Vertenza Alba Prato: vittoria storica dopo 196 giorni di lotta per i diritti dei lavoratori

26 marzo 2026 · 22 min

Dopo oltre 190 giorni di mobilitazione e presidio, i lavoratori della stireria Alba di Montemurlo ottengono una vittoria storica. Per la prima volta i brand committenti si assumono la responsabilità concreta nelle filiere della moda, garantendo riassunzioni con diritti e tariffe sostenibili. Un modello replicabile che potrebbe cambiare il sistema dello sfruttamento nel distretto pratese e oltre.

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Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:28Cronaca della vertenza Alba
  3. 04:21Rivoluzione nel distretto pratese
  4. 08:21Come funziona l'accordo
  5. 13:38Ruolo delle istituzioni
  6. 17:44I brand coinvolti
  7. 19:32Dimensione internazionale della lotta
Trascrizione 37 passaggi

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e lo facciamo andando a Prato come anticipiamo abbiamo anticipato vogliamo raccontarvi dell'avvertenza all'alba per quello che ha rappresentato per i lavoratori dopo oltre 190 giorni di mobilitazione e presidio è quello che potrà rappresentare per il futuro anche in altri contesti rispetto ai comportamenti, all 'azione dei brand committenti. Giorgio Bernardini, buongiorno. legamento con noi. Buongiorno, buongiorno a voi Chiara. Siamo anche su Controradio TV, anche sui nostri canali crossmediali, l'avete sentita in un estratto

di intervista anche nel GR di Popolare Network che si è occupato di questa vicenda che riguarda la stireria. all'alba di Montemurlo ma come dicevamo rappresenta molto di più Francesca Ciuffi de Sud Cobas buongiorno Francesca buongiorno a tutte e tutti un videocollegamento da Belgrado non per diletto ha un senso anche All 'interno di questa trasmissione, poi lo racconteremo Giorgio, ci fai un quadro di aggiornamento rispetto alla vertenza all 'alba che abbiamo seguito sin dagli inizi? Sì, è un quadro molto semplice che parte dalla cronaca, una cronaca che dal locale si fa nazionale. Era settembre dell 'anno scorso, se non mi ricordo male, eravamo sul finire dell 'estate e

tutti rimanemmo, diciamo così, scioccati dal fatto che davanti ad una fabbrica, ad una delle tante del distretto, alle porte di Montemurlo, ci fu una... un 'aggressione clamorosa a degli operai che stavano protestando per avere delle condizioni di lavoro normali, diremmo, insomma, per avere pari dignità rispetto anche a quello che la legge consente. Era una situazione di quelle tipiche del distretto, un contratto diverso da quello che aspettava questi lavoratori, appunto l 'Alba era una delle tantissime aziende, migliaia di aziende che ci sono e che operano.

nel distretto e che lo faceva, in quel caso fuori dalle regole, c 'è un 'inchiesta della Procura di Prato, lo dobbiamo sottolineare, aperta proprio dopo quelle percorse che vennero registrate in diretta dai sindacalisti e dagli attivisti. oltre che dei lavoratori dei Sud Cobas, ci fu un lavoratore che andò all 'ospedale e da lì partì anche una sensibilizzazione forse diversa rispetto a una delle tantissime crisi del distretto simili a questa che erano nate. Da questa storia traiamo dopo oltre, come dicevi tu, 190 giorni, che sono, ricordiamolo, 190 giorni di lotta, di sciopero, 190 giorni di presidio, 196

giorni, per essere precisi, anche, insomma, di non stipendi. Questo lo dobbiamo sempre spiegare per queste persone, per questi 18 lavoratori. È nato un tavolo, un tavolo che la provincia ha portato avanti, ha promosso istituzionalmente la provincia di Prato e questo tavolo è un tavolo che ha clamorosamente trovato una soluzione. nuova, ho visto che Francesca Ciuffi che abbiamo con noi e che è a Belgrado, proprio per occuparsi di una tre giorni, di un convegno che di queste cose parla a livello internazionale di diritti anche nella filiera della moda di lavoro sostenibile, di vestiti puliti, come dice la campagna, adesso ci dirà lei stessa.

Ecco, lei ha parlato di rivoluzione, di che cosa può essere appunto questa rivoluzione? Parliamo oggi con lei, sarà interessante capire perché è stato... Un accordo importante dopo 11 incontri in provincia, un incontro che per la prima volta, questo è il dato di cronaca, coinvolge tutte le parti della filiera per ridare il lavoro a questi lavoratori. Di questi hanno trovato già lavoro, ma nove invece da questo accordo escono con una nuova assunzione e altri hanno il diritto di prelazione e probabilmente saranno assunti in futuro. Però questo accordo è innovativo perché coinvolge tutti.

E il motivo per cui coinvolge tutti e come lo fa è proprio secondo me il focus che dobbiamo chiedere a Francesca che ha seguito sin dal primo minuto questa avvertenza dell 'alba. Assolutamente, ti diamo subito la parola Francesca, la lotta paga, paga quando c'è però. Una rappresentanza che non è scollata dai bisogni, dalle esigenze dai lavoratori, i lavoratori che sono stati uniti, hanno mantenuto anche loro il punto in un percorso non facile anche di procrastinamento. possiamo dire degli incontri istituzionali che poi però sono stati portati

a termine, cosa è cambiato in questa avvertenza e cosa rappresenterà per il futuro? Appunto come dicevi tu il merito di questa vittoria storica va tutto ai lavoratori che hanno creduto di poter rendere possibile qualcosa che fino a prima di tre giorni fa sembrava una fantasia, sembrava qualcosa che per tanti anni tanti altri lavoratori hanno provato a sollecitare, cioè una responsabilità concreta dei brand rispetto alle condizioni.

di lavoro degli operai che lavorano lungo le loro filiere e se oggi con l 'accordo della della vertenza l 'alba questa cosa per la prima volta in realtà cioè per la prima volta una storia di sfruttamento una storia di caporalato Si risolve grazie all 'intervento dei brand, è solo grazie alla fiducia che questi lavoratori hanno avuto nel fatto che la lotta potesse portarli a raggiungere questo risultato inedito. nella lotta e anche alle centinaia di persone che in questi sei mesi li hanno supportati nello sciopero davanti ai cancelli dell 'azienda, in via Lecce a Montemurlo,

facendo i turni, portando da mangiare i lavoratori. delle fabbriche vicino che non hanno mai mancato di sostenerli e sostenerci e oggi appunto possiamo dire che questo accordo scrive un pezzo di storia di questo paese un pezzo di storia possibile, perché il punto è che l 'alba, l 'avvertenza l 'alba, noi crediamo non può e non deve essere una felice eccezione, una situazione che per una volta si è risolta in una maniera positiva. ma deve aprire la strada a far sì che

la logica che sta dietro a questo accordo che abbiamo raggiunto entri a tutti gli effetti dentro il contratto nazionale tessile. e finalmente le filiere della moda iniziano a essere trattate come quello che sono, cioè delle filiere di appalti in cui chi sta in cima a questi appalti ha e deve avere una responsabilità concreta nei confronti. di chi ci lavora e dunque non può essere no una felice eccezione come diceva francesca ciuffi in un tessuto è proprio il caso di dirlo compromesso irrimediabilmente deve cambiare proprio il sistema

importante Giorgio non deve essere più una città simbolo dello sfruttamento della filiera Prato ma può avere l'occasione per essere davvero il traino laboratoriale per soluzioni innovative e sostenibili Sì, è una straordinaria possibilità nasce da il maggiore dei problemi, ovvero che si verifica in un territorio per cui anche Sud Cobas denuncia da anni. Massimo del sistema perfetto dello sfruttamento, perché dove arriva la perfezione dello sfruttamento? Arriva quando, in sostanza, per spiegarlo con parole povere, lo sfruttamento è accettato

e non è punito. E' proprio questo il vero punto etico e sociale. della vicenda se la legge e la società permettono che questo possa accadere non solo senza che ci si indigni ma prevedendo che un normalissimo percorso poi faccia cadere tutto nel vuoto un che cade naturalmente sulle spalle dei lavoratori, questo è appunto la realizzazione di quella perfezione del circolo più vizioso. Invece il contrario, qua nasce proprio nel massimo dell'asfruttamento il massimo dell'opportunità. Da oggi in poi nessuno potrà dire che non c 'è una soluzione. E voglio

essere anche più chiaro coinvolgendo Francesca su questo, domandandole una cosa precisa. Che cosa vuol dire per chi tecnicamente non conosce... le parti del diritto e anche della contrattazione sindacale, quello che è successo. Che cosa vuol dire che i brand e la filiera intera si sono presi la responsabilità? Come hanno fatto questi lavoratori a essere riassunti e in che circolo? Un mese chi è che si è preso questa responsabilità? Questa è la vera domanda. Sottobas, prego. Allora sì, che cosa vuol dire? Vuol dire che dal momento in cui è diventato chiaro che

la... La riassunzione diretta all 'alba non era più una soluzione perché i titolari dell 'alba avevano preso a pugni in faccia i lavoratori perché l 'azienda da un anno non pagava l 'affitto ed è stata sfrattata e quindi di fatto l 'alba ad oggi non esiste. esiste più, con i lavoratori abbiamo iniziato a muoverci nel richiedere ai brand che fino a quel momento davano all 'alba le commesse che per tanti anni sono state lavorate appunto raccontavate anche voi in condizioni di super sfruttamento chiedere ai brand di sedersi a un tavolo e trovare insieme una soluzione

questo diciamo non è stato facile è stato un processo lungo Durato appunto più di sei mesi perché all 'inizio a sedersi al tavolo di filiera convocato dalla provincia c 'era solo un 'azienda e quindi è stato un percorso fatto di scioperi, è stato un percorso... fatto di manifestazioni davanti e dentro le vetrine dei brand e alla fine questo processo ha fatto sì che intorno a questo tavolo fosse seduta direi una la maggior parte

dei brand committenti dell 'alba e qual è stata la logica che abbiamo provato a portare a questo tavolo l 'idea che se che per una volta in un caso come questo i brand Non potessero e non dovessero girarsi dall 'altra parte e fare quello che purtroppo in dei casi come questo succede troppo spesso, cioè dire ok qua c 'è stato un problema. stato un problema di sfruttamento allora io prendo e vado a lavorare le mie commesse da un 'altra parte un 'altra parte che poi spesso in passato in altre situazioni abbiamo

visto essere nuove situazioni di sfruttamento e quindi L'alternativa allo sfruttamento è lo sfruttamento altrove, fino adesso, insomma, come logica? Purtroppo questa è l'esperienza che abbiamo toccato con mano fin troppe volte. Abbiamo provato a dire, ok, queste commesse teniamole a questo tavolo e proviamo a far sì che possano essere uno strumento per trovare un nuovo posto di lavoro a questi lavoratori alle stesse condizioni economiche, contrattuali. che avevano conquistato grazie alla sindacalizzazione, quindi contratti a tempo indeterminato,

full time con l 'applicazione del giusto contratto nazionale. E quindi è stato tutto un percorso di ricerca di qualità. soggetto che volesse farsi strumento di questa soluzione questo soggetto alla fine è arrivato e un 'azienda che già aveva un magazzino nella nel distretto pratese e in In questa azienda appunto tra un mese gli operai dell 'Alba torneranno a lavorare con i loro diritti, con i loro contratti regolari e lavoreranno proprio quelle commesse dei brand seduti al tavolo che hanno deciso di...

di stipulare dei contratti con questa azienda, con delle tariffe sostenibili che rendano applicabile il contratto nazionale e tutti i diritti dei lavoratori, perché questo è un altro tema purtroppo. Molto spesso le tariffe applicate lungo le filiere di fatto rendono matematicamente impossibile praticamente l 'applicazione dei diritti e invece in questo caso appunto i brand hanno affidato le loro commesse questo soggetto e questo andrà a sostenere il ricollocamento dei lavoratori dell 'alba

che torneranno a lavorare quelle commesse ma appunto in una situazione stabile. con un futuro di diritti, un futuro e un presente di diritti davanti a loro. Ecco Giorgio, Francesca ci ha descritto proprio come si declinerà la fattibilità di questo accordo. Vorrei chiedere a entrambi una valutazione adesso di carattere politico nel rapporto con le istituzioni, riavvolgendo anche un po' il nastro della vertenza, perché a conclusione, ad accordo fatto, i Sud Cobas hanno ribadito che...

Questo tavolo rappresenta che c 'è una sinergia possibile tra lotte sindacali e istituzioni quando la politica sa da che parte stare. Ecco, ci arrivano messaggi fortemente critici rispetto a una politica pregressa e una... Scarsa valutazione da parte delle istituzioni di una normalizzazione dello sfruttamento, un 'invisibilità di un qualcosa che era persistente non da oggi a Prato, Giorgio. Sì, devo dire, hanno colpito molto anche me. queste dichiarazioni che leggevi, che sono dichiarazioni fatalmente di Francesca Ciuffi, rilasciate il giorno proprio del raggiungimento dell'accordo.

Era un giorno convulso perché c'era il risultato del referendum e io non potevo essere come spesso mi è capitato. insomma in quel momento dalle parti appunto della provincia dove si era concluso il tavolo, però leggendo queste dichiarazioni ho pensato, tra me e me, chissà se la politica è stata dalla parte, chiamiamola politica, le istituzioni della parte, dei lavoratori in una soluzione possibile, oppure se è proprio l'assenza di una politica che in questo momento a Prato soffre la mancanza di alcune rappresentanze istituzionali importanti come il Comune, che ha favorito questa cosa. Questo me lo sono chiesto.

Questo è un dubbio che mi tengo anche per l 'analisi di questo discorso, ma non lo voglio imputare specificamente a questa o quella parte della sinistra o della destra. Intendo dire che probabilmente quando... politica è forte, è più complicato diciamo andare su una mediazione che non parla solo di interessi che sono economici ma anche sociali benché, e questo per concludere insomma quello che penso su quello che mi hai chiesto, benché la parte più importante, porti proprio a questo, cioè la parte più importante di cui parlava Francesca Ciuffi nell 'accordo che ci spiegava prima, è quella che

avvicina il tentativo economico delle tariffe. Questo è molto importante perché il lavoro diventa sostenibile quando i lavoratori hanno i loro diritti, perché c 'è un committente o comunque chi sta a monte della filiera che dice attenzione sono disponibile a fare un passo indietro. nei costi e nelle tariffe per ovviamente far sì che il lavoro sia vantaggioso per tutti. E questo è il vero punto politico, anche se economico. Comunque rimane quel dubbio e vedremo anche come si comporterà la prossima politica. A Prato ci sono le elezioni tra pochissimi giorni e penso che sarà un argomento

di campagna elettorale. Eh sì, Francesca, voi mettete sul piatto contenuti importanti che non possono essere scansati. No, assolutamente. Io credo che questa vertenza dell 'alba sia proprio l 'esempio di come la cosa sbagliata da fare, che è stata fatta per fin troppo tempo nella nostra città, è... negare il fatto che esistono dei gravi problemi di sfruttamento in questa città perché nascondere la testa sotto la sabbia non li fa scomparire. Io credo che in questo caso le istituzioni, in particolare il presidente della provincia,

Calamai abbia avuto il coraggio di non ignorare questo fenomeno e non abbia avuto paura di riconoscere il fatto che c 'era un problema di questo tipo e questo ha fatto sì. che questo problema lo si sia potuto affrontare e si sia potuto trovare una soluzione. Quindi per una volta la città di Prato è sì la città in cui i lavoratori denunciano e fanno emergere l 'esistenza di gravi problemi. di sfruttamento e di caporalato ma anche la città dove i laboratori elaborano e immaginano delle

soluzioni innovative a questo problema che possono essere un modello per migliaia di lavoratori e lavoratrici nelle filiere della moda in questo paese perché ricordiamoci che questi problemi non riguardano solo Prato, sono problemi che riguardano tutto il nostro paese, sono problemi che in buona sostanza riguardano tutto il mondo perché parliamo di filiere globali che sono regolate a livello globale dalle stesse logiche e quindi la logica della responsabilità dei committenti, la logica

di un intervento direttore. Dei committenti a tutela dei lavoratori delle loro filiere è una logica che noi crediamo debba entrare a pieno titolo nei contratti nazionali di settore e debba diventare norma vincolante. per tutti i committenti lungo le filiere della moda e la vertenza dell'alba ha dimostrato che questa cosa è possibile. Abbiamo citato il presidente della provincia Calamai, ci chiedono, sarebbe bello sapere chi sono i brand volenterosi? Nell'arco dei sei mesi abbiamo raccontato... le vicissitudini, ma è giusto anche

Francesca Ciuffi ricordare appunto chi partecipa dei brand committenti a tutto questo. Assolutamente, ci sono due tipi di aziende, diciamo, cioè da una parte ci sono proprio dei veri e i veri e propri brand che lavoravano in maniera diretta con l'albe e che hanno partecipato direttamente al tavolo e sono Patrizia Pepe, Tessilform, Dixie e Artcraft International commercializza i cappotti di Canadian. E poi ci sono una serie invece di aziende intermedie, diciamo, che sono aziende che a loro volta gestiscono commesse per altri brand,

che sono il lanificio Nello Gori, il lanificio... Roma e la Zupel e la Arctic Fashion, quindi sono due tipologie di aziende che in modo analogo però hanno partecipato a questo progetto. hanno deciso di essere parte di una soluzione possibile per il ricollocamento dei lavoratori dell 'Alba. Questo anche per aumentare una consapevolezza del pubblico, come sappiamo, insomma anche il consumo, la scelta in questo momento. senso è un atto politico. Andiamo

verso la conclusione Giorgio è vero noi il giorno dello spoglio del referendum seguivamo con apprensione e con con citazione i risultati ma volevamo dare il giusto spazio ad una riflessione sulla portata storica dell'avvertenza l'alba e lo abbiamo fatto grazie a Francesca Ciuffi oggi, grazie davvero per aver stati con noi Sì, se mi posso permettere l'ultimissima Questa cosa è molto più importante per Prato, quella che è successa quel giorno, di quello che è stato il risultato del referendum sulla città, intendo dire, perché insomma avrà sicuramente più influsso.

E poi sono contento che di queste cose, voglio sottolineare, si parli... anche nei meeting internazionali dove si trova per esempio adesso Francesca, perché la filiera di Prato noi la trattiamo come un caso locale o toscano, ma è una cosa che riguarda il mondo e veramente lo riguarda. Io penso che si parli di queste cose. anche in molte altre città di tutto il mondo e si guardi a quello che succede qua perché siamo un punto di riferimento e questo ci responsabilizza anche come cittadini. Non so quello che dici Francesca, c'è un'attenzione particolare? Caso Prato è oggetto di interesse anche al vertice a cui stai

prendendo parte? Assolutamente, in questi giorni sono a Belgrado per un meeting internazionale della Clean Clothes Campaign. insieme alla campagna Abiti Puliti Italia con cui abbiamo collaborato e collaboriamo costantemente per cercare di costruire una transizione giusta nelle filiere della moda, qua nei mercati di Belgrado. se uno va a vedere le etichette dei vestiti e ci trova scritto che sono prodotte al macrolotto di Prato. Ecco, questo secondo me ci fa capire che appunto siamo di fronte a delle filiere globali

e quindi è necessario trovare anche... anche delle soluzioni e delle alleanze globali per trasformare queste filiere, andare nella direzione di una moda più giusta e in questo senso credo che l'accordo della Vertenza Alba abbia iniziato a mettere un primo ma importantissimo. mattoncino che può essere d'esempio per tutti assolutamente da valorizzare anche quest'ultima nota ringrazio Giorgio Bernardini, ringrazio Francesca Ciuffi buona giornata E sono le nove e ventitré minuti, concludiamo qui lo speciale che abbiamo voluto dedicare

all 'avvertenza l 'alba, questa vittoria storica, questo modello replicabile come una riflessione che potete condividere anche in podcast e rivedere sul nostro. sito Controradio.it per la cronaca e le informazioni regionali ci risentiamo alle 12.45 Stai ascoltando Controradio Controradio, Controradio, Controradio. FM, DAV, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio.