Angolo Rosso del 24 settembre 2025
Puntata speciale dell'Angolo Rosso dedicata alla campagna per vietare il commercio di armi e beni con Israele e le colonie. Paolo Pezzati di Oxfam illustra la petizione sostenuta da oltre 80 organizzazioni internazionali e 20 italiane. Paolo Cecchi della Fisac CGIL racconta le mobilitazioni sindacali per la pace in Palestina e il riconoscimento dello Stato palestinese.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 00:52Situazione umanitaria a Gaza
- 02:06Storia di Oxfam in Palestina
- 03:42Obblighi legali internazionali
- 05:04Richieste ad Italia e UE
- 07:00La campagna per vietare il commercio con le colonie
- 08:21Le 20 organizzazioni italiane della coalizione
- 10:02Mobilitazioni sindacali CGIL
- 13:01Riconoscimento dello Stato di Palestina
- 15:38Conclusioni e saluti
Trascrizione 27 passaggi
L 'angolo rosso, quindicinale su lavoro, credito e risparmio a cura di Fisac CGL. vogliamo essere complici e il titolo di questa puntata dell'angolo rosso buongiorno benvenuti all'ascolto sono le nove e quaranta seguitici anche sui nostri i canali social perché siamo in diretta alla radio ma siamo in diretta anche con la Controradio TV saluto subito i nostri ospiti il segretario
regionale della FISAC della CGL Paolo Cecchi buongiorno Paolo buongiorno Buongiorno a tutti. Con noi anche Paolo Pezzati, Humanitarian Policy Advisor di Oxfam Italia. Buongiorno Paolo, bentrovato anche a te. Buongiorno, buongiorno a tutti. Paolo, una puntata speciale quella di oggi, due parole su... questo se sei d 'accordo ma è diciamo speciale perché ovviamente si parla di un tema che seppure all'ordine del giorno non viene affrontato in maniera concreta e oggettiva
dai decisori pubblici che è il massacro che sta avvenendo in Palestina ad opera del governo israeliano e su questo ovviamente Le possibilità e le soluzioni sono tante e qui oggi in questa sede ne proviamo a dare a qualcuna che può dare veramente uno sbocco, una via d 'uscita concreta. In questo momento, da tanto tempo, ma in questo momento in particolare Paolo Pezzati, Oxfam sta facendo cose importanti, parliamo però, raccontaci
di questa petizione contro la commercializzazione dei dettagli. delle armi a Israele. Ci racconti questa iniziativa Paolo? Il territorio palestinese occupato dal 1950, una delle prime organizzazioni internazionali, subito dopo la NACBA, la nostra organizzazione è arrivata in quel territorio e è dal 1980 che è a Gaza, quindi ha sviluppato nei dieci anni. Tutto un sistema di relazione, di conoscenza del territorio, di competenze
che gli permettono poi di analizzare, di produrre rapporti, di produrre un posizionamento. politico e dentro questo posizionamento politico anche tutta una serie di richieste, una serie di richieste sia ai decisori politici locali ma anche alla comunità internazionale. e in questo caso Oxfam Italia nei confronti dei propri decisori politici. A partire dal 7 ottobre abbiamo visto compiersi
tutta una serie... di crimini di guerra contro l 'umanità in modo sistematico e a nostro parere volto proprio anche a distruggere un popolo questo pone delle conseguenze dal punto di vista legale, in termini di responsabilità, di obblighi della comunità internazionale, quindi del nostro paese. Obblighi che non sono stati rispettati, a cui non è stato dato seguito. E poi arriva la risposta, ci sono due momenti salienti in questi ultimi due anni.
Il primo riguarda con il primo pronunciamento della Corte di Giustizia del 26 gennaio. maio eh duemila ventiquattro riguardo la possibilità, la plausibilità eh della violazione della convenzione sulla prevenzione del crimine di genocidio e il secondo momento è sempre dell'anno scorso del 19 luglio del 2024 è sul parere consultivo che la Corte ha dato riguardo l'illegalità dell'occupazione e l'obbligo di ritirarsi
non solo di smettere di sguardo ma di ritirarsi da parte di Israele, dalle colonie, dal territorio occupato, da risarcire la popolazione sfollata in questi decenni a partire dal 67. Quello che dico sembra fantasciente. ma è la legge quindi a partire quindi da questo quadro legale chiarissimo la nostra organizzazione insieme ad altre si è mossa per far sì che il nostro paese potesse stare dalla parte giusta della storia, dalla parte giusta
della legalità internazionale. Purtroppo non l'ha fatto e continua a non farlo. Abbiamo sviluppato nei mesi una serie di richieste specifiche riguardo alla situazione umanitaria, quindi soprattutto a Gaza, chiedendo il cessato di fuoco, un accesso umanitario... umanitario eh esteso e capillare eh dentro la striscia con l'apertura di tutti i palichi con le Nazioni Unite al centro del sistema eh di
distribuzione dell 'aiuto e dell 'assistenza umanitaria chiaramente il rilascio di tutti gli ostaggi ma anche di tutti i detenuti palestinesi illegalmente detenuti in amministrazione in detenzione amministrativa e soprattutto abbiamo chiesto al nostro paese poi dopo di interrompere la fornitura di armi nei confronti di Israele perché violava la legge 185 e 90 il trattato che abbiamo firmato sul commercio delle aree. Quindi questo è stato tutto un lavoro che abbiamo sviluppato nei mesi
che ci hanno portato fino a qua. abbiamo sviluppato una campagna internazionale insieme a più di 80 partner, 20 italiani, che ha deciso di proporre un 'azione che in realtà... In realtà il nostro paese e i governi occidentali, le cancellerie europee e occidentali avrebbero già dovuto proporre a partire dal 19 luglio dell 'anno scorso, ovvero una volta chiarita che l 'occupazione è illegale e una volta... Da parte della Corte l 'obbligo anche dei paesi terzi di
non trattenere relazioni commerciali che perpetuassero l 'occupazione o rafforzassero l 'economia delle colonie. Nulla è stato fatto, a quel punto abbiamo deciso di mettere in piedi una campagna internazionale, anche in Italia, di pressione politica affinché qualcosa si muovesse. Purtroppo l'anno scorso era il 18... L '8 di settembre le Nazioni Unite in Assemblea Generale hanno votato dando 12 mesi di Israele per ritirarsi. Questi 12 mesi sono passati da sei giorni.
Israele ha ancora lì, nel frattempo ha approvato ulteriori annessioni di territorio palestinese, ulteriori unità abitative e la comunità internazionale è rimasta in errore. Noi questo non ci va bene. Ed ecco qua che appunto siamo a chiedere un 'introduzione di una normativa nazionale che vieti il commercio con le colonie di beni e servizi. Nanda riguarda una questione che tu hai prima accennato, ovvero hai parlato di un supporto a questa vostra iniziativa, a questa vostra petizione di numerose
organizzazioni, tra cui una ventina anche italiane. Ci dici di più? su questo aspetto perché dà anche l 'impressione di un senso di unitarietà, di una grande quotidianità in questo genere di azioni, dove non si procede d'ordine sparse, è una bella cosa questa. Sì, c'è stata una risposta. veramente molto ampia e noi tra l'altro contiamo che poi ora la coalizione si allarmi subito dopo il lancio e infatti già sono arrivate richieste. Partecipano in questa campagna.
Le Acli, Amnesty International, ACS, Lampi, l 'Associazione delle ONG Italiane, Arci, il CIS, che è una ONG italiana appunto. Lavora in Palestina, il coordinamento nazionale delle comunità accoglienti, il CNCA, il COSPE, che è un altro ONG toscana, il CRIC, che è un 'altra ONG italiana, Emmaus Italia, la Fondazione... Fondazione Finanza Etica, First Social Life, la rete Humus, che è una rete di economia solidale, Libera,
Movimento Giustizia e Pace, la rete italiana Pace e Disa... un ponte per, vento di terra, insomma una ventina di organizzazioni che hanno in comune l 'interesse per il mantenimento del diritto internazionale rispetto dei diritti. umani e anche molte di esse hanno poi proprio anche una presenza nel territorio palestinese quindi qualcosa di molto grande che attraversa in modo trasversale il mondo del terzo
settore e noi ecco contiamo anche che questa alleanza si allarghi ad altri settori non solamente quelli appunto del mondo solidale ma anche altri settori dell'economia del mondo del lavoro ecco ehm sicuramente Questo sarà un obiettivo poi delle prossime settimane. Certamente, infatti, abbiamo cercato di mettere intorno un riflettore anche su questa iniziativa estremamente importante in un momento in cui le iniziative... veramente si moltiplicano abbiamo visto peraltro gli scioperi
le manifestazioni di questi giorni stasera alle 20 e 30 la notizia che ricevevamo in questo momento in piazza Dalmazia a Firenze ci sarebbe una manifestazione prima vicinanza e solidarietà alla Global Sumud Flottiglia che nelle ultime ore è stata ripetutamente attaccata da droni, bombe sonore, sostanze urticanti per cui appuntamento alle 20 e 30 stasera in piazza Dalmat. Grazie a Firenze, Paolo Cecchi, anche sul vostro vessante, anche sul vessante del sindacato e della CGL, da tempo state mettendo in piedi molte iniziative, raccontiamo di questo e anche del futuro.
Sì, è ovvio che noi con i nostri strumenti da quando è partito il massacro di Gaza abbiamo iniziato le nostre mobilitazioni che sono state a diversi livelli e hanno comunque interessato tutte le province della regione. Fino ad arrivare ovviamente al 19 scorso con lo sciopero generale l 'intero turno di lavoro e tre manifestazioni a livello regionale che tra l 'altro per chi
ha potuto partecipare o vedere sui media sono state molto partecipate che tra l 'altro Questo fa insieme con quanto avvenuto anche il 22 settembre scorso con lo sciopere e le manifestazioni di Alta Sigla Sindacale che dimostrano però una cosa molto chiara. Che chi se ne dica? Cioè che la maggioranza dei cittadini italiani vogliono mettere fine al massacro palestinese, vogliono il riconoscimento dello Stato di Palestina. Tra l 'altro, piccola parentesi.
Anche se non riguarda frettamente la CGL, ma è veramente paradossale, se non vergognoso, che sulla maggior parte dei media le scontri che ci sono stati in alcune città... del 22 settembre scorso sono state la notizia importante su appunto la maggior parte dei giornali o delle televisioni e non il fatto che anche quel giorno lì come è stato per 19 settembre per la CGL una giornata di manifestazione di massa di migliaia di persone
che sono scese appunto in piazza per manifestare è ovvio che la nostra pressione continuerà con gli strumenti ovviamente tipici del sindacato, ma anche appoggiando campagne tipo quella di cui stiamo parlando oggi di Oxfam. Mi si permetta un ultimo elemento. Tra le varie cose... Noi chiediamo ovviamente che finalmente il nostro governo, ma in generale tutto il mondo occidentale, riconosca lo Stato di Palestina. E questo è un... come dire...
Motivazione politica ben chiara, non è un atto simbolico come detto da qualcuno tipo ieri all 'ONU, per varie motivazioni, ne ricordo tre per semplificare. Il primo perché darebbe finalmente unità al mondo occidentale rispetto allo schierarsi su il genocidio di Gaza, tra l 'altro la richiesta dello Stato palestinese ha radici ben antiche di leader dell 'Europa occidentale. Il secondo, che ovviamente farebbe pressione sull 'attività
vergognosa e illegale dei coloni israeliani che stanno occupando la città. la Cisgiordania. Il terzo, e lì si risponde anche al tentativo pubblicizzato ieri dalla maggioranza di governo di presentare un... in Parlamento la mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina ma subordinandola a una serie di cose e che quindi irrealizzabili e cioè il fatto che se si riconoscesse a prescindere come atto politico Lo Stato palestinese andremmo contro Hamas perché
ricordo per chi non lo sa che Hamas è sempre stato contrario all 'idea di due Stati dentro. l 'attuale palestina perché per hamas dovrebbe esistere solo uno stato palestinese islamico che va dal fiume giardano fino al mediterraneo quindi Le parole, come dire, in questo caso non contano niente, contano gli atti, in questo caso conterebbe un atto politico molto chiaro, che sarebbe anche un atto politico di pace in un mondo che sta sempre più scivato.
volando non solo con le parole ma con le armi verso una situazione sempre più di guerra e tra l 'altro questo elemento qui sta togliendo risorse e si vede chiaramente. alle persone a cominciare da servizi essenziali come la sanità, perché bisogna investire tutto nelle armi. Ecco, diamo finalmente un messaggio di pace e facciamola finita con messaggi di guerra contro tutto ciò che la pensa diversamente
da noi. Grazie. Paolo Cecchi, grazie a te per essere stato con noi e grazie anche a Paolo Pezzati. di Oxfam Italia per questa puntata dell'Angolo Rosso vi auguro buona giornata grazie cura di Fisac CGL Grazie a tutti.