Lisa e Martina incontrano Serena

11 luglio 2026 · 19 min
moda artigianale firenze anni 80 laboratorio creativo arte e moda piazza brunelleschi cultura fiorentina

Capitoli

  1. 00:00Introduzione e presentazioni
  2. 01:24L'inizio del laboratorio di moda
  3. 02:52La location in piazza Brunelleschi
  4. 03:28Moda artigianale e artisti
  5. 04:29La comunità creativa e le sfilate
  6. 06:04Comunicazione con fotocopie e radio
  7. 07:01Due donne imprenditrici negli anni 80
  8. 08:25Evoluzione e chiusura del negozio
  9. 10:03Il piano superiore e la musica
  10. 12:01La pandemia e il nuovo laboratorio
  11. 14:02Il nuovo laboratorio in tre
  12. 16:22Mostre ed esposizioni con Schifano
  13. 17:18Collaborazione ieri e oggi
Trascrizione 32 passaggi

sono serena e sono nata nel 55 sono lisa e sono nata a pisa Sono Martina e sono nata a Grosseto nel 1996. Io vorrei chiedervi come siete arrivate a me e che cosa vi interessa di questo periodo, di questi anni Ottanta. Allora, noi appunto siamo qui perché stiamo affrontando questo percorso che parte dagli anni Ottanta.

E siamo appunto interessati... a conoscere la sua esperienza in quegli anni lì, proprio perché riteniamo che questa esperienza possa fare anche da ponte tra quelle sfide che c'erano allora e magari quelle che ci sono oggi. Di conseguenza appunto potevamo magari partire da quello che è stato vivere quegli anni, anche quando insieme a sua sorella poi ha deciso di aprire il laboratorio e appunto la vostra produzione di moda anche artigianale. Noi abbiamo... Deciso, prima abbiamo cominciato con l 'usato alla fine degli anni 70, poi

in uno spazio più piccolo, poi questo spazio era a disposizione, una cosa molto più grande, abbiamo deciso di provare e quindi abbiamo preso tutto questo negozio e anche il piano superiore dove poi si sono sviluppate altre cose. E abbiamo cominciato su un tavolo da ping pong a tagliare i nostri primi vestiti, così molto semplici, cercando di soddisfare certe curiosità nostre, eccetera.

E da dove siete partite? È il centro di Firenze? Una zona più limitrofa esterna? No, no, è proprio il centro di Firenze in piazza Brunelleschi davanti all'università. Da cosa è nata proprio questa, cioè c 'era prima una passione per la moda e poi avete deciso, cioè quando è stato il giorno in cui avete deciso di aprire questo negozio? Perché avendo a che fare con le cose vecchie ti viene voglia di avere a che fare con le cose nuove e quindi abbiamo cominciato prendendo

dei tessuti che trovavamo, curandoli perché non abbiamo... avuto cose che non fossero naturali, cosa che continuo a fare ancora e poi intervenendoci con appunto usando gli spruzzi per fare tutte le varie tinteggiature, disegni eccetera eccetera Dentro il negozio facevamo anche questo e quindi c 'erano questi

artisti, uno era Pedro Rizzaporta e l 'altro era Andrea Marescacchi che disegnavano sulle stoffe e poi noi facevamo vestiti. Quindi possiamo definirlo quasi una moda alternativa nel centro di Firenze e comunque magari aveva anche una certa impostazione per quanto riguarda magari il mercato vero e proprio. della moda di quel periodo. Sì, era un po' un omolo della meditazione, però c 'erano tante sperimentazioni in quel momento e c 'erano tanti che lavoravano. Eravate

comunque soli? No, non eravamo soli. C 'erano tanti eventi, sfilate, ci ritrovevamo nei locali notturni a fare le sfilate, queste cose qua. Quindi permetteva anche alle persone comunque di trovare un luogo che comunque potesse in qualche modo rappresentare la loro identità in quel periodo. Sì, sì, sì. E poi anche un motivo di collaborare, di mettere un po' di cose insieme, erano la musica, l 'arte, il cucire, che si metteva, insomma, si faceva un lavoro d 'equip, ecco.

E c'erano anche dei fotografi che lavoravano. con noi. Per Paolo Pagano, molto bravo. Luca Pancrazzi, ancora oggi artista. Poi Androsoni che ha lavorato moltissimo con noi. E Randy Malkin che è una fotografa che ora vive a Los Angeles. Dollo in questo caso direi. Sì. E abbiamo appunto. Siamo andati avanti così, curando un po'

tutti questi aspetti, cercando di collaborare. E poi avevamo questo spazio che era un cubo proprio vuoto dove facevamo delle mostre. Oppure c 'erano degli artisti che facevano delle cose sul muro. E noi poi ci mettevamo sopra dei vestiti, per cui c 'era la cosa statica del muro e magari il vestito che svolazzava, oppure ci mettevamo dentro delle piante. Insomma, un po' di documentazione ce l 'ho. Non è che si facesse come ora,

con il telefonino, zicca e zacca, zicca e zacca. Insomma, ci voleva un certo laboretto. Sì, infatti sarebbe molto interessante anche capire come facevate, oltre magari... alla cerchia che si era creata, magari delle persone che in qualche modo si rispecchiavano in quel tipo di comunità lì. Come esteriorizzavate anche questa cosa? Come la comunicavate all'esterno? Perché comunque appunto non c'erano i social, quindi non si utilizzava Instagram, non c'erano... Noi usavamo moltissimo le fotocopie perché avevamo una macchina fotocopiatrice e lì

fotocopie con immagini. Poi le portavamo in giro, si distribuivano dentro il negozio. Abbiamo fatto tantissimo lavoro con le fotocopie. Ci piaceva molto. E come altri mezzi di comunicazione, tipo la radio, le utilizzavate? Al contrario abbiamo fatto anche una pubblicità. Sì, sì, all 'inizio. Era vestiti di vestiti. Sì, hai capito? Sì, sì.

di vestiti e poi tipo io una curiosità che volevo fare come è stato aprire questo laboratorio con sua sorella come due imprenditrice donne a questo punto in quegli anni lì ma senti noi l'abbiamo fatto molto tranquillamente nel senso che senza era un desiderio e abbiamo fatto di tutto per lei ma sinceramente contrasti, perché eravamo due donne, no, non mi sembra di ricordarmi

niente, è disgradevole, ecco, sinceramente. E quindi eravate comunque sostenute anche dalla famiglia o dagli amici? Sì, sì, sostenute, sì, era un sogno che tutti avevano piacere che si realizzasse. E poi appunto queste collaborazioni sono state molto molto belle, sì, con l 'arte che io adoro. E poi quindi come avete sviluppato questo laboratorio, perché poi è stato appunto, l 'avete chiuso, e come avete sviluppato poi, come avete portato avanti

quel nucleo, quel cuore, sostanzialmente pulsante che lo portava avanti, come vi siete? qualche modo rimesse in gioco? Sono rimesse in gioco usando sempre le stesse modalità le stesse modalità però era diventato difficile perché il negozio ha bisogno di essere rispettato gli orari le cose eccetera eccetera e la vita magari ti porta in altre cose erano nati dei bambini insomma diventava tutto molto più complesso

E allora abbiamo aperto un laboratorio, però chiuso, quando volevamo e senza orari, secondo le nostre esigenze, insomma, questo era importante. Però comunque anche i cambiamenti portano sempre a qualcosa di nuovo, quindi siete anche approcciati appunto nuovi ambiti come quello. del teatro e quindi comunque esperienze nuove rivisitate in cui però avete

portato quella fiamma che vi ha spinto sin dall'inizio la stessa energia perché cambio obiettivo ma certo ti mette alla prova su un altro piano sai che poi ritorna anche questa importanza tra i vari ambiti l'arte, il teatro, la musica la moda in realtà è un bellissimo breccio. Si collegano tutti comunque, perché poi successe che il piano superiore per un pezzo fu usato come atelier da

Bobo, noi abbiamo sempre amato Bobo. Poi lui si stufò, non lo voleva più e ci fu queste tifiche. indipendente che era Lira che prese lo spazio sopra, quindi avevamo tutta la musica sopra. Nacquero lì FIBA, tutte queste cose, sì tanti musicisti che passavano di lì, era molto bello. Con il Pirelli che era

il riproduttore di questa. casa di scuola grafica e all'inizio c'avevamo un telefono solo perché che avevamo sul pianerotolo delle scale e quindi lo usavamo tutte e due, si saliva e mi scendeva con un solo telefono, manicomio vabbè però tanti stimoli tante comunque cose da cui prende l'espirazione

e poi comunque so che appunto ancora è in attività ancora comunque le mani in pasta ci sono come anche secondo te appunto anche magari un laboratorio come quello che è stato il vostro che appunto negli anni si è evoluto adattandosi a quelle che erano magari le necessità di quel momento come ha affrontato anche quel periodo che poi appunto è arrivato alla pandemia con il covid-19 di ormai sei anni fa però come è cambiato poi anche

il tutto? Come dicevate voi prima anche noi siamo nella stessa cosa di dove postare delle foto tutto questo non c 'era e adesso invece un pochino lo dobbiamo fare perché se no sei fuori da tutto devi un pochino noi lo facciamo In certi momenti, altre volte ce ne dimentichiamo, però è una cosa che va fatta perché è stato difficile questo nuovo laboratorio che avete aperto.

No, difficile no, abbiamo cominciato piano piano appunto, un po' per noia, c 'erano queste giornate ferribili quando c 'era la Candevia, siamo trovati insieme e abbiamo detto basta facciamo qualcosa e abbiamo cominciato e da allora siete ripartite comunque da quel tavolo da ping pong? da un altro ma stessa musica non entrava il tavolo da ping pong è molto interessante

perché comunque appunto cambiano i tempi cambiano le modalità prima abbiamo appunto detto che anche quando comunicavate comunicavate con le fotocopie nel vecchio laboratorio attraverso la radio e ora appunto il fatto che comunque vi siete approcciate anche ai social per necessità virtù quindi comunque è anche molto interessante anche questo appunto rimettersi in gioco secondo me che non è semplice e comunque anche un bel punto di riferimento magari anche per chi si approccia per la prima volta ma non di ragazze e ragazzi che vogliono approcciare anche a questo mondo

in realtà grazie è una cosa molto interessante. Ma infatti vengono a quest'archivio dove io ho conservato un po' di cose vengono i ragazzi a vedere ci hanno fatto anche qualche tesi su questi argomenti cioè c 'è un interesse a capire come funzionava, no? Perché anche Catline adesso siete il nuovo laboratorio siete comunque sempre in zona di Bialfani Ponte Alpino. Ok. Zona Ponte Alpino. Ok. No

ma è una bella esperienza anche quella perché intanto lavoriamo un tre che è una bellissima cosa. Tre numero perfetto. Eh sì. Di solito tre numero perfetto. Sì perché è più bravo in una cosa che è più bravo in un 'altra eccetera eccetera. Quindi lo scambio è bello. Abbiamo usato anche appunto un po' di disegno. o cose, perché anche loro sono appassionate all 'arte e quindi questa c 'è sempre nell 'aria.

Mentre invece ora mi permetto di fare questa domanda, quando invece eravate solo lei e sua sorella, come era appunto, abbiamo detto tre numero perfetto, gestiamo tutto bene, in due come era la... No, abbastanza bene, sì. Sì, sì. Poi sai, per sorelle magari qualche... Però tutte cose più che rimediabili nel senso che poi alla fine andavamo avanti nel nostro progetto sempre d 'accordo.

È molto bella questa cosa, sì. Io perché appunto anche per esperienza di persone ho avuto mia nonna insieme alla sua sorella, loro erano due sari. e avevano anche loro aperto una piccola boutique in centro a Grosseto e uno spazio molto più piccolo rispetto a Firenze, però anche loro si sono messi in gioco in questa cosa, è molto interessante, è molto bello sentirlo comunque anche da queste parole e appunto è interessante questo confronto tra ieri e oggi.

In certe volte abbiamo anche completamente vuotato il negozio. portato tutto, di sopra, tutti i vestiti e abbiamo usato tutto lo spazio per fare delle esposizioni. Una è stata molto bella, quando ci fu, quando fecero questa cosa con Schifano al Piazza Santissima Annunziata che fece la chimera così di getto lui sul palco, nel nostro negozio furono messi tutte delle serigrafie.

sue, tutte uguali, erano 99 mi ricordo, tutte uguali, tutte allo stesso punto che prendevano tutte le pareti del negozio e tu li trovai dentro e tutta questa cosa era bellissima. No sì, effettivamente anche oggi è molto bello vedere come ambiti diversi cercano di intrecciarsi, non è semplice. specialmente anche attraverso social che sembra sempre ogni settore sia per sé

però invece questa relazione tra quella che era magari la vita fiorentina quindi appunto questo evento quando schifano appunto segnò la chimera come in maniera collaterale c 'erano alcuni magari punti di Firenze magari uno era il vostro magari ci potrebbero essere anche altri punti di Firenze in cui veniva fatto qualcos'altro e quindi come in qualche modo si crea questa relazione creativa ma non solo anche perché comunque porta insieme una comunità che comunque si sente rappresentata da una certa identità culturale e penso che questa cosa sia

stata importante a quei tempi forse in maniera anche maggiore rispetto ad oggi ma che forse oggi stiamo un po' ricercando anche. Oggi è tutto un po' più a settori stagni. In un senso che non vedo questa grande, ognuno ha il suo articello un pochino, meno collaborazione, questo è un peccato perché forse anche più competitività. Più competitività però penso anche che siamo in un momento in cui forse anche noi ragazzi in realtà stiamo provando il nostro piccolo a ricercare quella direzione e magari...

Personalmente penso anche sia la società esterna che ci impone invece quest 'altra direzione che reputo molto più fredda, però cerchiamo sempre, cerchiamo un po' quella viuzza, quella piccola luce che ci porta ancora a mettere in relazione le cose, ma è importante perché nascono delle cose inaspettate. Quello che è fare una cosa così su un binario solo, c 'è meno possibilità di vedere un 'altra uscita.

Sì, quello sì. O ne vediamo troppe. Grazie a tutti.