Architects & the city Carcere e citta\'

7 novembre 2024 · 26 min

Una quattro giorni di eventi dal 14 al 17 novembre dedicata al rapporto tra carcere e città, organizzata dall'Ordine degli Architetti di Firenze e dall'Associazione Donne Giuriste. L'iniziativa comprende mostre, visite guidate al carcere delle Murate, convegni e performance artistiche per riflettere sulla necessità di ricostruire condizioni di reinserimento sociale attraverso spazi dell'affettività e progetti riabilitativi. Al centro il pensiero di Michelucci e il progetto iCare per la rigenerazione umana e urbana delle aree carcerarie.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione al tema carcere e città
  2. 02:15Il ruolo dell'Ordine degli Architetti
  3. 06:02Spazi dell'affettività e Giardino degli Incontri
  4. 09:36Contaminazione tra discipline
  5. 14:02La mostra fotografica e l'allestimento
  6. 18:02Il carcere duro delle Murate e l'arte contemporanea
  7. 24:02Relatori e contenuti del convegno
Trascrizione 46 passaggi

I temi dell 'urbanistica fiorentina e non solo, a cura dell 'ordine degli architetti di Firenze. 9.36, una buona mattina tra tutti voi da Domenico Guarino, ben trovati. Architezza and the City a trasmissione in collaborazione con l'Ordine alla Fondazione degli Architetti. Oggi tema davvero interessante di grande attualità, città. e carcere e questo perché ci sarà un 'iniziativa molto bella che mette insieme la riflessione

tutto quello che sono le strategie anche politiche oltre che i meccanismi di interpretazione sociali l 'arte, la cultura, la rappresentazione ed è proprio un ciclo che partirà il 14 novembre andrà avanti fino al 17 novembre poi ne parleremo nel merito con un parterre di di ospiti particolarmente ricco questa mattina. Buongiorno alla professoressa Camila Perrone e l'Ordine degli Architetti, grazie di essere con noi. Buongiorno, buongiorno a tutte e tutte. Sempre in collegamento in remoto

la dottoressa Valentina Gensini che è direttrice di Morali del district MAD, buongiorno. Buongiorno a tutti voi. Qui in studio con me invece alla mia destra l'avvocata Benedetta Bisaccioni, buongiorno. Buongiorno a voi tutti. E l'architetta Elena Migliorini, referente alla commissione Nuovi Iscritti e accesso all 'ordine buongiorno vi ricordo che siamo in diretta anche sui canali cross mediali del dell'ordine della fondazione degli architetti e di controllare quindi potete seguirci anche in video tre quattro due otto uno zero quattro uno uno uno invece Whatsapp per i vostri messaggi. Professoressa Perrone, a lei l 'onere di introdurre

questa iniziativa, questa tre giorni densa di appuntamenti, piena di cose da fare, da vedere. di riflessioni che verranno portate avanti e la domanda da cui partiamo è perché questa contaminazione non solamente diciamo tra due professioni, quella dell'architetto e quella dell'avvocato, ma anche tra vari generi. discipline, quindi quelle forensi, quelle legate all'architettura l'arte, il disegno la rappresentazione, le visite guidate che ci saranno

grazie molte colgo l'occasione di questo stamattina per rinnovare e ricordare l 'impegno dell 'istituzione che qui oggi rappresento, cioè l'Ordine degli Architetti di Firenze e anche la Fondazione Architetti di Firenze su un tema scomodo, tanto scomodo quanto urgente. che è quello del carcere e per noi del carcere in relazione alla città, lo guardiamo da questa prospettiva, da questo punto di vista. Attraverso questa iniziativa che come veniva anticipato attraversa più giorni e più istituzioni

e voci del dibattito, la nostra idea è quella di mettere l'attenzione sull'urgenza di un'azione congiunta. Rispetto al tema del carcere, il carcere, le istituzioni che si occupano in maniera specifica del carcere non possono essere lasciate sole ad affrontare una questione che non riguarda solo. la struttura carceraria in sé ma che riguarda l 'insieme del nostro ambiente di vita dal punto di vista delle regole, delle leggi che ci diamo, dal punto di vista delle relazioni sociali, dal punto di vista dello spazio complessivo.

In cui viviamo e quindi al tavolo di questa giornata che si occupa di carcere e città, carcere in città, spazi dell 'affettività, dimensioni di vita per chi in maniera diretta sperimenta. Il periodo detentivo in maniera indiretta perché ci lavora in una struttura caceraria o perché ricostruisce o tenta di tenere insieme dei rapporti affettivi con chi in carcere ci vive. appunto che sia cruciale impegnarsi in maniera in maniera congiunta qual

è la questione fondamentale Dal mio punto di vista e dal punto di vista anche dell 'ordine degli architetti di Firenze è importante tenere al centro. In un modello riabilitativo quale dovrebbe essere quello delle strutture carcerarie il punto non è togliere ma è togliere. Non si può pensare di aiutare a reinserirsi in un ambiente sociale di vita e di benessere togliendo tutto ciò che ha a che fare con la dimensione di vita urbana. con la dimensione di vita affettiva, con la dimensione di vita sociale.

E allora è su questo che bisogna lavorare, cioè sulla ricostruzione delle condizioni minime per il reinserimento nella società. società, la costruzione di ciò che non c 'era, di ciò che chi ha sbagliato in un periodo della propria vita non aveva, non ha mai avuto e per fare questo bisogna lavorare da tanti punti di vista con tutte le istituzioni. e naturalmente con un 'attenzione particolare, almeno per quanto ci riguarda, anche dal punto di vista dello spazio.

Abbiamo su questo molto da imparare nel contesto fiorentino, l 'architetto Giovanni Michelucci Poi la Fondazione Michelucci da sempre hanno valorizzato l 'impegno di costruire uno spazio degli incontri che si chiama Giardino degli Incontri, dentro il carcere di Solicciano, che fosse un giardino. un giardino di pietra, un giardino di natura per mantenere e ricostruire gli spazi dell 'affettività ma anche un rapporto appunto con la città, noi da questo dobbiamo prendere spunto, su

questo dobbiamo lavorare prendendo anche a mano... modello esperienze positive sulla rieducazione carceraria, penso all 'isola di Gorgona, ma molte se ne potrebbero dire, per ripensare completamente il rapporto tra carcere e città. e rieducativa. Ringrazio quindi tutte le istituzioni che si sono messe insieme, anche gli studiosi che parteciperanno a queste tre giorni e speriamo che la possibilità di discuterne insieme nel centro della città, le murate, le murate, le murate, le murate, le murate, che è un laboratorio, un hub di cultura, società, impresa

e di poterlo fare anche con alcuni eventi artistici possa davvero aiutarci a metterci insieme in un messaggio congiunto rispetto a noi. all'urgenza di intervenire. Grazie molte. Grazie, grazie la professoressa Perrone. Allora Avvocato Bisaccioni diceva una frase molto bella quella, non bisogna togliere ma mettere e questa questa questa iniziativa eh quest'insieme di iniziative va a mettere tante cose. Diciamo che è organizzata dall'ordine della dalla

fondazione degli architetti dall'ADG che è l'associazione donne giuriste Italia, sezione di Firenze, associazione insieme con i patrocini alla Fondazione Michelucci, poi c 'è il convegno che è anche qui al patrocino dell 'ordine della Fondazione Forenze per la formazione per quanto riguarda gli architetti e l'ordine degli avvocati. naturalmente stiamo parlando di questi temi in un momento storico particolare abbiamo per l'appunto ricordato qualche giorno fa l'ennesimo suicidio nel carcere della Dogaia, oggi peraltro c'è un presidio organizzato dalla funzione pubblica CGL

tema molto drammatico, anche nel senso delle parole che diceva giustamente la professoressa Perrone. Sì, io credo che però oltre ad essere un tema drammatico sia anche un tema complesso e per cui per coglierlo va colta. complessità, la stessa complessità che poi è propria anche della realtà carceraria, per cui all'elenco corretto della dottoressa Perroni io aggiungo che sia necessario anche colmare colmare anche una distanza emotiva ed è qui che sono strumentali gli eventi autistici

perché cercano a fare leva su quello che ha l'impatto emotivo cercando poi che l'utente che recepisca come dire il tocco responsabilizzi su un punto di vista emotivo perché quelle che sono le informazioni su alcune tematiche ci sono, sono disponibili, siamo nel 2024, ci sono i podcast, c'è Spotify, ci sono un sacco di contenuti, la questione è quella di stabilizzarsi e andare a approfondire e elaborare cognitivamente ciò che viene avvertito a livello emotivo. Quindi per fare un esempio, ad esempio la giornata del 17 che coincide con il finissage della mostra di cui dirà poi la...

architetto, è previsto una serie di esibizioni di Poetro Islam a cura di due collettivi, su collettivi che sono ossi di nutria e ripescate da piena, qua di Firenze, che Ad esempio tocca alcune tematiche del carcere, quali l 'infantilizzazione. Io posso fare un 'introduzione razionale dicendo che c 'è stato il DAP nel 2017 che ha corretto il linguaggio, ad esempio le celle non dovrebbero... essere chiamate così ma stanze di pernottamento oppure

farmi carico io e gli artisti della complessità e restituirla semplificata con un'esebizione artistica per esempio in cui si ricorre tendenzialmente all'uso di i minutivi, la parolina, la domandina per poi nella speranza che chi partecipi vada a casa e si informi responsabilizzandosi perché poi ci sono tantissimi materiali, antico ne sono altri che fa un lavoro scientifico molto importante e rilevante, quindi non era quello lo scopo e questo è un esempio ma vale anche per esempio sulla stanza di affettività perché è l

'assenza un pregiudizio che lede anche chi non ha commesso. il reato, cioè ai familiari. Quindi io posso introdurre in questo caso il secondo modulo del convegno chiedendo sempre a un artista di farsi portavoce dei parenti, quindi l 'argomento verrà per esempio introdotto. dalla poesia, così come un'esperienza emotiva forte, chiaramente la testimonianza e qui ringrazio Marco Sorbara che è stato un soggetto che si è fatto 45 giorni nella cella di isolamento e quindi anziché parlare della cella di isolamento a un punto di vista E' egli stesso in qualche modo che si fa testimone della sua

esperienza, una esperienza che poi appunto si riesca a colmare a livello emotivo, oltre che di riflessione, di pensiero che assolutamente... necessario perché la cultura è un bene d'impulso, non è mai la soluzione, il mezzo che ti dà il senso critico delle cose, gli strumenti e questo deve essere essendoci tante informazioni che forse a volte fanno un effetto di assofazione dico giusto e concludo con questioni logistiche tecniche di informazione pure il convegno è aperto

a tutti però ci sarà il riconoscimento dei crediti quindi come dire C'è un canale privilegiato per gli architetti e gli avvocati, fino all'esaurimento posti. Il 15 mattina, proprio perché il carcere non è solo persone ma anche luogo, ringrazio per la disponibilità all'architetto Pittale, si farà due tour. Per una alle 10 e una alle 11 è necessaria la prenotazione perché sono 25 posti a tour, c 'è un numero trovato nelle locandine e il finissaggio, come dicevo...

alle 16 presso la libreria Caffè delle Morate che concluderà con la mossa di cui dirà l 'architetto dove c'è la Petri Slam anticipata da un focus alla Brigata Basaglia un'organizzazione gratuita di supporto locale al cittadino su un focus su quelli che sono i disturbi principali e la questione salute carcere non sono disturbi mentali ma anche di salute in generale. Tarne al fuoco, molto bello il passaggio sulla cultura come strumento, molto molto interessante.

Allora, Architetta Migliorini, qui siamo di fronte a una materia estremamente complessa, Mi veniva in mente che colmare, come ci ricordava l 'avvocata Bisaccioni, togliere, mettere, sono un po' dei verbi che appartengono alla vostra professione. Come entrate voi in tutta questa vicenda? Allora, noi entriamo con l'allestimento di una mossa. che parte dall 'idea della progettazione che utilizzò Michelucci per la progettazione del giardino degli incontri, appunto come ha anticipato la professoressa Perrone.

per la progettazione del giardino dell 'incontro del carcere di Sorlicciano, il suo intento era quello di portare uno spazio urbano all 'interno del carcere, all 'opposto la mostra vuole portare uno spazio, quindi una situazione anche dell'interno del carcere nella città questo lo facciamo con una parte di allestimento della mostra fotografica di Chiara Benelli, dove appunto sono riportati degli scatti, lei fa degli scatti alla vita

quotidiana all'interno del carcere che saranno alternati. a degli specchi, questo per far sì che il visitatore riesca a riconoscersi ma a confondersi con la popolazione carceraria. Sempre all 'interno della mostra i visitatori troveranno… dei QR code che contengono delle tracce audio per questo vi chiediamo di portare delle cuffie per vivere l'esperienza a pieno due tracce sono dei brani musicali da i ragazzi di crisi come opportunità, invece altri due sono

delle registrazioni di registrazioni tratte da uno spettacolo teatrale della compagnia teatrale di Sollicciano che è stato fatto appunto a settembre di questo anno e niente, quindi avremo una registrazione. troveremo, è possibile sfogliare anche un fumetto che ha vinto proprio adesso il premio Lucchetta 2024 che tra l'altro scusami perché questa è una coincidenza

divertente che mentre le giornaliste verranno premiate a Trieste, il fumetto a Firenze C 'è anche a Firenze una concomitanza e quindi tratta il tema del crescere all 'interno del carcere, quindi è molto importante, che appunto è scritto da Alice Piacchetto. Quindi questo è un po' quello che troveremo all 'interno della mostra e questo per cercare di far vivere al visitatore la realtà all 'interno del carcere, quindi per confondersi nella popolazione carceraria. e rispecchiarsi nel riflesso

della società, insomma per essere il riflesso della società, quello che è un po' la comunità carceraria. Tutto quello che state raccontando è veramente emozionante, perché poi alla fine trovare nuovi linguaggi, non solamente per dar forma, per descrivere, ma anche per dare strumenti di autorappresentazione. di un mondo che viene vissuto sempre come estraneo, che invece appunto è parte necessaria della società per quanto noi tendiamo a marginalizzarla, anche proprio dal punto di vista della collocazione. Però questa vice, intanto ho recuperato il numero di telefono per la prima volta.

Ok, 333 854 1600, questo per la prenotazione delle visite tramite sms, queste sono le visite, due turni abbiamo detto il 15 novembre, ok giusto? alle 11 anche qui previste crediti per gli archidetti hanno un po' la prelazione però insomma la preferenza però ci sono ancora posti è molto bello perché noi abbiamo la fortuna tra virgolette di avere questo carcere aperto che è a una storia importante alle spalle

ci racconta la città ci racconta la detenzione e allora ehm dottoressa Gensini che è la direttrice di di di di MAD abbiamo parlato molto di di arte e carcere e chi meglio di lei, che è collocata lì ma che soprattutto ragiona, vive questo binomio che alcune volte viene visto in maniera dicotomica ma che invece stiamo raccontando come parte invece di… di una storia che deve essere comune, anche di una rappresentazione possibile. Certo, diciamo che come Centro d 'Arte Contemporanea noi lavoriamo sempre sul cargere, che è la memoria storica.

ma anche emotiva, vorrei dire, di tutto il quartiere delle Murate e in particolar modo del MAD che custodisce il carcere duro. Quindi il carcere duro, come sapete, è stato un luogo di ricerca da parte nostra, di proposte... costa continua attraverso il Dipartimento Educativo di Fondazione Muse ai giovani, di laboratori anche che con giochi di ruolo consentissero ai ragazzi di rimettersi nei panni dei giovani balilla o dei giovani che si sono trovati. a venire fucilati semplicemente perché non si erano presentati all 'arruolamento fascista,

perché magari avevano un fratello disabile o una mamma vedova. Quindi tutte queste storie che noi abbiamo coltivato, studiato, ristudiato, e ricostruito grazie anche all 'aiuto dell 'Istituto Storico per la Resistenza Toscana vengono oggi proposte ai giovani e allo stesso tempo lo spazio del carcere duro è un luogo dove vengono commissionati lavori nuovi dedicati quel luogo che è stato proprio il luogo che ha accolto la gli uomini della resistenza toscana noi attualmente presentiamo all 'interno del carcere duro il lavoro di sadi

che è un sound artist che grazie a un grosso lavoro fatto insieme alla curatrice Veronica Cacioli presso l 'archivio di Stato ha ricostruito le presenze afrodiscendenti all 'interno del carcere duro. discendente quindi per noi è stata una grande emozione avere un artista del nostro territorio tra l 'altro di grandissime capacità e raffinatezza e ha creato una composizione apposita per gli ambienti che hanno accolto insieme ai nostri partigiani anche i partigiani afrodiscendenti

che lottavano per una causa comune la composizione è molto toccante dura un quarto d'ora quindi chi farà le visite con l'architetto Pitta Alice potrà anche essere accompagnato dai nostri colleghi di MAD per usufruire di questa installazione che è veramente speciale. Tra l 'altro nei giorni passati abbiamo affrontato nuovamente il tema del carcere che ricorre continuamente nella nostra programmazione e quindi devo ringraziare tutti e due gli ordini e Fondazione Michelucci che hanno voluto.

scegliere le murate come centro di proposta per queste giornate e riflettiamo continuamente sul significato di questo luogo che dovrebbe essere di rieducazione che troppo spesso invece il luogo di malessere ulteriore abbrutimento e quindi sono molto felice che queste giornate di approfondimento possano offrire una nuova occasione di riflessione collettiva, anche posta alla cittadinanza e anche appunto con linguaggi che possano coinvolgere. i cittadini. Sono stata per motivi di lavoro recentemente alla Sinara e parlavamo proprio

ieri appunto con la professoressa Perrone dell 'occasione che queste... che questi luoghi, queste situazioni in cui i carcelati spesso vivono sconsegnati come si usa dire, quindi liberi di muoversi all 'interno di un territorio definito naturalmente così è tra l'asinara, così è oggi la gorgona, in cui hanno compiti propri, c 'è chi lavora alla panetteria, c 'è chi lavora all 'ufficio macchine, chi è all'agricoltura, quindi ognuno dai metodi...

meccanici, agli agricoltori, contadini, gli animali, chi si occupa appunto della panificazione ha un proprio ruolo all 'interno della comunità. Io credo che poter dare un contributo ma anche Poter imparare un mestiere, come ci raccontava l 'ispettore della Sinara rispetto ai propri carcerati, che entravano magari senza far niente e con fierezza ossivano avendo un mestiere nelle mani. danno modelli riabilitativi da riprendere in seria considerazione, perché il fatto

che l 'uomo possa esprimersi attraverso il lavoro, costruire qualcosa, sentirsi parte attiva e proattiva di una comunità, coltivare la famiglia, la famiglia, la famiglia, la coltivare legami con chi è fuori, attraverso situazioni meno oppressive e più costruttive ed educanti, siano prospettive di visione che forse meritano una riconsiderazione più ampia. più diffusa da parte anche del nostro sistema nazionale. Grazie, grazie a dottoressa Gensini. Abbiamo detto tante cose in un momento storico

in cui in realtà si tende a mettere tanta polvere sotto. Il tappeto a interpretare l 'esigenza dell 'ordine, che è una delle esigenze socialmente forse più avvertite in termini repressivi, in termini di costruzione di un 'armonia, quindi di rapporti. In realtà sono quattro giorni. Sì, perché la mostra inizia all 'inaugurazione a mezzogiorno e trenta e termina con il finishage sostanzialmente alle diciotto domenica. È molto interessante anche avere due giovani

che si affacciano alle loro rispettive professioni e hanno naturalmente una vicinanza maggiore con certi linguaggi, anche con certe contaminazioni. troveremo e sperimenteremo volevo aggiungere qualcosa? no, semplicemente è anche bello secondo me di questo evento perché per esempio la Patriot Slam è una cosa tipica della generazione sotto la mia sostanzialmente ai 20 e 30 e quindi c'è una partecipazione anche intergenerazionale che trovo molto bello e utile per il futuro. Infatti noi invitiamo tutti gli ascoltatori di Contro Radio

che siamo molto sensibili a questi temi, a partecipare a vivificare questa quattro giorni Torni a chiudere, certamente c 'è molto da fare, è vero anche, ne parliamo di un 'altra trasmissione che si è cominciato a fare qualcosa, fortunatamente, tramite il piano operativo. Grazie per questo ponte, assolutamente sì, il convegno è anche l 'occasione per far convergere e mettere in evidenza una serie di azioni che sono già in corso, proprio in quella direzione di me.

che dicevo prima e nella direzione poi di ridare cittadinanza urbana e territoriale a chi è in carcere e anche al carcere stesso e infatti nell 'ambito del progetto iCare che vede un grande network istituzionale. istituzionale a sostenerlo tra cui appunto l'università che lo promuove ma l'ordine e il comune di Firenze e tante altre istituzioni siamo riusciti ad oggi a inserire nel nuovo piano operativo eh del comune di Firenze. di Firenze un intervento specifico sull 'area del carcere che è naturalmente urbanistico

ma non solo, punta appunto ad una rigenerazione che definiamo umana e urbana di tutta la Ne parleremo durante la conferenza, così come la conferenza sarà l 'occasione per la Fondazione Michelucci di raccontare il suo percorso e anche l 'impegno, per esempio, in quest 'ultimo periodo sugli spazi dell 'affettività. Ci sarà l 'istituzione stessa del carcere di Sollicciano a Firenze rappresentata dalla dottoressa Antonella Tuoni che è il direttore del carcere che rappresenta un po' un 'eccezione da questo mondo.

complesso che è appunto quello dei direttori dei carceri proprio per l'impegno su questi progetti e sulla ricostruzione di un rapporto tra carcere e città ma ci sarà anche Franco Corleone garante regionale dei detenuti della Toscana prima e adesso presidente del comitato scientifico Luca Zevi, architetto conosciutissimo in Italia, ha un percorso assolutamente eccellente che del carcere ha sempre fatto un tema cruciale che ci darà alcuni spunti. dire come proprio immaginare architetture più riabilitative e meno punitive, ma architetti ci sarà Cesare Burdese della Commissione Ministeriale per l 'Architettura Penitenziaria,

ma anche il Presidente del Tribunale di Sorviglianza, Marcello... Bortolato, ci saranno psicologi come Simone Bartolini e tante altre figure che appunto dalle diverse discipline stanno facendo qualcosa per trasformare il periodo detentivo imposto purtroppo ancora strumento delle leggi italiane non solo in un periodo di ricostituzione della cittadinanza attraverso il lavoro attraverso l 'affettività attraverso Il rapporto con una città che cura, una città che aiuta a

superare le difficoltà che tutti noi possiamo incontrare nella nostra vita. L 'ordine è protagonista di questo percorso e siamo molto felici. Siamo tutti i partecipanti e tutte le partecipanti e le istituzioni che ci aiutano in questo percorso. Grazie. Grazie, grazie professoressa Perrone, grazie alla dottoressa Valentina Gensini, grazie alle ospiti studio, l'avvocata Bisaccioni, l'archivista, Chietetta Migliorini, grazie di essere state con noi per questa bella discussione buona mattinata, dopo la sigla le trasmissioni di contro radio, quindi Mirko poi dopo Benedetto Ferrara

direttamente da Bibona con voi poi insomma l'informazione nazionale e regionale di Contro Radio. Una buona mattinata a tutti voi da Domenico Guadino. Ciao ciao. Tetti di Firenze