Tecnologie digitali e AI nella moda - Archivi, produzione e futuro del fashion design
Puntata di Mita is a virus dedicata all'innovazione tecnologica nel settore moda. La ricercatrice Angelica Vandi del Politecnico di Milano e il dottorando Filippo Maria Disperati dell'Università di Firenze discutono di intelligenza artificiale, prototipazione virtuale e digitalizzazione degli archivi di moda. Si analizza il divario Italia-USA negli investimenti tecnologici e le nuove opportunità per designer e consumatori.
Capitoli
- 00:00Introduzione a Mita is a virus
- 00:56Presentazione ospiti e ambiti di ricerca
- 01:56Esperienza USA vs Italia nella ricerca digitale
- 05:30Tecnologie digitali per il fashion design
- 06:54Digitalizzazione degli archivi di moda
- 08:25Intelligenza artificiale negli archivi
- 10:14AI generativa nel processo creativo
- 11:35Prototipia virtuale e produzione
- 13:34Il ruolo del consumatore nel futuro
- 15:16Saluti e conclusioni
Trascrizione 26 passaggi
Mita is a virus, culture, storie e innovazioni nella moda a cura di Mita Academy in collaborazione con l 'Università degli Studi di Firenze. Bentrovati a questa nuova puntata di Mita is a virus. Mita is a virus è il programma che si occupa di storie, culture e innovazioni nel campo della moda a cura di Mita Academy in collaborazione con l'Università degli Studi di Firenze. degli studi di Firenze. Ricorderete che MITA è l 'istituto tecnologico superiore Made in Italy Tuscany Academy che si occupa di formare tecnici di alto livello,
di altissimo livello potremmo dire, ma ne abbiamo parlato più volte e ci ritorneremo sopra, per il mondo della moda. Oggi ho due ospiti, uno fisico, qualcuno lo conosce già, Filippo Maria Disperati, buongiorno. Buongiorno. Dottorando di ricerca. Università degli Studi di Firenze, un ambito di ricerca che si muove essenzialmente sulla sostenibilità, ma è interessante sapere che la sostenibilità non è soltanto nell 'ambito dei materiali ma anche delle tecnologie. Esattamente e anche per quanto mi riguarda l 'applicazione del
concetto di sostenibilità a quello che è la comunicazione e ovviamente questo comporta una serie di software e di tecnologie che devono... essere implementate verso questa direzione. La nostra altra ospite Angelica Vandi in collegamento dal Politecnico di Milano. Salve benvenuta. Salve a tutti grazie dell 'invito. Angelica Vandi è una ricercatrice il suo ambito di ricerca si muove nell 'applicazione delle nuove tecnologie al fashion design ma prima di entrare diciamo in questioni molto interessanti ma più tecniche
io vorrei sapere una cosa so che lei ha avuto un'esperienza negli Stati Uniti con la Jefferson University di Philadelphia e vorrei sapere se davvero c'è quel gap con il lavoro di oltreoceano che noi ogni tanto sentiamo, ma è un mito o c 'è qualcosa di reale? Soprattutto nell'ambito del digitale. Oserei dire innanzitutto che forse qualcosa di reale c 'è. La mia esperienza da studente in scambio presso la Jefferson University di Philadelphia la prima di poi una serie di scambi che ho avuto
sia a livello di progetti di ricerca che a livello proprio di visiting period quindi periodi in cui sono stata all 'estero in america che mi ha visto diciamo come designer di moda e muovermi all 'interno di questo panorama di ricerca e di studi americani universitari americani che in Innanzitutto si differenzia, direi, prevalentemente per due fattori. Il primo è un fattore di investimenti, quindi sappiamo benissimo che se in Italia abbiamo tanti ottimi piloti, ottimi progettisti, in America
è un po', diciamo, ci sono ottimi motori. Quindi noi sappiamo pilotare, sappiamo progettare, sappiamo fare ricerca, ma quello che forse a noi... manca come ricercatori italiani sono un po' diciamo gli investimenti in materia di innovazione tecnologia e cosa che invece in America ancora nonostante quello che sta succedendo nonostante l 'amministrazione Trump eccetera ancora si sente e si ha questo vantaggio. Un altro diciamo fattore
secondo me è importante che ho notato è proprio il rapporto che l 'università ha molto più diretto con l 'industria e quindi con investitori e quando si parla di tecnologia, quando si parla di innovazione, il dialogo e l 'applicazione diretta con un contesto industriale è un fattore estremamente rilevante, estremamente di valore. E invece in Italia forse, se non a livelli di contesti
di eccellenza, forse ancora si fa fatica a raggiungere. E dalla mia esperienza però, diciamo, trovo queste due realtà, quindi la realtà italiana e la realtà americana, estremamente, diciamo, confacenti, in dialogo, in perfetto dialogo, proprio per questo motivo qua. E come ricercatrice, per esempio, la realtà italiana e la realtà italiana e la realtà italiana. Presso il Politecnico di Milano, presso il Dipartimento di Design, tuttora abbiamo progetti di ricerca in attivo in collaborazione con diverse realtà americane e soprattutto da designer.
La collaborazione con realtà invece più improntate all 'ingegneria, alla tecnologia, rafforza e aumenta la potenzialità. dialogo tra queste due dimensioni. A maggior ragione entriamo nel vivo del suo ambito di ricerca. Io qui lascerei spazio a Filippo perché so che Filippo ha una profonda conoscenza anche del suo lavoro. Sì, io Angelica volevo parlare con te dell 'utilizzo diciamo dei software, delle
tecnologie digitali proprio per il fashion design e in particolare visto che tu lavori al centro di ricerca Gianfranco Ferré, come queste vengono applicate alla dimensione dell 'archivio di moda? Proprio questa tematica è stata soggetto della mia ricerca di dottorato dal titolo Archiving Fashion Futures, quindi diciamo che già dal titolo si percepisce un po' la natura della mia ricerca che appunto vede una prima fase di mappatura di quelle che
sono le nuove tecnologie che intervengono. che possono intervenire all 'interno del patrimonio culturale della moda. Quando si parla di patrimonio culturale della moda non possiamo non parlare di archivi di moda e dei materiali che vi sono racchiusi all 'interno. Parliamo di oggetti fisici, quindi possono essere abiti, possono essere accessori, può essere tutta la documentazione che caratterizza il processo creativo dei designer che poi hanno... l 'archivio, quindi figurini, sketch, materiali
preparatori come cartamodelli e diciamo anche tutta la documentazione che invece riguarda la parte più comunicativa di un progetto di moda, di una collezione, quindi editoriali, magazine, campagne pubblicitarie, tutto questo diciamo costituisce il vero valore della moda no e quello che sapevo Adesso è che le nuove tecnologie possono aprire e aumentare l 'accesso che l 'utente può avere a questo patrimonio. Parliamo di tecnologie di prototipazione
virtuale, quindi di software di prototipazione 3D che permettono di decostruire un abito, un capo d 'archivio. permettere all 'utente finale a professionisti ma anche non professionisti di percepire di conoscere la vera progettazione che sta alla base di quel capo e che vedendolo diciamo soltanto in una mostra o soltanto attraverso una foto online e non viene percepita quindi queste sono tutte
dimensioni nascoste mi piace chiamarle nascoste ma di vero valore che permetto che diciamo alle tecnologie e possono essere svelate e quindi quali sono i segreti della moda e quali sono le tecnologie e che permettono di svelarli questo è un po diciamo è stato un po il focus della mia ricerca e le tecnologie di prototipazione virtuale sono le prime ma poi possiamo anche parlare di tecnologie in realtà anche più semplici come diciamo semplici visualizzazioni aumentate attraverso
immagini 360 si chiamano quindi tante immagini scattate intorno a un capo permettono poi di vedere il capo e attraverso uno schermo ma ruotato e zoomato e quindi percepire maggiormente i dettagli le lavorazioni la stampa di di quello specifico capo e oppure se ci vogliamo spingere ancora di più e la mia ricerca adesso diciamo è un po' unidirezionale e focalizzata sull 'intelligenza artificiale, quindi come l 'intelligenza artificiale
può permettere un accesso aumentato a una piattaforma d 'archivio. Sappiamo che gli archivi oggi sono in parte digitalizzati e in parte o completamente digitalizzati e l 'intelligenza artificiale può intervenire sul dataset d'archivio, quindi il dataset è diciamo l 'archivio trasformato in dato quindi l 'insieme di tutti i dati d 'archivio e su cui l 'intelligenza artificiale può venire allenata può essere allenata quindi il training dell 'intelligenza
artificiale su dati d 'archivio può permettere a un utente di accedere a delle risorse diciamo in modo molto più personalizzato questo ovviamente apre tanti scenari di innovazione, di ricerca, di sperimentazione applicato agli archivi di moda. Ci chiediamo però cosa sta succedendo per esempio nell 'ambito della produzione perché siamo abituati anche nell 'ambito del lusso dei brand più famosi a pensare che la produzione
sia qualcosa di molto esterno al momento della progettazione, molto lontano. Le tecnologie stanno riavvicinando questi due momenti. succedendo cosa si sta adottando realmente sul piano produttivo collegato a ciò che ho appena detto vorrei vorrei dire che le applicazioni di intelligenza artificiale all 'interno della progettazione creativa sono diciamo le sperimentazioni che stanno sono alla base del rapporto tra designer e strumenti diciamo oggi quindi
Cosa sta succedendo? I designer si stanno approcciando a strumenti di intelligenza artificiale generativa, ovvero strumenti che permettono attraverso un semplice prompt, quindi prompt significa un testo o un 'immagine che noi come designer imputiamo alla macchina e secondo i quali restituiamo delle risposte visive principalmente. visive o anche testuali, se pensiamo ad esempio a CACPT, però gli strumenti che i designer stanno utilizzando sono proprio strumenti che permettono di ricevere indietro
delle immagini, delle suggestioni visive, che con un controllo sempre più, diciamo, incisivo sullo strumento tramite il prompt, possono appunto essere trainati, essere, diciamo, dettagliati. Quindi cosa succede? Le case di moda adesso stanno tentando di fare training di queste intelligenze artificiali sul loro archivio, sul loro archivio di proprietà e in questo modo l 'ispirazione del designer può provenire proprio direttamente dall 'archivio, dall 'archivio di moda dove sappiamo
che appunto risiede il vero valore, i veri codici visivi che stanno alla base. di ogni brand. Questa è una prima sperimentazione, una prima applicazione di strumenti tecnologici all 'interno del processo creativo. Se poi ci muoviamo all 'interno della catena produttiva di moda e ci spostiamo da una dimensione più creativa, più di design, a una dimensione più invece di prototipia, più di produzione, legata alla produzione poi vera che arriverà nei negozi. Una prima applicazione di strumenti tecnologici all'interno del processo creativo
tecnologica legata alla prototipia è quello come dicevo prima di strumenti di prototipia virtuale progettazione virtuale che permettono di tagliare i costi ma anche i tempi prototipando virtualmente su un avatar il capo quello che si può diciamo sviluppare e modificare avviene su uno schermo avviene all'interno di una dimensione virtuale che quindi non comporta produzione fisica e quindi spreco e inoltre questo permette anche di mettere a
sistema tutti gli attori che agiscono diciamo nella produzione del di un capomoda quindi è un un digital twin viene chiamato quindi una copia io però chiedo a filippo cosa succede al consumatore perché anche se siamo nelle filiere del lusso alla fine c 'è un consumo una richiesta di qualità e diciamo siamo abituati a pensare che la tecnologia appiattisca un po' tutto questo oppure può esserci un 'evoluzione anche per il consumatore da questo punto di vista? Io penso che il consumatore abbia attraverso le tecnologie la possibilità
come diceva Angelica di essere uno degli attori attivi nel processo di progettazione per cui in realtà penso che in futuro verrà sempre più coinvolto proprio negli aspetti di progettazione attraverso proprio le tecnologie. Angelica, lei cosa ne pensa? Dobbiamo aspettare un futuro lontano oppure siamo già dentro a questo cambiamento? Ma io ritengo che ci siamo già dentro da qualche anno e le tecnologie che abbiamo a disposizione sono mature abbastanza per arrivare in modo diretto e semplice al consumatore finale e
penso che... Noi da progettisti abbiamo il compito proprio di comunicare il vero valore che sta alla base di ogni collezione, ogni capo di moda che progettiamo. La moda ha plasmato ed è stata plasmata dalle società e dalla cultura, quindi questo è il significato, il vero valore che dobbiamo trasmettere e che le tecnologie ci danno modo di trasmettere in modo più diretto. E allora noi Mita Isovirus, verificheremo quando e come tutto questo si verificherà e si sta già verificando.
Io saluto i miei ospiti di oggi, grazie Filippo Maria Di Sperati dall 'Università di Firenze e grazie ad Angelica Vandi dal Politecnico di Milano. Grazie mille ancora a voi. Io vi ricordo che i nostri programmi, tutti i programmi Mita, sono rivedibili e riascoltabili sui nostri canali crossmediali e sul canale dedicato Mita su... Grazie per essere stati con noi, alla prossima.