Echoes – La presentazione
Intervista di Chiara Brilli ad Antonio Glessi e Sara Maggi
Capitoli
- 00:00Introduzione al progetto Ecos
- 01:57Cos'è l'ISIA di Firenze
- 03:00Il confronto tra generazioni
- 04:03City Open Museum e PNRR
- 05:05Genesi del progetto anni Ottanta
- 07:24La scelta delle protagoniste
- 08:24Le domande delle ragazze di oggi
- 11:13Il metodo della conversazione
- 13:18Il rispetto tra generazioni
- 15:32Ecos: ecchi dal passato
Trascrizione 30 passaggi
nove passate da dieci minuti e riprendiamo la linea dagli studi di Controradio nella nostra Newsline anche su Controradio TV dunque eh sempre anche sui nostri canali cross mediali per un'anticipazione una presentazione una nuova stagione una nuova serie cross mediale in sei puntate di podcast, parliamo di Ecos, le conversazioni tra ragazze di oggi e ragazze degli anni Ottanta tutto questo andrà in onda a partire da sabato 13 giugno ma com'è nata questa progettualità radiofonica e non solo
ce lo facciamo raccontare da Sara Maggi, direttrice responsabile di Controradio qui con noi, ben trovata Sara Buongiorno a tutti e a tutti. E il professor Antonio Glessi, docente di comunicazione presso l'ISIA di Firenze. Ben trovato, professore. Buongiorno. La domanda innanzitutto è che cos'è l'ISIA. Cerchiamo di contestualizzare questa realtà così importante sul nostro territorio. Allora, l'ISIA è una scuola di design. È una delle più antiche d 'Italia ed è una delle sole che è statale.
ci sono moltissime scuole di design ultimamente sono più di 100 ma negli anni 70 erano 4 e Isia è stata una di quelle quindi è il nucleo storico e questo è il soggetto che è il protagonista il coprotagonista insieme a Controradio Sara di questo confronto partecipazione di studentesse del primo anno del bilanio specialistico di comunicazione e del prodotto digitale di Isia Firenze insieme a chi? Che tipo di confronto è stato pensato? Allora è stato pensato un confronto con le altre ragazze, quelle
che sono state protagoniste degli anni ottanta, ma protagoniste in senso lato. Abbiamo fatto una cosa un po' particolare, non sentirete in questa serie cognomi, sentirete solo nomi, sentirete ragazze a confronto e sentirete una mancanza, sentirete la mancanza di nostalgia, la mancanza di celebrazione. e invece la presenza di un mondo nuovo, quello delle ragazze di oggi che loro spesso ci hanno detto che in qualche maniera ammirano, rimpiangono e quindi avevano bisogno di un confronto diretto.
Cosa passa dalla grande creatività degli anni Ottanta a oggi? L 'abbiamo fatto attraverso sei ragazze, sei donne, solo rigorosamente con il loro nome e andiamo... Antonio, sicuramente ha delle cose da dire su questo, da una cuoca che aveva creato un locale iconico antelitteram, quando queste cose veramente non andavano di moda, a una modella che non era una modella, a una conduttrice radiofonica che faceva la conduttrice radiofonica quando le donne in radio non ci stavano, a una DJ che quando, tuttora, che è una grande
DJ di successo, entra in una sala, le dicono lei va nel spogliatoio delle ballerine? Questo per dire eh poi abbiamo un'artigiana della moda e ancora e ancora sono persone che portano non solo un' esperienza ma portano una conoscenza e questo era quello che interessava di più alle ragazze giovani. E poi vi daremo qualche anticipazione su come sono andati questi dialoghi, queste conversazioni appunto di un progetto Ecos lo ricordiamo che è parte di City Open Museum, progetto PNRR finanziato da Next Generation
Dunque, insomma, una prospettiva europea importante di sostegno e valorizzazione del confronto tra generazioni e anche con una forte attenzione al genere. Sì, il contesto è molto ampio, tanto ampio che appunto prima chiedevo quante ore abbiamo a disposizione per spiegarlo, perché se ha tutta una serie di scatole una dentro l 'altra, il PNRR ha anche una sua derivazione. sull 'educazione. L 'Accademia di Belle Arti di Carrara ha lanciato questo progetto che
è stato finanziato appunto dal PNR che si chiama City Open Museum, ovvero come recuperare la città in modo aperto e tradurre la città in un museo a cielo aperto. Ogni ateneo di quelli coinvolti, che sono una quindicina, ha proposto un proprio progetto. Con Firenze Quindi avevamo pensato inizialmente a Dante, poi adesso ho detto no, forse è un po' troppo, è un po' troppo classico e allora in trattoria io buttai lì così, ma perché non facciamo gli anni Ottante?
E ho avuto una decisione entusiasta da parte dei responsabili del progetto. Perché poi professore nei momenti conviviali vengono in mente le idee migliori. È sempre così, assolutamente così. soprattutto con molta leggerezza. Detto questo, il progetto è partito già un anno e mezzo fa, ha già avuto diverse operazioni che ha portato avanti, tra cui anche una conferenza dei murazzi su quello che era l 'impatto dell 'elettronica
sulle arti musicali e anche visive all 'interno della new wave, quindi il nuovo della new wave. Poi abbiamo avuto un 'altra cosa che ci ha dato una certa soddisfazione, una mostra evento con quattro studentesse che hanno fatto la tesi su una riproposizione in chiave fake di tutto un immaginario anni 80. Abbiamo creato una situazione nella quale abbiamo mescolato reperti autentici con falsi d 'autore e devo
dire che circa l 'ottanta per cento delle persone che è venuto guardando queste giovani ragazzi che si erano spacciate per questo gruppo new wave anni ottanta che nel momento in cui loro non esistevano hanno detto ma io queste non me le ricordo quindi c'è stato questo spiazzamento Tra l 'altro con le varie cose abbiamo avuto anche come ospite il compianto Giancarlo Cautaruccio che ha ottenuto un workshop, penso fosse uno degli ultimi che abbia fatto nella sua vita e abbiamo ancora in serbo degli ultimi carducci, una di
queste era appunto questo del podcast. Che arriva con questa storia, abbiamo tracciato un po' l 'evoluzione, però come sono state scelte le ragazze che poi sono le protagoniste? di questi confronti semplicemente diciamo così su base volontaria l'attività è un'attività didattica ma è comunque extracurricolare e quindi praticamente quando siamo arrivati a dover fare appunto il casting abbiamo semplicemente posto al corso del primo anno di
comunicazione noi abbiamo un biennio specialistico e un triennio ciao classico, il biennio specialistico il primo anno era quello che in qualche momento era più suitable per questa operazione e per cui abbiamo lanciato lì in classe l'idea, era chiaramente un sovraccarico rispetto a quello che è il loro lavoro abituale e quindi è stata proprio veramente una cosa con cui hanno aderito perché lo volevano fare
e allora? Veniamo al vivo proprio, alla materia viva della registrazione, della fisicità anche, del dialogo e della conversazione che come diceva Sara Maggi ha portato a teatro, cucina, radio locali, amicizie, sperimentazioni, insomma il dialogo è stato molto ricco ma con quali aspettative da parte di queste ragazze? Quali sono le domande che in qualche modo ci puoi
anticipare eh sono state prioritarie rispetto alla loro esigenza nei confronti di chi aveva vissuto gli anni ottanta. Allora intanto eh diciamo le loro curiosità e il loro entusiasmo perché giustamente Antonio ha parlato di base volontaria io la chiamerai base entusiastica perché le ragazze e devo dire un ragazzo nel gruppo di lavoro c'è stato anche un ragazzo che tutti abbiamo molto l'abbiamo discriminato ma l'abbiamo apprezzato il fatto che si sia apprestato insomma. Certo. fin dei conti in una cosa che era tipicamente al femminile. Poi va anche detto di come abbiamo
fatto la parte video, ma per quanto riguarda le domande, diciamo che il confronto era molto basato su, potrei dire, un 'intimità, cioè su come si stava al mondo in quel periodo. Mi ha molto colpito il fatto che più di una volta è emerso il tema della sicurezza, cioè molte volte è stato chiesto, ma voi come facevate? con la sicurezza e questo lo si vede in video ma non si sente anche dal tono della voce di chi risponde, c'era un momento di piccolo smarrimento, non ci pensavamo alla sicurezza perché ci sentivamo sicuri dentro, la nostra fame di cultura,
di essere, di fare delle cose era talmente alta che a questa cosa non ci pensavamo. Per raccontare un piccolo aneddoto, se una delle nostre non intervistate, perché non sono delle interviste, sono delle conversazioni e proprio per questo motivo molto più ricche. A un certo punto una delle nostre conversatrici, la ragazza più grande, chiamiamola così, dice ma se quella sera non c'era discoteca, non c'era club, non c'era concerto, non c'era teatro, ma c'era il cinema, c'era il cinema tutte le sere. Ottimo desmarimento tra le ragazze che si sono guardate, perché sono
guardate hanno detto hai visto loro andavano al cinema insieme noi no questa è una cosa che ci ha molto colpito perché loro stessi hanno fatto una riflessione si sono detto ma perché stiamo a casa a guardare la piattaforma? Molto interessante questo non solo nel confronto ma anche nell'introspezione di quelle che possono essere abitudini oggi eh fortemente individualiste per una serie di motivazioni sociologiche che adesso oprirebbero altre trasmissioni, ma che emergono dalle conversazioni. Perché è stata scelta la conversazione? Che in qualche modo ha un certo grado di autonomia, di libertà.
Perché i ragazzi vogliono parlare con chi c 'era. Non è che, anzi devo dire che volutamente non sono state molto istruite dal punto di vista della storiografia del momento. Anzi abbiamo detto quattro cose e poi buttate in piscina. chi se la fa notare bene se no buttiamo il salvagente ma volutamente volevamo che la loro curiosità fosse forte e soprattutto spontanea e soprattutto spontanea e questo
è importante la conversazione ritengo sia uno strumento poco praticato diciamo anche perché di pericolosa gestione con i formati di oggi però veramente un valore aggiunto anche nei video Sara. Anche devo dire che non abbiamo incontrato particolari difficoltà perché c'era una sorta di, la curiosità era accompagnata da un grande rispetto rispetto reciproco e la domanda iniziale ve l'anticipo che tutte queste ragazze più grandi fanno alle ragazze più giovani era emersa parlando e poi ce la siamo
portata dietro per sei puntate perché siete interessate a me? E le ragazze rispondevano Allora, una cosa va detta, la radio particolarmente adatta alla narrazione perché è calda, perché permette, lascia uno spazio all'immaginario e abbiamo cercato di riprodurre questa cosa in video, posso anticipare che non c'è niente di digitale se non la ripresa quindi abbiamo forzato gli studi di Controradio a fare qualcosa non anni 80 stavo per dirlo ma sapevo che mi avresti corretto non anni 80 ma
completamente analogica abbiamo ricreato un certo tipo ambiente che non anticipo e vediamo se piacerà. E infatti ci chiedono insomma l'aspettativa cresce quando lo ricordiamo andranno in onda e sui nostri canali cross mediali sabato tredici giugno la prima puntata alle nove e trenta su Controradio poi in podcast su Controradio.it e Controradio TV eh che aspettativa aveva professore e che considerazione fa a posteriore? Ho aspettative nessuna perché
nello spirito della cosa ci siamo buttati con quella del come viene viene ed è venuta molto bene. Poi sulla questione del rispetto magari mi è venuta in mente che ci ho riflettuto un po' no? Se l'avessimo fatto vent'anni fa non sarebbe stato così. Sono completamente a rapporto con te. Ci sarebbe stato un conflitto. Esattamente. Oggi no, oggi assolutamente no. Esattamente. E questo sarebbe una E questo sarebbe il tema anche interessante per sviluppare, perché adesso dico una cosa che ho riflettuto sopra di me, però si estende naturalmente
anche alle signore che sono venute a farci cortesemente da ospiti e quindi in qualche modo un po' imbarazzate, ma sono due generazioni di salto, quindi con i genitori te la pigli. col nonno no, lo tratti sempre con benevolenza per cui guarda ti aggiungo una cosa che una delle nostre ragazze grandi chiamiamole così, a un certo punto ha detto beh io non mi sarei voluta come figlia a quei tempi
anche questo era molto interessante quindi in qualche modo grande trasparenza grande rispetto grande fiducia una relazione in breve tempo ma che si è innescata e vi ho lasciato anche per qualche secondo conversare perché poi la conversazione genera conversazione, è bellissimo questo e magari potremmo anche dopo in restituzione di fruizione al nostro pubblico riflettere su quello che ha generato come considerazioni e forse questo modello
conesia potrebbe essere anche replicato rispetto ad altre epoche o altre tematiche il format è qui insomma è pronto, ne ho già parlato con persone di Le3 che mi ruberanno l'idea come al solito a Controradio come al solito anche per le generazioni degli anni Ottanta come quella di Antonio e mia che ci siamo visti sfilare una quantità di format dalla RAI a suo tempo ma ai tempi era una sorta di medaglia al valore, hai visto? sono copiato
allora diamo qualche riferimento ancora dicevamo Ecos perché questo titolo un po' ci arriviamo ma insomma valorizziamo tutte le ragazze quelle di ieri e quelle di oggi no, no, no, quelle di oggi quelle di oggi perché per loro è archeologia quindi per noi è memoria per loro è archeologia sono ecchi dal passato un'ultima curiosità invece le ragazze di ieri come dici Sara
che si sono state con l'uolo di disponibilità ma immagino anche siano uscite a loro volta arricchite da questo dialogo sì, ci sono state poi delle conseguenze tipo, allora vi invito a cena, oppure allora vediamoci al club, allora vediamoci quindi questa è stata una cosa bellissima bellissimo, bellissimo concludere così, concludere per anticipare la prima puntata che andrà in onda sabato 13 giugno e poi seguiteci con Ecosol conversazioni tra ragazze di oggi e ragazze degli anni Ottanta
naturalmente ringraziando il professor Glessi e la direttrice responsabile di Controradio Sara Maggi e ricordando appunto che Isia è il soggetto che con Controradio ha realizzato questo percorso fruibile anche sui nostri canali crossmediali, dunque anche su Controradio.it e Controradio.it. Grazie per essere stati con noi. Grazie Chiara, grazie a tutti. Grazie a tutti.
Grazie a tutti.