Verso gli stai generali della giustizia climatica

11 febbraio 2025 · 19 min

Un confronto tra l'esperienza dell'alluvione di Valencia dell'ottobre 2024 e quella della Piana Fiorentina del novembre 2023. Il collettivo ex GKN, la rete di supporto mutuo Dana e attivisti valenciani discutono di pratiche comunitarie, resilienza territoriale e necessità di convergenza tra giustizia sociale e climatica. L'obiettivo è costruire una rete mediterranea per affrontare le emergenze climatiche attraverso solidarietà dal basso e rivendicazioni verso le istituzioni.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 06:02L'esperienza di Orba Parque a Valencia
  3. 08:02Organizzazione comunitaria nell'emergenza
  4. 10:02Il ruolo della fabbrica nel territorio
  5. 14:02Costruire reti mediterranee
  6. 18:02Conclusioni e prossimi appuntamenti
Trascrizione 34 passaggi

cade contro radio e cross mediale. Nove passate da quattro minuti negli studi di contro radio abbiamo Siamo degli ospiti per uno speciale che vogliamo dedicare a Valencia, con Valencia, verso gli stati generali della giustizia climatica e sociale, a partire da un 'assemblea che si è tenuta ieri sera a partecipare. a Campi Bisenzio salutiamo dunque i nostri ospiti in ordine Dario Salvetti

rsu ex GKN ben trovato ciao a tutti e tutti e Dario Riccobono della rete supporto Mutu Dana rete di base che raccoglie collettivi e varie realtà che si sono raccolti all 'indomani da Ana con un attivista, una attivista Ana Martinez che è qui con noi e che ha partecipato all'assemblea di ieri. coordinamento dei collettivi parche, vero Dario? Buongiorno a tutte e a tutti. Ciao Anna, dunque ospiti importanti per una

riflessione congiunta, una convergenza Dario che ha che fare con i fondamentali da cui vorrebbe ripartire anche l'ex GKPN come eh mobilitazioni lo avete fatto e tanta partecipazione e sostegno dal punto di vista cittadino e eh La partecipazione dei cittadini, poi vedremo sul fronte politico -istituzionale, giustizia climatica e sociale. Perché Campi Visenzio chiama Valencia? Il 2 novembre del 2023 noi siamo sotto licenza. Come tra l 'altro siamo anche oggi, ci stiamo preparando a lottare contro licenziamenti come

oggi, in quel momento arriva l 'alluvione e oltre che licenziati ci troviamo per fortuna vivi ma senza case, macchina e in una difficoltà. anche a portare avanti la lotta, in quel momento per esempio i Sud Cobas vanno in corso un picchetto, se non ricordo male a mondo convenienza, quindi le lotte vengono travolte dall'emergenza che ti toglie la possibilità di lottare e contemporaneamente l'emergenza gli eventi climatici avversi incidono sulle diseguaglianze già forti, sulle disabilità, su chi è indietro, su chi è già in difficoltà a poter ripartire.

Noi siamo stati salvati novembre 2023 dalle pratiche che avevamo già sperimentato nella solidarietà all 'alluvione in Romagna e temiamo che tutto questo si ripeterà se non a campi da qualche altra parte perché il Mediterraneo è... in questo momento un catino che si sta scaldando e purtroppo l 'emergenza ci colpirà per tutto quello che non facciamo da ora, da subito in termini di pratiche sociali. Valencia ha subito praticamente un anno dopo, alla fine dell'ottobre. Nel 2024 100 volte di più inquantificabile quello che noi abbiamo subito

in termini di danni, morti, di impatto, loro ne stanno ancora uscendo e l 'esperimento che loro hanno portato avanti in un quartiere in particolare. di Valencia, un esperimento di pratiche comunitarie con cui hanno retto botta e stanno provando a ripartire. Quindi prepararsi all 'emergenza ma fuori dall 'emergenza. Le lotte sociali si devono preparare tra di loro non solo a prezziare. tendere giustizia climatica, quindi che si finisca con questo surriscaldamento e si mettano in pratica altre politiche produttive, come vorremmo fare noi all 'ex GKN, ma dobbiamo

anche stringerci in pratiche di comunità per tenere botta. perché purtroppo credo che la catastrofe sia già qua e continuerà. E come ribadiamo spesso il contesto e la riflessione globale non può prescindere dai territori, proprio nei giorni scorsi il report dell'AM sul risultato... scaldamento della della piana, una piana che sarà sempre più calda per una serie di caratteristiche eh morfologiche ma anche per appunto tutto il contesto climatico che eh coinvolge anche territori. Ma ricordiamo Dario

Ricobono ehm cosa è nato da quell'emergenza a Valencia? Sono passati poco più di cento giorni dal ventinove ottobre duemilaventiquattro diciassette di danni stimati, 229 persone morte, ma da lì, da quello che è successo e purtroppo da quello anche che non è stato risolto e ricostruito, è nata una rete di partecipazione, di buone pratiche che adesso... arriva anche sui nostri territori per raccontare e mettersi a sistema anche qui

a Campi Bisenzio, anche qui in Toscana Sì praticamente quello che Dario ha appena raccontato, cioè in realtà La situazione apocalittica dell 'alluvione ha fatto sì che tutta una macchina che comunque già esisteva, una macchina di collaborazioni, di solidarietà, di comunità, si concentrasse tutti i suoi sforzi innanzitutto nella gestione immediata dell 'emergenza anche perché in una condizione in cui in realtà gli organismi preposti alla salvaguardia del territorio.

ma anche delle persone erano totalmente latitanti e da lì appunto è stata una maniera per riannodare diciamo ragionamenti e pratiche che effettivamente erano già presenti precedentemente La rete di supporto mutuo stava nella parte nord della città, quindi comunque a circa 4 -5 km dalla zona zero, però subito e immediatamente abbiamo intuito la necessità di creare questo ponte anche di connessione tra quelli che stavano. nel centro, nell 'epicentro della tragedia e noi che in qualche modo potevamo gestire una parte complementare alle necessità che si vivono in quel territorio.

di Anna Martinez, vogliamo farci raccontare cosa è nato o cosa c'era e che ha manifestato tutta la sua resistenza sociale a fronte dell'emergenza eh che eh è stata sì climatica ma non solo nel Reorba Parque, qualcosa di alfa o far? Bessicamente vuoi sapere come, a partir dello che aveva già, come ha sido la capacità di reaccionar davanti dell'emergenza. La capacità di risposta è più facile di articolare perché c 'era una struttura previa. Il colectivo lleva 40 anni

implantato nel barrio formando parte del tecido comunitario. Permitono che le vieti di comunicazione e le vieti di organizazione si abriera molto più rapidamente. Al principio la comunicazione era personal, fuimos a buscarnosi un 'altra per verificare. stavamo vivi, che necessitava cada famiglia, cada vivienda, cada edificio e, junto con tutti i cientos di persone che venivano al bar e la zona cero a apoiar. Dediciamo un tempo per riunirnos,

per articular la resposta a le necessità, per dividirnos in diverse comisioni per capire le necessità. Ok, quello che racconta Anna è che l 'esperienza del parco Alcosa è un 'esperienza che nasce dalla presenza nel territorio del collettivo da oltre 40 anni, per cui in realtà si è trattato del momento di crisi. di in qualche maniera rimodulare un lavoro che comunque c'è una rete che già comunque esisteva e delle pratiche che già comunque esistevano nel territorio e indirizzarle tutte diciamo

all'emergenza per cui cominciando dal dal fatto che si conosceva il territorio in maniera capillare, quindi si conoscevano le persone, nelle prime ore comunque tutte le comunicazioni erano saltate e quindi l 'unica maniera per poter capire come stavano le persone era andare casa per casa a vedere. a controllare lo stato di ognuno. Ovviamente questo è facile farlo nel momento in cui sei già presente sul territorio, già esisti e hai già sviluppato una serie di sinergie anche umane, al di là delle sinergie dei prodotti.

oggetti. Questo cosa ci dice Dario rispetto a ex GKN, la presenza sul territorio, il lavoro dell'RSU, una fabbrica che non in termini di coscienza dei diritti non è emersa nel momento delle lettere di licenziamento era una presenza costante che agglomerava già una partecipazione però è nata davvero una convergenza importante, qui parliamo di 40 anni di esperienza ma anni, divertenza, davvero c 'è stata un 'accelerazione anche di partecipazione e di coscienza civile,

è vero che voi ribadite al contempo che non si può svuotare un territorio dal punto di vista produttivo, anche sociale ma anche ambientale e poi durante un'emergenza come quella che c'è stata i risultati altrimenti saranno deflagranti a maggior ragione Noi concepiamo la presenza della fabbrica sul territorio un debito che la fabbrica ha verso il territorio perché quella fabbrica è stata costruita suolo, erodendo verde questo territorio ha difeso quei posti di lavoro ha difeso quella fabbrica

quindi un territorio consapevole è un territorio che mette in sicurezza le fabbriche, le fabbriche sicure sono sicure anche per chi ci lavora, quindi ci sono meno infortuni sul lavoro, una fabbrica a sua volta consapevole e che fa comunità si è rivelata una fabbrica in grado di reagire e di diventare punto di riferimento. organizzato per le volontarie e volontari in quei giorni, quindi la nostra proposta di fabbrica socialmente integrata è una proposta di messa in sicurezza permanente del territorio, è una proposta di una vita migliore non solo per noi, ma per il territorio che ci circonda,

che come si è visto è un territorio a rischio, a rischio di esplosioni, deposito in Nica Lenzano, a rischio di infortuni mortali sul lavoro. e non solo sul lavoro e in più se questa fabbrica producesse anche prodotti ecologicamente avanzati sarebbe una fabbrica che mette in sicurezza il territorio anche dal punto di vista del tipo di apporto energetico va a produrre. Dunque non si parla in questo caso come nel caso di Valenza e chiediamo conferma a Ana Martinez tanto di ritorno alla normalità quanto di urgenza di cambiamento. Sì, realmente lo che stiamo spiegando non è una volta alla normalità,

ma un cambio radicale anche nella forma di pensare la vita. L 'antigua normalità non è il luogo al cui vogliamo tornare, ma che abbiamo capito che la vita che abbiamo ora deve prevenire il futuro. ...durasi catástrofes che sappiamo che possono continuare passando perché le nostre condizioni climatiche non cambiano e se le nostre condizioni quotidiane non cambiano, solo iremo a peor.

perché siamo in un territorio già molto degradato, con molta pressione turista, ma anche del lobby del ladrillo. Sì, lo che dice Anna è che effettivamente... Il tema non è il ritorno alla normalità, cioè quello che era prima, è giustamente superare quello che era prima. Il quartiere Orba, per qualcosa, è un quartiere che

trascina da decenni. problemi sociali di emarginazione e quindi ovviamente non si vuole quello si vuole in realtà approfittare dell'occasione per immaginare un nuovo modello una zona che è cresciuta demograficamente in maniera esponenziale negli ultimi vent'anni anche in conseguenza della turistificazione e gentrificazione della città che ha fatto sì che la popolazione si spostasse nelle zone esterne e la lobby del mattone che ovviamente ha approfittato di questa situazione per costruire in maniera dissennata

quello che è successo a Valencia al di là che non è al di là dei morti è che è evidentemente successo perché è un territorio totalmente devastato dalla speculazione e dal disinteresse rispetto alle condizioni idrogeologiche territorio. Tutti i campanelli d'allarme, rimandi anche proprio non solo di suggestione ma anche di descrizioni, di narrazioni eh che eh ci riportano al al nostro contesto punti eh Dario Salvetti, il collettivo di fabbrica lavoratori GKPN eh ha creato e

sta creando con eh le reti collettivi coordinamenti di Valencia. Noi abbiamo fatto il dodici tredici ottobre Se si ricorda bene, pochi giorni prima di Valencia l 'Assemblea sulla giustizia climatica e sociale e con la presenza di Greta Thunberg in un momento in cui si parlava di azione aeropopolare, ripartenza della fabbrica, lotta alla mancanza di stipendi. apparentemente sembrava quasi un sovrappiù, un qualcosa di più. Tante volte ci siamo sentiti dire ma non potete occuparvi del vostro, come se l 'operaio vivesse solo in fabbrica e non avesse fuori una casa, un territorio.

Purtroppo pochi giorni dopo è avvenuto quello che è avvenuto a Valencia, dimostrazione che anche chi come noi è consapevole del problema spesso ne sottovaluta la rapidità e l 'urgenza. Noi dobbiamo trovare le modalità per costruire una vera e propria area. mediterranea, così come in Italia stiamo provando a costruire questi stati generali della giustizia climatica e sociale, non perché sia qualcosa in più rispetto a quello che vogliamo fare, ma perché è esattamente il contesto in cui una fabbrica diversa può vivere. Purtroppo a volte anche nel termine proprio tecnico e materiale, ma dal punto di vista anche della conversione ecologica, noi non pensiamo che possa reggersi un 'industria

del fotovoltaico della Cargo Bike se non ci sono pratiche comunitarie. come queste, perché è a quelle che poi alla fine si indirizzeranno i nostri prodotti, le comunità energetiche, il cicloattivismo solidale, è semplicemente un altro modello per stare... sul mercato da parte di una fabbrica se non si vuole andare a picco come l 'industria europea italiana sta facendo. Oggi in questi giorni una delegazione con Ana è qui. delegazione di alluvionati di Valencia

ma cosa loro porteranno a casa rispetto all'esperienza che hanno conosciuto su questo territorio? Qual è lo che osseva questa esperienza volvendo a Valencia? di questa gira che stai facendo. Il punto più importante per noi è il del tecido della red comunitaria più allà dei limiti di nostro territorio. Stablecer una red forte, activa e in comunicazione constante con altri paesi del l 'area mediterranea

per poter seguire intercambiando pratiche e fortalecerno compartendo le specifiche. Il punto importante è proprio la costruzione di una rete comunitaria, al di là della rete comunitaria locale che abbiamo costruito nell 'emergenza, anche con altri contesti, con altre situazioni che appunto, come diceva anche Dario, apparentemente si occupano di ambiti differenti ma in realtà non è così in realtà è proprio sottolineare questa necessità di visione olistica completa della condizione del mondo in cui

vista economico, sociale e ovviamente ambientale. Non sono pacchetti differenti, questo è veramente parte di un unicum e quindi l'esperienza poi è quella, in questo momento è quella intercambiare le esperienze ma, ripeto, proprio in funzione di consolidare questa relazione tra soggetti che partendo da necessità proprie si ritrovano in un territorio comune. Anche la rete di cui fai parte, che rappresenti, Dario, si fa non portavoce, si fa mano, braccia per tutto questo.

Assolutamente sì, la rete nasce proprio dalla necessità di dare un supporto pratico, logistico all 'emergenza. Ma in realtà la rete sta oggi, in questo momento, riflettendo molto anche su quello che un po' anche diceva Dario, sul fatto che non possiamo semplicemente reagire nel momento della grande crisi, ma dobbiamo elaborare tra una crisi e l 'altra perché purtroppo questa è un po' la... il panorama, le pratiche che siano pratiche collettive, che siano pratiche comunitarie e che ci permettono di arrivare alla prossima, ahimè, emergenza in una condizione anche di consapevolezza collettiva.

di come affrontare il momento in cui viviamo. E allora colgo in conclusione di trasmissione l 'occasione di leggere un messaggio che ci è arrivato al 342 81 04 111 da Stefano. Queste grandi iniziative che nel mio piccolo sostengo anche io purtroppo sono se non osteggiate e ignorate dalle istituzioni che dovrebbero invece per certi versi approfittarne per migliorare la vita di tutti. Se guardate i canali cross mediali di Controradio TV raccolti stretti in questo acquario, ma è uno stringersi che non può non essere altrimenti

perché è un qualcosa che riguarda tutti. caso di cronaca eh di Valencia non quanto successo nel novembre duemilaventitré nei territori della Piana Pratese e Fiorentina è una vicenda contemporanea che deve essere affrontata oggi con prospettive per il futuro. e il collettivo di fabbrica GKN sta cercando di gettare ponti oltre la sua vertenza per un Mediterraneo più sostenibile. Sì, noi non agiamo dal basso in termini volontari. per togliere il lavoro a chi sta in alto, ma non siamo

una risposta, siamo una domanda. Se noi riusciamo a fare tutto questo attraverso reti comunitari auto -organizzate, quanto è necessario pretendere? che facciano le istituzioni che hanno e incamerano miliardi di euro in termini di tassi, di mezzi, di strumenti. Quindi la nostra pressione dal basso non serve a dimenticarci chi sta in alto, ma a interrogare ancora. di più la sua assenza e questo è anche il metodo che noi abbiamo usato in questi tre anni e mezzo che continueremo ad usare e io mi permetto in finale di invitare tutti se possibile a starci

appiccicati visitando insorgiamo.org perché le campagne che lancia il collettivo sono continue e avremo un enorme momento di verifica comunitaria col festival di letteratura working class inizio di aprile dove tutti quanti potremo vedere queste istituzioni che stiamo attendendo per azione. risolutive sul nostro caso che cosa hanno fatto da qua ai prossimi mesi e noi ne daremo conto e naturalmente li seguiremo grazie ai nostri ospiti Dario Salvetti, Dario Ricobono e Anna Martinez alla delegazione

di alluvionate di Valencia per aver contribuito a condividere anche con il nostro pubblico questa esperienza grazie per averci seguito, rimanete sulle frequenze di Controradio dalla redazione e l'augurio di una buona giornata Stai ascoltando Controradio Controradio FM, DAB, streaming, social, web Condividila con chi vuoi Questa è Controradio