Architects & the City Architettura del Novecento parte 2
Architects and the City affronta il tema del restauro e della ridestinazione d'uso delle architetture autoriali del Novecento in Toscana. Con gli architetti Massini, Leardi (Fondazione Michelucci) e Del Francia (Archivio Giorgini) si discute di casi emblematici come le Poste di Michelucci, lo Stadio Artemio Franchi e altri edifici storici. Il dibattito evidenzia la necessità di bilanciare conservazione, funzionalità e sensibilità delle proprietà, con il ruolo fondamentale di fondazioni e regolamenti urbanistici.
Capitoli
- 00:00Introduzione
- 02:06Restauro architettura Novecento
- 06:22Esempi di interventi a Firenze
- 10:02Il ruolo della Fondazione Michelucci
- 14:22Le Poste di Via Pietrapiana
- 18:22Archivio Giorgini e casi sulla costa
- 22:22Considerazioni finali e strumenti
Trascrizione 45 passaggi
Grazie a tutti. architects and the city i temi dell 'urbanistica fiorentina e non solo a cura dell 'ordine degli architetti di firenze 938 una Buona mattinata a tutti voi, da Domenico Guarino, ben trovati, Architects in the City, la trasmissione in collaborazione con l 'Ordine, la Fondazione degli Architetti,
architettura del Novecento, restauro e ridestinazione d 'uso in Toscana, questo è il tema. titolo e l'argomento di questa trasmissione, argomento che abbiamo lanciato già nella puntata breve di due settimane fa in cui abbiamo introdotto tanti elementi di di riflessione che oggi svilupperemo in maniera più articolata. È un tema di che ha a che fare anche con la cronaca quotidiana sapete e conoscete anche attraverso queste frequenze quanti e quali dibattiti ci sono su architetture e funzioni urbane che si stanno trasformando
contemporaneità e che evidentemente mettono in gioco tante riflessioni e hanno a che fare con tanti interessi e anche suscitano evidentemente tanto dibattito. Si parla di questo perché nel frattempo, mentre noi eravamo a fare altro, tra virgolette, strutture che sembravano contemporanee fino all'altro ieri sono diventate storie quindi c'è il tema della conservazione, c'è il tema della tutela, c'è il tema della ridefinizione di funzioni laddove queste non sono più attuali. Parleremo di tutto questo con gli ospiti studio buongiorno all'architetto Roberto Massini, grazie per venire con noi, buongiorno. L'architetto Andrea Leardi che è direttore della Fondazione Michelucci, buongiorno.
Buongiorno, grazie per l'invito. Collegato in remoto l'architetto Marco Del Francia che è anche presidente della BACO. Chivio Vittorio Giorgini, grazie di essere con noi. Buongiorno. Allora, vi ricordo anche che siamo in diretta streaming, video streaming sui canali crossmediali di Contro Radio dell 'Ordine della Fondazione degli Architetti. Io partirei con l'architetto Massino. per riprendere un po' il filo di quello che abbiamo già discusso brevemente due settimane fa e lanciare i temi poi di questa discussione che faremo stamattina. Certo, grazie.
L 'ultima scorsa siamo lasciati appunto con il tentativo di sviluppare in più approfonditamente i temi lanciati, il restauro e il rifunzionalizzazione dell 'architettore del Novecento, architettori autoriali, cioè che hanno una firma di autori. riconosciuti a livello della storia dell 'architettura come progetti di qualità, progetti identitari che hanno lasciato un segno nella cultura architettonica ma anche un segno nel disegno della città. Quindi fanno parte della nostra storia. Questi edifici, dicevamo, che hanno delle particolarità sia a livello progettuale ma anche
a livello costruttivo. Sono edifici che nascono in un periodo di sperimentazione, nuovi materiali. che in alcuni casi avevano la promessa di durare molto negli anni ma che in realtà poi si sono dimostrati molto fragili parlo in particolar modo di strutture in calcestruzzo armato con composizione chimica che poi nel tempo non hanno retto, immaginiamo alcune plastiche, alcuni composti che hanno strutturato anche molti degli interni di questi edifici e quindi abbiamo il tema del restauro.
La conservazione di alcuni di questi aspetti ma di pari passo anche la funzionalità che questi edifici hanno. In alcuni fortunati casi conservano la loro funzione, alcune abitazioni, alcune residenze. edifici più complessi, più grandi, aperti al pubblico, per le mutate esigenze della società hanno bisogno di essere riviste dal punto di vista della destinazione d 'uso. Sul piano del restauro... Sono molti gli esempi che abbiamo sotto gli occhi, a Firenze abbiamo alcuni edifici in cemento armato come lo stadio che in questo momento viene sottoposto a un restauro,
ma abbiamo anche piccoli... gli interventi che a volte sono scomparsi, alcune testimonianze sono scomparsi, è recente anche alle cronache un grido di Dolore, di Fuccio Duni. Il suo vecchio negozio International Design, che è stato disegnato insieme a Scarpa, col contributo di Scarpa, è stato rifunzionalizzato già negli anni precedenti in albergo, perdendo buona parte. parte degli interni, però erano rimaste alcune finestre su via delle mantellate. Queste finestre oggi sono
scomparse perché la nuova proprietà ha deciso di rivedere tutto il layout degli interni e degli esterni. testimonianze forse valeva la pena conservare perché questi come dire, queste testimonianze seppur piccole portano con sé una storia, questi infissi raccontano una storia, non sono semplicemente delle vetrate, raccontano Un autore e quindi un progetto, una storia, una città come Firenze che si fonda sulla trasmissione della storia, insomma, dovrebbe essere sensibile a questi aspetti. È un tema internazionale, perché recentemente è piccato sul giornale dell'architetto.
ha portato alle cronache un caso analogo su un immobile di Le Corbusier nel centro dei Parigi, in quartiere Molitorio, dove lo stesso problema di una errata identificazione della colorazione della facciata degli infissi ha portato alla fondazione. Le Corbusier a criticare l 'intervento, quindi qui appunto mi riallaccio poi alle fondazioni come la Fondazione Michelucci e anche l 'archeo Giorgini che hanno quest 'onere di attenzione verso queste architetture autore. E' evidente che il restauro non è tutto, nel senso che ovviamente questi edifici per vivere e sopravvivere devono avere una funzione, come diceva un grande professore di caratteri
distributivi degli edifici dell 'Università dell 'Architettura. Gli edifici sono fatti per gli uomini, per gli esseri viventi, quindi devono avere una o qualche funzione, altrimenti muoiono. Un esempio tipico è l 'asilo Santeria di Terragni a Como. visto negli anni Ottanta un intervento filologico di conservazione, ma questa non è stata la garanzia per poterlo poi trasmettere in futuro, perché poi dopo mutate esigenze delle buone impiantistiche di sicurezza e quant'altro nel 2019. è stato chiuso e forse nei prossimi giorni con la giornata del FAI
viene aperto per farlo vedere, ma è in sofferenza perché è vuoto e stanno cercando di trovargli una destinazione compatibile con il valore. che in questo caso è veramente un valore di capodopera a questo edificio. Quindi questa funzionalità deve garantire la trasmissione del bene nel futuro e questo porta con sé un 'analisi approfondita. Il progetto che innerva la qualità di quell 'architettura, per cui quando si interviene su edifici di grande spazialità come le poste di Michelucci in via Pietrapiana è evidente.
evidente che non è soltanto la materia che è oggetto di interesse, quello che interessa è il perché questo progetto ha avuto un ruolo nella città, come mai si è innervato in questo quartiere e quali sono gli elementi che devono essere. conservati e poi tramandati. È un tema di di di insomma di grande rilievo ovviamente di grande attualità ehm architetto le ha nominato un un come dire una una questione di così discute che sono le poste di Michelucci ma non è l'unica diciamo che ci troviamo in una zona grigia perché non c'è tutela
come avviene per il passato mettiamo dal rinascimento certamente per quanto riguarda Firenze ma anche i secoli successivi Quindi è molto demandato alla sensibilità di chi poi va a rifunzionalizzare quello spazio e che però è fondamentale perché, le ricordavo vari esempi, io penserei anche al Castello di San Mezzano. che è vuoto, poi rischia di decadere e c'è un dibattito su cosa farne. Allora, Architetto Alleardi, Fondazione Michelucci, ha un po' questo ruolo, come tutte le fondazioni, se vogliamo di...
di essere lì, non un po' come Grillo Parlante però la verità è che quando si parla di intervenire si parla di dare nuove funzioni si parla anche di rispettare la vitalità di questi, ma non è semplice bisogna trovare un equilibrio ecco intanto intanto diciamo c'è da capire i ruoli sto pensando la nostra fondazione ma anche l'associazione Baco di Marco del Francia e tante altre istituzioni di questo genere, abbiamo un ruolo che è un ruolo nella nostra mission di tutela, valorizzazione
del lavoro degli architetti a cui facciamo riferimento, non solo, più in generale. Non è un ruolo vincolante perché gli elementi vincolanti possono essere offerti dalla sovrintendenza quando ce ne sono le condizioni o comunque dall 'amministrazione comunale nel momento in cui valuta gli interventi sulle opere. E quindi il nostro è un 'azione culturale, prima di tutto, nonostante poi tante arrabbiature ci facciano essere anche un po' più...
agenti più incisivi per quel che è possibile. Quindi questo è il nostro ruolo, di tenere intanto alta l 'attenzione. Ci sono alcuni strumenti, come il censimento delle opere di rilevante interesse. dal 45 ad oggi del Ministro dei beni culturali che ha una sua declinazione regionale e sono alla fine poi 400 opere in questo censimento che non sono nulla in realtà rispetto a tutto il resto, ma quantomeno ci danno un primo elemento. di attenzione, che vengono in alcuni casi recepiti dalle amministrazioni comunali dentro
i loro piani urbanistici, recepiti ancora in termini di… di attività di tutela o di protezione, pongono la questione un po' in questi termini. salvare il moderno chiamiamolo in questi termini non è solo questione di un conflitto fra tutele e proprietà sostanzialmente perché l'altro
L 'elemento importante è la proprietà o la committenza, una capacità di cogliere anche il plus valore autoriale di un 'opera. è uno degli elementi che abbiamo registrato in tante situazioni, anche nelle poste, poi magari parleremo anche di altri, hanno registrato quell 'approccio al recupero di quei valori che comunque rappresentano... dentano, opere che hanno espresso la contemporaneità dentro la città in
certi momenti, le poste sono degli anni 50, fine degli anni 50, fine degli anni 60, lì accanto magari poi vorrei ritornare anche sulla banca a casa di risparmio di Via Bufalini che ha avuto una versione diversa un percorso diverso ma il ruolo delle proprietà o delle committenze diventa fondamentale e voglio ricordare Ricordare il caso di Livorno, il grattacielo di Livorno, parlo di Michelucci perché mi è più congeniale naturalmente, però il caso di Livorno c 'è un comitato, un 'associazione in realtà di abitanti che hanno colto questo valore.
valore autoriale e negli anni fanno manifestazioni, iniziative, eccetera, che è una forma di tutela di questo edificio. Su altri fronti, anche di scala più piccola, voglio ricordare e so che Roberto Masi per modestia non lo dice ma uno degli interventi che io ritengo più significativi qui a Firenze di restauro del moderno è l'edificio di Savioli in via Piagentina quello con la copertura denticolare, cementimenti, fatti a vista, e il successo di valorizzazione e di riconoscimento
pubblico poi anche della qualità di questo edificio viene anche da una committenza, d'amministrazioni, cittadini. o altro che hanno deciso di fare un progetto non tanto di manutenzione straordinaria, ma di restauro che poi esprime quel plus valore autoritario. Quindi è un fatto di equilibrio, possiamo citare un esempio? negativo, è un esempio impositivo per far capire anche parliamo di percorsi parliamo anche delle poste naturalmente che mi sembra poste di via Pietrabiana
Oggi è cantierizzata, è cominciato prima del Covid, tra l 'altro l 'operazione in qualche maniera di ristrutturazione, risistemazione, rigenerazione. Ora proveremo meglio, anzi quando ne vedremo gli esiti lo sapevo meglio. Lì partiamo da una storia che è una storia di abbandono, perché lo stigma che comunque abbiamo colto negli ultimi anni riguardo negli ultimi anni, ormai da diversi anni, su quel buco nero in via Petrapiana, la metto
proprio in questi termini, è uno stigma che viene da un totale abbandono, da una marginalità questo edificio che naturalmente è partita quando? Quando è partita quella funzione urbana che prima aveva, quando era il grande ufficio delle poste centrali in cui tutti andavano, c'era una manutenzione ovviamente importante anche da parte della propria... pietà, in quegli anni delle poste, delle poste forse pubbliche, allora non ancora private, eccetera, eccetera, insomma sappiamo questa cosa, quell 'abbandono, quella serie di motorini,
biciclette, abbandoni, sport. tanto vero che qualcuno disse ma abbattiamola a un certo punto giustamente abbattiamo, la storia di quell 'edificio viene dalla ricostruzione di un isolato che era stato abbattuto e quindi andava ricostruito La storia di quel progetto era una storia di grande attenzione per non fare un grande volumone, Michelucci tra l 'altro lo voleva arretrato rispetto allo stato attuale, quindi dà quel senso di incombenza, ma le storie non hanno permesso. un certo riadattamento molto significativo ai fronti, quello che oggi sarebbe un edificio decostruttivista
tra l 'altro mi viene in mente proprio per come quell 'approccio che è stato fatto, che aveva un suo valore, un suo senso e una sua qualità sia nella qualità dei cioccoli. armati, brutalisti se vogliamo rimanere sui temi interessanti, però con una forte valenza anche toscana, il basamento in pietra e tutto il resto, che aveva una grande dignità. di recente foto di 25 anni fa non degli anni 50 che ancora in un contesto stava in un ambito lasciamolo dire così anche di decoro urbano
il passaggio come dire, ha portato, come dire, ha stressato l'edificio, io credo questo totale abbandono per cui come dire, alla fine si dice è meglio batterlo che rifarlo, che forse non voglio dire che sia un retropensiero immobiliare. ma comunque sia... L'operazione attuale com'è? Noi diciamo siamo stati anche coinvolti in una prima fase. Io credo soprattutto da parte di... non Poste, ma la società immobiliare di Poste che gestisce questa cosa.
Mi è sembrato un po' persaggiare il terreno su fino a che punto potevano in qualche maniera spingere degli interventi. tant'è che siamo anche partiti tra l'altro da un primo approccio riguardo alla sistemazione esterna poi ho avuto ma dove siamo arrivati siamo arrivati a un punto in cui Abbiamo un cantiere in corso, la sovrintendenza non ha competenze, è un po' misterioso che non abbia competenze in un contesto così centrale, però non ha avuto competenze sulla valutazione del progetto, tutto è rimasto nel comune.
Le operazioni al momento, visto che non abbiamo avuto altre informazioni, passano attraverso alcune pratiche edilizie, tra l 'altro anche abbastanza parcializzate e per parti nel tempo, per cui noi non siamo ancora riusciti ad avere una visione. completa di quello che sarà poi soprattutto la parte del pian terra la grande sala e il rapporto con l'esterno che ci sarà è già questo diciamo un po' di perplessità e anche senza strumenti informazioni necessarie
andiamo invece sul resto della Toscana l'architetto Marco del Francia presidente Bacu, archivio Vittorio Giorgini anche lì abbiamo degli esempi positivi e negativi in questo senso potremmo portare all'evidenza. Sì, buongiorno. Allora, diceva bene Andrea Leardi, noi svolgiamo delle azioni culturali, ma poi in realtà le nostre armi sono un po' spuntate. sulla costa che dove poi svolgo le attività di ricerca da vent 'anni a questa parte la
situazione non è rosa però ci sono appunto episodi negativi ma anche poi che fanno ben sperare. Questo sia in ambito pubblico che privato, cioè sia di proprietà pubbliche che di proprietà private. L 'abbiamo detto un paio di settimane fa, non lo sto qui a ripetere, il caso di Casa Esago. dove l 'amministrazione comunale di Piombino ha creduto in un progetto di valorizzazione, ha creduto nel valore di quest 'opera e ha contribuito affinché appunto si attivasse un percorso per...
per restaurare l'esagone e dargli una nuova destinazione d'uso. E questo è un fatto positivo. Citando sempre Giorgini, a Bibbona il Comune non ha fatto altrettanto nella scuola media che aveva necessità. di un ampliamento, peraltro in un periodo in cui Vittorio Giorgini era ancora in vita, quindi poteva essere tranquillamente consultato, ciò non è stato fatto e l 'opera, che era stata anche peraltro schedata dalla Fondazione Michauda, Nel censimento dell 'architettura dal 1945 ad oggi non ha niente di quel carattere che lo aveva appunto contraddistinto come un 'opera significativa di scuola
fiorentina degli anni 60, ora è un panettone bianco. laddove c 'era un cemento armato a vista, un basamento in pietra appunto perché lo interpretava comunque anche la toscanità in qualche modo Giorgini in chiave appunto. moderne, gli infissi in legno d 'Aglas, adesso ci sono infissi in PVC bianco, insomma un gran panettone. E così è tutta la costa disseminata di queste luci e ombre, penso.
È una cosa molto di attualità, ma su un tema che in realtà è generalizzato un po' in tutta la Toscana, specialmente a Firenze, la questione dei cinema. Due settimane fa, era sulla cronaca, la nuova proprietà del cinema Odeon, la vecchia proprietà del cinema Odeon ha deciso per insostenibilità economica di trasformare in appartamento appunto quello che era un cinema. facente parte anche della catalogazione di qui prima. C'è una clausola, stranamente, perché il regolamento urbanistico
obbliga comunque a conservare una piccola sala cinematografica all'interno, ma ovviamente siamo ben... consapevoli di quella che è la struttura, non parla di conservare la struttura, l 'involucro, le finiture, eccetera, e quindi sappiamo bene i destini a cui andrà incontro. La cosa che poi non sono buon sentito... ci sarà tempo di parlare dopo, l 'anticipo adesso, e che riguarda la sensibilità delle persone. Cioè il fatto, è stato detto all 'inizio da Domenico ma anche da Roberto, il fatto che l 'autorità...
l 'autorealità di queste opere sia un valore aggiunto per le proprietà, ultimamente mi si sta manifestando, almeno a noi come associazione Giorgini, perché quelle case che erano state ristrutturate da Giorgini a Firenze, ad esempio i nuovi proprietari, ci stanno... chiamando per avere una consulenza all 'interno delle loro esigenze abitative ma di conservare il più possibile appunto lo spirito e il linguaggio. il pensiero progettuale appunto che aveva portato Giorgini a ristrutturare queste queste opere e
quindi questo è un fatto positivo siamo siamo in conclusione il architetto massimi per tirare le Ci sono tanti elementi, diciamo che l 'esempio positivo che poi non abbiamo avuto tempo di esplorare è quello della banca di Rebufalini, giusto? Sì, è stato fatto un restauro con la piena consapevolezza che oggi in banca. la configurazione della banca è diversa oggi sono desk eccetera sono state fatte alcune valutazioni però è stato ad esempio sottolineato il valore autoriale
in quanto ora una banca di ora banca intesa, abbiamo i disegni di Michelucci, una serie di altre cose conservato da Redegli anni 50 e messo anche in evidenza fin dalla porta credo, spazio Michelucci proprio perché questa... C'è un rispetto, c'è un rispetto. anche un senso che è un valore esatto e allora per chiudere i temi sono evidentemente molto interessanti perché per l'appunto la questione non è l'immobilismo L 'immobilismo poi di per sé non conserva nulla, alla fine diventa anzi
un elemento di distruzione di quello che è l 'architettura precedente, poi la storia ci insegna che il tema è quello e il rispetto. c'è da fare un'operazione culturale ed è quello che si è voluto fare con questa trasmissione, si può fare anche qualcos'altro? Allora qualcosa è stato fatto anche a livello appunto di perché poi bisogna dirsi chiaramente quali sono gli strumenti che ci possono consentire di fare queste cose e sono i regolamenti, non per forza il vincolo che è il caso più ultimo, però l 'attenzione verso quelle che vengono riconosciute.
come delle architetture che hanno un valore. In questo senso il Comune di Firenze l'ha fatto perché nel nuovo piano operativo sono indicate con una campitura e quindi chi si approccia a queste architetture sa che si deve informare di più, creare anche delle relazioni. delle relazioni che probabilmente non pensava di creare, ma con gli archivi, con le fondazioni, facendo delle ricerche e sensibilizzando anche le proprietà che quell'intervento che si fa in quell'edificio deve essere un intervento non normale. Ma questo non vuol dire che è un intervento più difficile, semplicemente bisogna avere più conoscenza e armarsi di maggior consapevolezza del ruolo, in questo caso del progettista
che interviene su quel manufatto, del ruolo sociale che riveste. non è semplicemente un 'operazione immobiliare, un 'operazione di professione pure e semplice, è anche un 'operazione di sensibilità del progettista, ma anche del ruolo sociale che il progettista ha. perché il retto in questo caso deve svolgere nel suo mandato, ce l 'ha nel suo codice deontologico e quindi è tutto già perfettamente scritto quello che si deve fare. Questo è l'aspetto sicuramente che...
ci mette in condizione anche a noi progettisti di essere la migliore espressione della nostra professionalità quando interveniamo su edifici che sono già stati catalogati e quindi ci consentono di portare per mano anche committenti, amministratori di condominio e eventuali investitori verso una direzione. In mancanza di questi strumenti è ovvio che molto sta nel rapporto che la committenza ha. col progettista
è evidente che se si ha paura che intervistando in questo caso appunto se non ci sono le sovrintendenze che fanno che sono diciamo chiamate in caso paura di perdere tempo nel chiedere consulenze a fondazioni, archivi e quant 'altro, ecco credo che qui ci sia una percezione molto sbagliata, perché in realtà queste strutture esistono proprio per cercare di far funzionare questi investimenti. per farli fallire, è proprio il contrario la percezione è proprio sbagliata e comunque il ruolo del pubblico torna centrale anche in questo senso perché se uno non lo capisce
in qualche modo bisogna farglielo capire mettiamola così tre minuti dopo le dieci qui, ringraziamo i nostri ospiti per questa discussione molto interessante, rimandiamo naturalmente agli prossimi appuntamenti con Architects and City, per quanto riguarda Controradio, tra un po' Mirco Roppolo con voi, poi Benedetto Ferrara poi l'informazione, insomma poi tutto il resto Una buona mattinata da Domenico Guarino, ciao ciao. Grazie a
tutti. Grazie a tutti