Architects & the City Struttura tecnica nazionale
Approfondimento sulla Struttura Tecnica Nazionale (STN), organizzazione che coordina professionisti volontari (architetti, ingegneri, geologi, geometri, periti) a supporto della Protezione Civile nelle emergenze. Intervengono il presidente nazionale Felice Monaco, il coordinatore regionale toscano Paolo Caggiano, la geologa Monica Salvadori e il perito industriale Gian Piero Giovannetti. Focus su formazione, prevenzione e gestione del rischio sismico e idrogeologico.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 00:32Cos'è la Struttura Tecnica Nazionale
- 02:22Attività formative e divulgative sul territorio
- 06:46Storia e nascita della STN dopo il terremoto 2017
- 10:22Obiettivi e operatività della struttura
- 14:22Il ruolo dei geologi nel rischio idrogeologico
- 20:22I periti industriali nella STN
- 24:22Le schede AEDES e il coordinamento regionale
Trascrizione 46 passaggi
stai ascoltando contro radio contro radio FM, DAB, streaming, social, web condividila con chi vuoi questa è contro radio Architects and the City, i temi dell 'urbanistica fiorentina e non solo, a cura dell 'Ordine degli Architetti di Firenze. una buona mattina a tutti voi da
Domenico Guadino, ben trovati Architets and the City, la trasmissione in collaborazione con l'Ordine, la Fondazione del degli Architetti. stamattina staremo insieme per approfondire il discorso che abbiamo lanciato quindici giorni fa intorno alla struttura tecnica nazionale ricorderete una struttura a cui partecipano i professionisti del dei vari professionali a titolo volontario in quelli che sono i momenti di maggiore sofferenza nel nostro paese ai noi sempre più frequenti legati ai disastri naturali, terremoti
alluvioni e sappiamo quanto questo ci racconti anche dell'attualità della nostra regione per rimanere nei temi che sono più consueti agli ascoltatori di Controradio vi ricordo che siamo anche in diretta video streaming sui canali social dell'Ordine della Fondazione degli Architetti e naturalmente sul profilo Facebook eh di eh Controradio presento subito i miei ospiti questa mattina a parte ricco alla mia destra il l'architetto eh Paolo Caggiano che torna a trovarci buongiorno
Buongiorno, grazie dell'invito. Ci mancherebbe il responsabile della struttura tecnica nazionale nella direzione toscana, a livello regionale. Alla mia estrema sinistra invece il presidente nazionale della struttura tecnica. ovvero l'ingegnere Felice Monaco, buongiorno, grazie per essere con noi. Gian Piero Giovannetti invece che è rappresentante dei periti industriali, la struttura tecnica nazionale, quindi un'altra dimensione professionale di cui... parleremo naturalmente e collegata in remoto in video streaming con noi c'è
anche la eh dottoressa Monica Salvadori che invece eh afferente al gruppo dei geologi no? Del per quello che riguarda la struttura tecnica tecnica a livello eh toscano. Buongiorno, grazie di essere con noi. Buongiorno a tutti. Io comincerei con l'architetto per prendere un po' il discorso che abbiamo fatto quindici giorni fa, una struttura diciamo di cui Parla poco, ma che è fondamentale, non nata da molto, ma che rappresenta un supporto indubbiamente indispensabile, potremmo dire, di professionalità che va a affiancare le istituzioni nei momenti dell 'emergenza.
Certo, sicuramente è una struttura che si mette a servizio della collettività, le libere professioni scendono in campo per mettersi a fianco della protezione civile. Nelle situazioni emergenziali, nei contesti emergenziali, sono figure eterogenee, quindi la struttura tecnica nazionale punta sulla sinergia e sulla interdisciplinarietà. delle professioni, quindi abbiamo architetti, ingegneri, geometri, geologi, periti industriali,
periti agrari e dottori agronomi e forestali. Questo perché le emergenze, anche se inizialmente Nel lontano passato sono state sempre concentrate sull 'evento emergenziale legato al terremoto, in realtà abbiamo visto nei tempi recenti che le emergenze... avvengono di ogni tipo, soprattutto per quanto riguarda il rischio idrogeologico e quindi questa integrazione anche con altre professionalità oltre a quelle storiche serve appunto a questo.
Quindi si sono radunate in questa struttura che ha ovviamente un 'organizzazione nazionale e poi discende sui territori attraverso coordinamenti regionali. i quali fanno una serie di attività tra le quali la prima ovviamente è quella formativa, cioè si formano i colleghi che si rendono disponibili per queste attività volontaristiche. per affrontare le emergenze con dei corsi specifici che sono organizzati con il supporto del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile.
Poi noi almeno a livello regionale, anche di fare attività divulgativa per cui abbiamo deciso di andare sul territorio per parlare ai colleghi per avvicinare nuovi colleghi che possono partecipare alla struttura ma anche e soprattutto anche alle istituzioni perché a volte le istituzioni non ci conoscono bene quindi nelle emergenze perdono subito un po' il controllo e non sanno che magari possono contare anche su delle... persone formate e abbiamo iniziato l 'undici di settembre del scorso
anno di un incontro a Pistoia il campo nazionale del dipartimento nazionale nazionale protezione civile e l 'intenzione proprio di fare tutte le province della Toscana per fare questa attività divulgativa. Poi facciamo anche attività per quanto riguarda almeno l'architettica da anni. Fanno un 'attività anche nelle scuole, un 'attività che conosceva, un progetto che anni fa si chiamava
Grazie a tutti. e tanto interesse da parte dei bambini e poi ecco l 'altra attività è quella anche di ovviamente di fare anche esercitazioni perché una volta formati bisogna anche tenere Abbiamo imparato e quindi stiamo lavorando, speriamo di riuscire in questo anno a fare una grande esercitazione in un comune della Toscana in modo da mettere in condizione...
oltre a fare esercitazione anche di dare supporto a qualche piccolo comune che ha subito magari dei fenomeni emergenziali che non riesce a gestire da solo insomma tanta carne al fuoco Presidente Monaco, chiariamo un po' come nasce questa struttura, quali sono le cose che sono già state fatte e quali sono i progetti che avete nell 'immediato futuro? Voglio ringraziare Paolo dell 'invito a questa trasmissione. Vi darò adesso nella chiacchierata alcuni
punti fermi che ci hanno dato. lo stimolo a fare questo tipo di scelta. L 'idea è venuta nel 2017, dopo il terremoto del Centro Italia. E perché? Fondamentale è che durante uno scenario emergenziale occorre in poco tempo molta gente, per una finalità molto semplice, nel senso che, specialmente per i terremoti, prima si va... hanno a verificare i danni, quindi a censire i danni e
prima la parte dello Stato, la parte politica, la parte di chi gestisce poi le emergenze, la protezione civile. in generale, può fare delle scelte se le persone possono rientrare, non possono rientrare. Quindi siamo partiti da lì. Il Centro Italia ha avuto un tempo lunghissimo per mille ragioni nel fare il censimento del danno. a tutta una serie di ritardi poi successivi anche di pianificazione della ricostruzione. Allora, partendo da quel momento, le professioni tecniche sono nel sistema di supporto alla protezione
civile da anni, quindi non è una questione di adesso. Ingegneri, in primis parliamo del terremoto che il rischio sismico è stato il rischio presidiato ed è a oggi a livello nazionale. anche definito e normato tutto il processo, cioè dal momento dell 'evento fino al momento in cui si entra in mobilitazione, si fanno i censimenti e poi la ricostruzione con i tempi che sono al di là delle competenze della struttura tecnica nazionale, perché la struttura tecnica nazionale opera all 'interno dei
dettami del codice di protezione. Quindi dal momento, quindi a livello di prevenzione, al momento del soccorso, al momento del censimento del danno, non nella ricostruzione. è uno scenario di intervento dove vengono in operatività i professionisti, che sono ingegneri, architetti, geometri, nella loro funzione di... professionisti, quindi di prestazioni
professionali. Noi come struttura tecnica non facciamo prestazioni professionali, ma siamo lì per fare delle prestazioni le ho chiamate intellettuali nel senso che ci inserano e andare a vedere se un edificio è agibile o no, lo può fare solo chi ha fatto un percorso di studi e ha delle esperienze in merito. E quindi con un corso di formazione, come diceva Paolo, si va a... completare questo grande responsabilità bravissimo, poi c'è la responsabilità perché anche a livello formale
c'è una sorta di scheda che uno firma e che prende la responsabilità dicendo quella casa è possibile abitarla e quindi capisce che mi viene una domanda prego prego prego allora considerando tutto questo e che è volontario uno dice ma tanta responsabilità in cambio In cambio di questo spirito dove le professioni tecniche hanno sempre avuto, come dicevo prima, la finalità è banalmente quella di essere di supporto.
porta questa nazione. È il progetto, e vado al progetto la prima domanda, il progetto qual è? Avere una struttura che va a coordinare tutte queste professioni, perché prima ognuno si muoveva per fatti loro. Il dipartimento prima chiamava i geometri, poi chiamava gli architetti, poi dico geometri per dire, prima chiamava gli ingegneri, gli architetti, uno per volta, e quindi c'erano cinque gestioni, cinque procedimenti, cinque attività. Quindi l'idea è... fare un'unica struttura dove vi è un solo coordinamento nazionale con
l'STN regionali qua siamo in Toscana quindi con Paolo che fa il coordinatore regionale sempre delle sette professioni A questo punto dov 'è il valore aggiunto? Il valore aggiunto è che il nostro obiettivo è quello di presidiare i nove rischi che vi sono all 'interno del Dipartimento di Protezione Civile. La missione del Dipartimento è presidiare i nuovi rischi, il sismico storico, diciamo così, tra virgolette. L 'idrogeologico non c 'è in Italia oggi, in questo periodo storico, dove non c 'è un convegno oggi. Sicuramente c 'è un convegno che si parla di cambiamenti climatici e di rischio
idrogeologico. Quindi la situazione qual è? Che noi vorremmo avere uno sforzo. fatto in questi anni, quello di aver fatto col Dipartimento Nazionale un progetto insieme di avere formati siamo oggi 5.000 iscritti alla Protezione Civile Nazionale struttura tecnica nazionale con presidio a rete in tutte le regioni e in tutte le province d'Italia di tutte e sette le professioni
le devo chiedere in conclusione quali sono i progetti Concreti su cui state lavorando nel prossimo futuro? Allora, stiamo lavorando su due grossi temi. Noi adesso formalmente, normativamente, siamo all'interno come struttura... ...delle strutture operative della protezione civile a livello di codice. Vorremmo fare un passo avanti, perché ci siamo accorti che per il rischio simile non cambia un cranké, ma per il rischio idrogeologico cambia molto. essere chiamati e mobilitati solo per il censimento del danno, ma
ci interessa essere presenti al momento dell 'evento. Perché? Perché come ha detto anche Paolo, il momento del rischio Io ho avuto esperienza, vengo da Bologna, quindi l 'esperienza in Emilia Romagna sul rischio etergeologico. Noi dovremmo essere, abbiamo fatto già richiesta al Ministero, abbiamo avuto un incontro con il Ministro Musumeci, col Dipartimento. Dovremmo essere presenti nel momento dell 'evento perché ci sono due attività secondo noi che potrebbero essere interessanti vista la professionalità che abbiamo
e quella di dare supporto. porta i comuni perché perché nel momento in cui un comune è oggetto di un'emergenza tutto ciò che era ordinario diventa straordinario è già oggi comuni hanno carenza di personale. Ecco appunto peraltro poi spesso andiamo a parlare dei comuni piccoli in cui c'è anche difficoltà a reperire le professionalità. Avrano un geometra fra due comuni che va due giorni a settimana. Con tutti il rispetto dei comuni piccoli che sono l'ossatura di questo allora
dottoressa Monica Salvadori per il gruppo dei geologi qui mi viene una curiosità perché probabilmente voi avete anche come dire, toccate con mano quella difficoltà che l'uomo contemporaneo a, cioè la scizione col mondo naturale, per cui prima avevamo un rapporto molto più diretto anche con la terra su cui camminavamo, oggi anche prendere in mano una zolla di terra non sappiamo cosa c'è dentro, per cui diventa veramente difficile capire come comportarsi, come muoverci nel momento dell 'emergenza. Direi anche nel momento ordinario,
peraltro. Eh sì, infatti io porto con me questo bagaglio professionale che appunto è dei geologi. che studiamo, come si dice, la terra ma anche le dinamiche della terra. Quindi noi sappiamo benissimo che il nostro territorio italiano e quello toscano hanno una grande facilità dal punto di vista giuridico. geomorfologico e anche idrogeologico. I dati che abbiamo a livello per esempio di censimento di movimenti franosi sono molto alti, in Toscana si parla di un indice di franosità del 6 % con
superficie frane rispetto alla superficie totale che è molto alta. A questo poi si aggiungono le problematiche idrauliche, idrogeologiche idrauliche che sono legate appunto alla conoscenza della dinamica dei corsi d'acqua. quelli principali ma anche quelli secondari, negli ultimi eventi abbiamo visto che anche il reticolo minore può provocare dei danni importanti, quindi lo studio e l 'analisi del territorio in una fase di... previsione come diceva appunto Monaco è
fondamentale se poi pensiamo che a tutto ciò si aggiungono questi fenomeni diciamo eccezionali che chiamavamo eccezionali da un punto di vista proprio di piogge che poi stanno diventando sempre più ordinari, ricordo che soltanto in questi ultimi due anni da un punto di vista di emergenza idrogeologica abbiamo avuto quattro emergenze dichiarate a livello nazionale, quindi insomma non è più una cosa che succede ogni tanto, succedono e questo fa sì che davvero si abbiano dei danni importanti.
Quindi il rischio idrogeologico insieme al rischio sismico che sappiamo caratterizza tutto il nostro paese è veramente incombente su tutti noi come struttura tecnica. stiamo lavorando su questa cosa siamo stati anche attivati sull 'evento di ischia di qualche anno fa dove abbiamo lavorato insieme agli altri professionisti proprio per la valutazione anche del rischio residuo, post emergenza e rischio residuo dal punto di vista idrogeologico. Quindi a questo punto diventa veramente importante anche la prevenzione
in termini di formazione e... Informazione ai cittadini. Oggi mi permetto di dire che quando acquistiamo una casa o comunque conoscere la situazione di pericolosità idrogeologica, idraulica delle nostre abitazioni è una forma di prevenzione perché ci consente di avere una conoscenza e quindi una gestione del rischio. alla quale ci dobbiamo sempre preparare, quindi formare e informare
i cittadini, conoscere i rischi a cui tutti noi siamo purtroppo soggetti e sottoposti. Partendo anche dai cittadini più piccoli, noi molto spesso facciamo delle iniziative nelle scuole di formazione in formazione cercando di insegnare fin da piccoli a quel rispetto. quella conoscenza del nostro territorio che ha una grande fragilità che quindi ci aiuta nei momenti più difficili e sempre riallacciandomi a chi mi ha preceduso
I geologi, specialmente negli ultimi eventi, si parla addirittura dell 'ultimo di novembre -ottobre 2024, sia in Emilia Romagna che in Toscana, Hanno cercato proprio di affiancare il più possibile la struttura di protezione civile territoriale e locale, perché poi sono eventi molto spesso anche localizzati, molto localizzati, ma molto gravi. e quindi la figura anche proprio del geologo che non è, diciamo, fra le altre che fanno parte della struttura tecnica nazionale, quella
più anche specializzata in questo senso. e non tutti i comuni possiedono queste professionalità è lì che abbiamo fondamentale ovviamente il vostro supporto grazie, grazie a dottoressa Salvadori, allora dottor Giovannetti Per quanto riguarda la parte dei periti industriali, ovviamente anche il vostro ruolo è molto importante, peraltro voi siete tanti, avete tante specializzazioni, mi diceva. Sì, buongiorno, grazie innanzitutto a Paolo per avermi dato la possibilità di essere qua. Io sono un semplice iscritto
all 'ASPN, non ho nessuna funzione, però faccio questo intervento volentieri perché nel 2017, come diceva... felice monaco qui accanto a me io ero presidente del consiglio nazionale ho partecipato dei periodi industriali ho partecipato a tutto il processo nella rete di professione delle professioni tecniche di formazione di questa struttura noi non abbiamo potuto aderire subito perché siamo stati e non avevamo in precedenza una convenzione con il Dipartimento di Protezione Civile, abbiamo aderito successivamente e siamo arrivati un anno fa circa.
perché anche noi crediamo in questa azione di sussidiarietà delle professioni e di aiuto allo Stato nei momenti di difficoltà. È chiaro che noi entrando da poco dobbiamo fare tutto il percorso e gli altri hanno già fatto da anni però ci metteremo tranquillamente a posto io infatti l'11 settembre questi due signori mi hanno consegnato l'attestato di un corso di livello universitario per fare certificatore a edes per fare rilevo del danno io sono molto contento spero di non
dover mai intervenire soprattutto da queste parti che sono le parti dove vivo però credo che sia importante che lo Stato e le professioni facciano allo Stato questo tipo di servizio due parole per i periodi industriali noi siamo circa 40.000 a livello nazionale e professionisti divisi in 27 specializzazioni e 8 settori. I nostri settori sono costruzione, ambiente e territorio per quanto riguarda l'edilizia, meccanica e efficienza energetica, impiantisti.
elettrica e automazione, informatica, chimica design, tecnologie alimentari prevenzione e gene ambientale in tutto questo noi con le nostre competenze che sono per esempio per gli edili il limite della modesta costruzione Per gli impiantisti un pochino meno sfumati i limiti di competenze possano fare quasi tutto, progettiamo, dirigiamo, collaudiamo, verifichiamo. Cosa fate voi esattamente? Nel momento dell'emergenza? Nel momento dell 'emergenza, ripeto, non siamo mai stati mobilitati, vedremo, saremo
a disposizione, ho già dato la mia disponibilità, per esempio, che quando... ci fosse questa cosa, con il Dipartimento di Protezione Civile abbiamo avuto altre collaborazioni soprattutto per quanto riguarda l 'aspetto elettrotecnico, per esempio quando dovevano essere fatti dei vertici. internazionali tipo il G7 dell'Aquila e di pratica di mare il Dipartimento di Protezione Civile doveva allestire tutta questa logistica, chiamò il Consiglio Nazionale dei Territi Industriali per la progettazione degli impianti, dei campi e delle
quindi il ruolo è fondamentale anche questo perché si va a intaccare insomma degli elementi sostanziali che riguardano la gestione, l'evento l'emergenza possibile, immaginabile allora andiamo a chiudere con l'architetto Caggiano per fare un po' Tirare le fila di questo discorso, tanti gli elementi in campo, abbiamo visto tante le competenze che si mettono in moto, perché poi magari noi cittadini non abbiamo la contezza nell 'emergenza, siamo molto preoccupati di quello che accade a noi stessi. Non capiamo che la gestione di ogni singolo aspetto poi va a beneficio di quello che è il successo dell 'operazione che riguarda la collettività
e il singolo. così da riflettere su tutto quello che ho ascoltato è che c'è una grande professionalità italiana, no? E non a caso non a caso lei mi insegna che ci studiano dall'estero, no? Sì, è vero, è vero noi diciamo abbiamo Questa è una forza in campo notevole e interdisciplinare, come dicevo prima, quindi la struttura tecnica nazionale ha fatto un grosso passo avanti, come diceva Felice Monaco, perché si compensa.
E ne entrano più specializzazioni tecniche. Le nostre schede Aedes, che sono quelle che compilano i tecnici, vanno a fare i rilievi dei danni sul terremoto. Sono delle schede ormai che fra poco, il prossimo anno festeggiano 30 anni, perché sono state sperimentate per la prima volta nel 1996 e sono studiate anche all 'estero l 'organizzazione analoga. alla protezione civile in california il disaster worker service e usano le nostre schede stanno
studiando le nostre schede da diversi anni perché sono molto avanzate rispetto a quello che è il loro tipo di lavoro. Quindi insomma diciamo anche un orgoglio. E anche il Giappone. E anche il Giappone. Quindi stiamo parlando di due paesi evoluti, no? Cioè non stiamo parlando di quelli che vengono definiti paesi in via di sviluppo. C'è quindi una professionalità? Bene dirlo. che spesso parliamo del nostro paese, voleva aggiungere una cosa, Presidente. Sì, voleva aggiungere il ruolo dell'STN regionale, visto che Paolo è il coordinatore regionale, diventa un rapporto dell'STN regionale
Un rapporto diretto con le regioni, perché? Perché i rischi e le emergenze sono nazionali e sono gestite dal Dipartimento Nazionale, ma i rischi o comunque gli scenari emergenziali regionali sono gestite dalla regione e quindi siccome la protezione civile è un qualcosa di concorrente a livello legislativo, la regione ha dei poteri importanti su tutto ciò che succede nel territorio regionale. Le STN regionali hanno questo compito di interfacciarsi con la regione e cominciare già da adesso, da subito,
Paolo lo so, abbiamo già parlato, abbiamo fatto l'incontro con i referenti di tutte e sette le proiezioni qua, di fare comunque delle azioni di relazioni, protocolli, convenzioni, esercitazioni che abbiamo già fatto. L 'ultimo intervento che abbiamo fatto con la regione Campania punto con la regione Campania siamo stati, 185 tecnici hanno fatto la vulnerabilità degli edifici dei campi flegrei ed erano tutti della Campania
ecco perché dico regionali hanno dei compiti importantissimi. Noi a livello nazionale facciamo il coordinamento e abbiamo ovviamente l'interfaccia con la parte... Però sono le regioni anche perché gli iscritti sono iscritti ovviamente e quindi eh come dire anche un appello all'istituzione regionale sappiamo che molti ci ascoltano ad ad avere un occhio di riguardo no? Per queste professionalità che emergono dieci e tre minuti eh noi ci fermiamo qui grazie agli ospiti per aver partecipato Grazie all 'ascolto naturalmente, grazie alla dottoressa
Salvadori che salutiamo, buona giornata, dopo la sigla naturalmente il mitico supplente con voi. Mirko Roppolo che non è supplente ma è in stanza. Ha avuto la cattedra Mirko, ha avuto la cattedra, la salutiamo eh dopo Bibona Calling e poi la programmazione consulta di Controradio, l'informazione regionale a partire dalle dodici e quarantacinque. Una buona mattinata a tutti. voi da Domenico Guarino, ciao ciao