Vite sospese, storie e volti dell\'Ucraina in guerra

13 febbraio 2025 · 18 min

Presentazione del documentario England che racconta 14 storie di civili ucraini lontani dal fronte ma segnati dalla guerra. I registi Elena e Alessio Poggioni illustrano il progetto realizzato nell'Oblast di Cernivci, al confine con la Romania, dove hanno raccolto testimonianze di madri, militari, rifugiati e lavoratori. Il documentario sarà proiettato in anteprima questa sera al Cinema La Compagnia.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:42Genesi del progetto documentario
  3. 03:44Come sono nate le interviste
  4. 06:22Le storie raccolte e il concetto di sospensione
  5. 10:02Il processo di selezione e montaggio
  6. 14:00Progetti futuri e proiezione in Ucraina
  7. 15:29La copertina del documentario
  8. 17:44Estratto con testimonianze
Trascrizione 33 passaggi

Bella Controradio Stai ascoltando Controradio Controradio FM Dub Streaming social web. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio. Aggiornamenti sul conflitto in Ucraina e le telefonate tra Trump e Putin. Quello che Sta succedendo le dichiarazioni russe rispetto al dialogo costruttivo con il Vaticano, tutto

questo in aggiornamento con il GR di Popolare Network e negli appuntamenti quotidiani, ma adesso vogliamo aprire. Scendere un microfono su un 'occasione culturale importante che ci porta a riflettere sulla vita in un contesto di conflitto, vite sospese, storie e volti dell 'Ucraina in guerra e Angland che arriva in anteprima. ma una proiezione di un documentario di 14 interviste questa sera alle 21 al cinema la compagnia, un evento speciale a ingresso

gratuito e noi abbiamo qui due dei tre registi, protagonisti di questa eh produzione Elena e Alessio Poggioni ben trovati buongiorno. Grazie. Grazie buongiorno. Alessio eh collega, collega di Toscana TV impegnato sul fronte locale ma per scelta anche in questo progetto. Ricordiamo Davide Costa per quanto riguarda la produzione di Factory PRD, per quanto riguarda tutto l 'apparato tecnologico e la regia tua.

di Elena e di Stefano con musiche originali composte da Giovanni Magaglio, ma facciamo un passo indietro com'è nata l'idea di partire per raccontare sia un contesto di conflitto ma le vite ai margini di questo conflitto l'idea nasce in realtà da insomma un'idea di Davide Costa questo va detto che lui con la Croce Viola per un impegno personale di volontariato e anche in parte diciamo professionale dall'inizio del conflitto in Ucraina quindi dal febbraio del 22

si reca in Ucraina proprio per raccontare ma soprattutto per portare laggiù aiuti umanitari e quant'altro insieme alla Croce Viola Quell 'esperienza una volta mi decise di invitarmi, diciamo, come osservatore nel 2023 e quindi ci andai per una prima volta facendo anche un piccolo reportage. Essendoci stato io quella volta e lui altre sette, otto volte con diversi... Poi ci viene l 'idea di realizzare un documentario vero e proprio, soprattutto per cercare di dare voce e spazio a quelle persone che vivono lontano geograficamente dal conflitto, perché noi siamo stati al confine ucraino.

ma al confine con la Romania quindi dalla parte opposta del fronte di guerra ma proprio in quelle zone che sono poi in realtà quelle che in termini di vite umane hanno dato di più a questa guerra che ormai dura da tre anni e che appunto in termini di vita umana è dato moltissimo. È un po' un paradosso questo ed emerge anche all'interno del documentario come appunto i territori più distanti, quelli che sentono la guerra da lontano in un paese enorme come è l'Ucraina. Poi in realtà siano quelli che hanno sofferto di più, quindi avendo la guerra in casa pur non avendola realmente, pur non avendola praticamente, pur non sentendo mai uno sparo o raramente il volo di un aereo

o di un drone. È un paradosso che però appunto si ripercuote. sulle vise quotidiane di tutti i giorni, di persone che oggettivamente rispetto a questa guerra non ce la fanno più. si struttura interviste, testimonianze. Elena, come avete anche incontrato, scelto o comunque condiviso quelle storie sul territorio? Allora, in questo devo dire che è stata fondamentale l'udgetto. che è stata la nostra interprete e anche in realtà parte

della produzione nel senso che ci ha proprio aiutato a trovare persone disposte a dedicarci in qualche modo il loro tempo e la loro storia personale. Ludmilla che già appunto era stata con Davide con la croce viola più volte in Ucraina lei è tornata in Italia quando è iniziato il conflitto perché viveva a quel punto a Cernischi, è tornata in Italia e ha messo subito in piedi degli aiuti umanitari anche sulle volontà e ha comprato un furgone e ha cominciato a portare aiuti là.

Quindi lei è stata sicuramente... Sicuramente il canale principale che ci ha permesso poi però di entrare in contatto anche con quelle che poi sono le amministrazioni di Cernischi che appunto è la città principale dell 'Oblast in cui abbiamo fatto tutte le interviste. Le riprese e quindi attraverso lei e i suoi contatti abbiamo ricevuto una risposta molto positiva, nel senso che ci sono state in questo caso 14 persone, ma perché noi siamo stati 7 giorni. Sono state giornate piuttosto intense, quindi

molte persone si sono messe a disposizione per raccontare la loro storia e far arrivare anche delle storie personali al di là di quello. vedere che succede al fronte o la cronica che conosciamo magari di più invece di mettersi proprio in gioco in prima persona per raccontare quello che stanno vivendo. Lo dicevamo, il conflitto quasi come un dietro le quinte, una presenza... collaterale che c'è ma non si fa vedere però si fa sentire nella quotidianità fisica, spaziale, materiale ma anche

soprattutto psicologica. Come si sono aperti a voi? Di cosa hanno manifestato È stato anche bisogno in questo confronto con una realtà altra, militari, volontari, rifugiati, ma anche lavoratori e pensionati che avete incontrato. Sì, questo è stato l'aspetto forse più interessante perché noi abbiamo... Ho registrato una grandissima voglia di parlare, forse anche troppo poco interpellate le persone normali, le storie semplici che fanno parte in maniera laterale di questo conflitto.

Parlano i generali, a volte parlano i militari, spesso parlano gli uomini di Stato, i politici, molto poco parlano la madre che ti fa magari l 'agricoltore in un paesino sperduto ma che ha perso un figlio di 21 anni. abbiamo raccontato, oppure la ragazza che ha messo al mondo il terzo figlio e il militare che va in licenza tre mesi perché la moglie partorisce ma poi sa che deve ripartire per la guerra. Queste sono storie comuni. ma in realtà sono storie assurde per noi che le registriamo appunto da un paese in pace come l 'Italia e su questo mi piace dire una cosa, noi abbiamo anche titolato England perché

è proprio l 'idea che è emersa di un... sentimento sospeso. È come se in qualche modo la guerra avesse congelato il momento e questo noi lo abbiamo registrato spesso perché in oltre sei ore di interviste abbiamo realizzato ma alla fine il documentario è una produzione di circa 40 minuti, non soltanto… per una scelta stilistica, ma anche e soprattutto perché ogni volta noi chiedevamo o del loro passato, del passato, di cos'erano prima della guerra, cosa facevano prima della guerra, anche le persone che oggi magari sono militari e stanno al fronte, o a maggior ragione se chiedevamo del futuro. come se lo immaginano, spesso e volentieri rimanevano dei punti di domanda, rimanevano

una sospensione. È come se la guerra da tre anni avesse congelato il presente e questo noi lo abbiamo registrato appunto in una sospensione che poi è anche il tratto estetico del documento. Elena diceva adesso sei ore di girato tanto materiale per questa produzione tanta post produzione anche immagino confronti su cosa inserire cosa no, che spirito rendere come ci illustrava Alessio ma in tutto questo poi c 'è stata una restituzione anche a quelle 14 storie come si sono sentite rappresentate? Avete mantenuto un canale di collegamento feedback?

Sì, abbiamo cercato comunque di raccontare tutti e quattordici, ovviamente essendo un documentario di meno di 40 minuti, ci sono piccole parti dedicate a tutti. ma soprattutto abbiamo cercato in realtà di intrecciare le loro vite, perché poi comunque, pur avendo un background completamente diverso uno dall'altro, ci sono degli elementi che sono comuni a tutti, quello ad esempio di cui parlava Alessio. congelamento della vita, messa in pausa della loro vita ad esempio, le sensazioni e le emozioni

sono le stesse, che sia l 'imprenditore che è dovuto diventare militare nel momento in cui ha iniziato la guerra. che sia appunto la madre di un figlio morto in guerra, quindi abbiamo cercato di raccontare di ognuno quello un po' che è il loro... Quindi da dove arrivano, chi erano prima del febbraio del 2022 e quello che vivono oggi. È stato chiaramente molto difficile selezionare anche perché…

Ogni volta, questo succede sempre nei documentari, però ogni volta che uno va in fase di editing gli sembra in qualche modo di fare un torto ai protagonisti, di eliminare delle parti importanti della loro vita. Per forza di cose lo abbiamo dovuto fare e cercando anche di togliere quelli che erano in qualche modo eventi fatti prettamente legati ad esempio. più al fronte, quindi anche là dove parlano i militari la cosa che magari più ci interessava

è come stai, cosa vivi quali sono le emozioni ora che ti sei ritrovato in questo ruolo ma facevi tutt'altro nella vita piuttosto che cosa succede Quello che solitamente non emerge nella narrazione, nella cronaca mainstream, vi siete sentiti preparati? Immagino una domanda che può apparire scontata, però c 'è un attento. un 'aspettativa anche professionale e poi un vivere lì la produzione e un dire forse avrei potuto fare in altro modo ma invece ecco stupirvi di quello

che era la condivisione e anche la disponibilità di queste persone questo è stato sicuramente una cosa molto importante appunto per il sentimento che noi abbiamo trovato di una grande apertura di raccontare Anche storie sinceramente molto personali, molto difficili da raccontare. A me capita professionalmente di parlare spesso, di intervistare, di cercare di raccogliere le storie. E devo dire la verità, però mai come in questo momento, poi al fine... mi sono trovato anche sinceramente a commuovermi e non soltanto per il contenuto

delle storie, abbiamo raccontato Maria, questa donna che ha perso Nicola, un figlio di 21 anni, che gli è stato comunicato dal generale e poi è andato a... a recuperare la salma all 'ospedale, si prende accanto alla casa in un paesino sperduto della campagna ucraina, in un luogo completamente avulso dalle logiche della guerra, della politica, della geopolitica, oggi a maggior ragione che gli interessi… insomma lo vediamo anche dalla cronaca, sono enormi persone distantissime da tutto questo che si trovano appunto a vivere il dramma della guerra, mi sono sinceramente emozionato e anche perché nella nostra volontà appunto di non raccontare

il fronte e anche di non raccontare tutti gli aspetti politici che ci sono chiaramente, che si evolvono e che speriamo tra l'altro alla fine del conflitto in questa distanza in questo distacco che c'è tra le persone reali tra il popolo, tra chi vive e subisce la guerra e chi di fatto la governa, abbiamo ritrovato moltissima umanità. Noi abbiamo anche cercato, questo va detto, di raccontare l'altra parte. Abbiamo cercato anche delle persone di nazionalità russa che volessero parlare. È chiaramente molto più complicato, c'è una chiusura molto ampia.

E su questo va detto che anche in Ucraina vive comunque un sentimento popolare di rivale. Ancora molto forte, nonostante io ci sono stato due volte di fila nel 2023 e l 'anno scorso nel 2024 per girare England, qualcosa è cambiato anche nel corso del tempo, diventa sempre più difficile vivere in Ucraina. Per gli uomini soprattutto, dai 18 ai 60 anni c 'è la leva obbligatoria, addirittura con dispendio di vite umane che ha portato il governo a agire anche in maniera piuttosto coercitiva.

reclutamento delle persone, insomma ci sono persone che vengono veramente prese agli angoli di strada e portate al fronte nel giro di una settimana e questo anche a livello di sentimento popolare ha allugorato una forza. stato inizialmente nel contrastare l'invasore russo sta cambiando ma l'orgoglio e il sentimento del popolo è ancora molto forte e nonostante devo dire i racconti spesso drammatici pervade ancora anche le persone che hanno molto comunque in questa guerra. Ricordiamo l'appuntamento che questa sera al cinema

la compagnia alle 21 a ingresso libero England speriamo possa avere anche una circuitazione insomma la produzione possa essere condivisa con un pubblico il più largo possibile, ricordiamo anche davvero il lavoro di Defectory PRD, una società di produzione cinematografica, nostra amica diciamo perché con noi ha collaborato anche in produzioni video e soprattutto sensibile. a tematiche che riguardano le vite, le storie, le testimonianze. Nel 2023 un lungometraggio sulle migrazioni nella tratta del Mediterraneo sicuramente questo aiuta.

anche nel concepire un prodotto che possa avere un senso oltre con la valenza cinematografica e culturale ma anche sociale. Assolutamente, diciamo questo per quanto riguarda The Factory PRD appunto è un po' Il nostro marchio di fabbrica è quello di parlare di quelle che sono storie umane perché comunque poi al di là di quelli che sono fenomeni macroscopici come può essere appunto un conflitto tra due nazioni piuttosto che il... tema delle migrazioni nella tratta mediterranea, alla fine dietro ci sono

solo le persone, quindi ed è il fattore sicuramente che noi come Casa di Produzione vogliamo raccontare. quello che ci interessa, ecco, quindi perché poi molto spesso partendo dalle storie personali, dalle piccole cose, capisci meglio anche tutto quello che è il fenomeno più ampio. Tra l'altro su, volevo solo aggiungere questa cosa a England, con orgoglio penso e spero ma credo ci riusciremo e lo porteremo in Ucraina nel senso che poi una delle proiezioni a cui teniamo molto è ovviamente quella di stasera, un'anteprima importante a livello nazionale, speriamo e possa girare il più possibile

e speriamo, ma ci conto e riusciremo a portarlo anche in Ucraina per riportare un po' come dicevi tu prima, il feedback anche che noi abbiamo con queste persone, con molte siamo rimasti in contatto e sicuramente portarlo là sarà un'emozione particolare. E noi speriamo di poter dare questa notizia intanto rimandiamo all'appuntamento di questa Sera una curiosità Alessio rispetto alla copertina, questa immagine, questa donna che sembra quasi una madonna con uno sguardo che è verso una prospettiva ma anche un 'assenza, questa sospensione che poi rende il tempo. Sì, lei è Alla, una ragazza che vive lì, che ci ha aiutato anche

come basista, diciamo, anche nel reperire le persone. Era una persona che tra l 'altro, insomma, prima aveva tutt 'altro lavoro, lavorava in un 'azienda che si... di interni, di architettura di interni, oggi fa di fatto la volontaria, ha due fratelli che sono al fronte, vive questa vita appunto di fatto da volontaria, ci ha aiutato moltissimo e lì in quel momento quello scatto. realizzato da Stefano, insomma eravamo in un, che poi è un fotogramma anche del film, eravamo in una cattedrale bellissima di Cernischi che appunto è questa città nel sud dell'Ucraina

una città molto bella con una cattedrale bellissima Quello sguardo in alto è appunto lo sguardo sì verso il cappio in cui è appesa l'Ucraina in England, di fatto la traduzione è anche questa, la sospensione ma che è anche l'essere appeso di un paese, ma è anche uno sguardo rivolto verso il cielo, speriamo, verso un futuro migliore di quello che stanno vivendo adesso. È stata un'occasione importante, quella di oggi, attraverso i nostri microfoni, ma anche sui nostri canali cross-mediali, abbiamo trasmesso contemporanea anche il trailer del

documentario, non perdetelo però questa sera la compagnia, grazie a Elena e Alessio Poggioni per essere stati con noi, due dei registi insieme a Stefano Poggioni lo ricordiamo, un a Davide Costa spesso anche su queste frequenze nel suo impegno in termini appunto di volontariato e nella croce viola e ricordiamo anche le musici. originali perché anche questo insomma è stato un lavoro a posteriore immagino molto importante per eh eh

enfatizzare e sottolineare l'importanza di queste storie di Giovanni eh Magaglio. Grazie vero ai nostri ospiti, rimanete sulle nostre frequenze, rimanete su Controradio dalla redazione, l'augurio di una buona giornata. vedete sobi, è un sinno mamma, tutto il suo vita ha rostato e si mora in una guerra, non è verificata questa guerra, non ha senso

ma quando c'è un combattimento ...они на tebe, там, біжуть, заходять... ...ти не розбирається, скільки кому, років і так далі... ...ти просто їх нищиш, тому що воно прибіжить і знищить тебе. i i i

перемогти tільки для того, щоби бути незалежними. Grazie a tutti