Vittorio II torna a Piazza Gaddi - Il cervo di legno simbolo di arte urbana e sostenibilita a Firenze
L'installazione artistica del cervo Vittorio, realizzata da Moradi il sedicente con legno di recupero dall'Arno, è tornata sulla rotonda di Piazza Gaddi a Firenze dopo la rimozione dell'agosto 2024. L'artista racconta la partecipazione popolare che ha spinto per il ritorno dell'opera, simbolo di convivenza tra natura e città. Un esempio di street art partecipata che diventa patrimonio collettivo del quartiere.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 00:28Il quesito: che fine ha fatto il cervo Vittorio
- 01:01Intervista a Moradi il sedicente
- 01:34La nascita dell'installazione nel 2017
- 02:27La rimozione dell'agosto 2024
- 03:00La reazione della città
- 04:04Le altre installazioni di Moradi
- 05:00La partecipazione popolare
- 07:00Il confronto con l'Uomo Comune di Blef
- 09:00Street art e istituzione
- 11:00Vittorio II in legno di ulivo
- 14:00I progetti futuri
Trascrizione 27 passaggi
Grazie a tutti. Radio, contro radio, contro radio FM, DAV, streaming, social, web Condividila con chi vuoi Questa è contro radio 12 minuti in conclusione di questa puntata di Newsline Ci poniamo dopo il quesito referendario un altro quesito, anzi ve lo siete posto, lo sappiamo, dall 'agosto 2024, ovvero che fine ha fatto
il cervo Vittorio di Piazza Gaddi a Firenze. ve lo siete chiesto anche perché essendo nostri ascoltatori e nostri ascoltatrici sapete che Piazza Gatti è proprio vicina alla sede della radio e in qualche modo noi l'avevamo adottato questo questo cervo questa installazione artistica di Moradi il sedicenso. con una vena ironica ma insomma appartiene anche alla stessa opera. Noi ne parliamo con proprio l'artista Moradi che è venuto con noi. Ben trovato, buongiorno. Buongiorno Chiara, buongiorno a tutti. Nei nostri studi allora molti davvero... Ci hanno chiesto in questi mesi che fine aveva fatto questa
installazione che avevi realizzato nel marzo 2017 e da allora si stagliava sulla rotonda dando anche una prospettiva a chi era necessario. il traffico, diciamo, di fiducia o comunque di immaginare un futuro sostenibile. Poi cos'è successo di quel cervo? Ma sì, allora, quella era stata proprio l'idea principale. parte che aveva avuto nel realizzare questa installazione insomma un punto ricordo era nata con puro spirito veramente di partecipazione alla città e di sì appunto alleviare quello che
è un punto di traffico fortissimo e quindi tanto nervoso tante macchine che suonano io passandoci più volte al giorno dicevo sarebbe bello realizzare qualcosa in quella rotonda e niente passeggiando lungo l'argino del fiù e con il legno riportato dall'Arm, quindi veramente a impatto zero e a chilometro zero realizzai quest 'opera che sorprendendo pure me ha veramente attraversato più anni e diversi. diversi episodi anche, quindi quando una mattina di due anni fa nell 'estate del 2024 mi arriva
un video messaggio in cui mi segnalano che questo cervo sta venendo rimosso, anche piuttosto violentemente da una squadra di giardinieri che erano lì a fare le loro ordinarie pulizie, io da una parte ti dirò che ho pensato con tristezza, però magari che avesse fatto... Il suo tempo, insomma, ecco, quindi ho detto vabbè, fa parte anche della filosofia della street art, il fatto che un 'opera sia effimera, un 'opera possa durare quanto alla fine è suo destino.
Ma quello che invece mi ha sorpreso è stata davvero la partecipazione della città, le decine e centinaia di messaggi che mi sono arrivati nel chiedermi che fine ha fatto questa opera, che fine avesse fatto e se si potesse rimettere. Ma te lo confermiamo, te lo confermiamo perché davvero poi da quell 'agosto abbiamo ricevuto tante segnalazioni e tante domande anche in spazi di Loc contro Radio, insomma attraverso i nostri canali social della redazione perché... era diventata familiare per fiorentini, non fiorentini, passanti, chi entrava in città durante le fasce di ingresso la mattina
presto oppure chi andava via, ma soprattutto… Era anche un messaggio sì effimero, sì temporaneo, ma sicuramente di un ottimismo che in qualche modo l 'arte vuole sollecitare anche attraverso la sua provocazione. A me piaceva questo fatto che comunque sia un animale così selvaggio, così mistico, anche così spirituale, potesse decidere di ospitare un posto così trafficato e così...
denso di umanità ma questo era appunto il messaggio, il fatto che in questa città ancora si possa vivere, quindi che ci fosse alla fine una tale armonia per cui anche un cervo stretto in mezzo a questa rotonda trafficata potesse trovare il suo spazio vitale. Poi ci torniamo sulla rotonda di Piazza Gaddi e sul Cervo Vittorio ma nel frattempo i tuoi animali le tue installazioni, le tue creazioni hanno viaggiato, hanno avuto altre espressività e altri anche luoghi di accoglienza e sperimentazione.
Sì, da lì in poi comunque ho avuto la fortuna di poter andare ad abitare anche... nuovi spazi e nuovi parchi e giardini sia in aree urbane che in appunto giardini in tutta Italia insomma e ho avuto modo appunto di vedere come ci sia sempre qualcuno che adotta uno opera d'arte, un'opera di street art che rappresenta un qualcosa nel suo quotidiano. Fa molta differenza alla fine svegliarsi e vedere qualcosa che ci trasmette uno stato di armonia piuttosto che non
di ostilità. E in questo senso forse appunto la battaglia del bello ha una sua valenza, ha un suo valore. Il fatto che comunque appunto l 'altro giorno appunto quando sono andato a installarlo una macchina si è fermata, ha iniziato a suonare il clacson, si è affacciato a una bambina. viva è tornato Vittorio ecco io lì ho capito che comunque era mancato c'è ancora bisogno di Vittorio e del suo messaggio proprio per questo c'è un Vittorio II da quando? quando appunto, devo dire, quasi più che nel mio ego
di voler ridominare con una mia opera quella piazza, io ho sentito davvero un bisogno da parte delle persone. che quell'ambiente lo frequentavano lo vedevano e mi chiedevano ma che fine ha fatto, ma come può tornare addirittura in modo fattivo dimmi a chi devo scrivere, dimmi quali azioni posso fare, quindi Quello sembra poco ma è importante perché uno che prende del tempo la sua giornata per dare il suo contributo perché un 'opera possa tornare, un 'opera effimera come quella discreta ma presente, possa tornare nella sua giornata.
sua sede, io l'ho trovato un segno che mi ha veramente infuso tanto coraggio, quindi anche in collaborazione con il tessuto cittadino ovviamente, ma davvero è qualcosa che è nato dal basso, è nato proprio dal... Dalla volontà delle persone di riavere quell 'immagine che mancava. Io per tanto tempo me lo sono chiesto, mi manca, lo dovrei rimettere, dovrei comunque sia riproporre un 'opera già fatta, che quello già è un qualcosa che un artista... Ti fa sorgere delle domande, ma devo rifare lo stesso gesto? Ecco, alla fine la risposta è stata sì, certe immagini, certi punti
di vista che alla fine ti fanno cambiare la tua prospettiva. rispetto a quello che stai vedendo è giusto che siano mantenuti ecco in questo senso qua ho trovato il coraggio per realizzare un nuovo vittorio e anche lì c'è stato un apporto diciamo di volontari che si sono subito messi a disposizione per collaborare a questa iniziativa e quindi come veramente una festa di quartiere come quelle che ci piace alla fine, a cui ci piace partecipare, ci piace vedere. Abbiamo rilearizzato questa installazione. Come ti ho detto poi le reazioni sono state immediatamente di
un amico ritrovato. Vittorio II è tornato sulla rotatoria di Piazza Gaddi a Firenze. con l'avvio della primavera possiamo dire in una metafora anche di rinascita precisamente quella è stata insomma con i primi le prime gemme i primi fiori che abbiamo diciamo potuto modo di vedere sugli alberi questo senso comunque sia di rinascita che come per la rotonda di Piazza Caddi ci auguriamo che sia anche per tutto il tessuto cittadino che è in continua
mutazione come deve essere, la città è viva è tornato e quindi e viva la primavera e allora che poi sto pensando non so se in qualche modo è venuto in mente anche a te ma Klet ha annunciato che riproporrà l'uomo che è stato vandalizzato e che si tagliava no? Eh su eh il ponte Santa Trinita a Firenze anche lì è un'opera che sicuramente verrà ripensata, verrà riproposta però eh è dispiaciuto a chi passa quotidianamente da quel ponte non avere più
il compagno di viaggio immaginario, di viaggio dei pensieri, insomma. Quindi la replica di un'opera rispetto al portato che ha quell'opera in quel luogo forse è un messaggio anche. di fiducia che viene proposto. Ne parlavamo proprio l'altra sera a proposito dell'uomo comune che comunque anche lui ha vissuto diverse vicissitudini però appunto la cosa bella è quella che in certe opere possono rappresentare davvero degli squarci nel tessuto cittadino, dove non c 'è già una barriera, una definizione
di che cos 'è quello spazio lì. Quindi chi ci si trova davvero... davvero a imbattercisi, è chiamato in causa in qualche modo. Come mi pongo io rispetto a quest'opera? Come la vedo? Certo ci saranno anche le persone che sono critiche rispetto a questo tipo di interventi. io nel mio caso per esempio ho avuto rassicurazioni sul fatto che è stato sempre gradito il cervo e quindi non ha mai creato nonostante non fosse un'opera autorizzata una perché da quello che ci stai dicendo
dal sostegno ricevuto dalla rete cittadina e dalla tua iniziativa e anche dal confronto in ambito artistico però non c'è un termine suo soggetto che è quello dell'istituzionale. Quindi le persone che abbiamo visto installare con te il cervo con le pettorine gialle non erano del comune. Era una squadra di volontari. No, allora c'è da dire questo. Il comune si è subito fatto vivo dopo la rimozione, scusandosi dell 'accaduto e dicendo che comunque non era stata un 'iniziativa municipale
come io credevo, ovviamente non mi pareva alla fine. nemmeno sensato il fatto che quella mattina si fossero svegliate andando a dire levata il cervo dopo sette anni in cui era dove era quindi diciamo so bene che c'era assolutamente buona disposizione da parte di Palazzo Vecchio rispetto a quella installazione, poi avranno anche sicuramente, hanno cose più urgenti a cui pensare, quindi diciamo io per non aggiungere ulteriore incomodo E appunto, pensando dal punto di vista dei cittadini,
ecco, più non che dal fatto che sia, cioè la Svittart di fatto, ecco, quello è, nel suo statuto al fatto che comunque sia... è spontanea, è un dono alla città ed è qualcosa che è pronta a sparire il giorno dopo. In questo senso, ed è questo l'aspetto bello, l'opera che piava... è quella che alla fine dura, come l'opera che non piace, alla fine il tempo 24 ore in qualche modo verrà riassorbita dal tessuto. Questo è molto democratico, devo dire.
Quindi non c'è un apparato legislativo che giudica... cosa è bello e che cosa è no, lo decide definitivamente. In qualche modo il Vittorio II non ha bisogno di un cappello istituzionale. Diciamo che no, è proprio il fatto di avere i piedi per terra. L 'altra volta era fatto di legno di risulta dell 'arno, questa volta l 'ho realizzato interamente in legno di ulivo, che come sappiamo è il simbolo della pace, quindi in questo senso volevo che si caricasse anche di questo.
valore aggiunto e che appunto è talmente semplice prenderlo e rivolarlo in arno, ecco, come la prima volta dissi, se è un qualcosa che dà così... noia, ecco, è pure facile diciamo, levarlo e il fatto che invece sia sopravvissuto e abbia vissuto una vita partecipata perché io veramente sono qua anche a ringraziare davvero tutte le persone che anche attraverso il vostro megafono si sono messe in contatto con me e mi hanno veramente trasmesso un ricordo, una vicissitudine,
qualcosa legato a quella rotonda e a quell 'installazione che mi ha fatto dire, ecco, questo è il senso che deve avere. avere un'opera d'arte. Siamo felici di portare anche una buona notizia in questo senso che solleciti una riflessione su arte urbana ironia, affetto popolare partecipazione dialogo. In conclusione dove andrà Moradi il sedicente con le sue opere, qui ci scrivono lunga vita i cervi di Moradi ma non ci saranno solo i cervi e non ci sarà solo la rotonda di Piazza Gaddi no, anzi no, spero che appunto si possa arrivare dovunque
e sempre con questo spirito veramente partecipato perché quello a cui tengo davvero è che l'arte non sia un linguaggio ego riferito dell'artista per esprimere se stesso ma che sia il frutto comunque sia di una pressione collettiva sullo stare insieme. In questo senso, appunto, spero di poter realizzare quante più opere possibili e possibilmente anche di restaurare, se vogliamo, quelle che in città già ci sono e che avrebbero bisogno di cura. Penso per esempio all 'unicorno che è stato spostato nel parco dell 'Anconella dalla sua sede originale, che era quella dell 'Ungarno, Torrigiani, quando facemmo quella
bella passeggiata, anche quella nel 2017. installazione nel parco di Lumen questa estate che sta riaprendo e più appunto nuovi progetti che spero di raccontarvi presto. E noi saremo ben disponibili, anzi potremmo pensare anche a a un percorso con i soci del Contro Radio Club attraverso la città e seguendo le opere di Moradi il sedicente, ma insomma tante sono le idee e anche la volontà e quindi a piedi ben saldati sulla rotonda. Sguardo all 'orizzonte con l 'arrivo della primavera, abbiamo colto questa occasione
di approfondimento che non è solamente una boccata di ossigeno rispetto ai lunghi mesi di atribe referendari. che ci sono state e poi con tutti gli appuntamenti politici che avremo prossimamente anche sul nostro territorio ma abbiamo bisogno di riflessioni che tengano insieme l'arte urbana e la sostenibilità e questo è stato occasione. Grazie a Morati il sedicente per essere stato con noi. Grazie a voi, rinasceremo tutti Cervi a primavera. Nove ventisette minuti, tra poco la linea al giare di Popolare
Network, rimanete su Controradio. Stai ascoltando Contro Radio FM, DAB, streaming, social, web Condividila con chi vuoi Questa è Contro Radio Grazie a tutti