Angolo Rosso Referendum: votare si

14 maggio 2025 · 14 min

Discussione sui cinque referendum dell'8-9 giugno (quattro sul lavoro, uno sulla cittadinanza) e sulle dichiarazioni controverse del Presidente del Senato LaRussa che invita all'astensione. Analisi del piano europeo Rearm Europe e delle sue conseguenze sulla spesa sociale, la transizione ecologica e i servizi pubblici in Italia.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione L'Angolo Rosso
  2. 00:56Le dichiarazioni di LaRussa sui referendum
  3. 03:43Partecipazione democratica e dovere civico
  4. 05:39Criteri ESG e investimenti in armamenti
  5. 08:38Piano Rearm Europe e abbandono transizione ecologica
  6. 11:21Impatto del riarmo sulla spesa sociale
  7. 14:02Conclusioni e saluti
Trascrizione 25 passaggi

l'angolo rosso, quindicinale su lavoro, credito e risparmio a cura di Fisac CGL. Le nove e trentacinque, la montata di quest'oggi inevitabile. probabilmente sui referendum dell '8 e 9 giugno, quattro referendum sul mondo del lavoro, uno sulla cittadinanza, sono i nostri ospiti collegati con noi, potete seguirci anche in video sui i social Carlo Moretti della segreteria della Fisac della CGL della Toscana. Buongiorno benvenuto. Buongiorno a tutti e

tutti. Lorenzo è il deposito delegato sindacale della Fisac Banca d'Italia, esperto di sistemi finanziari. Buongiorno. Lorenzo, ben trovato. Buongiorno a tutti e a tutti. Allora Carlo Moretti, iniziamo subito dicendo cioè ricordando un fatto come dire istituzionalmente molto stridente perché recentemente la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio Larussa ha rilasciato una dichiarazione relativamente appunto al prossimo appuntamento referendario dell'otto il nove giugno e ha detto testualmente farò propaganda affinché

la gente se ne stia a casa. Come giudicate queste affermazioni nel metodo e nel merito? Perché sono affermazioni non dette da un leader politico o da uno qualunque, ma dalla seconda carica dello Stato, che rappresenta tutto lo Stato in qualche modo. Buongiorno a tutti, effettivamente un 'affermazione del genere possiamo dire che è da matita rosso -blu perché veramente se pensiamo a quello che significa il voto, la partecipazione sia il voto e la partecipazione anche al referendum. A me è sempre stato

insegnato che partiamo da un presupposto di un diritto sancito costituzionalmente e di un dovere civico. e di conseguenza sentire la seconda carica dello Stato che sostanzialmente poi in caso di necessità e urgenza sostituirebbe anche la prima, il Presidente della Repubblica, quindi anche una carica che va... ben oltre che deve spogliarsi anche da una veste di appartenenza politica e stare nel merito di questioni questa cosa qui appunto come hai detto

te Stride io per dire per l'esperienza che so Vivendo in questi giorni ovviamente l '8 e il 9 giugno si sta avvicinando a passi velocissimi e la Confederazione, la CGL e non solo le categorie della CGL e le forze politiche che hanno detto di appoggiare, per quanto riguarda il referendum, si stanno attivando in tutte le sedi possibili per fare propaganda per il sì. Però l'altro elemento fondamentale, e questo che mi capita spesso, rispetto anche al silenzio che ne arriva dai media

e quindi anche la scarsa conoscenza non tanto del tema ma proprio dell'occasione referendaria e l'invito che si fa, che continuiamo a fare quello che poi ovviamente noi diciamo, se partecipate, noi invitiamo a votare sì sui quattro referendum sul lavoro e il quinto sulla cittadinanza. Però è quello che vogliamo e continuiamo a spronare. su cui puntiamo il fatto che è necessaria la partecipazione, perché dobbiamo ribadire, come ho detto prima, un diritto e un dovere civico. E sostanzialmente poi questo è il tema.

Noi possiamo anche trovarci di fronte con persone che non sono d 'accordo sui temi, che ritengono che un passaggio, diciamo, referendario non sia sostanzialmente effettivo. Anche se dobbiamo ricordare che con l 'abrogazione di quelle norme sostanzialmente noi abbiamo un 'azione diretta proprio sul quadro legislativo. Però ecco quello che continuo a percepire. Purtroppo è il fatto che si confonda l 'elemento di demerito per quanto riguarda i temi con altri elementi che sono sostanzialmente di contesa

politica. Qua non sta strumentalizzando i referendum per una contesa politica, lo fa perché ritiene che questi siano elementi sostanziali su cui poter intervenire e dare anche una visione differente. dell'approccio al mondo del lavoro e il tema della cittadinanza. Per cui ecco, insomma, lo dico e lo ribadisco, preferiremo sentire da parte di tutte le forze politiche e non solo di stimolare. dare la partecipazione al voto perché poi dopo quando e come dovessimo andare

e torneremo alle diciamo alle consultazioni politiche ecco stride questo invito all 'assenzione quando poi Magari le stesse forze politiche che oggi stimolano le persone sull'assenzione, sulla non partecipazione, poi magari si lamentano della scarsa partecipazione alla vita democratica. del Paese quando si tratta di eleggere a tutti i livelli i propri rappresentanti e le ultime anche tornate amministrative in regioni e province che sostanzialmente nel tempo hanno

sempre registrato un alto tasso di... partecipazioni dimostrano che c'è questa disaffezione e noi siamo qui anche perché c'è un percorso di partecipazione che deve essere in qualche modo ricostruito e rafforzato e noi intendiamo anche su questo punto qua essere attori protagonisti. Grazie. Lorenzo Esposito, una domanda anche per lei. L'Europa ha introdotto da tempo i criteri ESG che significano rispettivamente ambiente sociale. e governance. Sono un insieme di

indicatori utilizzati per valutare la sostenibilità, l'impatto etico di un'azienda o di un investimento. Nel frattempo è stata avviata una grande campagna di investimento sulle armi. Come dire, le due cose non sono un po' in contrasto, anche se poi noi stabiliamo in maniera anche arbitraria i confini e i limiti, il rating di certe circostanze, però come sta questa storia? Allora, diciamo che negli ultimi anni l 'Europa, l 'Unione Europea, ha fatto uno sforzo consistente, soprattutto da un punto di vista normativo, per cercare di dare un

quadro ordinato. al tema degli investimenti sostenibili, degli investimenti cosiddetti ESG, basta pensare alla tassonomia dell'Unione Europea e a molte altre normative che hanno aiutato la crescita di un settore importante, perché è un settore che serve a finanziare... la transizione ecologica, quindi la transizione verso un 'industria, dei trasporti, un 'agricoltura, degli stili di consumo appunto sostenibili. Questo è stato uno sforzo importante che ha dato anche certi risultati. Allo stesso tempo è rimasto un po' in mezzo al guando, nel senso che a livello delle istituzioni

europee non è cambiata la mentalità circa la politica industriale, cioè l 'Unione Europea non ha impostato complessivamente una politica industriale verso la transizione. È rimasta un po' la vecchia idea che la politica industriale non va bene, l 'unica cosa che conta è aiutare gli investimenti privati. Nel frattempo altre potenze invece hanno fatto politica industriale molto attiva e basta pensare. alla Cina ma anche agli Stati Uniti e questo adesso si vede nel fatto che l'Europa è rimasta indietro l'ho riconosciuto anche il rapporto di qualche mese fa

adesso appunto è arrivato a questo aspetto del piano Rearm Europe come nei fatti un 'alternativa alla transizione, cioè la transizione è un po' messa da parte, il mondo ESG è un po' messo da parte, adesso il tema invece è riarmarsi, questa è un po' l 'idea. si utilizza o si fa finta di far vedere che le due cose in qualche modo possono essere in continuità, cioè si possono fare investimenti di sostenibilità anche finanziando gli armamenti, ma ovviamente non è così.

E' anche il caso di osservare che al di là della colpazione della facciata e del nome, appunto, arriviamo l'Europa, nei fatti l'Europa da un punto di vista militare non c'è, quello che c'è sono i singoli stati nazionali. Quindi in realtà questi finanziamenti vanno ad accrescere i singoli eserciti, i singoli dispositivi militari. Quindi in realtà tutte queste politiche sono politiche che disgregano l 'Europa. La transizione ecologica serviva in qualche modo a mandare avanti tutta l 'Europa in quella direzione, adesso ogni fatti ognuno va per i fatti suoi e questo ovviamente è

molto preoccupante. investimenti per cercare di superare produzione inquinanti, metodologie di produzione, di stili di consumo inquinanti, adesso dobbiamo appunto riarmarci e quindi quella è l'unione rosa che conta. Poi sì c'è un po' di propaganda. produciamo armi che hanno un minore impatto ambientale ma si tratta appunto di marketing nella realtà questa non è male è molto interessante soprattutto è grave e interessante vedere come si riarmeranno

i paesi che se lo possono permettere i paesi indebitati come l'Italia e la Spagna se la vedranno nera vedremo una Germania che si riarma con cento centinaia di miliardi di euro nei prossimi 12 anni perché può esporsi, tra l 'altro Cottarelli giustamente ha detto sono cambiate le regole dell 'Europa e nessuno ci ha avvertiti cosa molto grave probabilmente però è quella stessa Germania che vede la FD secondo partito

per cui lo scenario non è proprio rassicurante ma che effetti esposito ci possono essere rispetto lo scenario sopra delineato dal punto di vista della spesa sociale e pubblica a sostegno dei cittadini Sì, bisogna ricordare che nonostante la pandemia, nonostante Tutto quello che è successo, le regole fiscali, la struttura, il quadro normativo fiscale europeo è sempre quello, i parametri di Maastricht, il fatto di stabilità, l 'austerity, che hanno condannato l 'Europa a una bassa crescita negli ultimi anni e continueranno.

a condannare l'Europa a una bassa crescita. A ciò si è aggiunto anche il tema dei costi energetici che stanno pesando moltissimo sull'industria europea. Ora, i paesi europei, quasi tutti, sono molto al di fuori dei parametri di Maspett. Ricordiamo che nei parametri di maschi il rapporto debito pubblico PIL deve essere di sotto del 60%, la media dell 'eurozona dell 'Unione Europea in questo momento è oltre l '80%, alcuni paesi come l 'Italia e la Francia sono anche oltre il 100%. Quindi da questo punto di vista è chiaro che sulla base delle regole europee già adesso bisognerebbe tagliare la spesa pubblica in modo significativo per tornare all 'interno dei parametri di master.

La spesa militare dovrebbe aggiungersi a... tutto questo. Qualcuno ha fatto balenare l 'idea di tenere la spesa militare al di fuori dei parametri maschi, ma questo non è che serva molto, perché anche se la tieni al di fuori dei parametri, comunque sia se fai debito pubblico, quel debito pubblico poi deve essere ripagato, pesa comunque. sulle casse dello Stato. Quindi qualcuno ha già iniziato a dire, ci sono stati articoli di riviste importanti, Financial Times, che hanno iniziato a dire l 'unica possibilità, siccome non si può aumentare la spesa pubblica totale, è cambiare la comprensione. Cioè, in altre parole, tagliare le spese sociali, tagliare la sanità, tagliare i trasporti,

tagliare la scuola, eccetera, eccetera, per arrivare al 2, in prospettiva anche al 3, al 4 % del PIL come spese militari. E chiaramente questa cosa qui in Italia, che ha già avuto un declino dei servizi pubblici, e questo è servito anche durante la pandemia, in cui la sanità italiana, nonostante sforzi immensi da parte degli operatori sanitari, è risultata in grave affatto. catastrofico, quindi da questo punto di vista il riarmo oltre a tutto il resto è anche ovviamente un problema per la tenuta proprio dei servizi social. Aggiungiamo anche un 'osservazione

riarmarsi è qualcosa che in teoria uno fa una volta e non la fa più. Abbiamo pochi carri armati, abbiamo pochi carri militari, si comprano e poi rimangono lì. Ma è chiaro che se uno vuole utilizzare il riarmo come leva economica, allora non ci si può riarmare una tanto, bisogna riarmarsi all 'infinito e uno si può domandare, ok, ma qual è l 'unico modo con cui il piano di riarmo può essere permanente. L 'unico modo purtroppo è che questi beni siano consumati e qual è l 'unico modo per consumare beni militari?

Ovviamente la guerra, quindi da questo punto è il piano di riarmo da parte di chi lo prospetta come un volante. per l 'economia e anche nei fatti un piano, come possiamo dire, di maggiore incertezza da un punto di vista politico militare, di una maggiore anche aggressività da un punto di vista politico militare proprio per l'appunto. Quindi sotto questo profilo è un pericolo anche sul piano diretto degli scontri politico -militari tra paesi e anche all 'interno dell 'Europa.

un enorme aumento delle spessibilità che è quello che chiede il piano di Europe, un aumento sostanzialmente permanente richiede un taglio drastico dei servizi sociali che sono già, come sappiamo bene fortemente sotto investiti, quindi da questo punto di vista serve un calo significativo delle condizioni di vita degli italiani, dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani italiani che si vedevano tagliare i servizi che sono già... condizioni critiche. Grazie a Lorenzo Esposito, grazie davvero, delegato

sindacale della FISAC, Banca d'Italia esperto dei sistemi finanziari e grazie anche a Carlo Moretti della segreteria della FISAC. la Toscana per essere state con noi e per questa puntata dell'Angolo Rosso fino all'8 e al 9 di giugno continueremo comunque a parlare di referendum, dei 5 referendum si va a votare alla mattina alla sera e dalla mattina al primo pomeriggio di lunedì l 'otto e il nove di giugno. cura di Fisac CGL