25 Novembre al Mese: Femminicidi e Sessismo, Come Cambiare il Copione Culturale
Prima puntata stagionale di 25 novembre al mese dedicata alla violenza di genere. Paola Alberti e Massimo Noli, genitori di Michela uccisa a Firenze nel 2016, presentano una petizione per modificare il codice penale e introdurre responsabilità per chi omette di denunciare intenzioni violente. La trasmissione affronta il cambio di narrazione culturale, il coinvolgimento maschile e le iniziative dell'Università di Firenze.
Capitoli
- 00:00Introduzione e ricordo di Michela Noli
- 01:00La narrazione culturale dei femminicidi
- 06:00Petizione per modifica articolo 593 codice penale
- 09:00Lorena Isceri e il ruolo dello psicoterapeuta
- 14:00Coinvolgimento maschile e paternità responsabile
- 20:00Marina Caponi e iniziative universitarie
- 24:00General Course violenza di genere
- 28:00Iniziative di sensibilizzazione novembre
- 32:00Conclusioni e responsabilità politica
Trascrizione 56 passaggi
Un 25 novembre al mese, una narrazione diversa contro la violenza. di genere. Alle otto e quarantuno minuti su Controradio e su Controradio TV prima puntata di stagione di un venticinque novembre al mese eh abbiamo anche la sigla per questo spazio. che ormai è diventato un appuntamento fisso non solo dal punto di vista del calendario ma soprattutto dei contenuti necessari. Io saluto subito Giorgio Bernardini che con me conduce la trasmissione. Ben trovato. Ancora buongiorno.
e i nostri ospiti che ci hanno raggiunto con enorme piacere da parte nostra Paola Alberti e Massimo Noli ben trovati buongiorno a tutti genitori di Michela Noli che il nostro pubblico conosce ricorda bene la giovane Vittima di femminicidio uccisa a Firenze nel maggio 2016, Paola Massimo, ricorre il decimo anniversario, tante sono state le iniziative e anche l 'occasione in Palazzo Vecchio che vi ha visti protagonisti. per ricordarla ma anche per cercare e creare strumenti per andare avanti diciamolo.
Sì, questo evento che è accaduto proprio qualche giorno fa in Palazzo Vecchio è stato un evento per... Ricordare i dieci anni che sono passati ma soprattutto tutto quello che è stato fatto e che cosa può essere cambiato perché certe situazioni purtroppo sono giornaliere. e ne parliamo un po' di più, ma di concreto ancora non è stato fatto molto e quindi sensibilizzare per noi è molto importante. Infatti Giorgio, le parole non bastano più e questo ha messo...
Siamo in crisi anche noi come operatori dell 'informazione in questi mesi che abbiamo davvero vissuto un 'estate scandita da femminicidi, l 'ultimo proprio sul nostro territorio di Lorena Isceri. Dobbiamo cercare di capire da dove e con quali strumenti ripartire. Sì, dobbiamo cercare di capirlo ed è proprio questo il senso di questa trasmissione, insomma, dare voce a una diversa narrazione. E questa narrazione, lo diciamo molto spesso nelle nostre puntate, è una... consapevolezza culturale diversa per questo secondo me è importantissimo proprio oggi la voce di Paolo Alberti
e Massimo Noli che propongono proprio questo attraverso la loro proposta che adesso sentiremo anche di cambiare la legge cioè cambiare la legge e rendere consapevolezza rendere responsabili è esattamente quello che noi cerchiamo di fare, anche con la nostra narrazione, con la nostra voce, con un modo diverso di raccontare questi femminicidi, noi facciamo questa cosa culturale importante e anche la legge lo deve fare. È bello vedere uomini e donne che sono insieme oggi anche in radio e si confrontano analizzando anche quali sono i punti deboli di tutto questo, ancora purtroppo aperti e senza risposte.
Abbiamo fortemente voluto anticipare... questa trasmissione di stagione, le rubriche consuete partiranno a ottobre ma non potevamo aspettare ottobre per un 25 novembre al mese, femminicidi e sessismo, come cambiare il copione culturale, il titolo di questa puntata che come dicono Sueto apriamo con la collaborazione e il contributo della pedagogista e scrittrice Alessia Dulbecco. Chi lavora nel contrasto alla violenza di genere sa già nel momento in cui apprende di un femminicidio cosa accadrà nelle ore e nelle settimane. La cronaca seguirà il suo corso, quello a cui ormai ci siamo abituate, costruendo il racconto intorno
all 'efferatezza del gesto e al profilo del responsabile. Di solito tra un episodio e l'altro passa almeno il tempo di riprendere fiato. I centrali di quest'estate invece non è stato così. Prima di Lorena Isceri sono state uccise Luigia Fortunato, Tania Sperindio, Daphne Rebaudo, Daniela Florea, Tania Terrin, Ornella Forastefano, Joanna Roissi, Carmela Bifano. Tutte donne uccise nell 'ambito di una relazione affettiva da persone che dicevano in qualche modo di amarle. Ogni caso ha avuto la sua specificità, eppure la grammatica della cronaca è sempre la stessa in tutti.
sul soggetto, sulla sua mostruosità o morbosità, veicolando l 'idea implicita che chi ama davvero non farebbe mai del male a un'altra persona. Un'idea che dispensa dall'obbligo di interrogarsi su cosa significhi amare dentro una cornice. che assegna a uomini e donne copioni molto diversi. Lo storico Ivan Giablonca nel suo ultimo libro La cultura del femminicidio osserva l'impianto che sorregge tutto questo. Ci ribelliamo all'evento singolo, ciò che non mettiamo mai in... In discussione però sono i canoni culturali attraverso cui le nostre storie raccontano da secoli di uomini che si muoiono ma in guerra con onore e di donne che invece muoiono
per punizione perché si sono sottratte al copione. Sono storie di cui tutta la nostra cultura, quella alta che apprendiamo a scuola e quella bassa o mainstream del cinema, della musica, dei romanzi, è intrisa. Continuare ad affrontare ogni episodio senza mettere in discussione questo quadro ricorda Giablon. non ci permette di andare da nessuna parte. Mettere in discussione il quadro non significa rinegare il nostro passato culturale, ma provare a leggerlo in modo diverso, osservando pattern ricorrenti. Un 25 novembre al mese è nato per questo. e mai come adesso, alla vigilia di una nuova edizione, sentiamo quanto sia necessario
continuare in questa direzione. Necessario è proprio, insomma, la pedagogista Alessia Dulbecco parlava di dispensa dalle responsabilità. Per questo io voglio chiedere a Paolo Alberti e a Massimo Noli che senso ha appunto la loro proposta di una petizione per integrare l 'articolo 593 del codice penale. Si vorrebbe introdurre la responsabilità appunto per chi venga a conoscenza dell 'intento di un 'altra persona di commettere. violenza e ometta di denunciarlo quanto è importante e che cosa significa questo significa salvare le vite in pratica è questo noi leggendo le indagini abbiamo faticato molto a leggere
Però ci siamo resi conto di quello che era successo, i genitori sapevano, loro dichiarano, in effetti Mattia ci aveva detto che voleva e il risultato è che sarebbe bastato. un messaggio, una telefonata a lei, a noi, a nostra figlia, a noi, esatto, e ci sarebbero salvate le vite, è tutto qui il punto. L'altro aspetto è... la rottura del segreto professionale da parte dei professionisti, perché la neuro, no scusate come si chiama,
è una psicoterapeuta. terapeuta e dichiara mi sono informata e so che posso rompere il scritto professale mentre era interrogata dalla polizia cioè lei secondo noi doveva già sapere che poter rompe il segreto professionale e comunque il risultato è che se tu rompi il segreto professionale salvi le vite, telefoni ai genitori, telefoni alla persona che può essere in pericolo, salvi la vita del paziente. e di chi gli sta intorno e di chi può essere in pericolo.
Giorgio, una petizione questa che non è di oggi, voi da quant 'è che portate avanti queste richieste? Tre volte l'abbiamo mandata, però viene eletta in Parlamento. Viene affidata alle commissioni, però poi non c'è il risultato. Ed è questo un po' che mette in crisi tutto il sistema, i tempi di presa di coscienza che questa non è un 'emergenza. E' incredibile perché quando si pensa all 'emergenza si pensa alla decretazione del governo, eppure questa è una legge che chiede giustizia
ogni giorno, anche solo quello che... Insomma, appena detto Massimo Noli, richiama immediatamente all 'attenzione quello che è successo pochi giorni fa con il femminicidio di Lorena, si è discusso a lungo, anche se le indagini ovviamente sono in corso, su che cosa avrebbe potuto fare lo psicoterapeuta. questo caso che aveva in cura il femminicida che poi si è tolto la vita anche in questo caso e queste sono questioni che ci interrogano tutti i giorni e ci raccontano di un'emergenza davvero quotidiana, quindi io davvero non capisco. Noi davvero non capiamo come non si possa ritenere prioritaria una discussione su tutto questo
e forse probabilmente bisogna anche rivedere quelle che sono le priorità delle persone che fanno la domanda politica quando ci sono le elezioni. Ecco, io vorrei tantissimo... Lo dico a tutti che si parlasse molto più di questo e molto meno di altri temi minori quando ci si domanda anche perché votare un partito o l 'altro. Questo dovrebbe essere un tema centrale. vista del caso di Lorena che ha riattivato un'attenzione che ha portato anche a un collegamento anche di sorellanza materna
diciamo con Paolo Alberti è stata dalla madre di Lorena al momento della fiaccolata promossa dalla sindaca Funaro l'abbraccio tra di voi quello che vi siete dette ma soprattutto la responsabilità da genitori di portare avanti senti un messaggio che possa dire davvero mai più. Sì, perché sono dei dolori che non si possono spiegare, cioè l 'abbraccio con Antonietta si chiama. E' stato proprio da mamma a mamma ma da
mamme in generale perché questa forma di violenza è diciamo... Impossibile da descrivere, ma soprattutto quello che fa riflettere è che il padre, che fino a pochi anni fa nessun padre aveva mai parlato. il cesto di Giulia Cecchettino, hanno cominciato anche i padri e questo è importante, è importante la collaborazione con la parte maschile, perché la parte maschile magari ha un modo di vedere diverso dalla nostra.
Quello che immediatamente ci viene da dire è basta, non ne possiamo più, questa cosa è orribile, facciamo in modo che finisca. Però sono la parte maschile che poi dice allora va bene. Beh, come è stato anche con noi, lui ha detto facciamo qualcosa, scriviamo qualcosa e quello che noi cerchiamo di portare avanti è questo fatto di prevenzione. Soprattutto una cosa culturale, perché fermarsi, tacere, se uno sa che quella persona vuole fare qualcosa, perché quasi tutti
lo dicono, lo scrivono. Il nostro caso, Mattia l 'aveva scritto anche al miglior amico dalla mattina fino alla sera, quindi tutti questi messaggi, perché non credere la prima volta uno può dire vabbè dai cosa stai dicendo, ma al secondo. Al terzo dice aspetta un attimo vengo lì perché non stai bene, poi sapendo che una persona è veramente in una situazione delicata per cui lo può fare e mettere in atto questo fatto. Elisa ha cercato di sintetizzare dei campanelli d 'allarme che fossero ben chiari,
ad esempio l 'ultimo appuntamento a cui è stata Michela. Non ci si deve porre neanche il dubbio di una motivazione. che possa portare a andare a quell 'ultimo appuntamento. L 'ultimo appuntamento deve essere evitato a qualsiasi costo. Esatto, questo lo diciamo tutte le volte che andiamo nelle scuole, tutte le volte che facciamo... Facciamo un evento anche l 'altro giorno, abbiamo fatto un video addirittura dove ci sono delle frasi che dice questo non è amore, violenza, ma soprattutto l 'ultima frase dice se all 'ultimo appuntamento non andare.
Se lui ti chiede l 'ultimo appuntamento è nella sua testa che è l 'ultimo appuntamento, perché io posso ritrovare quella persona dall 'altra parte del mondo dopo 30 anni, oppure dopo 20, dopo 10, però lo posso rincontrare. Perché è l 'ultimo appuntamento? Non esiste, è proprio l 'idea dell 'ultimo appuntamento che è importante prendere in considerazione e dire no, se quello mi chiede l 'ultimo appuntamento io non ci devo andare assolutamente. E che diventa l'ultimo appuntamento della vita, non l'ultimo appuntamento fra le due persone. Io trovo veramente centrale il discorso che stava facendo Paolo Alberti, proprio sul richiamo al messaggio degli
uomini che parlano dei padri che intervengono. vengono finalmente su questa vicenda. Dico finalmente perché poi quegli uomini, Paola, parlano ai loro figli, parlano ai padri, parlano ai compagni e parlano appunto a se stessi. È il vero punto della questione. Io dico proprio che non solo, rafforzo il messaggio che Chiara diceva, non bisogna mai andare ovviamente all 'ultimo appuntamento come voi avete ben spiegato, ma si spinge anche un figlio maschio, un uomo... a non dare un ultimo appuntamento. Questo è il vero punto per intervenire sulla cultura.
E certo, perché l 'uomo comincia, il ragazzo comincia a fare dei ragionamenti un po' diversi. Prima di tutto il padre, il genitore. e agisce anche in modo diverso e questo è importante perché sì parlare però è anche quello che si vede magari un ragazzo, il genitore parla bene. Dice cose interessanti e poi esce in un altro modo, ecco che lì non va bene, se invece prende consapevolezza di quello che sta dicendo, allora magari anche...
che le sue azioni sono diverse e dà un esempio diverso e dà l 'esempio che è molto importante. Ecco, Massimo Norio, come sta leggendo questa presa di coscienza sempre più presente? dei padri delle vittime ma anche di realtà insomma associazioni che si stanno animando di uomini che dicono dobbiamo affrontarla insieme questa gravità per trovare strumenti condivisi che possano arginarla. Sì, fino a dieci anni fa se ne parlava meno
e confesso che quando sentivo delle notizie alla televisione insomma non capivo, non davo peso, adesso se ne parla molto di più è soltanto che purtroppo non vediamo risultati Vediamo che insomma i femminicidi purtroppo la violenza va avanti e quando si va nelle scuole a parlare magari all 'inizio i ragazzi sono un po'
superficiali, un po' strafottenti. Poi invece si concentrano, infatti quando finiamo l 'intervento o fanno domande oppure vengono e ci abbracciano. Quindi quello che noi cerchiamo di dire a loro è di tenere gli occhi aperti, anche in casa, a qualsiasi parte, non dare niente per scontato. Magari rivolgersi agli insegnanti che sono il loro primo... Mille scuole ha detto Massimo e non a caso perché insomma siamo
in un contesto invece in cui stiamo tornando indietro rispetto a questo. Stiamo tornando indietro e lo stiamo dicendo insomma da un po' di ore anche il riferimento al dibattito che viene effettuato sulla scuola, la scuola invece è molto importante anche per altri versi. Io se mi permettete ho una curiosità su questo perché spesso si parla dei genitori. delle delle vittime come prime vittime viventi entrambi ovviamente sia chi di chi agisce rispetto alla violenza sia di chi l'ha subita e però mi chiedo anche e chiedo a voi che oramai avete Un 'esperienza su questo, ma non è che per caso anche i genitori vanno interrogati in questo,
cioè mi dico spesso non è che bisogna educare anche i genitori a intromettersi un po' di più nelle relazioni, perché spesso nella nostra cultura si pensa le relazioni dei nostri figli non dobbiamo entrarci, non dobbiamo entrarci più di tanto e anche quando ci sono dei campanelli dell'allarme è una storia d'amore, sono fatti loro, stiamo un passo indietro ecco, forse questo invece dobbiamo un po' rivederlo ma dipende perché non è vero È vero che uno non entra nello specifico e non troppo, però per quanto riguarda Michela era venuta a casa, mi aveva chiesto consiglio, abbiamo sempre parlato noi.
E lei ci ha sempre detto non mi farebbe mai del male e quindi il genitore penso che più di tanto non possa arrivare in quanto se c 'è nel nostro caso violenza fisica. fisica non c 'è mai stata e quindi l 'allert, diciamo così, l 'allarme non ce l 'avevamo. Però la violenza psicologica, sappiamo che ci sono tantissimi tipi di violenza purtroppo e la violenza... Psicologica non lo posso sapere e magari non la riconosce nemmeno la vittima in questo caso perché è talmente subdola, è
talmente sottile che magari una persona dall 'esterno che... Però vede tutta la situazione, forse è uno psicoterapeuta, però è uno psicoterapeuta dove c 'è un protocollo già assegnato che gli indica quello che deve fare, perché se la prende così come è stato fatto. è stato fatto per quanto riguarda lo psicoterapeuta nel caso di Lorena e anche lui ha detto, dice, mi sembrava tranquillo, cioè uno psicoterapeuta
mi sembrava tranquillo il giorno prima della situazione, magari ecco c 'è da porsi una domanda e le domande ce le dobbiamo porre soprattutto dal punto di vista maschile, secondo me bisognerebbe che la parte maschile fosse più presente. Noi qui sul quartiere 4, per fortuna, abbiamo tante associazioni, tra cui c 'è anche il CAM, ci sono associazioni maschili che svolgono delle attività. molto interessanti, però è limitato a un quartiere, è limitato a un...
Ci dovrebbe essere una presenza in carico, voglio dire, io mi aspetterei anche che da un punto... di vista politico ci fosse una forte mobilitazione maschile anche per una manifestazione che portasse davvero in strada le coscienze di migliaia di uomini che potessero smuovere anche appunto Un messaggio di unità e di condivisione in questa lotta. Ci scrivono, mi piacerebbe avere il parere della psicoterapeuta riguardo a questo punto. La forma di amore dell'uomo che è aggressivo e violento non è forse una forma di dipende. mi sembra che ci siano tutti i tratti della dipendenza, questo voglio dire, certamente
queste sono valutazioni poi di competenza però sicuramente non è una relazione sana e neanche nella gestione C 'è un tema veramente breve, poi abbiamo uno slot di trasmissione che va verso la conclusione con la nostra Marina Caponi. Come si può solidarizzare? Scrive Sara con i genitori dei ragazzi, delle ragazze che invece uccidono. Ecco, diteci un po' la vostra. Noi non abbiamo più avuto nessun rapporto con i genitori.
genitori dell 'ex marito e invece pensiamo che sarebbe importante anche capire le dinamiche, capire quello che pensano o che non hanno fatto, magari che avrebbero potuto fare. proprio i genitori di coloro che commettono la violenza e comunque c 'è dopo pochi giorni forse un mese non mi ricordo di preciso però La mamma di Mattia mi mandò un messaggio dicendo non pensate a Mattia
come a un mostro. Un ragazzo che ha voluto tanto bene a Michela, che ha fatto quel che ha fatto per troppo amore. Ecco, da lì io mi sono fatta una domanda. Dico, che cosa significa questo? Te l'hai educato? Sto pensando che questo sia troppo amore, nessuno vuole questo tipo di amore assolutamente, ma cos 'è l 'amore? Cioè avere un dialogo con i genitori della...
di chi fa il reato sarebbe importantissimo, ma in quasi tutti i casi si allontanano e si nascondono. Qualcosa che va detto, non è un tabù, è un qualcosa di cui parlare, perché se ne parliamo possiamo conoscere e cambiare. Sì, conoscere e cambiare e soprattutto confrontarsi. Magari ripensare a quello che è stata la propria vita, perché poi educare, come dicevate prima benissimo, è l 'esempio, quindi soprattutto vuol dire ripensare alla propria di vita.
Magari questa madre non ha detto niente di particolare rispetto all'altro. troppo amore, verbalizzandolo al figlio, ma magari ha vissuto una vita dove il troppo amore, così chiamato, che magari diventa violenza o tossicità, era un codice diciamo sbloccato in famiglia. Quindi questo è necessario, sarebbe necessario parlarne anche dopo. Questi sono momenti in cui non abbiamo risposte ma vogliamo analizzare come poterle trovare e quindi vi ringraziamo anche per i messaggi che ci state mandando, ringraziamo Paolo Alberti e Massimo Noli sempre disponibili.
a mettersi a disposizione, grazie davvero. Grazie a te. E salutiamo, diamo il ben ritrovato a Marina Capponi che non abbiamo registrata mai in diretta, avvocata del Foro di Firenze, scrittrice. Ben trovata Marina. Buongiorno, buongiorno Chiara, buongiorno Giorgio, un grande abbraccio ai genitori di Michela che fanno un lavoro meraviglioso, con un coraggio, è veramente un lavoro preziosissimo. Immagino tu abbia seguito la trasmissione che... Valutazioni stai facendo anche in quest 'estate, Marina, in cui ci siamo interrogate come arrivare all 'apertura di una nuova stagione di un 25 novembre?
Certo, certo. Il lavoro è enorme perché... Il problema irresolubile con un 'unica soluzione punitiva, con molta semplificazione, è l 'approccio che ha detto il nostro governo. ha voluto dare a questo tema, ignorando e sottovalutando invece l 'aspetto fondamentale di una crescita culturale, soprattutto educativa, lavorando fin dalle giovani generazioni.
Se l 'approccio è sicuramente multidisciplinare, molto complesso, tra l 'altro io ho ascoltato con molto interesse la proposta, il ragionamento che portano avanti i genitori di Michela. anche sotto il profilo della modifica della tecnica legislativa rispetto all'approccio nei confronti dei reati e nei confronti della loro procedibilità perché è vero che sono quasi tutti i reati centinella procedibili solo a querela di parte, però ci possiamo lavorare, nel senso che ci sono alcune
fatiche come i maltrattamenti in famiglia, anche questi sono spesso un fortissimo indice di quello che può succedere e sono presidibili d'ufficio. Non è impossibile lavorare su una tecnica legislativa diversa, perché poi ci sono delle ragioni anche per le quali... individuato diciamo così come come notizia criminis quella della querela di parte per poter procedere
però ci possiamo riflettere Effettivamente i campanelli d 'allarme devono essere intercettati e possono essere intercettati anche da persone diverse rispetto alla vittima. il tema dell 'acquisizione di notizie da parte di professionisti come i psichiatri e i psicoterapeuti. Anche questo è un tema molto delicato e il segreto professionale è... una chiave fondamentale del rapporto terapeutico, però anche
lì possiamo valutare perché uno specialista può intercettare dei segnali veramente. pericolosi, sui quali lavorare in maniera magari in team, anche con altri risultati, quindi dedicheremo magari, ecco, anche delle puntate. Assolutamente, sono delle... Delle crepe che dobbiamo aprire invece che chiudere e nascondere sotto il tappeto. Ma ci dicevamo anche fuori onda, anche con i genitori di Michela, il grande impegno che per esempio...
L'Ateneo Fiorentino, l'Università, il mondo della conoscenza sta portando avanti. Infatti mi tremeva ricordare che lunedì inizia il General Curve. Questo è dedicato alla violenza di genere. Cosa sono i corsi generali? Sono dei corsi di laurea, dei percorsi formativi con i creditori. formativi insomma collegati che sono
offerti sia agli studenti e alle studentesse che all'intera cittadinanza e che hanno caratteri di trasversalità, quindi raccolgono più voci perché il tema della violenza di genere ovviamente è un tema facettato che deve essere apportato in maniera multidisciplinare quindi lo segnalo c'è questo percorso cui tutti possono accedere attraverso un link, è tutto online con 6 appuntamenti
e l'ultimo appuntamento sarà il 25 di novembre, quindi l'Università di Firenze sta cercando oltre ad essersi dotata di figure di supporto, come la consigliera di fiducia, come lo sportello psicologico, i studenti, ora c 'è uno sportello anche nei confronti dei dipendenti. quindi si sta allargando il più possibile l 'offerta di sostegno e noi stiamo cercando di fare ancora più.
Una iniziativa che state portando avanti con la Fondazione Cecchettin. La possibilità di iniziare un corso interattivo dedicato agli studenti e alle studentesse. di legato strettamente alla relazione sesso -affettiva, quindi all 'educazione, all 'affettività, alla gestione della rabbia, alla gestione dei rifiuti, con delle modalità anche a carattere. interattivo che sono più accattivanti anche nei confronti ecco quindi Marina, vari strumenti
anche pubblici appunto non solo per i protagonisti dell'Ateneo come docenti e come studenti ma come diceva Grazie a tutti, quindi invito anche di collegarsi semplicemente alla pagina dell 'Università di Firenze e cercare il General Course sulla violenza di genere. Questi corsi estremamente interessanti che vedono il giurista, l 'assistenza sociale, quindi tantissime figure che affrontano il tema dando degli strumenti.
Per quanto riguarda gli insegnanti, con Fondazione Cecchettine dicevamo c 'è un percorso intrapreso che è stato anche, insomma l 'abbiamo raccontato. vale la pena ribadire anche questa terza iniziativa che è dedicata ai formatori e che è a carico di un dipartimento, non di tutto l'Ateneo ma di uno specifico dipartimento c 'è la professoressa Genediemmi che tra l 'altro è stata ospite diverse volte della trasmissione.
Lo ha proprio anticipato qui che avrebbe avuto vita questo corso e siamo felicissimi del successo di partecipazione. E' partito, è molto partecipato, è ovviamente a livelli professionali molto alti, quindi estremamente utile per tutti i formatori e formatrici, quindi insegnare. Tanti maestri, tutti coloro che hanno questo delicatissimo ruolo di veicolo, di un nuovo approccio, un modo diverso.
più rispettoso e più attento anche ai segnali fin da piccoli, veicolati dagli stereotipi familiari, da una disattenzione. Insomma Marina Capponi in conclusione ci sono tantissime attività che stanno prendendo vita in termini di formazione volte a un cambio di paradigma culturale. dal punto di vista politico-istituzionale, diciamolo. Sì, infatti, a tutte queste iniziative che
portano via tempo, energie e competenze. C 'è una situazione che fa cacciare le braccia perché effettivamente il divieto di un 'educazione sessoaffettiva per le scuole primarie per la secondaria di primo grado, l 'obbligo di interpellare i genitori e quindi di avere un consenso è francamente dire limitativo. è poco
ma non ci fermeremo nel cercare di creare spazi anche chiamando in causa soprattutto la responsabilità politica, noi ti ringraziamo grazie Marina Caponi in diretta per un 25 novembre al mese. Grazie a voi per il bellissimo lavoro che state facendo e andiamo avanti così perché è veramente bisogno. Assolutamente, grazie ancora. Alberti, in conclusione, sempre impegnati voi in termini di sensibilizzazione, ci sono delle iniziative che volete ricordare?
Ma ora stiamo preparando il filo rosso che col quartiere 4 tutti gli anni... che mette in atto diverse attività e quindi lo stiamo preparando, ma cominceremo presto. E poi a novembre ci sarà la camminata con tutti i quartieri. che sarà a passo di donna e poi ci saranno degli altri eventi tipo il 22 novembre ci sarà lo spettacolo alfabeto al femminile dove c 'è
principalmente la storia di Michela e quindi insomma andiamo avanti e questo sarà un inizio di nuovo da abbastanza faticoso perché insomma tutto novembre. sarà impegnatissimo. Assolutamente lo immaginiamo anche insomma di avvicinamento alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne ma proprio da questo è nata un 25 novembre al mese perché non ci fermiamo eh Giorgio. data in calendario. Non ci fermiamo mai, non ci fermiamo, lo dico sottolineandolo, con anche un interesse sempre più maschile rispetto a questa questione che Massimo Noli
ha benissimo sintetizzato prima. Non ci fermiamo neanche sulla responsabilità politica. La vita politica che è stata evocata è nostra, perché se non l 'hanno i rappresentanti politici è nostra come elettori e la domanda politica di chiedere che questo sia affrontato come tema prioritario. novembre al mese termina qui riascoltabile sui nostri canali cross mediali. Grazie per averci seguito. Tra poco la Newsline prosegue con Raffaele Palumbo. Contro la violenza di genere.