25 novembre al mese del 28 novembre 2025

28 novembre 2025 · -1 min

Puntata di 25 novembre al mese dedicata alla prevenzione della violenza di genere nelle scuole. La psicologa Barbara Santoni presenta i progetti Affettivamente per le terze medie e Generazioni Pari per le superiori, realizzati nei consultori della ASL Toscana Centro. Andrea Bagni del comitato Impariamo a dire noi racconta l'esperienza educativa con i giovani, mentre si discute dell'importanza dei dati e dell'educazione digitale per contrastare stereotipi e relazioni tossiche.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione: l'importanza dei dati sulla violenza di genere
  2. 02:41Presentazione degli ospiti e dei progetti di prevenzione
  3. 04:21Progetto Affettivamente nelle terze medie
  4. 06:21Progetto Generazioni Pari nelle scuole superiori
  5. 08:21Come sono i ragazzi di oggi e il ruolo del digitale
  6. 12:21Dare un nome alle cose: stereotipi e consapevolezza
  7. 16:21Social media e messaggi d'odio
  8. 19:21La scatola delle esperienze e il tema della gelosia
  9. 21:21Conclusioni e pillola dell'avvocata Capponi
Trascrizione 43 passaggi

Stai ascoltando Controradio Radio, contro radio, contro radio. FM, DAB, streaming, social, web. Condividila con chi vuoi. Questa è Controradio. Oggi il fenomeno della violenza di genere gode indubbiamente... di una certa tensione mediatica, anche se lo sappiamo è ancora piena di stereotipi e di visioni semplificate. Abbiamo strumenti giuridici che dovrebbero servire sia per contrastarlo sia possibilmente per prevenirlo, eppure continuiamo a non fare passi avanti

Come mai? Una risposta semplice è che ci mancano i dati. Come ricorda la giornalista Donata Columbro nel suo ultimo libro Perché contare i femminicidi è un atto politico, in Italia non abbiamo un database pubblico, completo, aggiornato. sui femminicidi e sulla violenza maschile contro le donne. Mancano pertanto informazioni incrociabili, mancano serie storiche, mancano persino dati fondamentali come la violazione dei divieti di avvicinamento i precedenti di maltrattamento le richieste d'aiuto rimaste inascoltate per capire se le misure di protezione

funzionano davvero. Senza dati ogni femminicidio resta confinato nella cronaca come se fosse un episodio isolato. Senza dati pertanto non possiamo vedere dimensione sistemica, le denunce ignorate, i pattern di violenza ricorrenti, i fattori di rischio che in qualche modo si ripetono sempre. Senza dati non possiamo lavorare in modo efficace in ottica preventiva. pertanto è un atto politico, ci dice Columbro, ma è anche un atto di cura, serve a non lasciare indietro nessuna e anche per questo è partita da poco una campagna che chiede trasparenza e accesso ai dati sulla violenza di genere.

promossa da dati bene comune e si può firmare su change punto org. Le otto e quarantuno minuti un venticinque novembre al mese la puntata di eh questo mese che ha visto insomma il 25 novembre essere celebrato con moltissime iniziative proprio martedì scorso saluto subito i nostri ospiti che sono visibili anche su Contro Radio TV perché siamo anche sui nostri canali cosmediali innanzitutto però do il ben ritrovato a Giorgio Bernardini che mi accompagna nella conduzione di questa rubrica fortemente voluta per creare

strumenti anche di narrazione contro la violenza e allora Andrea Bagni già docente di letteratura di Prato, membro del comitato impariamo a dire noi, ben trovato grazie, buongiorno a tutti e la dottoressa Barbara Santoni psicologa, psicoterapeuta nei consultori dell'area di Firenze Usla Toscana Centro lavora da molto tempo nei consultori e porta avanti, insomma collabora per progetti importanti, ne parleremo affettivamente e generazioni pari. Giorgio Bernardini, sentivamo l'importanza dei dati, la Toscana ha un

sua rilevanza con questo report che annualmente viene diffuso, però se non si crea un 'omogeneizzazione di modalità, di approccio, poi si perde l'interpretazione del fenomeno. Assolutamente sì, nelle scuole di economia si insegna che... Un dato senza essere rapportato ad un altro è difficile da leggere, perché poi può essere, questo lo vediamo anche nella politica purtroppo, strumentalizzato a seconda di qual è il fine, ebbene questo rapportare e questo... confrontare è frutto di una cultura in realtà e quindi se noi non creiamo

una cultura non c'è la possibilità di rapportare questi dati e di leggerli con la giusta lente e oggi insomma possiamo farlo anche in questo caso rapportando questi dati anche alle esperienze umane. Sì, infatti andremo a declinare proprio l'attività in concreto, soprattutto con i giovani e le giovani quantomai importanti. Ringraziamo anche Alessia Dulbecco, pedagogista e scrittrice che introduce sempre la sua pillola eh l'argomento della puntata che quest'oggi è violenza e prevenzione. Allora dottoressa Barbara Santoni affettivamente nelle terze

medie generazioni pari progetto di prevenzione eh della violenza di genere. nelle terze, quarte e quinte superiori come si articolano, con quali finalità? Sì, allora, sono due progetti diversi ma tutti e due nell'ambito dell'educazione sesso-affettiva, affettivamente terze e medie è un progetto che va avanti da molti anni nella provincia di Firenze e che prevede una formazione per tutti gli insegnanti che partecipano al progetto su come parlare in classe di sessualità e affettività, un incontro con i genitori e soprattutto poi un incontro conclusivo con le ragazze e i ragazzi di Tè di terza media che vengono nei consultori, nel consultorio più vicino alla loro scuola

di appartenenza e fanno un incontro di due ore e mezzo con l 'equip del consultorio, quindi psicologa e ostetica soprattutto, a volte assistente. Sui temi della sessualità e affettività, quindi un incontro che spazia da temi di contraccensione, malattia e trasmissione sessuale, relazioni affettive, identità sessuale, quindi diciamo che lavora in tanti ambiti. è una lezione ma un incontro partecipato dove i ragazzi partecipano con un brainstorming e soprattutto con delle domande anonime dove possono chiedere rispetto a qualsiasi argomento sono curiosi e chiedono tantissime cose quindi negli ambiti che...

preferiscono. Generazioni pari invece è un progetto pensato da quattro anni che lavora in modo specifico sulla violenza di genere quindi è rivolta a ragazze e ragazzi più grandi delle scuole superiori dalla terza, quarta e quinta superiore Ed è un progetto più articolato perché prevede tre incontri, visto la complessità e la delicatezza del tema, dove si affrontano tanti temi, tutti collegati alla violenza di genere, quindi a partire dagli stereotipi su maschi e femmine. Quindi un primo incontro su tutti gli elementi culturali che favoriscono la violenza di genere.

Anche questo è svolto sempre con attività partecipate, per cui collaboratori e giochi sugli stereotipi e sugli stereotipi di... media, un secondo incontro sulle molestie sessuali e sulla violenza sessuale e l 'ultimo incontro sulle relazioni tossiche e quindi sono due progetti appunto molto complessi dove si lavora moltissimo in modo interattivo con ragazze e ragazzi. dove non facciamo appunto lezione ma dialoghiamo con loro su tutti questi argomenti posso chiedere come sono a partire dal primo progetto i ragazzi di Terza Media di oggi del 2025, che cosa chiedono

se è possibile saperlo, quanto sono diversi da noi noi o dalla generazione Z che è quella precedente già ricordiamo in alcune cose sono molto diverse in alcune cose sono molto simili negli argomenti che noi presentiamo ci sono delle domande che sappiamo vengono fatte da sempre e quindi domande volta sui tipi di sessualità, sulle esperienze fisiche, però i ragazzi e le ragazze di oggi danno molto spazio a tutta la questione digitale e anche noi come operatrici ogni anno modifichiamo il nostro progetto. Parliamo sempre di più di questioni digitali, soprattutto di pornografia, di sexting e

sono molto cambiati sulla questione dell 'identità sessuale, nel senso io lavoravo con le scuole anche venti anni fa e l 'ho trovato veramente... molto più aperti e più capaci di riconoscere il fatto che ci sono tante identità sessuali diversi e con curiosità molto particolari in quell'ambito ci arrivano messaggi di sostegno ho partecipato con varie terze Al progetto Affettivamente, oppure abbiamo aderito al progetto Affettivamente nella mia scuola Media Verdi l 'anno scorso ed è un progetto davvero bello, efficacissimo, ben organizzato e continueremo. Fanno i complimenti.

Come è entrato in questo contesto, già venendo da un confronto e un 'esperienza quotidiana con i giovani da professore? Noi ci siamo aggiunti, diciamo... Facciamo già come comitato, impariamo a dire noi, degli interventi nella scuola, in particolare nelle scuole superiori, ma anche in una scuola media, la Verdi appunto. Quando abbiamo visto che c'era questa cosa… che è molto ben strutturata, a differenza di quelle che faccio io, che sono un po' molto narrative, ma anche con una discreta dose di improvvisazione, diciamo. Il

lavoro dell 'ASL è un lavoro che mescola. con l 'insieme, momenti teatrali, momenti di discussione collettiva, ci siamo semplicemente aggiunti, io magari porto ogni tanto l 'esperienza di scuola, quindi anche di... letteratura se si vuole, però è una cosa che noi facciamo sempre mandando il messaggio di fondo, quello che cerchiamo di fare noi come uomini diciamo, e che non ci presentiamo come quelli buoni. e non facciamo prediche

perché magari i ragazzi e le ragazze hanno anche le idee un po' confuse ma non aspettano assolutamente che arrivi uno dall'alto e gli spieghi come funziona la vita, come devono essere o come non devono essere noi cerchiamo di in un certo senso paradossalmente di rovesciare un po' il messaggio noi mandiamo un messaggio che se ci liberiamo da certi stereotipi Sono stereotipi di potere, ma sono stereotipi pesantissimi sugli adolescenti, perché devi essere all 'altezza di modelli di uomini, di modelli di uomo che

non deve chiedere mai, vi ricordate? Se ci liberiamo di quella cosa, per i ragazzi di oggi, per noi, è proprio liberatorio, perché poi assumi magari un punto di vista parziale come uomo, ma in quel punto di vista puoi essere intero. Puoi soffrire, puoi commuoverti, puoi piangere, puoi essere fragile, non devi presentarti come quello che non si innamora addirittura. coraggio perché poi innamorarsi è esporsi a un rischio perché la sua felicità

in qualche misura dipende da qualcun altro, da qualcun 'altra e vuol dire sapere attraversare anche la sofferenza. per attraversare, accettare che fa parte del gioco Giorgio, pensando al contesto politico totalmente respingente rispetto a questo le progettualità che stiamo illustrando sembrano delle mosche bianche Ci pensavo prima, è veramente straordinario che dal basso, come si dice spesso, arrivino anche delle esperienze così ben strutturate, abbiamo sentito così piene di passione e anche di competenze che invece possono essere anche un...

faro anche per la politica in questo senso, ovviamente il contesto è respingente, lo sappiamo bene, addirittura ci sono delle discussioni che travalicano persino il senso delle cose, però proprio sul senso delle cose riflettevo adesso. perché dare un nome alle cose quindi il mansplaining in questo caso che non aspettano i ragazzi oppure la relazione tossica tutte parole, locuzioni che fino a pochi anni fa noi non conoscevamo e si diceva l'amore è così ma lui è così quando si dice è così vuol dire che non si capisce

ecco questa è cultura questo è confrontare quindi dare un nome alle cose cercare di riconoscersi negli altri e nelle parole che creiamo questo. Questo è molto interessante e infatti mi chiedo se questi ragazzi di oggi, anche delle superiori, dando un nome alle cose, riescono ad orientarsi Per tutte e due la domanda, perché è interessante proprio il vostro punto di vista Nella mia esperienza, anche di insegnante di italiano e di letteratura, tra i maschi e le femmine c 'è una differenza notevolissima, perché le ragazze nelle cose che scrivono...

dicono hanno una capacità di mettere in parola le proprie emozioni che per i maschi è un casino. C'è una specie di fudore. confessioni, messaggi personali che ho ricevuto hanno dovuto passare il filtro di un messaggio email, cioè la distanza del monitor, della tastiera, perché parlarsi, guardare guardandosi negli occhi da vicino era qualcosa che metteva in imbarazzo, non c 'è, ma io poi sono cresciuto con un fratello gemello e quando

lui aveva una ragazza io lo sapevo dagli amici. Fra noi era come se questa sfera così intima fosse un po' qualche cosa che non avevamo le parole per attraversare quello spazio, quindi anche nell 'esperienza mia. qualcosa del genere. Dottoressa Santoni. Sì, nella nostra esperienza ragazzi rispondono in un modo molto bello alle attività che proponiamo e dare un nome alle cose aiuta tanto, nel senso vediamo che quando li proponiamo Le attività in cui sono coinvolte e coinvolti loro producono tantissimo e

siccome abbiamo sempre anche un questionario di gradimento anonimo alla fine dell 'intervento e gli chiediamo cosa gli è piaciuto, cosa non gli è piaciuto, tutte e tutti ci scrivono che gli è piaciuto. questo, il poter elaborare loro ed esprimere le loro opinioni e confrontarsi tra di loro e il feedback è molto bello, anche martedì abbiamo fatto questo evento sul 25 novembre dove sono state invitate e invitate. loro in comune a raccontare la loro esperienza. Per me personalmente è stato davvero bello vedere ragazzi che ho conosciuto tre anni fa che raccontavano quello che avevano fatto e per esempio c 'è stato un ragazzo del Da Vinci che ha parlato.

di come ha capito gli stereotipi su maschi, come lo imprigionano in un modo molto bello, quindi quando l 'ho sentito proprio la restituzione del fatto che si produce un cambiamento culturale, una consapevolezza collettiva che si sente... che è molto potente anche umanamente è proprio gratificante posso chiedere se c'è una resistenza da parte di qualcuno perché si vede nel nostro mondo politico e giornalistico a volte anche una resistenza a questo cambiamento. Posso chiedere se anche fra i giovani esiste qualcuno che protesta per questo modo di rappresentare le cose?

Allora, è successo, a volte, se ne parlava prima con Andrea, ci sono state delle classi poche... dove gli stereotipi sui maschi erano molto radicati e dove quindi c 'è stato un lavoro più approfondito perché si sentiva che le riflessioni proposte attivavano una conflittualità. e quindi si è dovuto approfondire dei temi anche legati all 'omofobia che normalmente riapprofondiamo meno perché si trova un contesto dove i ragazzi e le ragazze sono più informate, invece raccontavo prima, è capitato a volte ragazzi che hanno...

citato come scienziato Trump rispetto appunto alle teorie che l'omosessualità è una malattia allora lì noi ci regoliamo molto anche sulle classi quindi in base al contesto che troviamo poi interveniamo anche in un modo personale no? Lei citava la partecipazione dei giovani in comune martedì, c 'è stato un flash mob partecipatissimo nel quartiere della Dogana promosso da QN del Comune, ci scrive Leonardo, ha visto sotto del minuto di rumore in Palazzo Vecchio commenti insomma

tremendi, roba da non credere e ovviamente tutti uomini, qui c'è una componente sui social che rivela che cosa anche perché i social Vengono visti più che utilizzati forse dai giovani e qual è il messaggio che arriva da quel mondo? È un messaggio molto complicato su cui dobbiamo lavorare tanto, credo, nel senso che... Ci sono anche tante ricerche adesso che ci dicono quanto anche la psicologia deve focalizzare l 'attenzione sulla comunicazione dei social che facilmente veicolano

messaggi d 'odio, messaggi che parlano alla parte emotiva. affettiva e per questo negli interventi che facciamo noi pensiamo che sia molto importante anche un'educazione digitale che in questo momento si deve integrare a quella affettiva, cioè dare gli strumenti per avere un pensiero critico e per comprendere come mai c'è. i messaggi sono facilmente attraenti ma falsi e come mai diciamo ci portano in certe direzioni quindi bisogna molto lavorare su questo Giorgio siamo in conclusione se hai delle sollecitazioni rispetto agli ospiti beh vorrei chiedere loro qual è la cosa che più li ha stupiti in queste operazioni, queste azioni che hanno fatto in questi anni

rispetto ai più giovani, se c 'è qualcosa che li ha colpiti in maniera particolare spiazzati. E anch'io aggiungo rispetto alla gelosia. Come viene affrontata? Perché è un bene, è un male, ci deve essere, come gestirla? Le ragazze la richiedono come forma di attenzione, poi però c 'è un limite, ecco, anche questo aspetto. è venuta fuori soprattutto nei bigliettini perché poi parlare a voce alta è sempre un po' più complicato però viene sempre fuori questo tema anche

della resistenza, della gelosia Secondo me il punto è cercare di mandare dei messaggi, io preferisco i messaggi positivi ai messaggi negativi di critica, cioè mandare il messaggio che si può attraversare. certe fasi di crisi, che decostruire certe immagini può essere, come dicevo prima, liberatorio. Io ho sempre in mente...

Lo dicevo in Palazzo Vecchio l 'altro giorno, un passaggio della Fuggitiva di Proust, l'ultimo penultimo volume delle ricerche del tempo perduto. Lui sta soffrendo molti anni. perché Albertin è partita, l 'ha lasciato e chiama il suo amico Robert, che è il suo amico del cuore, quello con cui parla. Quando Robert arriva e vede la fotografia di Albertin, Martina, Marcel si accorge che è deluso, evidentemente un po' bruttacchiola diciamo,

non un aggettivo prustiano, ma insomma lui si accorge che Robert si domanda com 'è che per questa si possa offrire così tanto e Marcel conclude dicendo non c'è problema per me lascio volentieri le belle donne agli uomini privi di fantasia ecco, lavorare invece introdurre fantasia negli occhi dei ragazzi, dei bambini anche cioè la capacità di vedere oltre l'immagine della bellezza plastificata e anche di vedere se stessi oltre lo stereotipo

di potersi immaginare come si può fare la società performante anche da un punto di vista visivo dottoressa Santoni davvero in conclusione sì allora rispetto a quello che più mi ha colpito sicuramente nel secondo incontro del progetto Generazioni Pari io e la collega che l'abbiamo elaborato Un 'attività che chiamiamo la scatola anonima delle esperienze personali in cui chiediamo ai ragazzi e ragazze di scrivere esperienze personali legate a stereotipi, pregiudizio o moleste. la prima volta è stato un po' uno shock

perché questa scatola è piena di denunce di violenze da parte delle ragazze tanto che la prima volta poi noi leggiamo i bigliettini quindi la prima volta che l'abbiamo letto sia io che la collega emotivamente è stato molto forte Non ci aspettavamo una descrizione così dettagliata di così tante esperienze e nemmeno i ragazzi e le ragazze. Quindi eravamo molto timorosi di mantenere questa attività, invece prima in classifica nel questionario di gradimento, tutti ci scrivono... Che per loro è un momento bellissimo, toccante, è una specie di denuncia collettiva catartica e che ci tengono moltissimo e che le ragazze anche scrivono si sentono liberate nel

raccontare l 'esperienza che hanno fatto e nel vedere anche che... ragazzi si rendono conto di qual è la loro esperienza quindi ci rimane come un'attività che sempre quando introduciamo siamo un po' diciamo emozionate ma che è sempre molto bella sulla gelosia si può dirci? Sì sulla gelosia La gelosia è un argomento importante, noi abbiamo approfondito il tema delle relazioni tossiche proprio su richiesta dei ragazzi e le ragazze, perché nel questionario chiediamo quali argomenti e il primo anno ci dissero le relazioni tossiche e la gelosia. Parliamo moltissimo di questo con loro e viene fuori in modo molto chiaro di

nuovo come anche su questo argomento ha un ruolo digitale, c 'è l 'abitudine diffusa, collettiva che abbiamo sempre di più tutte e tutte. di controllarci continuamente che ci disabitua a tollerare le separazioni, a non sapere niente degli altri, per questo appunto dicevo prima è molto importante integrare questi argomenti quindi insomma va a minare fiducia e rispetto dovrebbero essere alla base di ogni relazione. Nove in punto Giorgio, questa puntata potrebbe durare all'infinito ma noi riospiteremo volentieri

i nostri ospiti qui in studio Ci diamo appuntamento per un 25 novembre al mese, il prossimo mese dunque a dicembre lasciandoci come di consueto con la pillola conclusiva appunto dell 'avvocata Marina Capponi del foro di Firenze. che ci parla delle P della parola prevenzione. Di cosa parliamo quando parliamo di prevenzione? Fra le quattro P indicate dalla Convenzione di Istanbul, quali azioni da intraprendere insieme alla protezione Grazie a

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