Arianna e Sofia incontrano Beatrice
Capitoli
- 00:00Introduzione e presentazioni
- 01:02L'ingresso nel mondo della moda
- 02:27Le esperienze teatrali e creative
- 05:30L'atmosfera degli anni 80
- 09:18Lo stile personale e la moda punk
- 13:00Vivienne Westwood e le collaborazioni
- 14:34Le scappatelle notturne al Tenax
- 16:30Il periodo del mostro di Firenze
- 18:45La comunità LGBT e il Tabasco
- 20:30Musica e società degli anni 80
Trascrizione 37 passaggi
Mi chiamo Beatrice, sono nata a Firenze nel 1968. Sono Arianna, sono nata a Perugia nel 2002. Sono Succhi, sono nata a Firenze nel 2002. e sono nata a Firenze nel 2001. Come mai siete interessata a parlare con me? Perché noi stiamo facendo questa serie di interviste, questo podcast, proprio per andare a indagare com 'era la Firenze negli anni 80 e stiamo cercando di portare alla luce un po' tutti gli ambiti. Quindi riguardo al tema moda, agenzie, insomma un po' di movida anche da questo punto di vista,
ci interessava proprio parlare con te. raccontarci, farci raccontare un pochino quello che appunto hai vissuto e com'era quel periodo. Allora era un mondo completamente diverso, sono passati 40 anni, io mi ci sono trovata per caso e anche un po' per gioco. E' stata un 'esperienza incredibile perché comunque avevo una madre che lavorava nella moda e per gioco mi sono trovata...
insieme a questo gruppo di persone che erano anche un po' più grandi di me io ero un po' la mascotte diciamo perché avevo veramente 17 anni e ho avuto delle esperienze incredibili perché mi sono ritrovata a fare anche l'attrice senza aver mai fatto una cosa del genere con la più naturalezza incredibile perché mi sono ritrovata a essere truccata per ore a essere travestita in dei ruoli incredibili come interpretare la Toreldo o
fare il video del desio burattini e fare il burattino quindi io ho un ricordo pazzesco di questo mondo che era lontano dalla moda che conoscevo perché era una moda creativa che Utilizzava un nuovo strumento per creare delle opere che veramente erano delle opere teatrali, in tutti i sensi.
E com'era l'atmosfera? Come si stava all'interno di questo mondo? Perché viene visto un po' soprattutto la moda e modelle sfilate vengono viste come degli anni Ottanta, qualcosa di idilliaco, di particolare. Invece volevamo sapere proprio da lei, da te, che sei stata proprio all 'interno di questo ambiente. Come si stava? Diciamo che io lavoravo nella moda, quella tra virgolette reale. In realtà con i giovanotti mondani meccanici non
era la moda reale, era proprio teatro. Era un altro modo di interpretare la moda. moda. Non era quella patinata. Non era la sfilata, tutti perfetti, tutti belli. Certo. Era veramente recitare e quindi creare qualcosa di nuovo ma con una spontaneità naturalezza che non era quella della passerella. Ok. E soprattutto era qualcosa di nuovo che ancora non veniva vissuto da nessun altro.
alla fine abbiamo fatto veramente delle cose naturalmente io mi ricordo ancora che mi misero questa acconciatura, io credo di essere stata tre ore e mezzo avevo anche dei dolori tremendi alla testa e tiravano tutto e quindi era qualcosa di io ero emozionatissima ero molto giovane ma mi sono divertita tantissima è stata un'esperienza straordinaria non lo so se oggi sarebbe o una cosa del genere, perché forse con l 'avvento dei sosa è diventato tutto un po' più impostato
e lì invece non c 'era niente di impostato, era proprio qualcosa di naturale. Io non mi ricordo di aver mai fatto una prova. Secondo me più che altro era anche più a gruppo, cioè adesso è molto più individuale perché comunque è una cosa che può fare il singolo, mentre lì invece era proprio un'esperienza, cioè sembra una cosa dove ti andavi e ti divertivi. non era più troppo un lavoro ma era più un 'esperienza. Era proprio teatrale, secondo me, era proprio... E poi comunque c 'erano gli anni Ottanta, Firenze era straordinaria, ha avuto un momento storico che oggi non è proprio pensabile.
Forse Milano, non lo so, ma neanche. Era proprio un momento in cui Firenze ci girava il mondo, il tenere. era un luogo incredibile e visto dalla bambina perché io comunque non ero ancora maggiorenne quindi l 'esperienza era ancora più amplificata. Fino a quanti anni? Io fino ai 24 anni perché ero fidanzata con uno dei giovanotti valutani meccanici e quindi mi ci sono ritrovata per gioco. Ah quindi non c 'entra niente tipo il lavoro della sua mamma? Cioè non
è stato qui. Sì perché ero un connubio, a un certo minuto si sono ritrovati a lavorare insieme a mia madre per pitti filati, per altre manifestazioni che c 'erano in Firenze, pitti buono che oggi non c 'è più, c 'è ancora un po' diverso e quindi c 'erano le sfilate della Vivian Westwood, era veramente qualcosa di diverso. personaggio della sua mamma e comunque faceva parte di questo mondo era avere un qualcosa in più che
magari ti faceva entrare o magari a volte era un po' fastidio cioè tipo un personaggio che magari poteva dar fastidio? Allora come personaggio no. No tipo dagli altri c 'è il fatto magari ah la sua mamma c 'è una cosa un pochino sì sono riconosciuta prima per lei che per me. Non l 'ho mai vissuta così perché comunque è totalmente giovane mi sentivo ok invincibile diciamo che era un personaggio particolare e che quindi da da mamma sicuramente impegnativo ma nel mondo no
anzi cioè io ho lavorato con servino vent 'anni proprio perché lei lavorava con servino ho avuto una protezione sia da parte di mia madre che da parte dei giovanotti mondani meccanici ero perché avevo queste persone che amavo vicino mi sono trovata in una sinergia di eventi incredibili che se ci ripenso è stato talmente naturale che è stato straordinario non c 'era nulla di deciso è
avvenuto talmente tutto in maniera spontanea loro erano hanno inventato qualcosa e quindi esserci mezzo, io non avevo nemmeno troppa coscienza. Vivevo queste esperienze, se ci ripenso sorrido e ringrazio, perché comunque è stata un po' la magia. Io ancora penso, se guardo intorno a me, mi chiedono chi sono gli extraterrestri, dico noi, perché per me il telefono è qualcosa di magico ancora, per cui figura...
la televisione, la radio, il cinema, il teatro sono forme eccezionali, in quel momento era veramente rivoluzionario. La novità assoluta. Il rapporto con la tua immagine è cambiato dal momento in cui hai iniziato a far parte di questo mondo, ma in senso negativo o positivo? No, positivo nel senso che sono diventata molto meno timida. Io ho vissuto con quattro donne. penso di non averle mai viste spogliate e quindi ero timidissima, eravamo tutte
copertissime e questa cosa di un po' esporsi mi ha aiutato a essere sicuramente meno timida e confrontarmi con gli altri in maniera più naturale, però ecco, quindi positivo, no io di quel periodo non ho nulla di negativo, questa esperienza torno con la mente indietro mi farebbe piacere anche un giorno poterla scrivere perché mi sembra aver vissuto veramente dieci vite non ho 80 anni però arrivo
quasi a fra poco 60 anni sono passati 40 anni e quel momento per me è stato cioè appunto mi si illumina il viso quando ci ripenso perché è stato straordinario poter partecipare qualcosa di nuovo, era qualcosa veramente di rivoluzionario e quindi se ci ripenso sorrido, mi sono divertita a morire, ho conosciuto della gente fantastica e questo connubio moda -arte in quel momento funzionava, cioè una
delle stiliste più incredibili è stata la Divin Westwood che faceva davvero la moda attraverso arte, anche il riverente, anche un po' apriva dei mondi, era un periodo storico in cui comunque c 'è stato anche per noi pesantissimo il periodo dell 'HIV, sono morte tantissimi amici perché lavorando nella moda era forse l 'ambiente più colpito però nonostante questo momento
dolorosissimo tutto il resto era nuovo ma non nuovo perché ero giovane Era proprio nuovo perché si apriva il mondo dei social in qualche maniera, però non era l 'arte, era pura arte. Diciamo che sembra un po' il periodo in cui i ragazzi finalmente si sono un po' liberati, hanno fatto un po' quello che gli poteva piacere senza sentirsi costretti, ecco. Quello che secondo me adesso un po' si è perso, cioè secondo me siamo un po' più incanalati in quello che si doveva.
dovrà fare piuttosto che pensare a quello che si sta facendo adesso, quello che si avverte da quello che dice proprio invece che vivevate, cioè quello il giorno proprio, cioè è bello così. Sì ma anche attraverso proprio lo stile, la moda, cioè come dice prima William Westwood, cioè per me William Westwood è ribellione, è qualcosa di alternativo, di completamente pazzo e infatti volevo chiederti come vivevi te invece il tuo? stile personale, cioè ne avevi uno, ti sentivi rappresentata dai vestiti oppure
semplicemente, non lo so, ti vestivi per lo possibile? Allora, pensa alla domanda complessa, nel senso che comunque quando cresci in un ambiente dove è il tuo pane, perché io avevo sia la mamma che il papà che lavoravano nella moda, mio padre faceva pubblicità un'altra cosa. però comunque respiravo quell 'aria lì, ma io mi vestivo come mi sentivo, sono stata anche punk, avevo i capelli fortissimi, sempre molto dark. In tanti però, in quel periodo eravamo
proprio dark. Ecco, io mi sentivo un po' panchettara modaiola, non di quelle colpirte. o cose no però ero sempre vestita di nero no non c 'era un cliché nel senso che era naturale per me perché comunque avevo quell 'immagine lì in casa e seguivo quell 'immagine lì anche involontariamente quando respiri quell 'aria lì certo viene anche più naturale l 'esperienza con
mi chiamano a temendare meccanici per me unica perché alla fine loro stavano creando qualcosa che prima non c 'era cioè sono stati i primi in italia a fare alla fine l 'art attraverso la tecnologia se possiamo dirlo in maniera proprio come lo spiegherei a un bambino cosa era successo è successo che nessuno aveva mai fatto qualcosa come quello che hanno fatto loro nella moda, ho avuto la fortuna appunto di lavorare con un personaggio come la Vivian Westwood,
per me sono state esperienze straordinarie, anche perché a livello umano erano straordinari queste persone, la desidero, fare il tamburo, il tamburo mi sembra che si chiamasse la canzone, e fare il burattino, se ci ripenso rido ancora, ecco non... Vivi in Westwood è stata una delle persone per me più importanti, intanto era di una generosità estrema e quindi anche lavorare con queste persone ti lascia proprio una ricchezza incredibile.
Ma io mi ritrovavo al Tenax e scappavo la notte perché non avevo il permesso di uscire, perché a 17 anni non si usciva. Mi ricordo che facevamo delle cose e io mi ammiglioravo. aspettavano che andassero tutti a letto e poi uscivamo di nascosto non avevamo mille lire si faceva lato sotto io non mi avrei avuto come figlia l 'unico sempre però alla fine mi è andata anche lei perché ero protetta anche nella moda finirci dalla figlia di anni è diverso sei già in un angolo
una confusa che ti protegge. No ma anche da così giovane c'è comunque sembra che la moda non ti abbia lasciato, cioè aver vissuto quel mondo non ti abbia lasciato diciamo quella parte un po' magari a volte ci sono ambienti pressanti, invece sembra proprio una cosa dove uno lo faceva per divertirti e stavi bene. Era proprio un altro, si guadagnava tantissimo, ti lasciava il tempo di studiare, di viaggiare, di fare altri lavori. che oggi è impossibile perché è tutto strutturato, ha dei ritmi pressanti. Io sono
riuscita a fare... ho fatto quasi due lauree, sei anni di specializzazione mi sono trovata ad un certo punto a essere la prima, insieme a altre sei persone in tutta Italia, a essere esperto in bioetica che ancora oggi nessuno capisce cos'è questa cosa, quindi... Ecco, mi sento fortunata. Invece, prima, mentre parlavi appunto delle scappatelle terali, teraltenax, mi è venuto in mente che ora come ora forse l 'ambiente fiorentino notturno non sia, diciamo che sia un po' pericoloso,
ecco. Come vivevate voi invece questa, la situazione notturna? Allora, io con un inconscio... totale era pericoloso secondo me nello stesso modo diciamo che queste scappatelle notturne l'ho sempre fatta con questo mio carissimo amico che siamo ancora amici dopo 50 anni a questo punto e quel cui anche lì ero protetta anche se erano era gay però ero protetta perché non ero mai sola ma poi c 'è l 'incoscienza
scappava, si faceva l 'autostop, si entrava al tenax, però sempre insieme, per cui la percezione del pericolo non l 'ho mai vissuta, però comunque era un mondo alla fine pericoloso nello stesso modo, anche perché erano anche gli anni del mostro di Firenze, quindi come uno se la vive va serenissimo. No, no, no, no, assolutamente, questa è stata invece un 'esperienza che ci ha segnata a tutti.
Eh, ci credo, io le racconto anche della mia mamma così. Non era un momento piacevole a Firenze, se eri fidanzata non ti trovavi mai in luoghi pubblici, appartati, perché comunque questa cosa è vero, ha inciso tantissimo, io abitavo tra l 'altro in un palazzo dove c 'era... Questo magistrato che si è occupato proprio del mostro di Firenze e quindi l 'ho vissuta abbastanza terrorizzata, però ero in un altro ambiente, per cui non mi sono mai ritrovata ad aver paura di questa cosa,
l 'ho vissuta perché si sentiva nell 'aria questa paura, quindi non lo so, è un mondo peggiore. ma io non voglio definire, è un mondo diverso, ci sono troi conti e non mi piace nemmeno fare quella prima, no, diciamo che sicuramente Firenze era molto più bella, ma perché ora non riesco molto bene a gestirla per tante ragioni, in quel momento lì
E c 'è passato il mondo, ecco, era al centro un po' dell 'Italia, agli anni 80 a Firenze, faccio un esempio fra tutti, è considerata una città dove c 'è molti omosessuali e durante il periodo dell 'HIV hanno chiuso a New York, a San Francisco, chiusero tutti i locali gay per questo problema. A Firenze c'era questo locale che si chiamava Tamasco non è mai chiuso e quindi erano tutti qui e nonostante
questo ombra che calava perché è stato un periodo però c 'era sempre una voglia di fare incredibile era più vostra ora è più una vetrina sotto certi punti di vista non te lo so dire proprio una percezione diversa, quando hai un 'età così giovane percettisci tutto come fantastico. Almeno dovrebbe essere così. Sì, certo. Diciamo che oggi c'è molte più persone che stanno male quando sono giovani, prima avere
gli attacchi d 'ansia non veniva. Magari c'era anche chi ce li aveva però non veniva... C'era meno sensibilizzazione. Sì, non veniva nemmeno troppo fuori. La salute mentale. Non lo so questo, so che comunque io vedo più tristezza oggi negli occhi dei ragazzi, noi avevamo invece più spensieratezza e più voglia di fare, proprio, è veramente un 'altra, non credo di percepirlo così solo perché ora ho quasi 60 anni,
è proprio un'altra dimensione, però sicuramente... spero che quello che ho provato io possa risuccedere anche oggi no ma è qualcosa che anche i miei genitori mi dicono sempre cioè quando ho detto che sarei venuta a fare l'intervista oggi mio papà mi fa no che bello, che divertimento che erano gli anni 80 anche la musica forse influiva molto su i rapporti sociali, sull'umore invece adesso magari è un po' cambiato il modo di esprimersi. Allora diciamo che secondo me la musica è un riflesso
di quello che la società vive, come la moda che era in ultima, e in quel momento lì c 'era anche a volte io dico abbiamo avuto una responsabilità enorme rispetto a voi, io fido la vostra età, siamo stati molto egoisti, nel senso che... solo a qualcosa che ci vivevamo, non pensavamo al poi. Però questo poi non è vero perché c 'è
stato invece anni importanti anche a livello di politica, gli anni 80 hanno inciso molto. Io mi sono sentita molto egoista perché appunto vivevo delle esperienze, non è che pensavo al bene. poi mi sono trovata comunque a fare un lavoro che mi ha portato a pensarlo perché lavorare in ospedale alla fine ti porta a pensare agli altri però sono tanti mondi che hanno trovato la loro direzione io in quel mondo lì mi
sono divertita Grazie a tutti. Grazie a tutti.