo ci fa davvero piacere perché vogliamo accendere i microfoni sempre di più avendo protagonisti, le loro opinioni e allora siamo all'interno di un percorso che stiamo facendo da tutta la stagione rispetto al digitale nuove generazioni tema di questa eh puntata social app e digitale, il punto di vista dei giovani appunto saluto subito i nostri ospiti in collegamento e in presenza perché
abbiamo anche attivato collegamenti video siamo anche su Controradio TV quindi anche visibili sui nostri canali cross mediali parto dalla professionista del campo delle ricerche di mercato e sondaggi di opinione la eh dottoressa Elisa Angiola che si è occupata e ci dirà molto del percorso portato avanti da IceUp come annunciato da Raffaele Palumbo questa ricerca su 6.000 studenti. Ben trovata buongiorno buongiorno a tutti e grazie per l'invito
saluto eh la giovane che è qui con me in studio che mi ha raggiunto Arianna Bacci diciannove anni studentessa del primo anno di lettere moderne a Firenze. Ciao Arianna. Ciao buongiorno. E poi abbiamo in collegamento Silvia Bonecchi diciassette anni studentessa. del Benedetto Varchi di Monte Varchi ciao Silvia e Chiara Fagioli 18 anni, giovane dell'istituto Gobetti Volta di Bagno a Ripoli buongiorno allora come dicevamo siamo anche su contro Radio TV. Eh
dottoressa Angiola, Ice Up, che cos'è? Che cosa è stato? Davvero un vaccino, un patrimonio all'insegna del eh della ricerca condotta su oltre sei mila studenti delle superiori in lungo che ha portato a quale tipo di valutazioni e analisi sui bisogni, le motivazioni, le emozioni dei giovani rispetto alle nuove tecnologie? Come diceva lei molto preziosa perché appunto potendo contare su più di 6 .000 risposte fornite dai ragazzi di 5 province della regione Lombardia ci
ha permesso proprio di analizzare che cosa? La relazione. il legame che c 'è fra l 'utilizzo precoce dei dispositivi digitali e quelle che sono le performance scolastiche che abbiamo misurato attraverso le prove invalsi. Uno studio innovativo che è stato... condotto grazie all 'Università degli Studi di Milano Bicocca, all 'Università di Brescia e poi due enti del terzo settore, Slow Working di cui faccio parte, e il Centro Studi Socialis, che ci ha permesso quindi di raccogliere sia delle evidenze di tipo scientifico, che quindi hanno dimostrato proprio questo nesso di
causazione fra l 'utilizzo precoce, quindi fra chi utilizza i dispositivi prima di quello che è il limite anche fissato dalla legge, quello che è l'impatto negativo, ahimè, sulle performance scolastiche, in particolare sulla lingua italiana. Ma al di là di questo, grazie al lavoro che poi in primis noi come associazione abbiamo fatto sul campo delle province di Milano, e Monza -Brianza, abbiamo potuto raccogliere, quindi al di là dei numeri, quelle che sono state proprio le emozioni, le percezioni dei ragazzi e delle ragazze che abbiamo osservato e ascoltato durante la rilassazione.
E questo ci ha permesso di osservare. Vi leggo qualche verbatimo perché effettivamente noi alla fine del questionario avevamo proprio una domanda aperta attraverso la quale i ragazzi potevano liberamente lasciare dei commenti. Quindi al di là di quelle che sono state poi anche le interviste qualitative che abbiamo fatto durante la rilevazione. Ecco, qualcuno dei ragazzi, ve ne reggo dei più rappresentativi, ci ha detto, questo questionario... mi ha fatto riflettere sulla mia vita e su alcune cose a cui non pensavo da un po'. Questi lavori possono aiutarci per conoscere noi stessi
perché non sono domande che noi ci poniamo. Quindi, come dire, prima di tutto... Un 'evidenza di quella che per alcuni ragazzi è la mancata consapevolezza di quello che può essere l 'utilizzo eccessivo e pervasivo degli strumenti digitali, dei social in primis. Come sia importante non intervenire in questo senso, come tutte le comunità educanti, i genitori, anche i docenti hanno un ruolo importante anche nel creare consapevolezza, ma soprattutto nell 'ascoltare questi ragazzi.
Perché i ragazzi ci hanno innanzitutto ringraziato per questa ricerca, per il fatto di avergli dato la possibilità di esprimere la propria opinione e di raccontarsi. delle testimonianze, non sono ragazze che hanno partecipato alla rilevazione, perché la rilevazione, lo ricordo, sono ragazzi delle seconde e delle terze superiori. Entreremo nel merito di altri commenti spontanei. Lasciati però mi soffermerei per dare la parola anche alle ospiti che abbiamo qui con noi sul tema dell 'utilizzo precoce
e lo farei proprio con Silvia. Silvia, 17 anni, che dalle informazioni che ho è stata tra voi tre la prima, cioè la più giovane, all'età di 8 anni Silvia, nel classico periodo della prima comunione, come spesso abbiamo raccontato, tu hai ricevuto uno smartphone. Esatto, io durante il periodo della prima comunione ho ricevuto il regalo al mio primo telefono, dove principalmente utilizzavo Whatsapp per scrivere con i miei amici.
anche con i miei genitori e solo dopo poi ho installato altre app come Instagram e TikTok Da lì mi sono iniziata a chiudere con il mondo esterno, perché c 'è stato un coinvolgimento molto grande. emotivamente e perciò poi devo gestire diciamo in quella fascia di età le
emozioni che quello ti provocava, i contenuti anche che ti arrivavano. Esatto, anche perché per colpa di conoscenze sbagliate sono finita su una brutta strada, diciamo. e fortunatamente sono stata obbligata a disinstallare Instagram e grazie a quel gesto sono riuscita a... ad alzare la testa e a imparare a socializzare con i miei
coetani in maniera molto naturale e quindi è stata veramente un 'esperienza che da due anni a questa parte a cambiare normalmente. Posso chiederti dal punto di vista della scelta che è stata compiuta dai tuoi genitori a quel punto anche su tua richiesta e naturalmente presa in carica Come sono riusciti però la tua famiglia, la rete di adulti intorno a te a intercettare questo tuo disagio? Sei stata tu che hai lanciato l 'allarme o è stato recepito da qualcuno? Allora diciamo entrambe le cose.
non uscivo più dalla mia camera e quindi è stato un po' io in primis ho evidenziato il problema poi dopo sono state vese appunto delle decisioni Quindi sei stata brava anche tu a conoscere quello che era un sintomo di un qualcosa che doveva essere affrontato. Rivolgo la stessa domanda. A Chiara, ma prima ad Arianna che è qui in studio. Arianna, tu invece a 13 anni lo hai ritenuto un traguardo tardivo
perché i tuoi coetanei avevano ricevuto il cerchio. Quindi hai vissuto un disagio di mosca bianca che non era omologata agli altri. Sì, l 'ho ricevuto leggermente dopo i miei coetanei e non mi sentivo particolarmente... esclusa dal punto di vista sociale ma lo vedevo un pochino come quel tesoro che tutti avevano e che a me mancava però devo dire che sono molto grata intanto ai miei genitori per aver ritrovato
Anche se di poco l 'arrivo in questo mondo, anche perché poco dopo che ho ricevuto il cellulare, che sono entrata nei social, poco più di un anno dopo è scoppiata la pandemia e quindi se già è difficile... Costruire un rapporto sano con il mondo online a quell 'età, rimanere chiusa in casa ha fatto in modo che io sviluppassi una vera e propria dipendenza, come penso molti miei coetanei, perché era l 'unico mezzo che aveva. Avevo per comunicare con il mondo esterno, con i miei coetanei, avere un momento di svago e quindi noto che avevo sviluppato e in parte lo riconosco anche adesso una vera
e propria dipendenza. molto poco sana nei confronti del mondo online e dei social, con tutti i lati positivi che ci sono anche in mezzo, perché penso che davvero ce ne siano molti, però noto che adesso personalmente Vedo che l 'onda è un pochino cambiata e c 'è molta ammirazione per chi riesce a allontanarsi almeno un pochino dal mondo online e anche molta consapevolezza dei danni. Il bisogno di disconnessione, poi ne parleremo, ci interroghiamo molto su questo a prescindere
dai giovani anche come bisogno e anche come richieste che stanno arrivando con strumenti e richieste legislative a livello istituzionale. Dottoressa Angiola, noi intercettiamo una fascia di giovani che hanno davvero vissuto l 'esperienza della gestione pandemica in isolamento di presenze, dunque con una sollecitazione tecnologica molto forte. quasi inedita. Esatto, sì sicuramente la pandemia non ha aiutato e ha contribuito ad avvicinare ancora di più i ragazzi e le ragazze al digitale.
Quindi questo ha contribuito sia ad aumentare, ad abbassare quella che è la soglia di accesso, di primo accesso a dispositivi digitali, dall 'altro ad aumentare quella che è la pervasività. Quindi il fatto di utilizzare sempre più spesso e di lasciare che dispositivi digitali vadano ad intaccare, ad invadere quelle che sono le sfere prettamente legate alle relazioni. anche al sonno dei ragazzi, perché ecco dalla ricerca ad esempio sono emersi dei dati allarmanti che ci dicono che i ragazzi, l'88% addirittura dei ragazzi,
utilizza il cellulare praticamente appena... si sveglia e il 50%, più del 50%, lo utilizza di notte qualora le capiti appunto di svegliarsi. E peraltro questo è stato proprio un concetto che ha portato molto i ragazzi a riflettere. Quello della pervasività, quando abbiamo fatto anche dei lavori a scuola con loro dopo il seguito alla rilevazione, ci si è soffermati molto sul tema della pervasività che effettivamente è anche una delle conseguenze per alcuni. proprio del, come si diceva prima, della pandemia.
Chiara, tu hai ricevuto il cellulare a 11 anni per l 'inizio delle scuole medie, anche questa è una tappa abbastanza condivisa. come testimonianze che raccogliamo, però hai iniziato a interagire con i social a 14. Ecco, tra gli 11 e i 14 qual è stato il tuo rapporto con lo strumento? Allora, io ho ricevuto il telefono a 11 anni. Diciamo per esigenza dei miei genitori, visto che andavo a scuola da sola e in quel periodo di tempo non mi è mai interessato nel mondo dei social,
anche per il fatto che non... Non sapevo usarli e anche se i miei cotani ce l 'avevano questa cosa non mi ha mai influenzato molto, anche perché stavo in un gruppo che non ha mai utilizzato i social in quell 'età. Ai 14 anni ho installato i miei primi social, quindi Instagram e TikTok e questi social hanno avuto un impatto grande sulla mia persona perché entri in un mondo fatto di figli. filtri fake news e ti esterni completamente dalla
realtà quindi capita anche di dissociarsi dal mondo esterno e avere un'altra realtà, un altro mondo nel telefono che alla fine è finto. D 'altra parte i social mi hanno aiutato perché mi piace molto scrivere e ho fatto un profilo appunto. pubblico i miei testi, quindi è stato anche un modo per mostrarmi e aver coraggio di pubblicare
dei miei testi, insomma una via d'uscita. essendo timida ma avendo una voglia di esprimerti, è stato uno strumento di cui tu hai fatto uso ma che non sentivi in quel momento che prendeva il sopravvento. tu a gestirlo per il tuo di bisogno sì sì esatto anche perché ho fatto un account privato quindi sapevo perfettamente le persone che vedevano insomma i miei testi i miei lavori
ed ero tranquilla, ormai questo account l 'ho aperto l 'anno scorso, quindi a 17 anni, e a 17 anni avevo già abbastanza consapevolezza su cos 'era il mondo dei social, i suoi rischi, le sue fake news, quindi sì. Molto, molto interessanti queste esperienze che ci danno spunti sulle varie necessità. le varie paure, le varie anche fragilità, anche di noi adulti, la necessità della localizzazione
e dunque lo strumento dato per una rassicurazione dei grandi, che anche questo è un aspetto del dare il cellulare in una fascia di età molto precoce. Dottoressa Angiola, prima di rifare un secondo giro di testimonianze preziose da condividere con il nostro pubblico, la vorrei... sollecitare su un nuovo sondaggio che è stato condotto nel Regno Unito, firmato dal British Standards Institution, in cui si dice che quasi la metà dei ragazzi sotto i 21 anni preferirebbe
vivere in un mondo senza internet. il digitale non è più libertà è solo ansia e performance il 68% ritiene che il tempo online danneggi la salute mentale, il 70% si sente peggio con se stesso dopo aver usato i social C 'è chi vorrebbe un coprifuoco digitale dunque imposto in qualche modo dall 'esterno dopo le 22 e molti avrebbero ammesso di aver mentito ai genitori su cosa fanno online, aver creato account falsi. una serie di evidenze che fanno riflettere.
Immagino che alcune di queste coincidano con i risultati che voi avete raccolto. Sì, effettivamente noi non avevamo delle domande... rispetto specifiche, rispetto poi alla percezione, alla volontà di volersi un attimino allontanare dai social. Questo è emerso più, come dicevamo prima, dalle risposte spontanee dei ragazzi. ed è emerso a gran voce proprio sì, effettivamente questa voglia quasi per alcuni di essere un po' aiutati, ecco, di staccarsi, per altri
anzi invece una consapevolezza. comunque di avere già intrapreso delle azioni per riuscire a disconnettersi, quindi di mirare sempre di più verso un benessere digitale. I dati che le citava sono abbastanza esplicativi. e ci fanno intendere soprattutto ecco noi genitori dovremmo ascoltarli perché spesso come diceva lei siamo noi genitori che per paura perché questo è uno dei principali fattori no quello di controllare di poter avere la possibilità di verificare dove sono i nostri figli quando si spostano, quindi questo nostro timore ci porta
magari a concedere prima il cellulare ai ragazzi, però in realtà sono i ragazzi stessi poi a dirci... anzi più della metà dei ragazzi che dice che in realtà i loro figli, loro non darebbero così presto il cellulare, quindi questo effettivamente è un dato significativo. E quindi assolutamente questo è... un dato, una voce di cui tener conto perché appunto come dicevamo dietro quei numeri c'è proprio la voce dei ragazzi e delle ragazze che ci chiedono di prestare particolare
attenzione, non a caso appunto queste ricerche adesso arrivano ancora dall 'estero, ma anche in Italia, pian piano si stanno osservando questi fenomeni di allontanamento a quelli che sono i dispositivi digitali, peraltro anche fra le ragazze c'è una testa. anche di azioni concrete che si possono fare quotidianamente effettivamente per non essere così sommersi adesso infatti ci arriviamo vorrei fare proprio un giro di riflessioni rispetto
dati che citavo a questo bisogno di in qualche modo di sconnettersi se voi lo percepite ne avete necessità volete che sia imposto o comunque indicato oppure avete un 'autonomia adesso che vi porta a prendere le distanze in certi momenti e come? Partiamo da Silvia. Sicuramente è stato difficile... accorgersi della dipendenza, quindi mi immagino anche per i miei coetanei sia molto complicato.
Diciamo che quando sono in un momento... momento di svago con i miei amici non penso neanche ad accendere il telefono, ma neanche per guardare l 'ora, perché sono momenti da utilizzare al meglio. È veramente uno sguardo verso la libertà, perché questi attrezzi non sono libertà.
Quindi, diciamo, è difficile accorgersi della dipendenza, ma ci sono persone che si impongono di liberarsene di questi attratti. Grazie mille Silvia. Cosa ne pensi Arianna? E cosa fai soprattutto? Non lo so, appunto io sento molto la necessità di un allontanamento però che rimane... che secondo me è sempre parziale, perché devo dire, forse ormai anche per abitudine,
però vedo davvero un sacco di potenzialità nel mondo online e ritengo anche che a volte... vengono fatti un po' dei discorsi di richiesta di imposizione dall'esterno di limitare l'accesso online che in alcuni casi magari quando si tratta di bambini molto piccoli posso comprendere altre volte mi sembrano misure un po' moraliste penso che molte volte ci sia un problema alla base su cui si possa lavorare non lo so, mi viene in mente che a volte vengono menzionati questi eventi
di letture senza cellulare, posti in cui si entra e si spinge il cellulare un po' anche come dire in modo un po' bacchettone e poi mi viene da pensare, te però stiamo chiedendo tutti gli spazi in cui si possa semplicemente esistere, gli spazi pubblici in cui noi giovani ma in generale generale possiamo semplicemente stare, viene da dire è ovvio che poi rimaniamo nel mondo digitale e così per un sacco di cose, penso ci sia un malessere generale a prescindere dal mondo online, nella nostra generazione.
su cui si debba lavorare per poi andare a incidere anche su quello che è il benessere online e un uso più consapevole del mondo social è chiaro, tu ci stai dicendo se ci togliete spazi di socialità o in qualche modo l'inquinate è logico che poi noi ci stiamo ricerchiamo altre fonti e altri strumenti. Chiara, ci sono anche degli stratagemmi per ridurre il tempo sugli schermi che in qualche modo tu con i tuoi amici state mettendo in campo? Sì, allora, io e il mio gruppo di amiche abbiamo capito che appunto bisogna allontanarci un attimo da questo mondo, almeno per
dedicarci pienamente a... I momenti di studio, di svago, insomma, dipende. E ad esempio io molte volte faccio videochiamate di gruppo quando studio, così per me, cioè per le nostre amiche è impossibile utilizzare. il telefono mentre si studia, in realtà in generale penso un po' tutti coesani quando stanno fuori con gli amici hanno un momento divertente, come ha detto Silvia, non si sente il bisogno di guardare il telefono. e questo vale anche per me e per le mie amiche
e se no ci fa piacere anche fare delle attività insieme come può essere andare a fare una passeggiata insieme e quindi non portare il telefono o andare fuori a mangiare un gelato, però soprattutto per lo studio dove serve tanta concentrazione è fondamentale ormai per noi, per il mio gruppo, avviare una videochiamata e stare in chiamata. In silenzio e muto, senza distrarci, ma solo per non utilizzare il telefono. È molto interessante l 'utilizzo dello schermo per evitare l 'utilizzo del cellulare per altre attività.
minuti, un ultimo contributo alla dottoressa Angiola, vorrei chiederglielo sull'esempio sui genitori, sugli adulti sui referenti del mondo della scuola e non solo noi che esempio diamo che dipendenze anche inneschiamo, perché diventa difficile per un ragazzo o una ragazza poi prendere le misure in un mondo in cui le misure vengono date falsate. Sì, esatto. Il nostro ruolo è fondamentale, perché noi per primi ovviamente siamo vittime e siamo come dire dipendenti dello smartphone, quindi anche noi
genitori in primis dovremmo adottare. degli stratagemmi per cercare di non utilizzare lo smartphone e social in determinati momenti della giornata, di dedicare quindi più tempo e attenzione ai ragazzi e alle ragazze. che ci chiedono appunto di essere visti e ascoltati perché ecco un altro dato che emerge dal questionario noi abbiamo chiesto ragazzi a chi vi rivolgereste in caso di problemi con i social ecco la metà
Ha detto che in primis si rivolgerebbe ai propri genitori, quindi fondamentale il ruolo dei propri genitori, mentre solo il 7 % ha citato gli insegnanti, il che ci fa capire che appunto c 'è. C 'è ancora molto da fare e che il ruolo degli insegnanti è importante, quindi che anche gli insegnanti potrebbero un po' ascoltare di più i ragazzi e le ragazze. Ecco, magari chiudo con un ultimo verbatim, quando ci chiedono appunto che durante il percorso sarebbe utile invogliare gli studenti
a usare meno il telefono, fare più corsi di educazione civile, più lavori di gruppo. Per il benessere personale invece sarebbe meglio avere un limite per app utilizzo del telefono, quindi ancora una volta sono proprio loro che chiedono anche agli insegnanti dei corsi ad hoc, che quindi vadano... Al di là di quelli che sono i classici corsi sul cyberbullismo che vengono fatti praticamente in tutte le scuole, ma avere anche una diffusione di una maggiore consapevolezza di quelli che magari appunto possono essere degli strumenti che aiutano. a limitarne eh l 'utilizzo. Abbiamo gli ultimi cinque minuti qui eh
dovete essere brave eh Silvia, Chiara, Arianna come se facesse un video eh per Instagram molto breve ma vi chiederei un consiglio rivolto a noi adulti e ai vostri coetanei ma un consiglio proprio spassionato rispetto non sentite tutto ciò che abbiamo detto finora, le indagini cosa direste per intercettare su questo tema di un adulto e di una giovane. Adesso scompiglio un po' le carte e parto da Arianna. Ok, forse molto velocemente è quella volta di disinstallare
alcune app. Non per sempre, non per definitivamente, ma a volte semplicemente realizzare come la vita senza aprire Instagram ogni 15 secondi, cosa che faccio anch 'io non giudicando nessuno. Però a volte c 'è proprio bisogno di realizzare, ok, cosa significa non avere questa applicazione sul mio telefono, cosa significa non avere tutto il mondo a portata di mano a 5 secondi. Come dice Arianna, secondo me è importante per i giovani in questo momento realizzare quanto abbia impatto i social, quindi
anche io considero il disinstallario o almeno mettere un link. di tempo in ogni applicazione e godersi più il tempo fuori con gli amici, organizzare più attività, godersi il tempo fuori. Adesso Silvia. Io dico di alzare la testa e tirare una boccata d 'aria fresca perché sicuramente il cellulare non è una boccata d 'aria fresca come quello. a voi intorno. Guardate, io sono
veramente emozionata anche di aver contribuito a poter condividere con il pubblico queste testimonianze preziose perché sono di un'altra cosa. una semplicità e di una profondità anche fuori di bigottismo, di normalizzazione della narrazione ariana, di moralismi, quanto è bello dire utilizzate meno il cellulare oppure quanto fa male l'utilizzo, ma capire da voi come dovete e potete gestirvi nella vostra quotidianità e nella vostra crescita, insomma, dobbiamo davvero metterci in ascolto, abbiamo cercato di farlo
anche grazie alla professionalità della dottoressa Angiola e alla ricerca che ha dato un contributo molto molto importante, siamo andati anche oltre i numeri, io ringrazio tutte voi, vi ricordo che questa trasmissione è riascoltabile, anzi inviterei a condividerla sui social i social in maniera utile per portare questi contenuti oltre la fascia oraria di questa mattina e rimando al prossimo appuntamento il 29 maggio alle 9
ci occuperemo di affettività sessualità negli spazi digitali anche questa tematica delicatissima e forse poco affrontata e poi il 30 il 30 maggio quindi per un 25 novembre al mese la trasmissione che conduco con Sandra Salvato proprio di educazione alla sessualità dunque saranno due giorni molto importanti da questo punto di vista tra poco il gr di popolare network grazie alla dottoressa angiola silvia chiara e arianna grazie per essere state con noi grazie mille Chi vuoi, questa è Controradio.