Speciale alluvione nella Piana due anni dopo

3 novembre 2025 · -1 min

A due anni dall'alluvione del 2-3 novembre 2023 che ha colpito la Piana Fiorentina, i comitati degli alluvionati manifestano davanti alla Prefettura di Firenze. Nonostante i lavori di somma urgenza, i ristori tardano ad arrivare e mancano ancora interventi strutturali per mettere in sicurezza il territorio. Il convegno internazionale per il 59° anniversario dell'alluvione di Firenze del 1966 rilancia il tema della prevenzione e della necessità di un cambiamento urbano di fronte al cambiamento climatico.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione e presentazione
  2. 01:43L'alluvione di Montemurlo e Campi Bisenzio del 2023
  3. 02:15Situazione attuale: lavori e criticità
  4. 04:21Cementificazione e rischio idrogeologico con Erasmo De Angelis
  5. 08:21Testimonianza di Sonia Matucci dal Comitato Bagnolo
  6. 12:21Situazione a Campi Bisenzio con Giovanni Mariotti
  7. 16:21Il problema dei ristori: burocrazie e ritardi
  8. 20:21La questione delle perizie asseverate
  9. 24:21Il presidio davanti alla Prefettura
  10. 28:21Necessità di interventi strutturali e delocalizzazioni
  11. 30:21Il manifesto dei diritti degli alluvionati
Trascrizione 54 passaggi

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digitali, seguiteci anche in video sui nostri social con la Contro Radio TV, giorni di celebrazioni, di memoria, di ricordo, di studio. di approfondimento sulla questione rischio ideologico e alluvioni in Toscana, Firenze nella Piana Fiorentina da Montemurlo a Campi Bisenzio nella notte tra il 2 e il 3 novembre del 2023 l'alluvione di campi di Montemulo degli altri comuni della Piana Fiorentina domani un grande convegno internazionale racconterà e

ricorderà di quanto accaduto invece cinquantanove anni fa stiamo parlando della conferenza nazionale sulla riduzione dei rischi da alluvioni e siccità nel cinquantanovesimo anniversario dell'alluvione di Firenze del mille novecentosessantasei si svolgerà nel salone dei cinquecento di Palazzo Vecchio per cercare comunque di capire, di fare il punto su alcuni versanti, versanti che riguardano i territori, versanti che riguardano i cittadini che abitano questi territori e le vicende

toscane sono in qualche modo vicine. Scende cartina di tornasole per una grandissima questione nazionale che negli ultimi 50 anni ha visto almeno 115 grandi eventi alluvionali con un bilancio superiore a 4 .000 mittime. e a quasi 250 miliardi di euro di danni. Che cosa sta accadendo? Abbiamo molti ospiti questa mattina, dicevo anche in video sui nostri social, Pierfrancesco Onesti, il direttore di Piananotizie.it. Buongiorno.

per il Francesco Bello. Buongiorno a tutti voi. Erasmo De Angelis, presidente della fondazione Earthwater Agenda. Buongiorno Erasmo. Buongiorno, buongiorno a tutti. Giovanni Mariotti, Arca di Noè, Campi Bisenzio. Buongiorno Mariotti. E saluto e ringrazio anche Sonia Matucci, la Presidente del Comitato Bagnolo, qui siamo a Montemurlo, buongiorno a lei, bentrovata. Cerchiamo di far funzionare i microfoni, mi raccomando, se no stamattina non andiamo da nessuna parte. Per Francesco, ci aiuti a fare il punto su quello che accade due anni dopo sul versante della Pianna?

Poi con D'Angelis andremo invece sul versante nazionale? e di quello dell'alluvione del 66, per Francesco due anni dopo nonostante tanti lavori siano stati fatti soprattutto insomma urgenza i cittadini non sono ancora tranquilli chiedono che vengano fatti ulteriori interventi che vadano al di là della sua urgenza che mettono in sicurezza tutto il territorio l 'altra questione che è quella dei ristori Abbiamo parlato anche in altre occasioni, giusto nei giorni scorsi c 'è stata un 'assemblea

del coordinamento dei comitati di campi a cui ha partecipato anche i comitati di Montemurlo dove è stato illustrato l 'ultimo decreto statale che sta creando... andone un poco malumore, chiamiamolo così, fra chi è rimasto allupionato. Insomma, sono passati due anni, commemorazioni, anniversari, ricorrenze, però probabilmente una riga non è stata ancora tracciata del tutto. D 'Angeli, su una riga non è stata ancora terza del tutto, è una storia italiana quella che riguarda territori che sono stati martoriati nel corso degli anni dal dopoguerra, diciamo così.

Poi finché a un certo punto non si è deciso in alcune realtà di cambiare passo, la questione dei ristori, i cittadini persi nelle burocrazie, il fiume che andrebbe alzato l 'argine invece. non viene fatto niente ma i lavori partiranno forse fra due anni ma riusciamo a uscire, Angelis, da questa posizione così italiana su questa vicenda? Insomma, dobbiamo uscirne però tutte Queste tragedie e questi lutti, perché poi ci sono anche tanti morti, ci devono insegnare che al cambiamento climatico,

perché quello si risponde con il cambiamento climatico. urbano. Noi abbiamo triplicato il costruito nel nostro paese, ma anche in Toscana, negli ultimi 70 anni, passando dal... 2 ,8 -3 % a quasi al 9%, dopodiché si può costruire, certo bisogna assolutamente realizzare, allargare

le città. a espandersi, ci mancherebbe altro, però noi l 'abbiamo fatto contro le leggi naturali e anche contro le leggi dello Stato, cioè tanta edilizia è abusiva, abbiamo costruito sui fiù, pensiamo a Montemurlo. che è davvero una città martire delle alluvioni, ma se andiamo a vedere poi le costruzioni il piano edilizio realizzato a Montemurlo è sul fiume. Abbiamo occupato, abbiamo tombato sulla piana, ce lo ricordava Leonardo da Vinci, la piana

appunto scriveva là dove soleano scorrere i pesci. Era un grande lago, un paleolago. Abbiamo tombato tutti i reticoli idraulici, per cui si vede solo cemento lungo la piana. Quindi è evidente che ci siamo cacciati nei guai, in Toscana come nel resto d'Italia. Abbiamo più o meno nel nostro paese la necessità di realizzare 10 -11 mila opere e interventi, una grandissima opera pubblica.

Abbiamo la necessità di iniziare davvero ad accelerare, a cambiare passo nella difesa delle aree urbane, perché l 'altro aspetto qual è? E che possiamo difenderci, cioè è possibile difendersi. Io sono stato a Copenaghen un mesetto fa, dopo una grande alluvione di 30 anni fa è cambiato tutto. un po' come la nostra piana, con le dovute differenze, lì hanno trasformato la città,

hanno realizzato canali di scorrimento delle acque, hanno fatto... attuazioni cosiddette di cittaspugna che limitano le inondazioni, riducono il sovraccarico delle acque piovane, è inutile dire... la rete fognare non regge, la rete fognare è stata realizzata per le acque di scarico casalinghe e in quota parte, piccola parte anche per le acque piovane, ma non per gestire questo contributo

di acqua che arriva dal cielo in maniera esplosiva, di impianti fognari, quella rete lì, è evidente che non regge, allora bisogna davvero separare il più possibile quel deflusso dell 'acqua piovana dal sistema. tema fognario che va tenuto sempre alla massima efficienza, realizzare a monte delle aree urbane i bacini come è stato fatto per l 'Arno con un grandissimo lavoro che è durato 40 anni, oggi siamo molto più al sicuro. Ma dentro le aree urbane si possono fare tantissime cose. Lungo la Piana di Firenze, che è davvero un caso di studio, si possono fare davvero

a partire dalla... riduzione dell 'impermeabilizzazione urbana, bisognerebbe obbligare le aziende a togliere un po' di parcheggi cementificati e a rendere i suoli inerbiti in modo tale che assorbino che possano assorbire acqua, bisogna aumentare la permeabilità naturale del suolo, migliorare appunto tantissime cose, realizzare aree, diciamo... Donami, sentiamo Sonia Matucci da Bagnolo, da Montemurlo, a proposito di

quello che dicevamo bisognerebbe fare e cerchiamo di capire, Sonia ci aiuta a fare il punto della situazione di quello che è stato fatto in due anni alle vostre parti comune? Martire, simbolo, diceva l'Angeles prima. Sì, che cosa è stato fatto? Niente. Non è stato fatto niente, perché si continua a costruire. Prima di tutto il fatto come diceva Erasmo che conosco bene insieme a Mauro Grassi, Mauro è venuto tante volte da noi ad aiutarci a capire perché succede.

Tutte queste alluvioni lì da noi e non è stato fatto niente, è stato fatto le somme urgenze ma poche cose, il torrente Bagnolo sembra che non... Non esista, nonostante che regione ci dicono che è attenzionato perché è pericoloso, perché potrebbe nuovamente esondare, perché i detriti alluvionali l 'hanno fatto crescere di oltre due metri. Cioè ha bisogno di essere ricavato, ha bisogno di risistemazione da monte fino a arrivare a Prato, insomma. Studi megagalattici del

genio civile, tanti studi, sempre studi. studi che hanno bisogno di finanziamenti enormi e quindi noi diciamo ma se tutti questi studi vengono fatti ora perché solo adesso? E prima non servivano allora? Come era più importante farsi vedere ai tagli dei nastri delle varie situazioni senza considerare il rischio idrogeologico? Forse sì, forse non interessava a nessuno che veniva costruito. davanti ai fiumi, tutta la cementificazione che viene fatta,

a Montevurlo si continua a costruire fabbriche su fabbriche, addirittura ora hanno approvato anche e tra l 'altro l 'ha approvato anche il genio civile costruzione di una scuola, di un liceo in zona alluvionale. No, diciamo la verità, quel pezzettino di terra che serve per costruire la scuola non è in zona alluvionale, ma tutto È zona alluvionale, durante l 'alluvione era tutto alluvionato lì e quindi noi abbiamo chiesto anche al Genio Civile ma come avete fatto ad approvare un progetto del genere?

però a questo proposito per Francesco Onesti un masterplan del sistema idrico fognario a Montemurlo con lavori per oltre un milione di euro c'è arrivato proprio oggi proprio ieri in questi giorni di un pacchetto di lavori per oltre un milione di euro da qui a duemilaventisei per cui forse qualcosa si muove per Francesco? Lo leggo da piananotizie.it dicevi giustamente queste notizie Anche noi appunto proprio pochi minuti fa, oltre a Montemurlo, so di per certo avendo parlato nei giorni scorsi con il sindaco di Campi Tagliaferri,

che la stessa cosa verrà fatta proprio anche a Campi di Senzio. Perché c 'è la necessità appunto di avere un quadro preciso e puntuale di quello che è il sistema fognario. Anche in questo caso tante cose sono state fatte in questi due anni devo dire a campo. la situazione è stata tenuta costantemente sotto controllo probabilmente come diceva giustamente anche da rimonitorare tutto il territorio e da prendere ulteriori decisioni per tirarci fuori dai guai dove ci siamo siamo cacciati fino ad adesso. Giovanni Mariotti se ci puoi sentire

ben trovato Campi Bisenzio Giovanni il primo raccontare invece il punto della situazione dal punto di vista di Campi mi raccomando la sintesi dal punto di vista dei campi la situazione è in parte quella che è già stata descritta da Sonia e anche da De Angelis cioè che si è costruito troppo impermeabilizzando troppo terreno spesso per quello che ho visto io nelle delibere del consiglio comunale andando anche in deroga alle fasce di rispetto e nonostante ci sia un documento

l 'istrazione comunale del 1993, due anni dopo l 'alluvino del 91, che diceva che bisogna praticamente costruire di meno. C 'è un problema a campi anche delle arginature, grosso. che noi viviamo in un territorio che presenta gravi criticità da un punto di vista originale. Lo abbiamo visto con la rottura del torrente marina, con la rottura del fiume Bisenzo nel 2023 Abbiamo visto sempre sul Bisenzio con l 'argine Via delle Corti, perché quest 'anno abbiamo rischiato veramente grosso e dalle carte della regione si evinceva che

quell 'argine versava in condizioni crisi. che già dal 2023 -2024, quindi c 'è una situazione di consumo di suolo, però c 'è anche una situazione di criticità arginali. quella della marina che poi si sono palesate con la rottura del 2 novembre 2023 che sono dovute alla mancanza nonostante si sapesse che si doveva intervenire già almeno dal 2003, progetto

preliminare. Ecco, questa è la situazione. Poi andiamo sul tema dei ristori, però Erasmo D'Angelis... Tante volte, prima lo raccontavi molto bene, sappiamo quello che dobbiamo fare, ma le burocrazie, le lungaggini, le lentezze, i soldi del PNRR che sono andati chissà per riqualificazione. magari non per questioni come quelle che enumeravi prima. Siamo dentro una pastoia da questo punto di vista? No, siamo dentro una grande rimozione da questo punto di vista. Il PNRR è 220 miliardi.

insomma le cifre ballano parecchio, ha dedicato al dissesto un paio di miliardi, dirottati peraltro poi tutti sull 'Emilia Romagna dopo quell 'evento impressionante. non c 'è un piano di interventi finanziato, quindi partiamo anche da questo ritardo storico. La necessità davvero di fare investimenti forti per la sicurezza degli italiani, così entra nell 'ottica che questo è un problema di sicurezza, cioè la sicurezza non è soltanto

quella stradale. dal rischio di una rapina, insomma la sicurezza è questa qui, dal dissesto idrogeologico ci si muore, ma non solo, si rischiano collassi finanziari dello Stato perché… Quelle ultime grandi alluvioni che abbiamo subito negli ultimi 3 -4 anni, l 'alluvione Frana di Ischia, abbiamo visto tutta la parte dell 'Emilia Romagna. le alluvioni in Toscana, ripetute, tre grandi alluvioni negli ultimi due anni

e mezzo, hanno un costo complessivo di 15 -16 miliardi di Euro, pazzesco, quindi è un grandissimo tema anche di come si investono le risorse e come non bisogna sprecare poi risorse sempre per riparare, mai per rafforzare. Quindi oggi la prima frontiera di difesa dalle alluvioni e realizzare le opere, c 'è poco da fare, come è stato fatto per l 'Arno? Oggi l 'Arno è molto più al sicuro, l 'intera asta dell 'Arno è molto più al sicuro da un alluvione con modalità

1966. Il problema non è più tanto l 'Arno, sono quei tantissimi fiumi intombati o non intombati, torrenti, noi siamo ricchissimi di acqua, cioè siamo una regione molto... molto in paese ricco d 'acqua, ma la Toscana in particolare davvero l 'acqua è ovunque. Quindi non più l 'asta dell 'Arno, ma occuparsi di tutto quel reticolo cosiddetto minore. che fa danni enormi. Per Francesco Nesti la grande questione su cui adesso interroghiamo i nostri due ospiti

sul territorio diciamo così riguarda quanto queste persone che poi si sono immediatamente organizzate in comitati molto puntuali, molto vivaci molto attivi molto preparati infatti, guarda questi come se la sono dovuti cavare nei meandi delle burocrazie per i ristori no per Francesco a quello che dicevo prima dell'assemblea dell'altra sera è emerso a chiare note che a parte i 3.000 euro

Della regione queste persone ancora devono avere, gran parte di queste persone ancora devono avere i 5 mila euro e il 7 di novembre scadono i termini per presentare la domanda. coloro che in passato aveva presentato il modello B1 per avere questi risarcimenti dal decreto statale una pastoia dopo l'altra queste persone non sono state messe nelle condizioni secondo me di poter avere i risarcimenti che gli spettano nel modo più

semplice. Un cittadino di Campi l 'altra sera all 'assemblea diceva come se ci negassero il diritto avere quello quello che ci spetta ora magari questo non possono spiegare meglio dai comitati però fa capire qual è lo stato d 'animo di queste persone a questo proposito questo proposito sony matucci che Cosa avete vissuto in questi anni e a che punto siamo oggi soprattutto? Allora, diciamo, per quanto riguarda i rimborsi, considerate che sono stati 3 .000 euro della regione.

che ci sono voluti più di un anno per averli e qualcuno ancora non l 'ha avuti. Inoltre per quanto riguarda l 'immediato sostegno, i 5 mila Euro su 629 doveri, che il comune di Montemur l 'ha mandato in regione, ne saranno state erogate a 20 famiglie, non di più. Ora c 'è quest 'ulteriore step del decreto 1158 del 2025. che il 7 di novembre scade come dicevate appunto voi e ora stiamo andando a fare questa manifestazione

diciamo questo presidio davanti alla prefettura per chiedere una proroga anche il sindaco di molte volte effettivamente l'ha chiesta, la regione l'ha chiesta, ma sembra che questa proroga non venga assolutamente data. Il problema grosso è fare le teorizie asseverate, se ce l 'avessero detto prima, siccome questa è una proroga, non è una proroga, non è una proroga, non Una legge del 2018 è una cosa che si sa dal 2018, se anche la regione stessa ci avesse detto guardate, preparatevi una perizia, preparatevi per tempo, perché al momento che arriva il

terzo step di ristori per chi ha… veramente ha avuto dei danni ingenti e dovrete presentarla, tutti si sarebbero mossi. Ora, fanno uscire un decreto il 29 agosto, la regione ce lo presenta l '8 di settembre. l '8 di settembre e poi ci dicono avete 60 giorni, i tecnici non ce la fanno assolutamente a presentare, uno può presentare domanda, ma se poi non ce la fanno a presentare tutti i documenti, tra cui… punto questa perizia asseverata è un problema grosso, c 'è chi deve cercare la vecchia

abitabilità della casa prima dell 'alluvione, ma di cosa stiamo parlando? Fanno veramente per non dare soldi a nessuno. cosa qui no i nostri ospiti dei comitati sono tutti in movimento in questo momento chi ci sta seguendo sui nostri social con la contraria di tv vede che sono chi ha piedi chi in macchina chi sta andando alla stazione perché stanno venendo a Firenze perché alle dieci e trenta davanti a la prefettura di Firenze ci sarà proprio un settino, una manifestazione per chiedere una proroga perché in due anni sono stati in pochi i mariotti

quelli che poi sono riusciti ad arrivare in fondo a questa storia se ho capito bene e non è una bella notizia francamente insomma si sono in pochi quelli che sono riuscito ad arrivare in fondo tanto sono molti quelli che hanno ripristinato il minimo indispensabile e quindi ancora molti devono eseguire i lavori effettivi di ripristino per l 'intera abitazione o l 'intero capannone nel caso di

attività lavorative. Detto questo, i 3 .000 euro non sono stati di immediato sostegno perché alla maggior parte sono arrivati a giugno del 2024 e qualcuno ancora non ha ricevuti se non in piena estate di quest 'anno. I 5 mila per quanto ci risulta anche a noi dalle segnalazioni ai nostri iscritti non sono arrivati. Oggi noi stiamo andando a fare questo presidio per far presente tutte queste difficoltà per la perizia asseverata e quindi per inviare

entro il 7 novembre, cioè venerdì prossimo, le domande. per ulteriori contributi, ma noi andiamo anche per far presente allo Stato centrale tramite la persona del prefetto che noi abbiamo dei diritti. che questi diritti oggettivamente in questi due anni non li abbiamo visti, perché oggi presenteremo anche il manifesto dei diritti degli alluvionati ed è praticamente il resoconto dell 'esperienza di questi due anni. Dove vediamo una distanza siderale e mi permette di

dire siderale tra le pubbliche amministrazioni, soprattutto locali, la regione in modo particolare e le esigenze e bisogni di... noi alluvionati e quindi vogliamo presentare anche, oltre a far presente queste difficoltà per questa ulteriore domanda che va presentata entro il 7 novembre, anche per far presente allo Stato centrale. quali sono le difficoltà che noi incontriamo e che non possiamo essere dimenticati affinché lo Stato centrale ne prenda atto e intervenga.

Attualmente il territorio di tutto questo ha risentito inevitabilmente, sono stati due anni difficilissimi per i comuni della Piana colpiti dall 'alluvione. Assolutamente, sono stati due anni difficili. C 'è l 'impressione, parlo in modo particolare per Campi, che ci sia adesso un po' la volontà di provare ad uscire da questo stato di emergenza, anche se non è semplice. Prima di diciamo quello che è successo a Calenzano, quello che è successo a Sesto, insomma tutti i territori diciamo della parte di Sesto Campi e Calenzano sono rimasti colpiti dall

'alluvione e chissà per quanto. pagheranno ancora le conseguenze. Si riflette su quanto accaduto 59 anni fa e Asmod Angelis si cerca di farlo per riportare l'attenzione all'attualità delle cose che segnalavamo. Ricordavo questo convegno importante, poi sentiremo anche i colleghi dei comitati se ci sono da segnalare delle iniziative sul loro versante, però domani c 'è un convegno internazionale. Sì, c 'è un convegno internazionale dedicato alle alluvioni, è

la prima tappa che porterà al forum Euro Mediterraneo sull'acqua. che si svolgerà a Roma nel duemilaventisei. Prima tappa sul tema delle alluvioni e un tema diciamo che riguarda quarantacinque paesi. dell 'area mediterranea, perché il nostro bacino mediterraneo è quello che si surriscalda di più rispetto alle altre aree del pianeta, di un 20 % in più e questo è un problema

enorme non soltanto per noi italiani. ma per tanti paesi che hanno un problema di piogge a carattere esplosivo e ripetute, poi si passa da un eccesso all 'altro. con siccità estreme, quindi sono problemi enormi. Le alluvioni, noi siamo passati all 'incirca da 5 o 6 eventi con modalità alluviazionale, Luvioni di Firenze 66 in circa 10 -15 anni a

circa 120 all 'anno dal 2000, quindi nel secolo scorso c'era una media, oggi Tutto è cambiato, per cui all 'improvviso possono arrivare, come è capitato, e purtroppo capiterà, piogge esplosive che allagano, sono davvero problemi che richiedono un ripeto. pensamento generale delle strategie di prevenzione e il confronto è su questo oltre al ricordo dell'Arno ci sarà un confronto su un mix di sistemi di difesa

come difendersi, perché difendersi è possibile, ci mancherebbe altro, realizzando invasi a monte delle città che poi possono servire anche a scopo multiplo come la nostra. di bilancino che lamina le piene dell 'Arno ma dà anche sicurezza di acqua in tutta la Toscana centrale, quindi non ci sono più le siccità di un tempo grazie a quella dica. Bisogna analizzare tutte le interconnessioni che oggi non vediamo, quelle che sono state intombate nel tempo, morti

vecchi fontanieri comunali. Nessuno ricorda... più che sotto le città scorrono fiumi ed è un problema, io ho visto a Bologna quando nell 'ultima alluvione è accaduta quell 'ultima alluvione un anno e mezzo fa all 'incirca perché sono esploditi. fiumi che nessuno ricordava esistessero, l 'Aposa, il Ravona, scorrono sotto la città, infatti sono saltati, diciamo, devastati.

bastando soprattutto i negozi e poi entrando, penetrando sulle strade. Quindi fare questa analisi, riuscire ad avere un quadro di queste intercambi... connessioni, studiare gli scenari delle sondazioni e capire dove bisogna intervenire. Certo, fare anche delle, purtroppo, delle dolorosissime delocalizzazioni, perché anche questo serve imporre alle aziende di desementificare il più possibile le nostre aree lungo la piana,

rafforzare le strutture arginali, aree diciamo così che possono in qualche modo far scorrere meglio o comunque raccogliere acqua anche all 'interno delle aree urbane, insomma c 'è davvero da ridisegnare un po' delle nostre città e dei dintorni, perché o facciamo così oppure rimaniamo sempre vittime delle alluvioni. Ripeto, si possono fare tantissime cose. C'è un ritardo enorme, ma insomma bisogna farle.

Bisogna farle al più pesto? Tanto più, se mi posso permettere. Come abbiamo sentito dalla Matucci. I comitati hanno delle competenze straordinarie, in materia ne sanno davvero più di tanti esperti, per cui questo aiuta, c'è una cultura nuova anche della sicurezza. che può in qualche modo tradursi anche in opere concrete.

correndo a prendere il treno per venire davanti alla prefettura a Firenze dove c'era questo manifestazione dei comitati Erasmo D'Angelis grazie davvero per essere stato con noi. Grazie a voi. La mattina del presidente della fondazione Earthwater Agenda. Giovanni Mariotti, Arcadino ai Campi Bisenzio oggi c'è questo appuntamento la prefettura avete fatto già delle cose ne farete delle altre diteci qualcosa con questo 30 secondi a testa per te e per Sonia Matucci Giovanni Allora, le prossime iniziative sono quelle di coinvolgere con il manifesto dei diritti

da libonati i più comitati d 'Italia possibili. Oggi stiamo a 9 comitati ad oggi che hanno aderito al manifesto, tra cui il comitato dell'Italia. di con sedice nel ravennate perché riteniamo che i temi principi tra virgolette trattati nel manifesto possano e debbano essere tra virgolette istituzionalizzati cioè recepiti dalle istituzioni affinché tutta una serie di criticità non si ripetano. Questo al momento è l 'obiettivo un po' più a lungo termine ma per noi molto importante. anche a Giovanni Mariotti

da Campi Bisenzio Sonia Matucci, ultima battuta anche per la Presidente del Comitato Bagnolo dell'alluvione di Montemurlo, Sonia sentire sono i matucci eh l'abbiamo persa probabilmente come raccontavamo sono tutti in movimento restate con noi sono le nove e dodici minuti e lunedì tre novembre duemila venticinque questa è Radio, siamo stati in diretta anche sulla Contoradio TV, sui nostri social network, per raccontare di

queste giornate dedicate alle alluvioni passate e presenti e in qualche modo anche futura per capire se riusciamo. Siamo finalmente a prevenire, a generare dei territori resilienti a questi fenomeni che tra l 'altro si interacciono con la gravissima crisi climatica, ma tra pochissimo con Chiara Brilli arriva Giorgio Bernardini per raccontare anche quello che è successo. succede sul vessante preatese. Restate con noi. web. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio.