35 anni di EBRET
Evento celebrativo per i 35 anni di Ebret, l'ente bilaterale dell'artigianato toscano. Presentazione di dati su imprese artigiane, prestazioni erogate e percezione sociale del settore. Intervento del professor Carlo Cottarelli su economia italiana, problemi strutturali e sfide per la crescita.
Capitoli
- 00:00Introduzione e saluti
- 05:30Intervento Prof.ssa Fallauri - Università di Firenze
- 11:30Relazione Presidente Monica Stelloni
- 27:30Dati bilateralità - Direttore Gianluca Volpi
- 43:30Tavola rotonda parti sociali
- 01:27:30Saluto Assessore Jacopo Vicini
- 01:31:30Lectio Magistralis Prof. Carlo Cottarelli
- 02:39:30Conclusioni
Trascrizione 273 passaggi
35 anni di ebret in diretta dalla sala della musica della fondazione zeffirelli il convegno dedicato ai 35 anni dell 'ente bilaterale dell 'artigianato toscano eccoci eccoci qua buongiorno Buongiorno, buongiorno come annunciato. Diamo inizio a questo atteso appuntamento che è un momento di condivisione anche di festa, di bilancio, di valutazione, di analisi, di riflessione e soprattutto di prospettive, di sfide per il futuro.
Siamo al 35esimo appuntamento, la 35esima annualità di attività di Ebreth al fianco delle imprese, un appuntamento qui alla Fondazione Zeffire. e anche trasmesso in diretta sui canali crossmediali di Controradio, l 'ente bilaterale dell 'artigianato della Toscana non poteva trovare titolo migliore per rendere un po' quella che è l 'intenzione di questo momento di condivisione, saper fare, saper crescere. Eh sì, perché restituiremo attraverso valutazioni, analisi e approfondimenti la fotografia dello stato attuale della situazione per quanto riguarda la...
l 'artigianato, le imprese, i lavoratori, ma anche l 'utenza, anche i consumatori. E qui ci sarà davvero un'anteprima molto interessante, ma ci sarà anche modo di affrontare quelle che sono appunto le sfide in termini di innovazione, competitività, qualità. E questo lo faremo in una prospettiva di conclusione di questo incontro che avrà numerosi contributi, che qui poi vi annuncerò anche una tavola rotonda. di confronto tra sindacati e parti sociali le prospettive della bilateralità diventata sempre
più importante del settore dell 'economia regionale non solo soprattutto nel mantenimento nella creazione di un supporto l'abbiamo visto bene soprattutto anche nella gestione pandemica ma non solo tra sviluppo e tutele e allora io invito qui a salire in questo palco di prospettiva e di La professoressa Fallauri che è qui con noi, Maria Luisa Fallauri dell 'Università e degli Studi di Firenze, professoressa di diritto del lavoro, grazie, buongiorno professoressa, prego, per un saluto e anche già una prospettiva all
'insegna della formazione, una sinergia importante con Ebrete e con l 'università per creare anche professionalità e bagagli di strumenti di conoscenza in questo ambito. sempre più importante di sostegno per l'economia, non solo toscana. Prego. Grazie, buongiorno a tutte e a tutti. È per me davvero un grandissimo onore prendere la parola addirittura per prima in questa occasione così significativa che celebra i 35 anni di attività di Ebreth, un 'esperienza che rappresenta
un punto di riferimento fondamentale. panorama dell 'artigianato toscano. Partecipo a questo momento non solo come docente universitaria ma anche come studiosa che per anni e da anni ha il privilegio di collaborare con Ebret approfondendo dal punto di vista scientifico i temi della bilateralità e della tutela dei lavoratori nell 'artigianato. In questo percorso ho potuto apprezzare la storia
solidità, la lungimiranza e la capacità di innovazione che contraddistinguono l 'azione di Ebert. La collaborazione tra l 'università e le realtà del territorio, come quella che Ebert ha saputo costruire nel tempo, rappresenta a mio avviso un esempio virtuoso e sempre più necessario, perché è proprio attraverso il dialogo tra ricerca e la realtà, la pratica, che si sviluppa una conoscenza realmente utile, capace di interpretare i cambiamenti, di accompagnare le trasformazioni economiche e
sociali. In questo senso desidero esprimere un sincero apprezzamento e una profonda gratitudine per l 'impegno concreto di Evret a sostegno della ricerca universitaria, che è testimoniato da ultimo anche dal... finanziamento di una borsa di dottorato. Si tratta di un investimento di grandissimo valore che non solo contribuisce alla creta delle competenze, delle conoscenze scientifiche delle giovani generazioni, ma rafforza il legame tra il mondo accademico e quello produttivo
generando ricadute positive per l 'intero sistema. Celebrare 35 anni significa guardare con orgoglio al percorso compiuto ma significa anche rinnovare una visione per il futuro e sono certa che Everett continuerà a svolgere un ruolo centrale nel promuovere modelli di bilateralità avanzati capaci di coniugare la tutela, lo sviluppo e l'innovazione quindi vi ringrazio per l'attenzione e rivolgo a Everett
i miei sinceri auguri per i prossimi anni di attività e auguro a tutte e a tutti voi un proficuo e stimolante lavoro nel corso di questa giornata di studi, grazie grazie grazie alla professoressa Vallauri, come vedete qui sono molte le siedie e molti contributi concluderemo poi con l'Alexio Magistralis, come avete visto dal programma del professore e direttore Cottarelli ma ci sono due contributi in termini di studi e di spunti interessanti
che adesso saranno i protagonisti attendendo anche i saluti istituzionali quando arriveranno durante questa mattinata di analisi e di confronto, partiamo con l 'intervento della Presidente di Ebreth Monica Stelloni che invito qui a raggiungerci con molta attesa, anche lo devo dire dal punto di vista giornalistico perché è la prima volta che possiamo capire attraverso uno studio e un'analisi campione molto
rilevante e interessante, qual è la percezione sociale dell'artigianato nei consumatori e nelle consumatrici e partire da questo mi sembra estremamente significativo anche per individuare i tasselli di una riflessione che non può non andare insieme, imprese, lavoro, lavoratrici e utenti, pubblico, cittadini e cittadine. Autorità, gentili ospiti, cari amiche e cari amici della bilateralità, è con profonda emozione e un grande senso di responsabilità che prendo la parola oggi,
in questa splendida cornice, per celebrare un traguardo che appartiene a tutti noi, i 35 anni di attività di Ebreth. Voglio iniziare rivolgendo un ringraziamento sincero alle istituzioni che hanno... Volevo onorarci della loro presenza, a partire dalla professoressa Maria Luisa Vallauri, in rappresentanza dell'Università degli Studi di Firenze, con la quale abbiamo avviato una collaborazione scientifica e di consulenza di cui siamo particolarmente orgogliosi, convinti che il dialogo tra Accademia e mondo di lavoro sia la chiave
per interpretare le sfide del futuro. Un saluto va alle parti sociali costituenti la nostra bilaterale. ai rappresentanti di CNA, Confartigianato, Casa Artigiani, CGL, CISL, UIL, ai componenti degli organismi di Ebna, ai presidenti, ai vicepresidenti, ai direttori degli antibilaterali regionali e delle province autonome. La vostra presenza qui oggi testimonia la forza e la coesione di un sistema che non ha uguali. Saluto i vertici delle strutture di sistema di OPNA, di Fondo Artigianale.
Grazie a tutti. Firenze non è soltanto uno schegno di bellezza, è prima di tutto la città che ha saputo fare dell 'arte un mestiere e dei mestieri una forma d 'arte. È la città in cui la qualità del lavoro manuale è diventata civiltà. Quando camminiamo lungo le strade di questa città, ogni pietra racconta una storia
di lavoro. Orsa Michele, un monumento che fonde fede e operosità artigiana medievale. Prima piccolo oratorio, poi loggia per il mercato del grano e infine chiesa delle corporazioni delle arti, con i tabernacoli esterni decorati dai protettori dei mestieri. Poi i passi più in l 'alle, formelle del campanile 18, incise da Andrea Pisano nel XIV secolo, narrano per immagine ciò che noi oggi chiamiamo mondo del lavoro. Ci raccontano una vera e propria encilopedia del sapere umano, la tessitura. metallurgia, la ceramica, in cui rilevi l 'artigiano non è una figura di secondo
piano, ma il protagonista del progresso umano posto allo stesso livello della scienza e della filosofia. E infine Palazzo Vecchio, che domina Piazza della Signoria, non solo sede del potere politico, ma luogo in cui per secoli le corporazioni delle arti hanno intrecciato il governo della città con la tutela del lavoro artigiano. Il palazzo dove l 'artigianato fiorentino si è trasformato in arte pubblica e celebrazione del potere, consolidando il legame indissolubile tra la città, i suoi mestieri e la sua storia.
Un legame sopravvissuto fino ad oggi grazie a una donna che ha consentito che un enorme patrimonio artistico e culturale rimanesse per sempre a Firenze. Anna Maria Luisa De Medici, elettrice palatina. figlia di Cosimo III e ultima discendente dei Medici, che con il patto di famiglia nel 1737 stabilì che nessuna opera d 'arte, collezione o gioiello mediceo potesse lasciare Firenze o il Gran Ducato di Toscana, vincolandoli a ornamento dello Stato e per utilità
del pubblico. Ma la vocazione di questa città non è confinata nel suo lontano passato e ancora oggi... continua a celebrare il connubio tra manifattura e cultura. Poco lontano da qui, il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti custodisce l 'evoluzione dell 'eleganza, con un patrimonio di oltre 6 .000 capi. È lì che nel 1952 Giovanni Battista Giorgini organizzò nella Sala Bianca la prima sfilata di moda, dando avvio alla storia della moda italiana. A pochi centinaia di metri da qui,
Il Museo Salvatore Ferragamo, nella splendida cornice del Palazzo Spini Ferroni, conserva oltre 10 .000 modelli di calzature e il Museo Gucci, che si trova a pochi passi da qui, testimonia come la visione di grandi maestri artigiani si sia trasformata in imperi globali senza mai recidere il rapporto con le mani delle maestranze. È in questo solco ideale che si inserisce la nostra storia. tradizione che Ebreth trae la propria ispirazione più profonda. 35 anni non sono solo una ricorrenza
cronologica, rappresentano la maturità di un modello, quello della bilateralità artigiana che in Toscana ha trovato un terreno straordinariamente fertile. Ebreth è nato dalla volontà di dare risposte concrete a un mondo che è l 'ossatura della nostra regione ma che necessitava di strumenti solidi per la tutela. stella del reddito, la formazione e la sicurezza. Nel 1991, mentre l 'Italia e l 'Europa stavano attraversando trasformazioni profondi, le parti sociali dell 'artigianato toscano compirono un
atto di lungimiranza. Diaderovita Debrecht, l 'ente bilaterale dell 'artigianato toscano, non era soltanto la nascita di un 'istituzione, era l 'affermazione di un metodo, quello del dialogo, della condivisione. della responsabilità reciproca. 35 anni sono un traguardo che merita di essere celebrato con orgoglio. In questi decenni Ebrecht ha accompagnato migliaia di lavoratrici e lavoratori, ha sostenuto imprese nei momenti di crisi, ha promosso formazione, sicurezza, welfare, attraverso interventi e strumenti resi disponibili dalla bilateralità. Un principio fondante
delle relazioni sindacali, ma anche uno strumento. E' un strumento efficace, capace di dare risposte concrete. Basti pensare al ruolo cruciale di FSBA, il Fondo di Solidarietà Bilaterale per l 'Artigianato, che negli anni delle crisi più dure, dalla pandemia alle attuali tensioni geopolitiche, ha garantito sostegno a migliaia di lavoratrici e lavoratori toscani, dimostrando che la solidarietà contrattuale non è solo un ammortizzatore sociale, ma un motore di stabilità sociale. ed economica. L 'artigianato è l 'ossatura silenziosa dell 'economia italiana,
un pilastro fondamentale nell 'economia toscana. Produce valore, alimenta filiere, custodisce competenze che non si trovano in nessun manuale. Troppo spesso sacrificato e messo alla prova dal dilagare della rendita e dalla crescente cibificazione della città che espellono botteghe, lavoratori e famiglie per consegnare. a un flusso turistico che droga al mercato immobiliare e rende estremamente difficile poter lavorare e vivere nei nostri centri storici. Dobbiamo lavorare insieme per cambiare
questa realtà e soprattutto la narrazione che l 'accompagna. Dobbiamo sollecitare interventi che restituiscano valore e prospettiva per rendere esigibile quanto sancito nell 'articolo 45 della nostra carta costituzionale. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell 'artigianato. Le lavoratrici e i lavoratori dell 'artigianato hanno diritto di avere gli stessi strumenti di protezione, di crescita, di dignità che esistono in altri settori e le imprese artigiane, grazie alla bilateralità, possono trovare partner istituzionali
capaci di sostenerle nei momenti difficili e di accompagnarle in quelli di sviluppo. datori di lavoro e lavoratori, pur con intenti diversi, condividono un destino comune, quello delle loro imprese, delle loro famiglie e del territorio in cui vivono e lavorano. Un territorio, il nostro, caratterizzato dalla presenza di distretti produttivi, un vasto aggregato di imprese omogenee per settore e filiera, ma specializzate in fasi, microfasi
e lavorazioni che attingono a un medesimo. vaccino di competenze e capacità lavorative diffuse sul territorio. Grazie a questa organizzazione un tessuto produttivo ricco di competenze specifiche e di imprese sub fornitrici è sopravvissuto alla globalizzazione e si è integrato con l 'ingresso di grandi imprese leader che hanno trovato in Toscana l 'unico luogo al mondo capace di fornire quel mix irripetibile di flessibilità altissima attualità. Oggi questa stessa struttura flessibile,
policentrica, fondata sulla fiducia e sulla prossimità, è anche quella più esposta alla fragilità. Il trasferimento di conoscenze, competenze e abilità insieme a una formazione tailor made sono fondamentali per conservare e mantenere viva la competenza distrettuale. Un artigiano che non si aggiorna, una lavoratrice che non ha accesso a percorsi di riqualificazione. azione, un giovane che non trova nel mestiere artigiano una prospettiva dignitosa, questi sono i veri rischi strutturali di un sistema che si regge sulla qualità del sapere incorporato nelle
persone. La sfida è accompagnare la trasformazione. Le imprese che stanno meglio sono quelle che hanno saputo innovare, non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello organizzativo e commerciale e che hanno imparato a lavorare in rete. meglio quale fosse lo stato dell 'artigianato toscano abbiamo deciso di indagare attraverso un 'indagine demoscopica la percezione sociale e le prospettive di sviluppo dell 'artigianato nella nostra regione. L 'indagine realizzata su un campione di 2000 persone nel mese di febbraio
con metodo Cati -Cami ha osservato simultaneamente due dimensioni che raramente vengono lette insieme. L'immagine del... settore nella popolazione adulta, in riferimento a valore simbolico, prestigio, fiducia e attrattività e la condizione professionale di chi oggi lavora come artigiano, in riferimento a percezione del mercato, innovazione, domanda di competenze e prospettive future. I risultati della ricerca ci consegnano un quadro di grande interesse. L 'artigianato non è percepito.
un retaggio nel passato, ma come un valore centrale nel futuro della Toscana. I cittadini riconoscono nell 'impresa artigiana un presidio di qualità e di relazione umana. La maggioranza degli intervistati si sente vicina al mondo dell 'artigianato e mostra di saper riconoscere il confine tra artigianato ed altri lavori tecnici. Il 41 ,3 % dichiara di aver acquistato o utilizzato servizi e prodotti artigiani negli ultimi 12 mesi, specificando anche il tipo di prodotto
o servizio. Emerge che nella scelta di rivolgersi a un artigiano gli elementi di maggiore importanza sono la qualità del lavoro per il 60 % che si esprimono dicendo molto, la fiducia personale per il 50%, il passaparola per il 37%, il prezzo. per il 36%, i tempi di realizzazione per il 32 % e la prossimità per il 31%. L 'artigiano viene associato alla qualità per il 56%, alla professionalità
nel 51%, alla tradizione sempre il 51%, alla creatività 48 % e all 'affidabilità 43%. Emerge che il prestigio attribuito al lavoro artigiano mantiene livelli molto elevati. Indicano per il 18 % moltissimo, il 40 % molto e il 33 % abbastanza. Sono numeri decisamente importanti e non ce le aspettavamo, almeno non in questi termini. Il 52 % ritiene che l 'artigianato in Toscana si trova in difficoltà,
mentre il 52 % si trova in difficoltà. 32% lo ritiene stabile e il 5% in crescita. Il 67% ritiene che l'artigianato sia molto o moltissimo faccia parte per molto moltissimo dell'identità culturale della Toscana il solo il 28 % dice abbastanza e un piccolissimo 4% dice poco. Dall'indagine sulla percezione sociale emerge con chiarezza che l 'artigianato continua a essere associato a fiducia, qualità del lavoro,
prossimità, rapporto personale. Sono elementi che resistono anche in una fase dominata da digitalizzazione e intelligenza artificiale. Per quanto riguarda la prospettiva, i giovani e le policy, solo il 10 % conosce misure regionali o nazionali al sostegno dell 'artigianato, ma bene il 40%. Il 32 % consiglierebbe sicuramente a un giovane di intraprendere un mestiere artigiano e il 32 % dice che lo farebbe più sì che no e ritengono per il 55 % che gli
interventi più importanti per sostenere l 'artigianato siano formazione e investimento in apprendistato. Per il 31% incentivi economici e fiscali. 22 % accesso al credito, per il 18 % semplificazione burocratica, per il 14 % la promozione di prodotti toscani e l '11 % il supporto all 'innovazione digitale. Il campione dagli artigiani invece rilevato all 'interno del campione complessivo mette in luce un
quadro di stabilità della clientela e dei rifi di lavoro. una delle maggiori criticità risulta quella di reperire mano d 'opera o competenze adeguate. Negli ultimi due anni circa un terzo ha introdotto canali digitali per trovare clienti. Tra le motivazioni indicate tra gli artigiani spiccano la passione, la vocazione per il 40%, l 'opportunità di lavoro per il 22%, la tradizione familiare per il 20%, l 'autonomia per il 16%.
Le principali criticità possono essere distinte tra quelle che emergono nella popolazione in generale e quelle dichiarate direttamente dagli artigiani intervistati. In questo contesto emergono sfide cruciali riguardo la percezione del lavoro, c 'è una domanda crescente di senso e di benessere organizzativo. I giovani cercano nell 'artigianato non solo un mestiere ma una realtà. realizzazione personale, quella che non trovano più. Le criticità, la difficoltà nel reperimento
di mano d 'opera qualificata e il ricambio generazionale restano i colli di bottiglia che dobbiamo affrontare insieme. Per affrontare questi nodi dobbiamo ripensare alla demografia come a una storia di trasformazione anziché di declino e leggere i cambiamenti. demografici della Toscana con una lente propositiva. Non negare le difficoltà, ma riconoscere anche le opportunità che si aprano e lavorare per le soluzioni concrete. Per affrontare la trasformazione
serve un modo diverso di guardare al tempo. È nel breve, nel medio e nel lungo periodo che dobbiamo costruire le risposte. Nel breve la questione più urgente riguarda l 'oversessuale 65, ma l 'età non è più un concetto statico. Se adeguiamo la soglia dell 'anzianità ai progressi della longevità sappiamo che queste persone sono ancora una risorsa. Nel medio periodo la chiave è rappresentata dalle migrazioni che possono portare nuova energia nel sistema e sostenere
il ricambio tra generazioni e nel breve medio periodo restano in direzione. indispensabili per sostenere la popolazione attiva. Nel lungo periodo il nodo centrale è uno, la condizione dei giovani. Da oltre 40 anni l 'Italia ha una fecondità molto bassa e ancor più la toscana e questo non cambierà senza un investimento serio sull 'autonomia delle nuove generazioni. Non si tratta di immaginare politiche per fare più figli ma di rendere possibile diventare genitori quando lo si desidera.
Significa dare un lavoro stabile, una casa accessibile, servizi educativi di qualità, una reale conciliazione tra vita e lavoro. Sarebbe sbagliato in una giornata come questa fermarsi alla memoria. Il passato ci dà la misura di quanto abbiamo fatto, il futuro ci pone di fronte a domande nuove e non del tutto facili. L 'artigianato sta cambiando, la transizione digitale trasforma i processi produttivi. Le competenze richieste. La transizione ecologica impone alle imprese investimenti e riconversioni, spesso onerosi. Il mercato del lavoro è attraversato
da nuove forme contrattuali, da fenomeni di precarizzazione, da difficoltà nel ricambio generazionale. Trovare giovani disposti a imparare un mestiere artigianale, a dedicarvi anni di apprendimento, è oggi una delle sfide più concrete che le nostre imprese. fronteggiano. In questo scenario la bilateralità non può restare immobile. Dobbiamo essere capaci di evolvere, potenziare il supporto alla formazione, costruire strumenti di sostegno adeguati alle nuove
vulnerabilità, rafforzare la collaborazione tra enti regionali, condividendo esperienze e modalità di intervento, rafforzare le relazioni con gli attori istituzionali. Dobbiamo anche saper raccontare Il sistema bilaterale dell 'artigianato è spesso invisibile nel dibattito pubblico, eppure ogni anno garantisce prestazioni e tutele a decine di migliaia di lavoratori, lavoratrici, imprenditori, imprenditrici. È tempo che questa storia venga conosciuta, valorizzata e
difesa. Un evento come quello odierno è il frutto... di un lavoro collettivo immenso. Desidero ringraziare di cuore il Consiglio di Amministrazione e l 'Assemblea dei Soci per la fiducia, la collaborazione e il sostegno. Un ringraziamento caloroso va ai dipendenti e a tutto il personale di Evret. Siete voi il volto dell 'ente per le migliaia di imprese, di lavoratrici e lavoratori che si rivolgono a noi. Grazie per la vostra
professionalità. e per la passione che mettete nel risolvere problemi spesso complessi. Voglio rivolgere un pensiero riconoscente ai ricercatori dell'osservatorio. Il vostro lavoro sulle tendenze strutturali unitamente al rapporto annuale è un patrimonio di analisi prezioso. È ancora un inglese. Ringraziamento a tutti i presidenti, ai direttori e a coloro che negli anni si sono avvicendati nei consigli di amministrazione e nelle assemblee. Se oggi siamo qui
è perché abbiamo camminato sulle spalle di chi, prima di noi, ha creduto in questa sfida con lungimiranza. Infine un ringraziamento sentito a tutte e tutti coloro che con tenacia e pazienza hanno lavorato dietro le quinte per rendere possibile la rivoluzione. realizzazione di questo evento. La riuscita di questa giornata è il risultato del vostro impegno silenzioso e della presenza di tutti voi. Grazie, grazie alla Presidente di Evret, Monica Stelloni, i ringraziamenti che ha fatto non scontati e anche l 'emozione
fa parte del mondo di Evret che qui è stato restituito con i numeri ma non solo. L 'artigianato, quando si parla di artigianato non può non essere valorizzata anche la sua percezione, la percezione di un qualcosa che non è solamente visivo, apparente, immediato, ma racconta una storia. Come diceva la Presidente di Ebert, queste storie vanno raccontate, storie certo fatte anche di numeri e sui numeri ci soffermiamo adesso per illustrare la struttura, la tendenza dell 'artigianato in Toscana, numeri importanti per il comparto, per l 'occupazione.
e che vedono anche in questo caso la bilateralità sempre più centrale, anche con volumi che sono cresciuti e che testimoniano un bisogno, una domanda, una centralità. Per questo introduco l 'intervento di sintesi, dati e numeri della bilateralità toscana Gianluca Volpi, direttore di Ebret. Buongiorno, grazie anche da parte mia per essere così tanti
e mi fa particolarmente piacere ospitarvi qua è un anniversario importante per l'Ebret abbiamo riempito questo luogo e non era scontato tra l'altro un luogo particolarmente bello spero che possiate apprezzarlo La prima volta che ho parlato con un artigiano di Bilatino realità risale a parecchi anni fa e questo artigiano mi raccontava che era attraversava un momento di difficoltà che aveva problemi a pagare
i propri dipendenti e si lamentava del fatto che l'artigianato non aveva gli ammortizzatori sociali. Io gli dissi ma come ma c'è l'Ebret e lui mi disse io l'Ebret la pago anche ma l'Ebret è una tassa regionale e era indicativo diciamo diciamo uno dei nostri difetti uno dei nostri punti di debolezza lo diceva prima la Monica è quello di non essere mai stati bravissimi a raccontare tutto quello che facciamo e tutto quello che possiamo fare per gli artigiani e per i lavoratori dell'artigianato
credo che in questi ultimi anni sia stato fatto abbastanza sono cresciuti tanto i numeri delle attività svolte delle prestazioni erogate e Spero che siano pochi o che non ci siano più gli artigiani che pensano che l 'Ebrete sia una tassa della regione toscana. Venendo un po' ai numeri dell 'artigianato, perché poi per capire bene la bilateralità occorre capire anche un po' i numeri dell 'artigianato in Toscana.
Le imprese artigiane in Toscana sono 98.000. condipendenti esclusa l'edilizia quindi quelle che aderiscono o possono aderire al nostro sistema sono 24.000 il 61% di queste aziende sono aziende manifatturiere quindi la stragrande maggioranza la netta maggioranza delle imprese artigiane e condipendenti sono imprese che appartengono al manifatturiero che come noto credo a tutti attraversa un momento non così felice poi vedremo un po' di numeri
gli addetti l'artigianato sono 250 mila 120 mila i lavoratori dipendenti nel settore dell'artigianato il 12 per cento dei lavoratori dei toscani sono appartengono all'artigianato e l'artigianato produce all'incirca il 10 per cento del prodotto interno lordo regionale le aziende panorama su quella che è l'evoluzione di questo ente nel duemila Nel 2022 avevamo 20 .477 aziende aderenti, nel 2023 20 .186, nel 2024 19 .923,
nel 2025 19 .356. È una tendenza al calo e non è tanto legata al fatto di aziende che decidono di non pagare più la bilateralità, ma di aziende che purtroppo non ci sono più. di lavoratori. I lavoratori dipendenti. Nel 2022 erano 93 .462, 106 .894 nel 23, 107 .065 nel 24, 103 .993 nel
2025. Per avere, prima dicevo che la netta prevalenza dei lavoratori dell'artigianato sta nella manifattura. Infatti se vediamo i primi tre settori. della manifattura nel settore dell'artigianato rappresentano l'assoluta prevalenza del nostro database 4.787 aziende della meccanica con 24.343 lavoratori 2.486 aziende del sistema moda con 18.616 lavoratori
1.686 aziende del settore alimentare con 8.899 lavoratori e principalmente I principali settori del settore dei servizi, quindi fuori dal manifatturiero, sono le imprese di pulizie con 3 .648 aziende e 10 .413 lavoratori, gli impiantisti 2 .558 aziende con 11 .171 lavoratori, le imprese di servizio alla persona con 451 aziende e 1 .881 lavoratori. Quindi è un artigianato a trazione decisamente manifatturista.
Però, come indicavo prima, si vede un calo non enorme, ma comunque un calo di aziende che nell 'ultimo anno sono diminuite di circa 900 unità e di lavoratori che sono calati per circa 3 .000 unità. Questo sta a dimostrare che la manifattura è in difficoltà in Italia, è ancora più in difficoltà. e l 'artigianato è il settore che soffre di più nell 'ambito delle difficoltà del settore manifatturiero e questo secondo me è un elemento
su cui riflettere in generale perché il nostro paese è un paese produttore e manifatturiero e il fatto che da tre anni sia costantemente in crisi il manifatturiero è un elemento di riflessione, è un elemento di riflessione a maggior ragione qua perché quelli che soffrono di più in questo momento contesto sono gli artigiani. La crisi per l 'artigianato però non nasce ora, è una crisi pluridecennale. Nel 2008 le aziende iscritte all 'albo artigiani in Toscana erano 119 mila, nel 25 siamo scesi a 98 mila, per la prima volta da più di mezzo secolo
sotto le 100 mila unità. Considerate che nel 99 -2000 erano oltre 140 mila le aziende. scritte all'albo degli artigiani in Toscana quindi un calo veramente rilevante però non tutto è negativo, ci sono anche aspetti positivi e secondo me anche molto positivi, sta crescendo in maniera significativa la dimensione media delle aziende in pochi anni, dal 2019 al 2025 la dimensione media delle aziende è passata da 4,5 addetti
a 5,5 addetti nei primi anni 2000 erano 3,5 gli addetti quindi non siamo lontanissimi da una crescita che si avvicina quasi al raddoppio e questo è un elemento secondo me importante infatti c'era un dato prima che si legge bene sono calate 900 aziende ma sono calati 3.000 lavoratori perché? Perché sono calate le aziende più piccole quelle diciamo sotto media quelle che hanno più difficoltà a stare sul mercato infatti al crescere della dimensione crescono
anche la redditività e la solidità delle aziende diciamo dal nostro osservatorio ci sono due tipologie di imprese più resilienti le imprese più strutturate e lo si vede da quel dato mancano 900 aziende ma i lavoratori che calano sono 3000 e le aziende che hanno un prodotto proprio sul mercato e Provando a vedere un po' un 'indagine trasversale sull 'artigianato visto attraverso alcuni raggruppamenti,
i giovani imprenditori sono poco più dell '8%, le imprese guidate dai giovani imprenditori sono poco più dell '8%, poche. E sono invece oltre il 50 % le aziende guidate da imprenditori over 55, tante, tantissime. Però anche qui c'è un lato positivo. quasi il 30 per cento dei lavoratori dell 'artigianato quindi quasi un terzo dei lavoratori dell 'artigianato a meno di 30 anni che nell 'inverno demografico che viviamo è davvero un patrimonio importante e se è vero come è vero
che spesso e volentieri la storia degli artigiani è stata una storia di persone che hanno iniziato da giovani a lavorare come lavoratori dipendenti e poi hanno avuto la capacità il coraggio la determinazione di diventare imprenditori questo 30% di lavoratori molto giovani potrebbe essere il serbatoio o una parte del serbatoio degli artigiani di domani le imprese straniere condipendenti sono circa il 9%
delle imprese presenti nel nostro database e circa il 23% dei lavoratori dell'artigianato condipendenti sono straniere Il 20 % del totale degli artigiani, delle ditte artigiane, comprese anche quelle senza dipendenti, è fatto da imprenditori stranieri. I numeri sono alti, sono abbastanza superiori rispetto alla media nazionale perché in Toscana la presenza di stranieri è più alta rispetto alla media nazionale, però anche questo può essere un serbatoio di artigiani di domani.
femminile circa il 20 per cento delle aziende guidate da imprenditrici e il 41 per cento della forza lavoro rappresentato da donne quindi sono tante perché sono quasi la metà delle lavoratrici magari ci vorrebbero un po' più di imprenditrici ci vorrebbero un po' più di misure che stimolassero e aiutassero e favorissero l'imprenditoria femminile venendo alle prestazioni quanto eroga la bilateralità in Toscana perché poi l'utilità meno eh di un soggetto si determina in base alle
prestazioni che eroga e a quanto serve al mondo dell'artigianato inteso ovviamente come aziende e come lavoratori eh durante la pandemia in Toscana dal marzo del duemilaventi al dicembre del duemilaventuno abbiamo erogato prestazioni in ammortizzatori sociali per ottocento milioni che è una cifra che fa impressione fortunatamente non è più così perché ovviamente grazie al cielo il contesto è cambiato però le prestazioni rimangono comunque molto importanti nel 23
abbiamo erogato complessivamente in Toscana prestazioni per 16 milioni 162 mila euro nel 24 per 24 milioni 167 mila euro nel 25 che ancora non è chiuso come prestazioni per noi andremo realisticamente ventidue milioni di euro quindi cifre molto rilevanti se consideriamo che sono riferite alla Toscana e che questo mondo rappresenta all'incirca il dieci per cento dell'economia regionale eh i numeri delle prestazioni eh gli ammortizzatori
sociali l'AIS e l'ACIGS eh cubano circa seicento domande al mese in realtà in questi mesi siamo sopra siamo sulle sei trenta sei quaranta sei cinquanta e probabilmente prossimi mesi andremo ancora sopra, però diciamo che possiamo vedere una media di 600 prestazioni al mese. Le prestazioni di sostegno alle imprese, di welfare, che sono cresciute tanto in Toscana, perché sono passate in sei anni da 3 a 30, anche in questo caso cubano circa 600 domande al mese, con una tendenza in forte
crescita negli ultimi tre anni. Ovviamente l'Ais e l'Acex è opportuno sono prestazioni del livello nazionale fatte con risorse di EMRA, però la gestione pratica e amministrativa è svolta a livello regionale dall 'EMRED. Venendo in estrema sintesi alle prestazioni, le prestazioni sono ovviamente prestazioni di sostegno alle imprese e prestazioni di welfare. Quelle di sostegno alle imprese sono dieci e sono prestazioni tutte rivolte allo sviluppo, alla crescita e al consumo.
consolidamento delle imprese, quindi non prestazioni di assistenza ma prestazioni finalizzate allo sviluppo e quindi abbiamo l 'innovazione di processo di prodotto che è quella che per noi cuba più risorse, l 'internazionalizzazione, le certificazioni, le energie rinnovabili, il ricambio generazionale che abbiamo visto ce n 'è tanto bisogno in un contesto in cui oltre la metà degli artigiani ha più di 55 anni, il ripristino del ciclo produttivo a seguito di calamità. che purtroppo è una cosa che con i cambiamenti del clima diventa purtroppo sempre più frequente
e tre anni fa l 'abbiamo toccato drammaticamente con mano anche in Toscana. Abbiamo previsto una serie di misure per la sicurezza, che credo sia una cosa molto importante ricordare, un tiraggio veramente importante, e poi abbiamo le prestazioni di welfare, che sono quelle che sono cresciute di più numericamente. Sono prestazioni di carattere mutuali. quindi sono prestazioni che intervengono e vogliono intervenire per aiutare le situazioni di maggior fragilità e difficoltà di lavoratori, imprenditori e famiglie. E come impostazione sosteniamo le famiglie che
accudiscono familiari fragili, sosteniamo la notasufficienza, il diritto allo studio, l 'università, il trasporto pubblico, la maternità e un sistema di prestazioni che consente o aiuta a conciliare lavoro e famiglia. Il nostro impegno è sempre stato quello di cercare di migliorare e sostenere la capacità competitiva delle imprese e la qualità della vita dei lavoratori dell'artigianato. Ovviamente possiamo e dobbiamo fare di meglio e di più, però credo che si parta da una base consolidata.
E poi, per concludere, volevo ringraziare ringraziare tutte le persone che in questi anni con cui ho lavorato all 'Ebet per l 'impegno e la quantità e qualità di lavoro che hanno dimostrato, davvero davvero un lavoro straordinario, che hanno saputo gestire situazioni difficili e complesse quotidianamente, ma soprattutto hanno saputo gestire una situazione assolutamente drammatica come quella del Covid, rispetto alla quale in quattro stagionisti.
persone eh siamo riusciti a pagare ottocento milioni di euro in eh poco più di un anno e mezzo. Grazie. Grazie, grazie al direttore di Ebret Gianluca Volpi. Tanto materiale, tanta analisi ma anche qualche spunto e sollecitazione rispetto alle prospettive. Questo ci dà modo di passare alla tavola rotonda, al dialogo, alla condivisione. che animerà questa seconda parte dell 'evento di oggi dedicato ai 35 anni di Ebreth ma alle prospettive dell 'artigianato e della bilateralità soprattutto
e allora io introduco le parti sociali che con Ebna qui animeranno il confronto Rossano Rossi segretario regionale CGL Toscana, Alessandro Beccastrini segretario regionale CISL Toscana, Paolo Fantapien segretario regionale Will Toscana Luca Tonini presidente di CNA Toscana accoglieteli tutti con un applauso è lungo un'ondata che li fa accomodare e poi abbiamo Paolo Ribecchini presidente Casa Artigiani Toscana per Ebna il direttore per
l'ente nazionale bilaterale per l'artigianato Stefano Dignola con noi per per Ervanetti di Confartigianato Presidente con Fartigianato Imprese Toscana ecco mi mancava un ultimo intervento all'appello, eccoli qua ebbè vogliamo instaurare un dialogo dare vita a un dialogo animato che parta dall'analisi e arrivi a delle prospettive anche perché questo ci aiuterà poi
a proseguire il percorso con l'Alexio Magistralis ma ai miei interlocutori vorrei chiedere innanzitutto cosa vi ha colpito di queste analisi sia per quanto riguarda la percezione del mondo dell 'artigianato dal punto di vista del tessuto sociale e sia per quanto riguarda quanto davvero la bilateralità sta servendo per sostenere l 'artigianato. Poi rifletteremo su quali saranno gli strumenti possibili da mettere in campo, come strutturarli e come dare anche gambe più forti
alla bilateralità. Castrini, partiamo da lei, andiamo in ordine. È acceso, è acceso. Allora, intanto buongiorno a tutti e a tutte. La parte che colpisce è che anche in Toscana il settore dell 'artigianato continua ad essere, nonostante tutto, nonostante una perdita anche di... numeri importanti di aziende durante il 2025 e sui fine di 2024 continua ad essere un settore
importantissimo per la produttività e per la produzione della regione toscana, più di 100 .000 imprese su 400 e 8 .000 imprese sono in totale in Toscana, quindi un importante anche numero di lavoratori e di lavoratrici coinvolte e su tutta questa partita qua il lavoro che l 'ente bilaterale fa, l 'ha sottolineato Volpi adesso nella sua presentazione, è un lavoro di grandissimo spessore perché oltre a tutta la partita del
sostegno al reddito c 'è tutta la partita della sicurezza, c 'è una partita fondamentale sulla questione della parte integrativa, della sanità. Come migliorarlo? parte abbastanza compliata. Io credo che la prima cosa su cui possiamo lavorare insieme con le parti sociali sia l 'informazione e quindi promuovere la conoscenza di quello che l 'ente bilaterale fa a sostegno dei lavoratori, a sostegno delle imprese
e quindi promuovere come dire proprio una cultura partecipativa della parte bilaterale all 'interno. dell 'azienda, promuovere tutta la partita che è sanarti, promuovere anche e far conoscere la questione dell 'informazione di quello che può essere sfruttato per quanto riguarda la sicurezza e per quanto riguarda tutta la parte di sostegno e reddito che forse è quella che più si conosce. In questa cosa qua si può ancora migliorare anche una capillarità della presenza.
dell'organizzazione sindacale e quindi la presenza dei rappresentanti dei lavoratori per fare questa questo tipo di promozione sì più o meno le cose che sono state dette sono quelle che poi vanno a confermare la bella relazione di monica e i numeri che ci ha fornito il direttore allora qui c'è
un ragionamento più generale dell'importanza dell'artigianato ora in generale in Italia ma la Toscana senza l'artigianato non è la Toscana, è un'altra storia è un valore aggiunto uno dei principali se non il principale valore aggiunto quindi il settore è di una importanza strategica purtroppo questo settore è good proprio per le sue caratteristiche, è quello più sottoposto all 'intemperie generali di tutti i tipi, sociali, economiche, geopolitiche, climatiche, che stanno succedendo nel mondo.
Quindi affrontare questi scenari insieme, attraverso un ente bilaterale, secondo me dovrebbe essere l 'ABC, perché questo mondo così sempre più compleato, sempre più difficile che quello che ci è stato riscritto, ripeto, dalle due relazioni, O l 'affrontiamo insieme o non l 'affrontiamo, quindi ci vuole una maggior consapevolezza diffusa, noi dobbiamo diffondere tra lavoratori, le imprese devono capire che se lavorano insieme, non insieme per superare la loro dimensione, perché la ricchezza è la dimensione, insieme per avere strumenti maggiori che possono essere la formazione, possono essere la
loro reclama a livello internazionale, la sicurezza, tutte quelle cose, gli strumenti necessari. per affrontare questo grande cambiamento tecnologico in atto, allora se viene fatto insieme questo diventa uno scudo rispetto a quello che ci attende, altrimenti c 'è un problema, altrimenti qui da soli non si salva più nessuno e queste imprese le abbiamo viste perché i numeri sono quelli, alla fine sono 6 .000 le imprese che sono state perse da quelle che rappresentiamo noi attraverso le vete, ma in generale sono di più, la crisi la stanno pagando maggiormente loro.
vuol dire le risposte che sono state date vanno in questo senso perché se pensiamo l'ha detto bene a quello che è stato fatto durante la pandemia ma se non avevano quelle risorse lì le imprese che chiudevano erano mi riesci neanche a immaginarlo per essere chiari ma pensiamo anche quando ci sono stati gli eventi climatici dell'alluvione ma le risposte alla fine a quelle imprese che sono arrivate quelle poche risposte del tutto insufficiente bisogna dire la verità e la date in quattro parte della regione toscana e porta verso questi enti qui, se no ci sarebbe stato nulla quindi io credo che
questa impostazione sia un'impostazione che va non solo rafforzata va spiegata bene, va divulgata chiaramente va poi fatta diventare tesoro da parte di tutti perché si apprezzano bene le condizioni lebre là dove si rispettano i contratti nazionali perché se no si ragiona di altro perché se poi Perché poi se no quando andiamo a distribuire le risorse ci sono stati, poi per fortuna in Toscana anche quelli hanno fatto furbi e cercavano di appropriarsi le risorse e non avendo neanche mai firmato la presenza in lenti bilaterale.
Però, ripeto, secondo me questa è una strada che deve essere rafforzata perché sarebbe riduttivo definire l 'Evret uno strumento, è un modo di lavorare insieme. che ci deve permettere di affrontare in maniera migliore il futuro Ecco, fantapiente proseguendo questa riflessione davvero diventa una visione, no? Sì, sì, possiamo lasciarlo sul tavolo tanto ce ne sono in ogni tavolino una visione in cui Ebreth restituisce nella giornata di oggi
due fattori importantissimi struttura, imprese strutturate e unicità del prodotto sono elementi importanti e sembrano essere basilari anche nella possibilità e nella prospettiva di sopravvivenza ma come si arriva a sostenere le imprese per garantire una struttura sana e soprattutto poi un favorire anche un'innovazione da qui viene l'unicità e e facevamo riferimento a quello che diceva Rossano Rossi l'artigianato toscano si racconta nel mondo
ma deve essere sostenuto. Sì intanto buongiorno e grazie invito. Ebreth ha fatto un lavoro in questi anni egregio, si tratta di capire e leggere il futuro. Per leggere il futuro noi stiamo intraprendendo un cambiamento epocale nel mondo del lavoro. I processi di digitalizzazione, l 'intelligenza artificiale, l 'arrivo anche di grandi competitor strutturati, grandi gruppi. che vengono dall 'estero ci impongono secondo me di iniziare
a capire e rivedere forse il modello e il tessuto imprenditoriale che abbiamo sia nella nostra nazione ma soprattutto nella regione toscana e quindi su questo penso che Ebret abbia un ruolo da protagonista per capire il futuro e come rimpostare questo settore che come abbiamo visto è ancora ben strutturato però è in fase scalante sia in termini di imprese e di lavoratori che operano all 'interno. Intanto penso che il fenomeno della micro impresa che ci ha portato così tanto
successo, una domanda dobbiamo farcela, se ancora questo livello di micro impresa sostenuto ancora dalle nostre filiere e dai nostri distretti sia ancora attuale di fronte. una sfida così importante, dove abbiamo tantissimi competitor stranieri che arrivano ben strutturati, con aziende grandi, importanti, dove la concorrenza è sempre più forte e dove servono degli investimenti, l'ha detto il direttore, l'ha detto al presidente Di Ebrecht, serve sviluppare la digitalizzazione, quindi investimenti importanti
anche in termini di formazione, di strutturare un'attività, un'attività, un'attività, un'attività, società. Ecco, in piccole imprese dove abbiamo noi, ricordiamoci in Toscana il 98 % delle imprese sono tutte composte da 5 -6 dipendenti, sono in grado oggi queste imprese così strutturate di fare questi investimenti importanti per andare non solo a competere con questi grandi gruppi che stanno arrivando, ma anche per cogliere nuovi bisogni delle nuove generazioni che stanno arrivando sul mercato. Ecco, su questo io penso. Nel senso che forse pensare in aziende artigiane più complesse,
più strutturate, con fusioni, con delle strutturazioni e organizzazioni più complesse, possono dare sicuramente delle risposte migliori. A questo tipo di reticolo imprenditoriale e artigianale un po' diverso, un po' più strutturato, un po' più grande, io insererei anche tanto la formazione. cioè il futuro è la formazione la formazione continua quindi è chiaro c 'è meno ragazze si stanno affacciando al mondo artigianato dell 'artigianato su questo penso ebrete abbia degli
spazi enormi di lavoro per fare conoscere ancora meglio il mondo dell 'artigianato le opportunità che può dare l 'artigianato e quindi andare a incidere anche nell 'attuale ridicolo formativo e scolastico che abbiamo per incentivare le persone e giovani andare all'interno di queste strutture, perché non si trova più mano d'opera su questo, si stanno affacciando stranieri, quindi ecco sono questi i due aspetti, quindi un'organizzazione imprenditoriale diversa e l'aspetto della formazione dove possiamo incidere fortemente ecco io a questo però
aggiungo un'altra cosa che riguarda più il mondo della politica e su questo su Ebret e non solo Ebret ma tutti gli enti bilaterali, tutti i fondi previdenziali di salute devono fare una riflessione. Noi oggi stiamo vivendo una situazione in cui per il patto di stabilità europeo c'è una restrizione fortissima delle risorse pubbliche verso il welfare per quanto riguarda il pubblico. Ebreth svolge un'azione forte e importante dal punto di vista di welfare, quindi c'è la ricerca
spasmodica di risorse da parte degli stati centrali europei verso Queste forme organizzate come i fondi bilaterali, come gli enti bilaterali, come i fondi previdenziali, integrativi e sanitari, una ricerca spasmodica di queste risorse per poterli utilizzare in investimenti. Su questo aspetto c 'è da fare una riflessione perché potrebbe arrivare anche da noi all 'interno della nostra azione un attacco verso delle forme ben organizzate che hanno prodotto veramente dei risultati eccellenti come Ebret.
in un secondo giro di interventi grazie a Fantapie ma sull'organizzazione imprenditoriale anche su questo cambio di pelle generazionale che non può avvenire né bruscamente in termini di memoria ma deve avvenire necessariamente chiedo il contributo a Luca Tonini di CNA grazie, buongiorno ringrazio Ebblet per l'invito la Presidente e tutto il Consiglio di Amministrazione e il Direttore Volpi Buon compleanno, 35 anni ben portati, siete giovani, però state crescendo.
Sono ancora in fase Gen Z, diciamo. State crescendo. Per quanto riguarda, ho sentito che mi ha preceduto le forze sociali. Paolo Fantapie, mi fa piacere che lui riesca a leggere il futuro. Io non faccio il cartomante e non riesco molto a leggere nel futuro, in questo futuro, che non è assolutamente una cosa semplice perché i cambiamenti, lo hanno detto, hanno dimostrato anche i numeri che prima ci sono stati presentati,
sia nella relazione della Presidente che nella relazione del Direttore Volpi. Io devo dire che l 'imprenditoria toscana, ma in generale… la nazionale fortunatamente hanno a disposizione degli enti come i nostri possiamo partire da fsb a san arti fondi artigianato parlava prima di formazione continua e brett per arrivare
alle nostre realtà a livello regionale dobbiamo fare sicuramente tutti una la nostra parte e metterci ci probabilmente a disposizione tutti insieme, forse sociali e rappresentanti delle associazioni di categoria datoriali e forse ritrovare il momento, io riprendo, lo disse anche Rossano un po' di tempo fa, la possibilità di rilanciare un po' un patto sociale, riscrivere qualcosa
perché io credo che... ormai sia giunto il momento veramente guardando il futuro e cercando di leggerlo nella maniera più importante che ci debba essere riscritto tante cose tante situazioni perché il mondo è cambiato, non è più quello che siamo stati abituati a vivere il punto di la boa l'abbiamo avuta durante la pandemia anche se tutti abbiamo detto da domani ci dobbiamo ricordare Ricordiamo che nessuno si ricordava quello che è successo prima, per l'amor di Dio.
Però, e qui devo ridare atto a quello che diceva prima Gianluca, durante la pandemia un ente come Evret, piccolo, fatto di un numero rispetto di persone, giovane negli anni, è arrivata a erogare 800 milioni di euro. Attenzione! e qui c'è da ringraziarli in che modo anche sotto minaccia sotto pressione
perché era un periodo in cui la gente aveva bisogno come arrivavano i dpcm e qui mi riallaccio al mondo della politica i dpcm è stata la domenica all'Evret non arrivavano soldi come quando doveva essere rilasciato e pagato la cassa integrazione per cui tutta la struttura ha vissuto avuto momenti un po' particolari. Una perla alla politica sia nazionale ma soprattutto noi la viviamo a livello regionale. Io spero e poi arrivo un attimo anche a quello
che è stato detto e quello che lei mi chiedeva, io spero di non tornare, che non si debba tornare a quel periodo nel quale i corpi intermedi erano ritenuti veramente un po' fastidiosi che non era il caso neanche di interpellarli o di ascoltarli perché non servivano a niente noi rompiamo le scatole l'abbiamo dimostrato nel periodo della pandemia, l'abbiamo dimostrato nel periodo delle allusioni che i corpi intermedi, parti sociali e associazioni datoriali servono alla politica
l'importante è che la politica dovrebbe capire che servono se vengono ascoltati prima di mettere in atto normative leggi perché noi siamo a disposizione abbiamo il polso della situazione noi non andiamo a creare problemi vorremmo cercare di risolvergli i problemi se per caso ogni tanto mi dispiace ancora i rappresentanti della politica regionale non li vedo in sala ma se ogni tanto ci chiamassero e ci ascoltassero forse probabilmente riusciremmo
a lavorare meglio e a donna molto di più sia alle nostre aziende che ai lavoratori che sono fanno parte delle nostre aziende fanno parte delle nostre famiglie perché nel mondo dell 'artigianato il dipendente è parte integrante di una famiglia e questo è quello che dobbiamo dobbiamo vivere per quanto riguarda e chiudo gli enti bilaterali in questo caso a livello regionale ebrete dobbiamo fare in modo di anche noi di formare i nostri rappresentanti, le persone, gli sportelli, sviluppare gli sportelli ebrei con formazione e fare in modo di far arrivare a tutte le imprese, a tutti i lavoratori
del nostro mondo quello che Ebret e gli enti bilaterali possono mettere a disposizione, che non è soltanto e esclusivamente la richiesta e la concessione della cassa integrazione. Ci sono tante altre realtà importanti a livello regionale che gli enti... come Ebrecht possano veramente essere di sostegno, di aiuto e di supporto agli imprenditori e ai lavoratori. Grazie Tonini torniamo dunque a Ebrecht non visto come dicevamo solo come strumento, no? Ma deve essere davvero proprio un cambio strategico
di visione e torniamo alla partecipazione, riflettevamo prima il coinvolgimento poi arrivando a Tonini come ricordava magari i tavoli non farli a posteriori decisionalmente ma insomma allora veniamo anche a casa Artigiani e cerchiamo di capire anche il suo punto di vista Grazie a tutti e buongiorno a tutti per la presenza e ringraziamento ovviamente direttore, presidente e consiglio di amministrazione dell'Eprete per come ha condotto e come conduce questo ente
molto importante e l'abbiamo visto e dimostrato con i numeri che avete illustrato prima Il mondo artigiano è un mondo importante, non nascondiamoci. È molto importante per l 'economia, specialmente in Toscana, soprattutto in Toscana. È molto importante anche per la mano d 'opera che riesce a qualificare. Io sono un vecchio patito dell 'apprendistato in azienda. I corsi di formazione sono molto importanti perché...
determinano qualcosa di specifico, ma l 'apprendistato in azienda dove l 'artigiano esperto, l 'artigiano che ha molti anni alle sue spalle del lavoro, forma non solo da un punto di vista professionale ma anche da un punto di vista educativo, forma un personaggio che poi in futuro diventerà si è qualificato nella grossa azienda o nell'agenda importanti dell 'artigianato ma anche può creare un futuro artigiano. Noi abbiamo visto dai numeri
che ci ha presentato Gianluca quello che è stato il mondo, cioè la storia dell 'artigianato. Siamo passati 110, 119, 120 mila aziende a sotto 100 mila. Questo non è una bella cosa. Noi ci diamo da fare, noi resistiamo, noi facciamo di tutto per quello che è la nostra categoria cerchiamo di dare il massimo di noi stessi e la Toscana consentitelo non è campanile ma è un qualcosa di reale è veramente un fiore all'occhiello per quanto riguarda questo mondo
addirittura se vi ricordate un vecchio presidente degli Stati Uniti Clinton nella sua visita non so quante ne ha fatte ma insomma in una sua visita in Italia e ha voluto partecipare qui in Toscana per rendersi conto di persone di cos'era il mondo artigiano nella nostra regione perché è veramente pubblicizzato e reso importante non solo da noi ma anche addirittura all'estero perché creiamo cose uniche creiamo cose particolari
io faccio parte ho fatto parte del mondo della metalmeccanica, ferro battuto e quant'altro, beh vi posso dire che abbiamo avuto dei grandi veramente dei grandi encomi da parte di tutti, perché è un mondo particolare, ma questo riguarda un po' tutti, tutti i mestieri nostri sono importanti, per cui abbiamo sempre chiesto zero, ci siamo sempre comportati bene, abbiamo sempre fatto presente le difficoltà a cui siamo andati incontro, sia da un punto
di vista gestionale e quant 'altro, non siamo stati ascoltati, lo diceva prima lui. Noi veramente non siamo mai stati ascoltati. Creiamo richieste, facciamo richieste, ma non siamo ascoltati. Addirittura abbiamo anche, si parla di investimenti, si parla di risorse, abbiamo anche grandi difficoltà. Io parlo di azienda artigiana piccola, parlo di micro artigiani, abbiamo anche difficoltà da un punto di vista bancario.
di una volta erano più disposte più disponibili più portate ad aiutarci guardavano la persona guardavano la storia della persona e ci davano tutto quello che non si chiedeva ora addirittura guardano sui numeri e noi aziende piccole siamo veramente tagliate fuori chiediamo aiuto al governo grazie a Dio ora pare che si rientra in funzione che è un ottimo argomento che riguarda proprio gli artigiani. Io mi auguro che vada in porta,
so che siamo in fase di definizione di questo e allora a quel punto lì sicuramente vedremo un rifiorire del mondo artigiano perché noi non siamo mai domi, noi amiamo il nostro lavoro, amiamo insegnare il nostro lavoro. lavoro amiamo la società abbiamo l 'italia e di questo ne siamo veramente fieri e orgogliosi grazie grazie presidente ribecchini casa artigiani e dando la parola presidente di confartigianato toscana vannetti oltre alle sue riflessioni rispetto a quello che abbiamo
detto fin qui volevo soffermarmi anche sul dato dei giovani del mondo artigiano come presenza si importante ma non con la titolarità no di di ditte e questo insomma la dice lunga sulla mancanza ancora di strumenti e di formazione torniamo lì e invece la grande presenza femminile l'imprenditoria artigiana femminile come considerarla come sostenerla, valorizzarla Bene, innanzitutto grazie per l'invito e un ringraziamento
a tutta la dirigenza di Ebreth per questa manifestazione che devo dire sto apprezzando sempre più man mano sento parlare anche gli altri convitati ma i giovani allora noi abbiamo visto come ci siamo dai dati che sono emersi una tendenza negli anni a una diminuzione del numero delle aziende abbiamo per controvisto come molte aziende si siano strutturate e abbiano preso una dimensione diversa più articolata e questo fa sperare che ci sia
quel connubio tra innovazione e tra tradizione che è la cosa che ci contraddistingue perché anche andare verso un modello di crescita se perdiamo l 'anima che è quello che ci ha portato avanti nei secoli perché noi siamo qui a Firenze e qui vicino proprio a questo a questo edificio è nata sono nate le federazioni degli artigiani sono nate le prime esperienze tanti anni fa, centinaia di anni fa, che hanno dato inizio a una storia
unica nel mondo, che è quella dell 'artigianato come lo vediamo oggi. I giovani, stavamo dicendo, abbiamo visto sempre dai dati che sono stati espressi prima, come comunque ci sia una compagine di giovani che operano all 'interno delle aziende e anche come dipendenti, che non è una cosa trascurabile. C 'è stato un report in cui diceva che comunque c 'è un interessamento del mondo giovanile verso l 'artigianato, magari questo sconta delle problematiche che vanno magari anche al livello delle retribuzioni che ci sono all 'interno
dell 'artigianato. Ecco che la bilateralità con Ebret in prima linea, garantendo anche i sistemi di welfare, può essere quell 'aiuto in più a dare... un senso anche a questo percorso che un giovane comincia a fare in questo mondo, anche perché lavorare nel mondo dell 'artigianato andrebbe spiegato bene ai giovani che non è soltanto trovare un lavoro e trovare un sostentamento immediato, ma è credere in se stessi e nella
formazione che da questo può venire, nel trovare quelle competenze che poi ti permettono di allargare il tessuto imprenditoriale in un territorio, perché questo noi stiamo facendo come artigiani, noi siamo quelli che preservano anche i territori, che portano le attività anche nei territori meno appetibili e mantengono un valore sociale indistruttibile sotto questo aspetto, lo abbiamo visto nella tenuta che la nostra economia ha fatto nei momenti di crisi che abbiamo passato.
si parlava prima della pandemia, questo è uno dei momenti, ma le varie crisi anche economiche che si sono susseguite, se non ci fosse stato quella catena di sicurezza che l 'artigianato ha potuto esprimere in tutta Italia mantenendo l 'occupazione, perché la piccola impresa artigiana che ha anche i 4 -5 dipendenti, anche nei momenti di crisi, non fa un calcolo esclusivamente matematico. la conoscenza personale, quel senso della famiglia che è implicito nelle nostre aziende tende a preservare le competenze e diventa veramente un paracadute.
Ecco che la bilateralità con tutto quello che rappresenta è la risposta vera e immediata al nostro mondo, in un mondo che cambia e che ci mette a una velocità estrema nel cambiamento. volte rispetto alle crisi che vengono, alle situazioni che si susseguono, sembra che alle volte non abbiamo più il tempo nemmeno di porci le domande. Ecco, Ebrecht è una di quelle realtà che al di là di quello che riusciamo a fare noi può darti le risposte e arriva in maniera tangibile
perché opera a livello di una conoscenza delle nostre necessità, dei nostri bisogni e delle nostre anche aspirazioni se vogliamo e riesce ad agire. Lo fa come? Lo fa con la bilateralità, lo fa con fondi che vengono comunque dal nostro mondo e lo fa con una catena decisionale talmente breve da poter agire in maniera tempestiva. Io credo che questo sia l 'equilibrio che veramente ci contraddistingue e può portare effettivamente a mantenere quel valore che dicevo prima che è una base fondante della nostra società.
delle artigiane donne sì, senz'altro allora lì ci sono secondo me enormi possibilità di crescita, perché ancora l'imprenditoria femminile che sta comunque fiorendo e che sta dando dimostrazione anche di una creatività e di una resilienza anche importantissima perché io lo vedo conosco tante imprenditrici donne stiamo anche nelle nostre associazioni implementando Credo che ancora ci sia molto da fare, però è un percorso che secondo me può dare anche colmare tanti anche vuoti perché poi in questa diversificazione
riusciamo a trovare valori che veramente riusciamo poi a difendere e a portare avanti. Grazie, grazie a Vannetti anche per quest 'ultima considerazione. Arrivo a Stefano Dignola, direttore di Ebna, ente bilaterale nazionale per l 'artigianato che fa un po' da snow. sul primo giro e sul secondo perché l 'analisi dell 'attuale, lo stato anche di salute della bilateralità ma anche quello di cui ha bisogno per continuare a dare delle risposte che segnano sempre di più una centralità come dicevamo all 'inizio tra sviluppo e tutele.
Grazie, innanzitutto porto i saluti di Riccardo Giovani, il presidente di Ebna e di FSBA e di Angelo Colombini. il vicepresidente di Ebna e di FSB e vi ringrazio per l'invito a questo compleanno un compleanno bellissimo un momento celebrativo un momento nel quale nel ricordare sicuramente delle cose che possono essere perfettibili bisogna dal mio punto di vista anche ricordare tutte quante le cose belle che sono state fatte le cose importanti, le cose rilevanti
a vantaggio dei tre soggetti che sono beneficiari dell'abilità un soggetto giuridico, l 'impresa e due soggetti fisici, lavoratori e lavoratrici e imprenditori e imprenditrici, in ordine sparso ovviamente. Dico questo perché talvolta siamo molto attenti alle nostre piccole o grandi disfunzioni su questo o su quell 'altro argomento e rischiamo di perdere un po' il senso d 'insieme, il quadro d 'insieme della nostra bilateralità.
e delle opportunità che questa ha creato in termini di neanche resilienza, resistenza con l'utilizzo del fondo di solidarietà bilaterale per l'artigianato FSBA, con la Cassa Integrazione della quale abbiamo parlato, ma anche con le opportunità di sviluppo che invece gli enti bilaterali l'Ebret qui in Toscana riescono a garantire nei confronti delle imprese a sostegno del lavoro buono qualità e per il completamento dei trattamenti previsti dai contratti
collettivi nazionali di lavoro e quelli regionali nei confronti delle lavoratrici e dei e dei lavoratori abbiamo fatto uno sforzo importante a livello nazionale per scelta delle parti sociali nazionali che io veramente ringrazio per per aver voluto intraprendere quel percorso che da due anni ormai ci accompagna nella nella valutazione di ciò che facciamo nell'analisi di ciò che facciamo partendo da una considerazione molto semplice, mi riferisco al bilancio sociale, partendo da una considerazione molto semplice, noi abbiamo bisogno di una sorta di lente di ingrandimento su ciò che facciamo, avendo contestualmente anche la possibilità di astrarci, quindi come
se fossero degli occhiali bifocali, da quello che facciamo per poter svolgere un 'analisi complessiva. Quello di cui avevamo necessità era di poter analizzare il nostro mondo, il mondo della bilateralità che è strumentale rispetto alla scelta delle parti, le scelte che normalmente vengono operate nei contratti collettivi o negli accordi interconfederali che queste sottoscrivono per poterle, diciamo così, incasellare in uno scenario in grado di conferire non solo valore a quello che facciamo, ma anche
trasferire il senso di quello che facciamo verso l'esterno sapendo che le parti sociali scrivono un accordo interconfederale, anche nei contratti, ma è più visibile negli accordi interconfederali, hanno in mente, scrivono all 'interno di quegli accordi interconfederali, non quelli applicativi, ma quelli più ampi, scrivono degli obiettivi generali che vogliono raggiungere, degli obiettivi specifici e come raggiungere questi obiettivi specifici. Questi obiettivi specifici normalmente si raggiungono dal punto di vista della bilateralità, ovviamente non sto parlando...
delle prestazioni previste dai livelli prestazionali dei contratti collettivi complessivamente intesi si raggiungono attraverso le prestazioni che gli enti bilaterali mettono in campo per sostenere lavoratrici, lavoratori, imprenditori e complessivamente le imprese e poi si devono valutare i risultati di queste azioni. Ecco, se in passato siamo stati diciamo così un po' come come i calabroni che volano ma loro non sanno di non poter volare perché un ingegnere non gliel 'ha spiegato, ma quelli hanno continuato a volare e noi abbiamo continuato a erogare le nostre prestazioni,
da quando le parti sociali nazionali hanno deciso di utilizzare lo strumento del bilancio sociale per evidenziare tutto ciò che facciamo abbiamo una migliore contezza del nostro mondo. Questo per conferire trasparenza ai nostri strumenti. Attraverso l 'evidenziazione di quanti soldi abbiamo utilizzato, quante risorse abbiamo messo a disposizione di imprese e lavoratori per far vedere il tipo di prestazioni che sono state erogate, incasellando queste prestazioni all 'interno degli 11 indicatori del benessere
eco e sostenibile, che si chiama BES, è uno dei due indicatori che il... Il pubblico utilizza per esempio quando deve elaborare la legge di bilancio per lo Stato, il Ministero dell 'Economia e delle Finanze utilizza PIL e BES tra i vari indicatori per poter strutturare al meglio la legge di bilancio. Noi abbiamo incasellato le nostre prestazioni all 'interno di quegli 11 indicatori del BES, abbiamo evidenziato il livello di accountability della nostra bilateralità?
responsabilità della nostra bilateralità per poter consentire di prendere delle decisioni informate alle parti sociali che spesso, non sempre ma quasi sempre, si edono anche all 'interno dei consigli di amministrazione della nostra bilateralità e poter rispondere di quelle scelte per poterle poi variare qualora quelle scelte si rivelassero poco adatte rispetto agli obiettivi generali e specifici che le stesse parti si erano date. conformità, la compliance rispetto alle norme, agli statuti
ai regolamenti e soprattutto agli accordi sindacali, talvolta la bilateralità fatica a stare diciamo così, ad essere appunto rispondente ad essere conforme agli accordi interconfederali perché diciamo così la quotidianità può portarti da altre parti e questa è una nostra è una nostra responsabilità ecco diciamo che tutto quanto questo quadro d'insieme noi lo possiamo Possiamo vedere all 'interno delle due edizioni del bilancio sociale che abbiamo presentato l 'anno scorso e due anni fa e il prossimo che presenteremo alla fine dell 'anno.
Quello che ci manca è la valutazione d 'impatto delle nostre azioni, probabilmente sarà una discussione che le parti sociali vorranno affrontare per poi poter decidere se vale la pena andare in... quella direzione oppure no. L'altro strumento della nostra bilateralità nazionale veniva ripetuto, utilissimo durante il periodo della pandemia, complessivamente 3 miliardi e quasi 400 milioni di euro erogati in 18 mesi, dei quali 800 milioni
qui in Toscana, uno strumento di resistenza contro le crisi resilienza, resistenza, chiamiamolo come vogliamo, ovviamente è uno strumento che va a tamponare qualche elemento negativo, alcuni elementi negativi che si sono verificati negli anni o nei mesi precedenti, uno strumento importantissimo, un gioiello da preservare perché questo fondo di solidarietà bilaterale è riuscito ad erogare delle prestazioni in termini sicuramente quantitativi ma anche in termini qualitativi, cioè di velocità di erogazione delle prestazioni che gli altri strumenti, l 'altro strumento presente nel paese che è uno e si chiama IMSS attraverso
la CIC e la CIGS non riesce ad avere e i nostri dati sono stati utilizzati voglio citare questa cosa perché è molto importante in particolare per il territorio nel quale ci troviamo, qui la Toscana sono stati utilizzati dal Ministero del Lavoro e dal MIMIT per consentire l'utilizzo della cassa integrazione in deroga per le aziende di pelli, cuoio calzature terribilmente colpite dalla crisi qui in te Toscana attraverso i nostri i nostri dati sono siamo riusciti
a creare un contesto grazie al quale il Mimit e il Ministero del Lavoro hanno messo a disposizione ingenti risorse per sostenere le imprese in particolare quelle artigiane del settore pelli cuoio calzature fino a quindici dipendenti ora è vero quello che ci raccontava Gianluca che ringrazio per i dati che ci ha fornito insieme a diciamo il voler inquadrare in termini più ampi la presidente Monica Stelloni però bisogna e quindi i dati anche negativi di perdita di novecento imprese però bisogna ricordare anche l'altro elemento che Gianluca
ha evidenziato che a fronte di questo che è vero, è verissimo c'è stato un incremento del numero medio di addetti per impresa che non ha colmato tutto quello che è stato perso ma ci si è avvicinato ci è andato vicino e si intravede una tendenza e probabilmente quella tendenza potrebbe essere analizzata anche dalle parti sociali per fare dei ragionamenti diversi e che tengano conto anche di questa particolarità. Grazie. Direttore Dignola, le chiedo un 'ultima osservazione proprio per poi poter risolecitare gli interlocutori.
Sì, qui siamo a un traguardo, i 35 anni, ma stiamo leggendo tutto noi in prospettiva. Ecco, in uno scenario di prospettiva rispetto alle bilateralità, qual è la priorità nell 'interlocuzione con il governo di cui davvero... c 'è da mettere sul tavolo un confronto e un ascolto anche degli interlocutori, come dicevamo prima. Io posso portare il mio punto di vista più tecnico che politico sindacale, perché quella è una questione che afferisce sicuramente le parti sociali nazionali. Dal mio punto di vista ci sono alcune questioni che il governo,
anche dal punto di vista delle tecnicalità che utilizza nell 'erogazione di fondi e di risorse, come gestisce la questione dei fondi che noi incameriamo attraverso un meccanismo un po' complesso e farraginoso che passa per una convenzione IMSS potrebbe mettere in piedi. Sicuramente quello che noi potremmo chiedere, perché è già previsto dalla normativa, ma questa è una discussione che dovranno affrontare le parti sociali, che vorranno affrontare le parti sociali, riguarda la possibilità di avere ulteriori prezioni.
Mi riferisco in particolare al nostro fondo di solidarietà bilaterale che oggi eroga prestazioni, esclusivamente prestazioni di sostegno al reddito, cioè un 'azienda va in crisi e tu per assicurare la continuità occupazionale dai dei soldi affinché venga sostenuto il reddito di quei lavoratori e da una parte i lavoratori non abbiano più di tanto problemi e l 'impresa non sia costretta a effettuare licenziamenti. Quindi diciamo un percorso win-win dove chiunque... è coinvolto, ne ha dei benefici ma questo nostro fondo di solidarietà
bilaterale per legge potrebbe già erogare anche altre prestazioni come quelle previste dalla normativa in caso di anticipo pensionistico ma questa ripeto è una discussione che dovranno fare le parti sociali Scenario però molto interessante che si pone anche qui di riflessione saluto nel frattempo l'assessore al commercio Jacopo Vicini in nome anche della sindaca di Firenze Funaro per essere qui poi interverso Sarà a conclusione di questo tavolo di dialogo, ripartendo dai sindacati, vorrei proprio ripartire dallo scenario di prospettiva sia da un punto di vista di quali strumenti per sostenere la bilateralità, di quali strumenti
c 'è bisogno, ma anche un 'ipotesi, la contrattazione di secondo livello, la contrattazione di livello regionale può rilanciare, sappiamo come, l 'artigianato, ma in tutto questo come farla ripartire e se farla ripartire anche dalla... Scala. Partiamo da un primo punto, probabilmente il rafforzamento della bilateralità anche nel primo livello contrattuale darebbe modo di trovare anche più risorse. I settori in
cui la bilateralità è più forte sono quei settori. all 'interno del contratto nazionale siamo riusciti in parti sociali e parti datoriali ad avere delle regole certe e a destinare delle risorse importanti anche a questo tema della bilateralità. Sicuramente anche la parte della contrattazione di secondo livello quindi tutto quello che si parla di contratto territoriale perché poi nell'artigianato si parla di contratto territoriale
sociale darebbe una spinta forte, in questo caso però siccome si parla di aziende che hanno un numero, una dimensione di un certo livello probabilmente serve proprio un patto sociale per arrivare a fare una contrattazione territoriale che sia di dimensioni giusta per questo tipo di imprese. Credo che sarebbe probabilmente anche opportuno chiedersi, siccome è un settore quello dell'artigianato particolare per
quanto riguarda le dimensioni dell'impresa, per quanto riguarda anche il sistema economico che sviluppa dietro all'interno di alcune imprese, come mettere al centro i lavoratori e le lavoratrici della contrattazione di secondo livello, cioè chiedersi che cosa potrebbe servire per dar modo alle imprese di fidelizzare e far crescere questi lavoratori e queste lavoratrici all 'interno dell 'azienda. Perché si parlava prima di una delle filiere, dei settori che
in questo momento ci stanno interessando per una crisi, che è quella della moda, della pelle, del cuoio, eccetera. Noi abbiamo dei tavoli istituzionali aperti in cui ci stiamo confrontando su come. tenere l 'occupazione. Spesso però diamo uno sguardo su come tenere l 'occupazione in delle aziende che strutturalmente hanno la possibilità di fare bassa integrazione, eccetera. In questa filiera arriviamo anche a quelle artigiane in cui è più complicato, ad esempio, nei
momenti di crisi fidelizzare e tenere i lavoratori, anche per il tipo di sostegno ai redditi Allora bisogna chiedersi attraverso proprio la contrattazione secondo livello anche come poter cercare di aiutare i lavoratori nei momenti di crisi e fidelizzarli invece quando le cose vanno meglio. Prego Rossano Rossi. Sì, allora mettiamola così. È chiaro, sono d 'accordo, che se l 'esempio arriva a livello nazionale...
piacevola, aiuta. Io vorrei ragionare così e non vorrei passare per un intervento ecumenico perché insomma però a volte non cercando di fare ragionamenti semplici se avventurano ragionamenti complicati, visto che qui su versanti diversi si fa tutti sindacalisti, si diventa sindacalesi e non si sa piacere se vuole. I numeri prima ci dicano che questo è un settore importante. importante se vediamo, ora parlo per la nostra regione conosco bene, il numero
dell'azienda e poi vediamo il numero dei lavoratori. Quindi se questa forza viene percepita tutta insieme diventa rilevante anche rispetto alla politica, anche rispetto a chi la deve ascoltare, tanto per essere chiari. Se uno pensa che questo invece si risolve dividendosi o cercando ognuno di fare è un passo avanti rispetto all 'altro, questo non funziona. Quindi unirsi insieme anche attraverso gli enti bilaterali, ma dovrebbe essere stesso a tutti, diventa fondamentale.
Una contrattazione di secondo livello regionale aiuterebbe in questo senso, perché quando si fa una contrattazione di secondo livello non c'è soltanto l'aspetto economico che pure ha un valore, c'è un insieme di regole e normative che aiuta tutte, aiuta anche le imprese e eviterebbe quella competizione tra poveri che a volte avviene anche tra le imprese. Se c'è un sistema di regole che aiuta tutti è meglio per tutti perché non c'è più l'impresa che fa attraverso le condizioni di lavoro
sbagliate, attraverso che ne sono finanziamenti che trovano altrove, che fanno concorrenza sleale. Quindi una contrattazione regionale come si dice farebbe partire tutti allo stesso livello. Chiaro, ripeto. è fatta di salario, ma è fatta anche di norme, la politica deve farsi carico di queste cose qui. Poi, detto questo, se noi ragioniamo queste cose qui, è chiaro, poi c 'è un contesto da quale non ci possiamo esimere, sia se facciamo gli imprenditori delle grandi aziende, sia se facciamo i fabbro e i barbiere, per capirci, io barbiere perché non
ero un barbiere, è scritto alla CNA e ci è andato un prezzo. nella vita, io so il valore guarda io gli hanno fatto il monumentino a mio nonno per cui c'è stato 93 anni a fare barbieri gli fermava la mano per cui ce la faceva bene, però questa fascia qui non è mai stata una fascia dal punto di vista politico-sociale in contrapposizione non c'è mai stata una contrapposizione, è sempre stata non è che di qua ci trovavi la controparte classica, l'imprenditore che ti mette ti è distrutta nei tempi di lavoro
l'hanno detto prima e preceduto, ma ci vuole una visione comune da questo punto di vista se c'è questa visione non c'è tanta difficoltà a fare un patto regionale un patto sociale, ovviamente deve essere anche agevolato dalla politica che troverebbe un interlocutore più forte più coeso che deve ascoltare Fanta Pie, grazie Rossano Rossi Io volevo mettere in evidenza questo, mi sembra dai vari interventi, dalle relazioni introduttive, noi siamo in una situazione di stagnazione, abbiamo un pil bassissimo
in Toscana, abbiamo delle difficoltà nel mondo dell 'artigianato e quindi io penso che si deve partire intanto da un dato di fatto, servono forse un rilancio con degli investimenti. Io mi faccio una domanda, qualcuno l'ha detto qua, ma le banche dove... sono? Noi abbiamo tra poco il terzo polo creditizio più importante in Toscana Monte dei Paschi di Siena ma allora io non riesco a comprendere per quale motivo non ci possa essere un intervento
forte e strutturato del Monte dei Paschi di Siena, all'interno una situazione di sofferenza perché stiamo vivendo una situazione di sofferenza nel mondo della manufattura e soprattutto dell'artigianato, vediamo la resi della moda in tanto Su questo sono a sollecitare un intervento della banca più importante, una delle banche più importanti, che ha caratterizzato sempre il tessuto come banca di prossimità dell 'artigianato nel Senese, ma non solo. Oggi è strutturata, ha fatto utili grazie ai contributi di tutti noi, perché è stata presa in mano dallo Stato italiano.
Su questo io auspico che le istituzioni si facciano portavoce. e che la Banca del Monte Paschi di Siena, la futuro Terzo Polo, possa intervenire in questa situazione. Primo. Secondo, serve aumentare i consumi interni. Si parlava di contratto integrativo? Certo che serve. Dobbiamo aumentare i salari delle nostre lavoratrici e lavoratori che noi come sindacato rappresentiamo. Perché è finita l 'epoca e si vive solo con l 'export. L 'export è in crisi.
I dazi americani ne sono una concretezza ma c 'è una riduzione in tal senso e allora si deve aumentare l 'altra leva, i suoi consumi interni. Se oggi l 'artigianato o una parte come la moda è in crisi è perché c 'è meno consumi interni e l 'export inizia a avere dei problemi. Quindi dobbiamo aumentare le strade interne. Da dove si parte? Certamente al rinnovo dei contratti primo livello ma soprattutto contratti integrativi. Quindi il contratto integrativo è un aspetto. fondamentale. Terzo serve fare massa critica
fare più unioni insieme tra i vari stakeholders, la politica e insieme fare più incontri, più riunioni valorizzare i corpi intermedi che hanno delle loro idee interessanti e importanti e qui lo stanno dimostrando e insieme quindi iniziare a buttare giù un piano di impresa, cioè le prospettive future, perché senza avere un'idea di dove si va si rischia veramente di avere dei problemi ecco la parte ottimistica e qualcuno ha detto che la corporazione dell 'arte
dei mestieri è nata nel medioevo dodicesimo dal dodicesimo tredicesimo quattordicesimo secolo ci abbiamo una tradizione di mille anni non penso che sia questo futuro incerto e ci possa creare dei problemi ma si parte ben strutturati però dobbiamo avere la consapevolezza di capire dove vogliamo andare con un progetto chiaro altrimenti ecco ci possono essere dei rischi insomma la genetica ci però lo stato di salute deve essere mantenuto sano, abbiamo pochissimi minuti, chiedo dunque a Tonini Rivettini e Vannetti una chiusura. Cerco di essere, con tutte le cose che hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto, ci vorrebbe parecchio
tempo. Per quanto riguarda una chiusura sulle banche, nel momento in cui si sono rese conto e si sono accorte che non era più conveniente fare banca perché si guadagnava di più e si perdeva meno tempo. a fare altre cose, ovviamente hanno smesso di dare soldi alle imprese. Negli ultimi 10 -15 anni è stato ridotto di un terzo il sostegno e i finanziamenti alle imprese che sono state date. L'operazione Monte dei Paschi, attenzione, non è un'operazione che ricada sul territorio per dare soldi all 'imprenditoria,
specialmente alla piccola e media impresa, ma è un'operazione che a mio avviso all'unico. medio termine vedrà una un 'operazione un po più ampia che è quella di generali per cui si ritorna al mondo delle assicurazioni e non più al mondo del credito detto questo la contrattazione di secondo livello riteniamo che sia veramente importante ha funzionato bene fino agli inizi degli anni 2000 poi si è stoppata andata avanti nell 'edilizia e nel mondo dei trasporti credo che sia il caso di rimetterla in atto Anche perché, sinceramente ritorno a quello che ho detto nel mio primo intervento, un
aumento inflazionistico, l 'erosione dei salari che sono i più bassi a livello europeo, la fuga di giovani che molto spesso sono formati in aziende piccole dell 'artigianato che si orientano ovviamente verso aziende più strutturate, veramente è il momento. Lo diceva anche l 'amico Fantapie, gli stakeholder, le parti sociali, i datoriali, forse iniziare un confronto importante, serio e concreto su una contrattazione di secondo livello che
poi va a mettere a terra e a rendere più operativi i contratti firmati a livello nazionale, forse sarebbe il caso di mettersi intorno a un tavolo e iniziare a parlarne. Messaggio chiaro, Ribechini. Devo dire subito che secondo noi una contrattazione di secondo livello è necessaria per il semplice motivo che sviluppa la peculiarità delle regioni, non siamo tutti uguali, per cui il nazionale crea, dice e dà delle indicazioni, poi a livello regionale la Toscana c
'è una cosa, la Sicilia, la Lombardia c 'hanno altre cose. E questo è bene... dovercelo dire ho sentito parlare prima delle anche perché succede che è un vantaggio importantissimo non solo per l'azienda ma anche per i lavoratori questo ci tenevo a precisarlo si parlava prima discorso delle banche le banche le ha vaccinato prima lo ripeto mi fa piacere che venga anche ripreso anche perché le banche prima erano banche per la produzione
ora sono banche di investimento e questo non va assolutamente bene parlavo prima rientra in funzione l'artigiancassa speriamo che vada in funzione non so se marzo, aprile, maggio aprile entra in funzione, bene l'artigiancassa è uno strumento importante che serve per far sviluppare il settore artigiano soprattutto aziende non strutturate, aziende come diceva prima Volpi di artigiane 4, 5, 3 dipendenti che non hanno la forza per poter
diciamo sostenere un confronto anche con le banche questo è essenziale per cui visto che dice il tempo è pochissimo ci interrompiamo grazie, grazie davvero anche per questo contributo Vannetti bene, io non posso che concordare con quello che è stato detto fino adesso anche nella contrattazione di secondo livello sicuramente è uno spunto è una riflessione velocissima per quanto riguarda il credito io ho sentito tirare in ballo l'argomento dell'artigian
cassa siccome sono stato l'ultimo presidente di artigian cassa con il sodalizio all'epoca con BNL è un qualcosa che conosco abbastanza bene già a quell'epoca io stavo cavalcando se vogliamo un sogno che era quello di poter dare degli strumenti al nostro mondo al mondo della piccola impresa con degli strumenti mirati che ridessero un po' di ossigeno a questo comparto. Non è stato possibile portarlo avanti all 'epoca con BNL perché con BNP e Paribas avevano la dimensione che
era più mirata verso un altro tipo di imprenditoria e lì è finita poi l 'avventura con BNL. Abbiamo mantenuto il nome di Artigian Cassa in un progetto grande. che ripercorreva quelle che erano le aspirazioni di un tempo, è stato in maniera devo dire anche quasi sorprendente, è stato portato avanti in questo periodo e siamo effettivamente arrivati un po' al fatto di mettere veramente in atto un percorso nuovo, ritornando a una banca tra virgolette statale partecipata dalle associazioni.
Quindi uno strumento molto più veloce. della piccola impresa perché quello che è vero rispetto al credito e anche una paura che io in questo frangente è che con la pandemia avevamo interrotto un 'azione di ristringimento del credito che stava chiudendosi come una tenaglia sulle imprese passata la pandemia che ha visto un 'iniezione di liquidità enorme sul mercato oggi riandiamo in quella deriva che va in un restringimento fortissimo comunque della concessione del credito.
Avere una banca, tra virgolette, di riferimento per il nostro mondo che possa anche concertare quella che è l'azione dei confidi in Italia, che è un altro aspetto importantissimo, perché noi abbiamo una costellazione di confidi che molto spesso hanno anche difficoltà in alcuni casi e che in altri casi invece hanno anche liquidità importanti all'interno. Riuscire a coordinare questo mondo potrebbe essere la risposta per un futuro, non dico splendido, ma forse meno duro. E allora, io non so se vuole aggiungere per Ebna qualcosa, ma abbiamo
dato sufficienti spunti e anche prospettive richieste. Ringrazio i nostri interlocutori, ancora un applauso a CGL, Cislo Will, CNA, Confartigianato, Casa Artigiani ed Ebna per essere stati con noi. arricchendo il piatto di contenuti, di prospettive di questo sì compleanno, ma un compleanno che guarda il futuro di Ebreth. Lo abbiamo ribadito della bilateralità e dell 'artigianato, non posso non far intervenire adesso dunque l 'assessore al commercio del Comune di Firenze, Jacopo Vicini, prima di dare la parola poi all 'Alexio Magistralis del professore direttore Cottarelli.
Benvenuto Vicini, grazie per essere qui con noi. Grazie a voi, sarò brevissimo però per me era importante, era un piacere, un orgoglio essere qui a portare i saluti dell 'amministrazione comunale, della sindaca Sara Funaro che si scusa per non essere riuscita a intervenire e ovviamente essere qui anche a celebrare un anniversario importante che si occupa di un tema che a noi sta molto a cuore. Firenze, lo dico chiaramente, vuole essere la città dell 'artigianato, sappiamo che il momento...
è complesso, anche i numeri che abbiamo letto e che abbiamo ascoltato oggi certificano questo momento di complessità ma noi crediamo che la grande sfida di questa città sia da un lato mettere in sicurezza la sua tradizione artigiana, il saper fare quello che l'ha resa unica nella storia e dall'altro ovviamente però aprirsi alle sfide del futuro sfide di cui sentivo parlare da ricambio generazionale, la sostenibilità la sicurezza sui luoghi del lavoro, l'eccessiva burocratizzazione, insomma noi ci siamo, come amministrazione
abbiamo deciso di dedicare quattro luoghi della nostra città a questo mondo in particolare nei prossimi anni su cui vogliamo investire lo facciamo al conventino con la regione toscana, lo stiamo facendo su Via Palazzuolo insieme a Fondazione Cassa di Risparmio, lo abbiamo fatto insieme a Città Metropolitana con la collaborazione dell'associazione di categoria su Via Guelfa e lo faremo insieme alla Camera di Commercio, anche sullo splendido spazio dei Barnabiti. La nostra idea è quella di mettere sempre di più a disposizione dei luoghi della nostra città per aiutare gli artigiani a raccontare e a mostrare il loro impegno.
Come dicevamo, il momento è complesso e quindi è necessario fare squadra, ma devo dire che in questo senso Ebrecht è un ottimo esempio di fare sistema e fare squadra, perché soltanto collaborando pubblico e privato si possono raggiungere... dei risultati importanti quindi come amministrazione siamo al vostro fianco ringraziamo ebbe per il lavoro di questi anni e speriamo insomma che nei prossimi anni potremo continuare a lavorare insieme con successo e con soddisfazione da parte di entrambi grazie e buon lavoro per oggi
grazie grazie anche all'assessore Jacopo Vicini e adesso non lasciamo tempo in mezzo in questa importante ricca di contenuti arriviamo a una conclusione che è un come e perché siamo arrivati in questa situazione oggi ma soprattutto quali sono gli scenari, quali saranno le prospettive e quindi l'Alexio Magistralis del direttore dell'osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano, il professor Carlo Cottarelli che ringraziamo e salutiamo
mi dicono che è arrivato quindi lo lo aspettiamo sono spariti anche volpi e stelloni spero che stiano a fare il comitato di accoglienza in questo in questo in questo momento lo stanno intervistando eccoci allora va bene allora aspettiamo cinque minuti tanto insomma è un tempo di attesa meritato, più che meritato. ho recuperato Monica Stelloni, direi non è poco, non è poco, e
allora Presidente Stelloni, giusto un commento preventivo e finale diciamo tutte e due, prima dell 'Alexio Magistralis finale in conclusione di questa mattinata, anche lei ci ha riservato molte emozioni e glielo devo dire perché quando si arriva ai ringraziamenti è sempre una coda insomma abbastanza noiosa ma importante, invece è diventata importante e sensibile perché ha toccato le corde di un mondo che è quello di Ebrecht che è vivo ed è in ascolto è vero perché
i dipendenti tutti gli sportelli tutte le persone che lavorano ad Ebrecht rispondono continuamente, hanno sempre risposto durante la pandemia, rispondono ogni giorno abbiamo un centralino che suona continuamente e loro corrono sempre a rispondere e cercano sempre di risolvere i problemi di tutti non lasciando mai a piedi aziende e lavoratori in un mondo dove ci sono tutti risponditori automatici ovunque un plauso perché questo è stato sempre così in Ebreth da anni e anni,
e questo è stato un metodo che funziona, e loro sono così interessati alle persone che chiamano, spiegano, spiegano continuamente. Io posso confermare, nell'arco di questi anni, naturalmente la gestione pandemica, lo abbiamo detto, l'emergenza, ma l 'impegno di Ebreth, in particolar modo suo, è stato fortissimo nel volerlo raccontare. raccontare al mondo fuori quello che faceva Ebreth, raccontare le storie che poi sono storie di tutti noi,
una quotidianità di difficoltà economico -sociale, ma anche di sapere che ci sono degli strumenti che possono essere attivati, devono essere conosciuti. Sì, come ha detto il direttore, in questi ultimi anni abbiamo cercato sempre di aumentare le prestazioni, aumentare non solo nel numero ma anche nel tipo di prestazioni. a cui si rivolgevano cercando di cogliere tutte le sollecitazioni che arrivavano, abbiamo provato a fare anche indagini su questo, abbiamo indagato via via con le persone, richiedono le prestazioni, che cosa avrebbero potuto volere ulteriormente, abbiamo chiesto
agli altri enti bilaterali regionali, ce ne sono alcuni che sono molto più avanti di noi in questo, abbiamo provato a differenziare il modo in cui si facevano le prestazioni. con il gestionale, quindi sempre un pochino avanti. E allora anche questo momento di attesa è stato prezioso, per conoscere un aspetto in più di Ebrete, a questo punto salutiamo, ringraziamo, grazie per essere qui, professor Cottarelli, le lasciamo il microfono per i contenuti dell'Alexa Magistralis, grazie mille. Buongiorno a tutti.
Ha un po' freddino, quindi mi tengo sulla giacca. Abbiamo circa 45 minuti per parlare del nostro paese, dell 'economia del nostro paese, della situazione presente e del futuro, però è necessario per parlare del presente e del futuro partire da quello che è successo negli ultimi anni, perché alcuni dei problemi che si sono... manifestati nell 'ultimo quarto di secolo sono presenti ancora attualmente, stanno influenzando
quello che è il problema principale del nostro paese, cioè che continuiamo a crescere poco, il nostro reddito cresce poco rispetto a quello degli altri paesi, la sindrome dello zero virgola. Quando si osserva un fenomeno è sempre utile andare a vedere quando è cominciato Per capire quali sono le sue cause. Fino agli anni 90 il nostro reddito pro capite cresceva tanto quanto quello degli altri paesi dell 'area che
poi sarebbe diventata l 'area dell 'euro. Ecco, crescevamo anche negli anni 80 un po' meno degli altri. effetto puramente demografico, la crisi demografica, abbiamo cominciato a fare meno figli a partire dalla fine degli anni 60, quindi 20 anni dopo, negli anni 90, meno persone hanno cominciato a entrare nel mondo del lavoro, per questo abbiamo cominciato a rallentare negli anni 90 rispetto agli altri paesi, ma in termini di reddito pro capite che in fondo è la cosa che importa per valutare quanto bene stiamo, quanto è il reddito
in media per ogni persona, Quello che contava, appunto il rendimento del reddito pro capito, è quello che non andava malissimo. Fino all 'inizio di questo secolo, tra il 1999 e il 2019, in quei vent 'anni sono stati i peggiori vent 'anni della storia economica italiana. In che senso? Sono stati il primo ventennio dal 1861 in cui...
il reddito pro capite non è cresciuto. I figli non stavano meglio dei genitori, per semplificare. Se confrontiamo il nostro andamento con quello degli altri paesi del mondo, il Fondo Monetario Internazionale per quel periodo produce dati sul PIL, il prodotto interno lotto, che è il reddito che viene prodotto e anche di distribuito per 182 paesi, noi eravamo al centosettantesimo posto su 182 paesi in
quei vent'anni. Perché questo è avvenuto? Ci sono due spiegazioni fondamentali, potrei andare avanti per parecchio tempo ma non voglio poi pensare a quello che è successo dopo, sono due spiegazioni fondamentali per quel ventennio. La quina spiegazione? è legata, è quello che noi economisti parliamo, problemi strutturali, problemi di lungo termine che c 'erano già prima, che però sono diventati più rilevanti una volta che il mondo è diventato
globalizzato e noi siamo diventati più esposti alla concorrenza di paesi emergenti come la Cina che hanno cominciato a produrre cose che producevamo noi. Sto parlando di problemi di elevata tassazione, problemi di inefficienza del settore pubblico, eccessiva burocrazia, costo dell 'energia molto elevato e così via. Questo è un primo gruppo di problemi. Secondo problema, ricordiamo che la Cina è entrata nell 'Organizzazione Mondiale del Commercio all 'inizio proprio di questo secolo, quindi rendendo più evidente la difficoltà a competere
con paesi emergenti che si affacciavano al mondo globalizzato. La seconda spiegazione ha invece a che fare, vedendo di nuovo la coincidenza del nostro rallentamento con qualche altro fattore, prima ho parlato dell 'entrata nella Cina e nell 'organizzazione di molte del commercio, l 'altro fattore è l 'entrata nell 'euro. Io sono Carlo Cottarelli, non sono Alberto Bagnai travestito da Carlo Cottarelli, però non c 'è dubbio che questa coincidenza
è sospetta. Io credo che non sia stato sbagliato entrare nell 'euro, credo che tanti paesi sono andati bene nell 'euro, puoi vivere bene nell 'euro, puoi vivere bene fuori dall 'euro, l'unica cosa che non puoi fare è vivere nell'euro pensando di essere fuori dall'euro, che è quello invece che abbiamo fatto. Noi abbiamo continuato a mantenere i comportamenti che in particolare portavano a un'inflazione. quindi un aumento dei costi nel nostro paese più alto che in Germania, cosa che era possibile finché si era fuori dall 'euro e noi ogni tanto svalutavamo
la lira, una volta che sei entrato nell 'euro e condividi la stessa moneta con la Germania non puoi mantenere un 'inflazione, un aumento dei costi di produzione più alto di quello tedesco perché altrimenti perdi competitività. può mettere e questo è quello che è successo. Le esportazioni tedesche tra il 1999 e il 2009 sono aumentate del 70%, noi zero, perché abbiamo perso competitività, abbiamo mantenuto politiche, in particolare le politiche di spesa pubblica, adesso non entro troppo nei
dettagli ma secondo me quello è stato il problema fondamentale, politiche di spesa pubblica tale da buttare benzina sul fuoco dell'infanzia. molti associano quest 'idea attenzione molti associano quest 'idea col fatto siamo entrati nell 'euro e i prezzi sono raddoppiati ricordate questa cosa il caffè sia raddoppiato non è proprio così non è che tutti i prezzi sono raddoppiati ma è vero che la nostra inflazione è rimasta più alta che in germania abbiamo perso competitività siamo diventati un paese perché aveva vissuto male
dell'euro e che allora forse avrebbe potuto avere la tentazione come la Grecia come la Spagna come il Portogallo di uscire dall'euro da qui l 'ondata di chiamiamola speculazione ma crisi di fiducia nell'Italia che è culminata nel 2011 quando lo spread è arrivato a 600 punti base il governo Berlusconi è caduto E' arrivato Monti, l 'austerità, tutte queste cose, non era una congiura, era che oggettivamente l 'Italia aveva vissuto male quell 'esperienza e attenzione,
in quel momento sono proprio nati i movimenti no euro e quindi era del tutto legittimo per i mercati finanziari dire ma forse questo paese uscirà dall 'euro perché all 'interno si è indebolita fortemente il sostegno per l 'Italia. nell 'euro. Non c 'è una congiura, è semplicemente quello che abbiamo fatto noi, sbagliando le politiche, mantenendo un'inflazione troppo alta, perdendo competitività, una crescita che rallentava e poi questa culminato nella crisi del 2011 e del 2012. Questo ha caratterizzato
questo ventennio. Il fatto sta che dopo la crisi del 2011 e del 2012 abbiamo cominciato a recuperare competitività. Perché se nei primi dieci anni dell 'euro la nostra inflazione era stata più alta che in Germania, nei secondi dieci anni dell 'euro la nostra inflazione è stata più bassa che in Germania. Abbiamo recuperato competitività, le nostre esportazioni sono ripartite e abbiamo sistemato uno dei problemi della debolezza
delle nostre esportazioni che avevano un po' di più di più di più di più di più di più. aveva fatto pensare che noi potessimo avere la tentazione, come peraltro sostenuti da molti in quel periodo, che noi dovesse uscire dall'euro. Questa situazione è migliorata, c'è stata la famosa dichiarazione di Draghi, faremo tutto quello che è necessario, whatever it takes per tenere l 'euro insieme, siamo ripartiti sempre con una crescita positiva, ma sempre piuttosto bassa, sto parlando del periodo del 2014 e il 2019. 2020 arriva un altro scossone, il Covid e non appena si è capito che l 'Italia sarebbe stata al centro della crisi
Covid e che quindi lo Stato avrebbe dovuto aumentare molto le proprie spese per gli aiuti 1, aiuti 2, aiuti 3, aiuti 4, la spesa sanitaria e che le entrate dello Stato si sarebbero ridotte per via appunto della crisi economica, le fabbriche. chiuse non appena i mercati finanziari si sono resi conto di questo si sono posti la questione ma come farà un paese già molto uno stato già molto indebitato a sostenere questi ulteriori costi e lì stava partendo a inizio
a inizio marzo del 2020 una nuova crisi di fiducia lo spread ha ricominciato a salire lo stato aveva difficoltà finanziarie Qualcosa a quel punto lì è successo che però ci ha salvato, che non era successo nel 2011 e nel 2012, che invece ci ha salvato non dalla crisi sanitaria, il Covid, non dalla chiusura temporanea di fabbriche e posti di lavoro, quello era necessario per evitare il contagio, ma ci ha salvato da un 'altra crisi finanziaria.
E questa cosa che è successa è che per la prima volta sono arrivati... dalle istituzioni europee centinaia di miliardi in particolare prima ancora del quello che noi chiamiamo PNRR i soldi per finanziarlo sono arrivati centinaia di miliardi dalla Banca Centrale Europea che dopo qualche giorno di tentennamento ha messo in piedi questo sistema di acquisto di titoli di Stato dei paesi dell'area dell'euro e lì è stata
una cosa spettacolare in termini di quantità di soldi che ci sono arrivati per circa un po' più di due anni, la Banca Centrale Europea è diventata il bancomat del governo italiano. Facciamo qualche numero per capire la dimensione di questo fenomeno. Voi sapete che cos'è il deficit pubblico? Il deficit pubblico è la differenza tra quello che lo Stato spende e quello che lo Stato incassa dalle tasse. Se lo Stato spende cento, 100 e in cassa 90, 100 meno 90 fa 10, quello è il deficit pubblico che sono i soldi che lo Stato di netto mette nell 'economia. Il
deficit pubblico nel 2019 prima del Covid era di 26 miliardi, l 'anno dopo da 26 miliardi si è passati a 160 miliardi. Da 26 a 160. Da dove sono arrivati questi soldi? Perché questi sono soldi che lo Stato mette nell'economia e quindi li deve prendere a prestito da qualcuno. Li ha presi a prestito dalla Banca Centrale Europea, anzi nel 2020 a noi servivano 160 miliardi, sono arrivati 170 miliardi dalla Banca Centrale Europea, più 20
miliardi dall 'Unione Europea, in totale dall 'istituzione europea sono arrivati 190 miliardi quando ce ne servivano 160. più soldi di quelli che ci servivano infatti il 2020 è stato il primo anno in cui lo Stato è riuscito a rimborsare il debito rimborsare in termini netti il debito verso il settore privato, verso i mercati finanziari normalmente quando scade un titolo di Stato, un BTP lo Stato ne mette un altro per ripagare quello, no?
Nel 2020 abbiamo ridotto di 30 miliardi il debito del settore finanziario 2021 successo più o meno la stessa cosa su scala solo leggermente ridotta questo dico lo stato è stato finanziato interamente più che interamente dalla banca centrale europea e con questo ci ha fatti i programmi che ho citato prima iuti 1, iuti 2, iuti 3, il super bonus 110 per 100 è stato finanziato con questa roba capite Uno adesso può criticare, e io ho criticato, credo sia stata un 'esagerazione,
il superbonus 110%, ma quando arrivano più soldi di quelli che tu puoi spendere, fai anche delle sciocchezze, mettiamo questo nel contesto. Il fatto sta che grazie a questa balanga di soldi che sono arrivati tra metà del 2020 e metà del 2022, noi siamo arrivati. diventato il paese che cresceva più di tutti in Europa. C'è stato un mini miracolo economico. Ci sarà stato anche Draghi al governo eccetera. L'autostante è
stato creato una montagna di soldi che ha dato una spinta. Naturalmente è una spinta, una crescita drogata da tutti questi soldi. Mangiarsi un chilo di zucchero ti dà un mucchio di energie nell'immediato. Poi i soldi sono finiti perché la banca centrale europea non poteva andare avanti a stampare euro per tutta l 'area, l 'inflazione era salita molto, bisognava stringere i cotoni della borsa e nella seconda metà del 2022 la Banca Centrale Europea ha cominciato a stringere e ha interrotto questo programma di acquisto di titoli di Stato e lì siamo ritornati
a un paese più o meno normale. Facciamo qualche numero sulla crescita del PIL, il prodotto interno lodo, il reddito complessivo degli italiani. Al netto dell 'inflazione, tenendo conto che poi c 'è stata inflazione, 2020 il nostro PIL cade del 9%, abbiamo dovuto chiudere le fabbriche, i posti di lavoro, meno 9%, 2021 più 8 ,9%, quindi in un anno abbiamo recuperato quasi tutto quello che era stato perso l 'anno prima.
La cosa più spettacolare è avvenuta nel 2022. c 'è stato lo shock, sembrava che tutto fosse finito, il prezzo del gas è andato alle stelle, sembrava che l 'Italia dovesse collare, siamo cresciuti del 5 % nel 2022, cioè tassi di crescita cinesi, però questo è stato dovuto soprattutto a quello che è venuto nella prima parte dell 'anno, verso la seconda parte dell 'anno abbiamo cominciato a rallentare, tasso di crescita del 2023 1%, 2024 0 ,7%, 2025 0 ,5%.
E quest 'anno il governo prevedeva una crescita dello 0 ,7 % e per il 2027 -2028 qualcosa di intorno al 0 ,8%. Per la prima volta un governo italiano nel fare prevedeva a medio termine non è riuscito a superare la sticella dell 'uno per cento son previsioni fatto sta che neanche prevediamo una crescita dell 'uno per cento
ora al momento qual è al momento qual è la situazione c 'è stato adesso anche lo shock di omos quindi adesso faccio una parentesi che riguarda la situazione congiunturale attuale, cosa ci possiamo attendere nell 'immediato futuro e poi torniamo ai motivi dello zero virgola, come dico, lo zero virgola c 'era prima della crisi dello stretto di Ormuz. Quindi bisogna capire quali sono i problemi strutturali che spiegano perché,
però credo che siano interessati anche a capire quello che sta succedendo economicamente. economicamente e nel contesto di questa situazione geopolitica piuttosto tesa. Partiamo dal mondo nel suo complesso, prima della crisi di Hormuz il mondo era cresciuto, cresceva da qualche anno più o meno alla sua velocità standard nonostante la guerra dei dazi. Qual è la velocità standard del mondo, dell'economia mondiale? 3%.
Da circa 50 anni, quando non c 'è una crisi enorme come poteva essere il Covid, la crisi del 2008 -2009, la crisi di Lehman Brothers, quando il mondo non ha questi colpi molto forti più o meno cresce il 3%, intendo dire 3 ,1 -3 ,2, questi sono i tassi di crescita del 2023, 2024 e 2025. e quelli che erano previsti per il 2026 e per il 2027 e all 'interno del mondo trovare al solito la Cina, l 'India che crescono molto
di più, gli Stati Uniti che crescono di meno e poi l 'Europa ancora un po' di meno. Gli Stati Uniti, piccola parentesi, il tasso di crescita americano l 'anno scorso è stato un po' più del 2 % che... Forse l 'Europa sarebbe un ottimo tasso di crescita, per gli Stati Uniti non è stato molto buono, gli Stati Uniti crescevano intorno al 3%, c'è stato un rallentamento, la guerra dei Dazi non sembra aver portato buone notizie per gli Stati Uniti, non c'è stato un crollo, però c'è stato un rallentamento.
L 'Europa l 'anno scorso è cresciuto dall '1 ,3 -1 ,4 % e quello più o meno sembrasse lo stesso percorso. Poi c 'è stato Ormuz, l 'attacco americano e di Israele all 'Iran e la chiusura dello stretto di Ormuz. Quanto è grave questa situazione? Cosa possiamo prevedere per il mondo? Sono uscite due giorni fa le previsioni dell 'Ox, questa organizzazione internazionale che ha sede Parigi.
che comprende i principali paesi avanzati del mondo e qualche paese emergente, sono relativamente buone, nel senso che l 'Ocse ha rivisto verso il basso il tasso di crescita del mondo, aveva 3 ,3%, adesso 2 ,9%, ma si parla comunque di qualcosa molto vicino al 3%. l'Ocse ha rivisto verso il basso il tasso di crescita dell'Italia, che comunque... sarebbe positivo per quest 'anno, mi sembra 0 ,4%, sono numeri ragionevoli, sono basati
sul fatto che lo stretto però sia riaperto in tempi relativamente ragionevoli, qualche settimana. I prezzi del petrolio, i prezzi del gas sono aumentati e questo ha un impatto sulla crescita economica, però per ora non è un impatto enorme, l'aumento dei prezzi è stato forte, ma il livello dei prezzi, dobbiamo ricordarcelo in una prospettiva storica,
il livello dei prezzi del gas e del petrolio e quindi della benzina sono più alti di come erano, ma non sono in un 'ottica storica particolarmente alta. Il barile è intorno ai 100 dollari, come sapete. Era intorno a 110 dollari nel 2012, quando c 'è stata la primavera araba, i problemi in Libia e così via. Nel 2008 il prezzo del petrolio è arrivato a 150 dollari al barile e quel 150 dollari al barile a prezzi
di oggi, perché poi c'è stata l'inflazione, i soldi perdono. valore, 150 dollari al barile nel 2008, prima parte del 2008, vogliono dire 226 dollari a prezzi di oggi e siamo a 100, per ora l 'aumento c 'è stato, il problema c 'è, ma se Obuz rimane chiuso per qualche settimana. Noi rallenteremo, la nostra tasso di crescita rallenterà, l 'Ocse dice 0 ,4%,
dovevamo farlo 0 ,7 % secondo il governo quest 'anno, faremo 0 ,4%, forse questo è un po' ottimista, io ho stimato che potremmo andare a crescita leggermente negativa, una piccola recessione, ma piccola, insomma niente di comparabile con il Covid, quando il PIL è cresciuto nel 9%, niente comparabile con il Covid. la crisi del 2008 -2009 quando il PIL italiano è sceso dal 5%, niente di comparabile con la crisi del 2012 quando il PIL italiano è crescita dal 2 ,5%. L 'inflazione a prezzi
invariati del petrolio e del gas naturale andrebbe al 3%, siamo all '1 ,5%, andremo al 3%, nel 2022 l'inflazione era saluta. salita al 10%. Il prezzo del gas costa caro? Si costa caro rispetto a Rodovera, ma siamo arrivati a 65 euro al megawattora. Quando c 'è stata l 'invasione dell 'Ucraina siamo partiti da un livello del prezzo del gas di circa 80 e siamo arrivati a 320. Questo
è lo scenario in cui la guerra si risolve rapidamente. Nel scenario in cui Ormuz rimane chiuso per un periodo più lungo allora non è da escludere che il petrolio vada a 200 dollari al barile, come dico storicamente ci siamo già stati a quel livello e quello diventa una questione diversa, allora sì che dovremmo preoccuparci di una recessione di come lo Stato può sostenere l'economia economia per attenuare l 'impatto di una recessione, nel 2022 ci siamo riusciti, nel 2022 nonostante
il gas fosse andato a 320 dollari euro a megawattora non c 'è stata una recessione, anzi anche nella seconda parte dell 'anno, nel 2022 abbiamo rallentato nessun segno negativo, lo Stato potrebbe fare la stessa cosa, comunque il fatto sta che se il petrolio andasse a 200 dollari il barilano olico diventano più complicate ci arriveremo due scenari uno in cui la crisi rientra l 'altro in cui la crisi non rientra anzi si approfondisce quali
dei due scenari è più probabile lo sa soltanto tra forse non lo sa neanche tra forse non lo sa nessuno per cui io preferirei non scommettere su una cosa di questo genere ma se dovessi scommettere io penso che la guerra durerà moltissimo qualche settimana già adesso c 'è una tregua che tampa ha deciso perché una crisi prolungata danneggerebbe parecchio la probabilità per i repubblicani americani di
tenere il congresso di vincere o di non perdere le elezioni di novembre sapete che ci sono le cosiddette mid term elections come vedete come il mondo è tutto collegato quindi qualche cosa bisogna dire anche su queste elezioni a novembre viene rinnovato interamente la house of representative, la casa dei rappresentanti la camera dei deputati in questo modo 435 membri vengono rieletti completamente
e vengono eletti 35 senatori su 100 Lì il Senato ogni due anni gli vengono eletti più o meno un terzo, in questo caso ce ne sono 35. E lì le cose possono cambiare in maniera radicale, l 'economia americana come ho detto stava rallentando rispetto a Biden, c 'è una questione anche di affordability, il costo della vita che continua a essere elevato. 3 % alla fine dell 'anno scorso, all 'inizio di questo anno c 'era stato un miglioramento
in situazione, l'inflazione si è ridotta, i prezzi rimangono alti, ma crescono meno rapidamente, dal 3 % si è scesi a febbraio al 2 ,4%, ma a marzo ci sarà una nuova fiammata perché? Perché il prezzo della benzina degli Stati Uniti, che secondo me è la variabile chiave per capire cosa succederà, è aumentare. in poche settimane del 33%. Un gallone di benzina negli Stati Uniti costava, prima della guerra, nella media nazionale benzina regolare, costava 3 dollari. Adesso
costa 4 dollari. Ha continuato ad aumentare regolarmente giorno dopo giorno per tutta la durata della guerra, quindi dal 28 febbraio fino a due giorni. fa dove si è stabilizzato a 4 dollari al barile. Ora se il prezzo del petrolio, che adesso è intorno a 100 -110 dollari al barile, arrivassi a 200 dollari al barile, fate qualche calcolo, vuol dire che il prezzo della benzina al gallone sale sopra i 6 dollari al gallone.
6 dollari, 6 dollari e mezzo, cosa che non si è mai vista negli Stati Uniti. e questa cosa qui danneggerebbe parecchio le speranze di Trump e dei repubblicani di mantenere controllo di almeno di uno dei durami di Parlamento. È probabile che la Camera la perdono comunque, tutti i deputati vengono rinnovati. Per il Senato le cose sono abbastanza più sicure per i repubblicani perché dei 35 seggi che vengono avvenuti
innovati, soltanto 4 sono a rischio. Quindi perché i democratici prendessero controllo del Senato ci vorrebbe che vincessero in tutti questi 4 seggi contentibili e non perdessero nessuno dei 2 seggi che sono invece per loro considerati come contentibili. Difficile, però non è impossibile in una situazione in cui il prezzo della benzina sale a oltre 6 dollari al gallone, perché il prezzo della benzina è particolarmente importante, gli americani consumano un mucchio di benzina e secondo ci sono 150 mila stazioni
di servizio dagli Stati Uniti con questo prezzo che colpisce molto l 'attenzione. Io penso che tra questi due scenari sia più probabile uno scenario in cui, come preferirei non scommettere, dovessi scommettere, io penso che il scenario in cui la... crisi viene risolta nel giro di qualche settimana e credo che sia questo anche quello che hanno in mente i mercati perché i prezzi del petrolio sarebbero già andati su livelli molto più
alti. In questo contesto io penso che quest 'anno potremo avere un tasso di crescita soltanto di poco lontano da quello che aveva previsto il governo. Il governo prevede a 0 ,7. scorso come dico 0 ,5, quest 'anno 0 ,7, 0 ,8, magari faremo comunque qualcosa un po' più basso, ma non enormemente più basso, quindi senza una recessione, l'inflazione andrà su un po', però non si arriverà neanche se la crisi finisce presto, non si arriverà neanche al 3 % se i prezzi del petrolio cominceranno a scendere, però
rimaniamo sempre su tassi di crescita molto bassi. Allora torniamo all'Italia, alla crescita italiana al di là di quello che vuole essere l'impatto della crisi di Hormuz. Mi ho detto i numeri, 0 ,1 % nel 2023, 0,7% crescita del PIB nel 2024, 0,5% nel 2025, sempre lo 0,1%. Uno può dire, vabbè ma tutta l'Europa cresce poco e in effetti negli ultimi tre anni noi non siamo più
stati il fanalino di coda dell 'Europa, come eravamo stati nei primi vent 'anni di questo secolo insieme alla Grecia. Cresciamo meno della media europea ma non siamo gli ultimi e quindi in qualche modo uno dice che la situazione è migliorata, non siamo più gli ultimi, siamo sotto la media europea ma non di tanto. Il problema è che non è che siamo sotto la media europea non di tanto perché abbiamo accelerato noi. ma perché gli altri hanno rallentato, in particolare perché la Germania, più grande paese europeo, più grande economia europea, ha rallentato parecchio
e è diventata l'ulto analino di coro dell'Europa. Adesso vediamo se col governo Merz l 'aumento della spesa per gli investimenti riusciranno a uscire da quel pantano in cui sono caduti negli ultimi anni. Il fatto sta che la media europea si è abbassata perché la Germania ha rallentato. Noi non abbiamo accelerato. uno dice comunque in termini relativi stiamo meglio, sì fino a un certo punto perché invece se ci confrontiamo con il resto del sud Europa stiamo facendo molto peggio. Il resto del sud
Europa cosa vuol dire? Vuol dire il Portogallo che cresce al 2%, la Grecia che cresce al 2%, la Spagna che cresce al 3%, con tre anni che la Spagna cresce al 3%, l 'anno scorso scorso la Spagna è cresciuta del 3%, noi del 0 ,5%. E quei tre paesi, sono i tre paesi e il resto dell 'Europa del Sud, mettiamoci pure Cipro per esempio, questi sono i paesi che nei primi vent'anni di questo secolo avevano perso terreno rispetto al nord Europa, rispetto alla Germania e adesso lo stanno recuperando. Noi rispetto al nord
Europa e rispetto alla media europea non riusciamo a... recuperare, quindi non possiamo essere contenti con il fatto che non perdiamo ulteriore terreno anche se rispetto alla media europea come ho detto stiamo sempre un po' sotto, noi dovremmo cercare di capire perché non riusciamo a crescere più dello 0, e qui torniamo alla questione che avevo parlato all 'inizio, abbiamo eliminato il problema dell 'euro, nel senso abbiamo ricominciato a risportare, ci siamo adattati, ma l'altro problema è che quello di quei problemi strutturali che pure sono stati importanti, vi ho detto che ci sono due
versioni, problemi strutturali e problema dell 'euro, probabilmente valevano tutte e due le cose, problemi strutturali rimangono e se vogliamo riassumere in una parola quali sono i problemi strutturali, la cosa è abbastanza semplice, questo è un paese dove è ancora difficile fare attività di impresa e in un 'economia di... mercato, come ha detto anche Giorgio Meloni, anche se poi non si è fatto molto, nel discorso di richiesta di fiducia nell'ottobre 2022, Giorgio
Meloni dice, giustamente in un'economia di mercato la crescita le fanno le imprese e le imprese però purtroppo non sono ancora in condizione di fare al meglio la propria attività in Italia compreso le imprese artiche. regione. Facciamo allora un confronto tra l 'Italia 0, e la Spagna 3 % e vediamo quali vantaggi ha la Spagna al fare attività di impresa rispetto all 'Italia. Cinque fattori
fondamentali, ce ne sono anche altri ma mi concentro su cinque. Primo, le tasse, la pressione La pressione fiscale in Italia è di 6 punti percentuali più alta che in Spagna. L 'anno scorso la pressione fiscale in Italia è arrivata al 43 ,1 % che è uno dei livelli più alti della storia della Repubblica italiana, un po' più basso solo di poco rispetto al livello della tassazione, quello di Monti, il sangue,
sudore e lacrime. Lì eravamo al 43,4, adesso siamo al 43,1, è che facciamo molta differenza. Tasse più elevate sono qualcosa che rendono più difficile fare l 'attività di impresa. Se tu sei un 'impresa e devi decidere se andare a investire in Italia o in Spagna, vai in Spagna perché paghi meno tasse, a meno che tu vai sempre nel paese dove le tasse sono più basse, a meno che quel paese con quelle tasse più basse ti dà dei saluti. servizi pubblici che sono particolarmente buoni. Il che mi porta al secondo punto, rimane molto più difficile interagire con lo Stato italiano di quanto sia difficile interagire
con lo Stato, l 'amministrazione pubblica spagnola. La burocrazia in Italia è ancora un peso molto elevato. Fino al 2024 le piccole e medie imprese italiane pagavano il costo della burocrazia alle piccole e medie imprese italiane era intorno, stima del Dipartimento della Funzione Pubblica, della Presidenza del Consiglio, 57 miliardi come un 'extra tassa che pesa in maniera più maggiore sulle
piccole e medie imprese e senza altro le imprese artigianali italiane rispetto. Qui ci viene detto tutto, l 'IVA per esempio, l'IVA è più alta in Italia, c'è la realtà tasse sul lavoro che sono più alte il cuneo fiscale, tutte queste cose gravano sulle imprese italiane a meno che i servizi non siano migliori, ma interagire con la burocrazia italiana rimane molto difficile. Poi vedremo quello che si è fatto, ma facciamo questa carrellata, tasse, burocrazia. Terzo aspetto, la lentezza della giustizia italiana rende più incerto.
il sistema rende più incerto fare attività di impresa in Italia, quarto il costo dell 'energia, anche qui qualcosa che è facilmente quantificabile, per una piccola e media impresa italiana prima di quello che è successo a Ormuz eccetera, il costo dell 'energia era del 58 % più alto in Italia rispetto alla Spagna per una piccola e media impresa. Perché la Spagna, da un lato, ha sviluppato molto nei rinnovabili, ma al contrario dell 'Italia non ha abbandonato il nucleare.
Io nell '87 ho votato a favore del nucleare, pur essendo nato a Cremona, che aveva a 15 km la centrale nucleare di Caos. Quindi non solo di quello che diceva, sì, nucleare sì, però non la casa mia. Io ce l'avevo a casa mia. Quando ero giovane, quando hanno costruito, c'è Caos. in bicicletta, giri in campagna a vedere la costruzione della centralica rossa quindi tasso, burocrazia giustezza della giustizia e costo
dell'energia mi fermo qui per un attimo perché c'è un quinto fattore che è rilevante a vantaggio della Spagna però lì la Spagna ha un vantaggio oggettivo che noi non abbiamo sto parlando del fatto che la Spagna sta affrontando crisi demografica peggiore leggermente, ma comunque grave perlomeno tanto quanto quella italiana. Fanno pochi figli e quindi meno persone sono disponibili ogni anno nate in Spagna per alimentare il mercato del lavoro. Però in
Spagna la popolazione aumenta, da noi si riduce. In Spagna il numero di persone in età lavorativa aumenta. da noi si riduce, perché? Perché in Spagna sono riusciti a creare un flusso regolare di migranti, regolare perché secondo me in Italia si deve entrare col permesso e non con gli sbarchi, un flusso regolare di migranti che alimenta la produzione, lo stesso sta succedendo in Portogallo. Da noi invece non è la stessa cosa, ormai più della metà
delle imprese italiane in un sondaggio pubblicato. ottobre indica che ha difficoltà a trovare personale e non per mancanza di competenze, per mancanza proprio di persone. Perché dico che la Spagna ha un vantaggio oggettivo? Perché una buona parte dei migranti spagnoli viene dall'America Latina, parla la stessa lingua, ha la stessa religione, ha la stessa cultura, giocano a calcio anche bene tanto quanto gli spagnoli, si integrano molto più facilmente. Ora, lì c 'è un vantaggio oggettivo, però bisogna lavorare anche su quest 'ultimo
aspetto perché nonostante l 'intelligenza artificiale e tutte le altre cose, il settore produttivo ha ancora bisogno di persone. Le altre aree, a maggior ragione, dovremmo impegnarci. Ora, cosa stiamo facendo in tutto questo? facendo in questa per queste cose tasse come ho detto la pressione fiscale è ai mas quasi ai massimi storici qual è il problema fondamentale tu puoi tagliare le tasse ma
lo puoi fare soltanto se al tempo stesso tagli la spesa pubblica la spesa pubblica invece l 'anno scorso è di nuovo a parte il periodo covico lì bisogna spendere tanto ma se tagliamo il periodo covi l 'anno scorso mi hanno speso 51 1 ,1 % del PIL in spesa pubblica, che è uno dei livelli più elevati storicamente, sono 6 punti percentuali, al netto agli interessi sono 6 punti percentuali il PIL rispetto a
dove eravamo alla metà degli anni 90, non è che alla metà degli anni 90 non ci fosse lo Stato sociale, c 'era lo Stato sociale, però spendiamo molto di più. Il governo sta facendo qualcosa, il ministro Zangrill è particolarmente impegnato, in questo alcuni provvedimenti sono stati presi per semplificare la vita degli artigiani, per rendere più facile iniziare un 'attività artigianale, però secondo me si tratta soltanto
di un primo passo, c 'è molto di più che deve essere fatto. quanto è complicato pagare le tasse, ma in tanti aspetti rimane molto difficile avere permesso di interagire con la pubblica amministrazione. Per fare queste cose ci vuole un grosso impegno di capitale politico, semplificare, far funzionare meglio la burocrazia italiana, introdurre principi di merito nella pubblica amministrazione è un compito enorme e può essere portato avanti soltanto.
se diventa uno o forse l 'obiettivo principale del governo, cosa che non è certo diventata. Avete visto la Presidente del Consiglio andare a parlare di tante cose in televisione, ultimamente dal referendum sulla giustizia, ma non avete mai visto Giorgia Meloni che va in prima serata in televisione a dire che la riforma della pubblica amministrazione è l'obiettivo principale di questo. governo, è stato mandato il ministro Zangrillo a porta a porta a mezzanotte, qualche mese
fa c 'era pure io e Zangrillo dice anche le cose giuste, non ha dietro di sé l 'intera compagina di governo, in quell'occasione a porta a porta ad Avespa io ho detto, ministro Zangrillo io sono un suo fan perché sto facendo le cose giuste, però le devo dare la brutta notizia che lei è uno dei ministri, ma lo sapeva benissimo, uno dei ministri meno conosciuti del governo, perché? non c'è abbastanza enfasi su questo fatto. Giustizia, giustizia c'è stato qualche passo avanti, anzi importanti passi avanti, i processi non durano più come si diceva dieci anni fa, otto anni
e qualcosa. I processi civili che arrivano al terzo grado di giudizio adesso in media durano circa cinque anni, però rimane sempre più di quello che durano in Spagna, in Francia, in Germania. Costo dell'energia. Hanno fatto il decreto bollette e va bene anche quello che hanno fatto, è un piccolo aiuto, però questo è stato superato purtroppo rispetto alla Spagna dall 'aumento dei prezzi degli idrocarburi perché noi dipendiamo dagli idrocarburi molto più di quanto dipende la Spagna.
Il 74 % dell 'energia in Italia dipende ancora dagli idrocarburi, quindi la dipendenza non è stata riuscita. L 'assorbimento di energia in Italia rispetto agli anni 80 per unità di PIL si è ridotto, ma essenzialmente perché si usa meno energia in generale. Ma in termini di quota di energia prodotta con idrocarburi c 'è stata una riduzione, ma siamo ancora al 74%. E infine l'immigrazione.
questione estremamente delicata perché da un lato il centro -sinistra vorrebbe in qualche modo avere le porte aperte, gli sbarchi eccetera, dall 'altro il centro -destra non fa proposte di medio-lungo termine perché ha paura di essere confusi con quelli che vogliono gli sbarchi, quindi non abbiamo una politica, le nostre imprese continuano a trovare una grossa difficoltà a condurre anche a trovare persone. In generale a fare attività di impresa per tutti i motivi che vi ho detto. Ora, cosa si può fare in
proposito? Sinceramente io mi sono convinto che noi ci possiamo lamentare della politica che non si fanno riforme, il problema è che puoi fare certe riforme che sono difficili da fare soltanto se hai ricevuto un mandato politico. Se sei andato alle uni hai chiesto di avere un mandato per fare certe riforme, questo governo ha chiesto un mandato per esempio per tagliare le tasse, ma non per tagliare la spesa e se non tagli la spesa non puoi tagliare le tasse.
Occorre vedere se in futuro ci sarà qualcuno che andrà alle prossime elezioni, per esempio alle 11, vogliamo fare queste riforme che cambieranno il paese, sono riforme difficili, le mettiamo a vedere. primo posto, lasciamo perdere le riforme costituzionali, facciamo cose che sono più rapidamente fattibili, dateci un mandato per farlo. La domanda a questo punto è, e qui concludo, ma gli italiani darebbero a un governo o una coalizione di governo il mandato per fare queste cose? Non voglio essere pessimista, quindi concludo dicendo vedremo. Grazie per
l'attenzione. Grazie, grazie professor Contarelli, Posso chiederle un 'ultima sollecitazione, la formazione, abbiamo parlato tanto di formazione nell 'ambito del mondo artigiano ma in generale, certo non credo che nell 'agenda elettorale di una prossima campagna ci sia questo come priorità, però è prioritario per lo sviluppo. Tutta l 'area che riguarda la formazione, l 'istruzione e tutta cosa in cui siamo indietro in Italia. Non l 'ho citato soltanto per un po'.
fatto, che le altre cose che ho detto hanno un impatto sistemandole più immediato, formazione, istruzione, soprattutto istruzione, lì si parte dagli asini in nido, lì l 'impatto è di più lungo termine, però senz 'altro è una cosa estremamente importante, bisogna porsi certe domande, voi avete sentito il sistema degli istituti di istruzione superiore, gli ITS. Quindi lì la cosa curiosa è che noi abbiamo cercato di sviluppare gli ITS, che vuol dire fornire una istruzione tecnica ma di livello superiore a livello
quasi universitario, lì abbiamo creato questa cosa, i numeri sono ancora molto limitati, qualche 20 -30 mila persone. E la cosa strana è che sembrerebbe che siano le imprese stesse che preferiscono avere, prendere, diplomati diciottenni piuttosto che diplomati dagli ITS che dovrebbero essere qualità superiore c'è anche da capire questo fatto, c'è un fatto di offerta un fatto di domanda interrogativo ed elemento su cui davvero dovremmo riflettere
poi anche nel contesto regionale, io la ringrazio davvero per la sua disponibilità un'occasione importante in questi 35 anni evento che si è concentrato qui alla fondazione Zeffirelli prezioso per le tante voci, numeri, le riflessioni che abbiamo fatto il presidente della regione Gianni impegnato questa mattina a Grosseto sui temi sanitari ci raggiungerà ma credo a questo punto nella fascia del pranzo e dunque in un incontro diciamo face to face però verrà comunque a dare un saluto ai 35
anni di Ebreth c'è un buffet dunque come avete sentito io vi ringrazio per questa partecipazione, ringrazio Ebreth per aver organizzato questo contributo ulteriore in tema di artigianato e bilateralità buon proseguimento, grazie a tutti Grazie a
tutti. Grazie a tutti. Grazie a
tutti. Grazie a tutti.