Architects & the City Architettura del Novecento
Una riflessione sull'architettura moderna del Novecento in Toscana, tra necessità di conservazione e ridestinazione d'uso. Gli architetti Roberto Masini e Marco del Francia discutono dell'importanza degli archivi storici per il restauro consapevole, con focus sul caso emblematico di Casa Esagono di Vittorio Giorgini. Emerge la fragilità di queste opere e l'urgenza di interventi conservativi su edifici come l'ex Banti a Firenze.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 01:02L'architettura del Novecento diventa storia
- 01:45L'importanza degli archivi per il restauro
- 03:16Archivi e progettualità degli edifici moderni
- 04:24Le trasformazioni urbane a Firenze
- 05:04Il rapporto con la città storica
- 06:04Il caso Casa Esagono di Vittorio Giorgini
- 08:02Restauro e consolidamento di Casa Esagono
- 09:03La vocazione artistica degli edifici
- 10:16Architettura e politica negli anni del boom
- 11:11Il ruolo dell'università e della ricerca
- 13:00Valorizzazione e divulgazione del patrimonio moderno
Trascrizione 25 passaggi
Grazie a tutti Architects and the City i temi dell'urbanistica fiorentina e non solo a cura dell'Ordine degli Architetti di Firenze Le 9.38 una buona mattinata a tutti voi Domenico Guarino, ben trovati, Architech and the City, la trasmissione a cura in collaborazione dell 'Ordine e della Fondazione degli Architetti. Oggi il
titolo della riflessione che faremo è architettura del novecento, restauro e ridestinazione d'uso in Toscana. Buongiorno all'architetto Roberto Masini, e questo è da con me. E buongiorno anche all'architetto Marco del Francia, che è presidente anche di Baco, Archivio Vittorio Giorgini. di essere con noi collegati in remoto. Buongiorno. Buongiorno a tutti. Allora Architetto Masini partiamo da questa riflessione che mi veniva in mente ehm è diventata storia cioè quella che per noi era contemporaneità l'immediato dopoguerra, gli anni che
sono succeduti per l'Italia, gli anni del boom, della ricostruzione, piano piano sono diventati storia e quindi con tutto quello che significa in termini per l'appunto di conservazione di in alcuni casi ridefinizione d'uso e di ridestinazione del degli edifici che hanno caratterizzato la storia dell'architettura e dell'urbanistica e anche della civiltà italiana durante quegli anni. E allora la riflessione su cosa fare, come fare, diventa da questo punto di vista ovviamente gli archivi sono fondamentali, ho detto bene architetto?
Sì, sono fondamentali, sono uno strumento importantissimo ed essenziale. Il momento in cui ci si rapporta con queste architetture che si sono fatte storie ormai, ce lo dice la normativa anche fiorentina, con il POC alcuni di questi edifici sono segnalati di interesse documentale. Il moderno ce lo dice il censimento dell 'architettura italiana del 1945 e oggi del ministero, ce lo dicono delle pubblicazioni, dei libri che sono presenti e raccontano.
il percorso dell 'architettura ormai moderna e contemporanea ma storicizzata in Toscana. Sono architetture anche molto fragili perché poi sono realizzate con spesso metodologie sperimentali per l'epoca e che con lungo periodo della loro esistenza hanno manifestato problematiche di manutenzione problematiche anche di durabilità dei materiali, mi riferisco in particolar modo dall'uso del calcestruzzo armato che pone oggi seri problemi in quasi tutti gli edifici del moderno
sono però anche edifici che nascono con una progettualità molto diciamo, importanti. Questa progettualità la si può leggere studiando l'edificio, ma è assolutamente importante capirne gli incipit all 'interno di quelli che sono i percorsi fatti dal progetto. Ed è un racconto che si vede all 'interno degli archivi. Io mi sono occupato per esempio dell 'archivio Gisduric dove Riccardo Gisduric in data quini trascrive tutte le sue giornate lavorative sia di progettazione.
che di cantiere e quindi da lì si traspare tutto un percorso che per chi si avvicina al restauro ma anche alla rifunzionalizzazione diventa uno strumento fondamentale per comprendere Nel linguaggio comprendere perché certi spazi hanno determinate dimensioni, la luce e sono indicazioni importanti a livello progettuale, anzi direi fondamentali se si vuole avere rispetto per un edificio che si è fatto identità. Il tema che può sembrare così lontano dalla nostra attualità è invece molto presente anche nelle riflessioni che facciamo. Pensiamo a tutte le trasformazioni che sono in corsa a Firenze.
relativamente a contenitori anche importanti, di firme importanti dell 'architettura contemporanea fiorentina, quali e quanti temi pongono e siamo in un contesto, quello fiorentino, quello toscano, dove in realtà, mi corregga se... parli architetto Masini, sembra sempre di parlare di rinascimento, di medioevo, no? E queste parti rimangono un po' marginali, sembra quasi non esistano e invece caratterizzano in maniera focale. nostra città. Sì, tra l'altro quando si parla di architettura
moderna si pensa che non abbiano niente a che fare con la storia, questo è un grande equivoco, è un errore, perché in realtà i progettisti quelli anche della scuola fiorentina, se vogliamo identificarli come I nomi e cognomi da Michelucci a Ricci a Savioli e tutti gli altri, Giorgini stesso, si fondono da studi su percorsi di lettura della città, quindi della città esistente, della città storica e storicizzata. Non sono avulsi da quel sistema. Le architetture di Michelucci, i piani terra, fanno parte della città, sono organismi osmotici con la strada e quindi sapere il legame che queste architetture hanno con la città storica.
ci consente di reinterpretarli nel modo corretto. Quindi sono passaggi fondamentali e oggi a Firenze abbiamo delle trasformazioni importanti, alcune in attesa, parlavamo prima in privato. dell'ex Banti che attende con ansia qualche destinazione ma che di fatto bisogna registrare ad oggi che si sta letteralmente sbriciolando, quanto ancora siamo disposti ad attendere prima di perdere poi definitivamente l'hanno fatto. Eh perché poi la storia prima o poi chiede il conto no? Anche materialmente. Allora ehm abbiamo detto
la parola chiave Giorgini del dell'archivio Vittorio Giorgini si è occupato, si occupa l'architetto Marco del Francia eh presidente di Baco, peraltro ricordiamo l'appuntamento che ci sarà con la presentazione del libro Casa e Sagono di Vittorio Giorgini che si svolgerà il il tredici di marzo dalle diciotto e diciannove alla Palazzina Reale, alla sede del dell'ordine della fondazione degli architetti a Firenze. Allora, architetto del Francia, lei è stato impegnato proprio materialmente nell'approcciare una struttura di grande fascino
però andava in qualche modo ripresa in mano dopo una storia gloriosa che aveva avuto, ma anche un periodo di abbandono e parliamo appunto della Cassa Esagono di Vittorio Giorgini. Buongiorno, esattamente, mi ricollego un po' a quello che stava dicendo... Roberto, perché la tutela di queste opere del moderno e del novecento passa attraverso innanzitutto un 'opera di conoscenza ed è quello che noi abbiamo cercato di fare sul territorio per far conoscere l'esistenza di queste opere. dell 'opera di Vittorio Giorgini, sia alle comunità locali ma anche alle comunità scientifiche,
cosa che ci ha permesso poi di stabilire dei rapporti anche di collaborazione, di convenzioni con non solo le pubbliche amministrazioni, ma anche con le comunità. con istituti di ricerca e con università, ai fini proprio di elaborare poi un progetto di restauro su di un'opera molto fragile, perché è costruita interamente in legno tra il 59 e il 1960. e dove l 'archivio è stata parte fondamentale perché ci ha permesso veramente da documenti conservati nel fondo Giorgini di poter individuare tutte le liter progettuali.
che Giorgini ha messo in atto su Casa Esagono, consentendo anche nelle fasi, ad esempio, della diagnostica dell 'edificio di poter evitare delle indagini invasive, proprio perché a Monte c 'era una cospicina. fonte documentale ed è stato un percorso proficuo appunto di collaborazione dove in questo caso immaginate casezagone sul golfo di baratti quindi in piena macchia mediterranea, quindi la condizione climatica negli ultimi 60 anni lo avevano reso una struttura estremamente debole e precaria, però
l 'insieme delle conoscenze e degli apporti scientifici messo in atto, ha potuto permettere, sulla base appunto di una profonda conoscenza archivistica, un 'adeguata azione di restauro e anche di consolidamento che ha messo in sicurezza l 'edificio. stesso. Avrete accennato alla ridestinazione anche d 'uso degli edifici del Novecento e in questo caso noi abbiamo cercato di riprendere quella vocazione artistica che Casasago ha avuto negli anni sessanta, dove ha ospitato artisti come... Mediovedova, come Isa Monoguchi, come Robert Sebastian Matta e Gordon Matta
-Clark e moltissimi altri, andando a ricostruire con il restauro anche gli arredi andati perduti e qui ritorno importantissimo dove c 'era tutta la documentazione dei disegni esecutivi degli arredi che ciò consentirà quindi di poter implementare l 'uso che adesso era solo destinato a diciamo mostre temporanee ma anche per poter ospitare da qui in avanti anche le esigenze d'artista. Peraltro per vicende professionali a Controradio io personalmente sono trovato ad interfacciarmi
con l 'archivio Sozzi, ed è incredibile come questi archivi raccontino poi sia il processo intellettuale di creazione dell'opera architettonica. In senso lato anche politico, perché poi gli anni di cui oggi viviamo la storicizzazione sono anni in cui la politica in senso lato aveva un 'importanza fondamentale, cioè quando si progettava un edificio lo si progettava. Capita ancora oggi, ma forse allora di più si progettava anche in funzione di un disegno della società di un certo tipo, no? Architetto del Francia.
Ah, assolutamente. Tanto è vero che noi, nell 'archivio Giorgini, abbiamo un 'infinità di queste... e casistiche. Mentre parlavi mi veniva in mente ad esempio un progetto che purtroppo non è stato realizzato da Giorgini, che era un istituto psicopedagogico pensato a Livorno per bambini con delle difficoltà. difficoltà cognitive, dove l 'architettura stessa per Giorgini doveva essere, con il suo linguaggio formale, la prima base di aiuto. ...pedagogico anche per questi bambini con le sue stesse forme, quindi l 'ambiente
architettonico che fornisce le condizioni biopsicofisiche per poter appunto... stare in un ambiente adeguato a seconda della destinazione d'uso cosa che oggi si è un po' persa ma negli anni 60 era forte questo approccio degli architetti grazie all'architetto Marco di Francia troveremo tra quindici giorni l'appuntamento comunque per il tredici marzo a partire dalle diciotto alla Palazzina Reale eh a Firenze con la presentazione del libro Casesagono di Vittorio
Giorgini. Chiudiamo con l'architetto Masini eh insomma riflessione abbiamo messo sul piatto sono di di amplissima portata e hanno un'immediata cogenza anche rispetto alla realtà. Il rapporto col mondo accademico, l'università, che mi sembra centrale in questo senso, perché Poi per l 'appunto si tratta anche di avere una cultura diffusa rispetto perché il tema, lo dicevamo anche questo prima, quando si va a toccare la storia è anche dove metto il punto, cos 'è che salvo, cos 'è che non salvo. Alvo, cos'è che porto avanti, cos'è che ridefinisco?
Il rapporto con l 'università si è sempre distinta per valorizzare l 'apparato conoscitivo di queste architetture. attraverso rilievi, laser scanning, molte delle documentazioni oggi disponibili arrivano da lavori fatti dalle unità di ricerca o da docenti che si sono occupati di questi temi, quindi abbiamo anche lì un supporto. rapporto importantissimo dal punto di vista delle conoscenze manufatti. Sarebbe importante dal punto di vista della divulgazione anche l 'aspetto nel rapporto non strettamente
interno all'università, ma anche di coinvolgimento. di cittadini con percorsi come sono stati fatti per esempio su Novoli per quanto riguarda alcuni edifici storici che non venivano conosciuti da più, però sarebbe anche interessante riuscire a capire. Non soltanto l 'architettura antica, storica, quella che ha fatto di Firenze una delle perle mondiali dell 'architettura, ma anche quelle che ancora oggi hanno molto da dare. stanno conoscendo un momento di difficoltà, di sparizione
temporanea dal contesto dell'uso cittadino di questi spazi, ma che hanno grandi valori e potrebbero essere grazie anche al contributo. scientifico messo in campo una serie di iniziative che possono portare a conoscere e anche a indirizzarli verso una valorizzazione che sia sostenibile dal punto di vista tecnico economico ed entità grazie Grazie all 'architetto Roberto Masini, grazie all 'architetto Marco del Francio, naturalmente torneremo a parlare di queste vicende, dell 'architettura del Novecento, restauro e ridestinazione d 'uso in Toscana tra 15 giorni. Ricordo anche un altro appuntamento importante che riguarda...
Sempre questa tematica che ha a che fare con uno degli ospiti della prossima puntata, se non sbaglio, che è la presentazione giovedì 23 gennaio 18. di Firenze, del libro L'architettura in Toscana dal 1945 ad oggi a cura di Andrea Leardi e Nadia Musumeci. Ci fermiamo qui, ci risentiamo un'architettura da siti tra due settimane. Dopo la sigla nostro supplente che oramai più o meno è di ruolo possiamo dirlo, l'abbiamo assunto
e quindi l'anno scolastico almeno questo è assicurato con il nostro Mirko e poi successivamente l'INA Abibona Calling Ben detto Ferrara, l'informazione regionale di controllo è a partire dalle 12.45. Buona mattinata a tutti voi da Domenico Guarino. Ciao ciao. I temi dell 'urbanistica fiorentina e non solo, a cura dell 'Ordine degli Architetti di Firenze.