Femminicidio. La prevenzione oltre il reato

27 giugno 2025 · 15 min

Ultima puntata stagionale di 25 novembre al mese dedicata al nuovo disegno di legge sul reato di femminicidio. L'Avvocata Simona Pragliola del Foro di Firenze analizza criticamente la proposta legislativa, evidenziando l'assenza di misure di prevenzione e gli interventi simbolici senza copertura economica. Si discute dell'appello di oltre 80 docenti universitari contro la strumentalizzazione del diritto penale e della necessità di un approccio culturale strutturale al fenomeno della violenza di genere.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione e presentazione
  2. 01:15Riflessione sul termine femminicidio con Alessia Dulbecco
  3. 03:44Dibattito giuridico sul disegno di legge
  4. 08:22Critiche alla genericità della norma
  5. 11:42Mancanza di prevenzione e reinserimento sociale
  6. 16:02Uomini maltrattanti e percorsi di recupero
  7. 18:03Confronto con altri paesi e deterrenza
  8. 21:42Necessità del coinvolgimento maschile
  9. 23:22Intervento di Marina Capponi sulla nominazione giuridica
Trascrizione 44 passaggi

Grazie a tutti. stai ascoltando contro radio FM DAB streaming social web condividila con chi vuoi questa è Controradio. 25 novembre al mese, torna sulle

frequenze di Controradio e anche su Controradio TV, dunque visibile anche sui nostri canali cross mediali. Ultima puntata di questa stagione, ben trovata anche a Sandra Salvato. Ciao Chiara, buongiorno a tutti e a tutti. Un percorso di approfondimento per cercare di dare spazio e voce a una diversa narrazione della violenza e degli strumenti per contrastarla. Oggi partiamo dall'inizio, possiamo dire. Sandra, prendo ad una riflessione corale, anche controversa, che ha a che fare con il reato di femminicidio. Sì, con il reato di femminicidio è tutto quello che si porta dietro, a cominciare dalla prevenzione che non c

'è, non è considerata. E di questo noi vogliamo parlare con la nostra ospite che è l 'Avvocata Simona Pragliola del Foro di Firenze. Buongiorno, grazie a tutti. E allora, prima di iniziare, come di consueto, anzi ringraziamo Alessia Dulbecco per davvero la collaborazione. collaborazione eh di questi mesi la nostra eh pedagogista e scrittrice che affronta così il tema. Ogni volta che i giornali annunciano un femminicidio purtroppo troppo spesso c'è sempre qualcuno che storce il naso davanti all'uso di questa Davanti al femminicidio di Martina Carbonaro ad esempio, alcune voci pubbliche si sono chieste se

avesse senso usare questa parola che a loro dire equivalrebbe un po' all 'invenzione di un crimine quando in realtà esiste il termine omicidio in grado di spiegare tutto. In realtà non è esattamente così, soprattutto non è una questione di pura linguistica. Dire femminicidio non significa inventarsi una nuova categoria di crimine, significa al contrario riconoscere il motivo di genere per cui certe donne vengono uccise. Facciamo qualche esempio concreto. Quando una donna muore perché viene investita sulle strisce pedonali, si parla ovviamente di omicidio, nella fattispecie di omicidio stradale. Quando muore perché voleva lasciare il partner o perché magari ha subito un 'aggressione anche da

una persona... sconosciuta magari a scopo sessuale in strada, in questo caso parliamo di femminicidio. Esistono uomini che vengono assassinati dalle proprie partner perché sarebbero intenzionati a lasciarle e loro non vogliono? Probabilmente sì, tuttavia il fenomeno è statisticamente rilevante, basti pensare a quanti casi così specifici ci vengono in mente. Il femminicidio pertanto è l'atto finale, spesso preannunciato, di una violenza che è sistemica ed è questo a fare la La violenza che può nascere dentro relazioni affettive, ma a prescindere dal setting in cui si svolge, è sostenuta da un certo modo di intendere socialmente la vita delle donne. Un 'idea tossica

e radicata che le vuole merci di proprietà. Cultura, che chiamiamo cultura dello stupro, che banalizza la violenza, la giustifica e in fin dei conti la minimizza. Cancellare questa parola, far finta che non serva, significa rimuovere tutto questo, significa rendere invisibile la radice culturale. del problema. Significa dire che è solo una tragedia, che è un raptus, che alla fine è una fatalità, che è qualcosa a cui non possiamo in nessun modo fare fronte. In realtà il femminicidio è un fatto politico, è un fatto sociale. E abbiamo bisogno di parole per poterlo definire. Una parola da sola ovviamente

non cambierà le cose, ma è il primo passo per cominciare a raccontarle in modo giusto. E se non riusciamo nemmeno a nominarle queste cose, come possiamo davvero cambiarle? E allora questa è l 'illustrazione, la posizione anche di Alessia Dulbecco, vogliamo subito commentare con lei Avvocata Praiola perché veniamo anche da una mobilitazione di giuristi. rispetto a questo tema, è un momento anche di riflessione proprio tra esperti su quanto bene fa l 'introduzione di una parola del genere, di un reato del genere, se veramente avrà

delle conseguenze. Oltre 80 docenti universitari di diritto penale impegnati nella violenza di genere hanno firmato un appello contro questo disegno di legge sul reato di femminicidio, si parla di strumentalizzazione delle valenze simboli. del diritto penale in chiave non rassicurativa, collettiva e anche di grande assente, come diceva Sandra sul versante della prevenzione ci dice che opinione ha su questo allora io ritengo che questo appello sia E mi meraviglio di come non abbia avuto seguito, nel senso che nel momento in cui noi abbiamo una proposta di legge ed è la numero 1433

del governo, che stabilisce e ridisegna il reato di femminicidio come titolo di reato autonomo, quindi stigmatizza questo titolo di omicidio e ritiene che... in quanto donna si possa essere uccise come atto di discriminazione o di odio verso la parte offesa, questa è l 'edizione della norma, o per reprimere l 'esercizio dei diritti o

delle libertà o comunque l 'espressione della personalità e quindi si prevede in maniera netta l 'ergastolo. Ora, l 'ergastolo è già previsto per l 'omicidio, quindi noi abbiamo già una legge che si è occupata di questa tipologia di delitti che sono praticamente all 'interno di relazioni sentimentali o anche relazioni familiari comunque tossiche. riallaccio anche a quanto la professoressa Dulbecco ha appena detto. Il problema è che questa norma, così come è prevista, è assolutamente

indeterminata e generica, perché come andiamo noi a specificare? Cos 'è l 'odio in quanto donna? Cosa vuol dire? Si stigmatizza ulteriormente l 'essere femminile? Ti odio in quanto donna o ti odio perché… Voglio reprimere l 'esercizio dei tuoi diritti, cioè si ritorna comunque all 'idea del possesso della donna come oggetto da trattare a tuo piacimento, a cui puoi togliere la vita. Quindi, come sempre, nella legislazione manca una... attività di prevenzione è del tutto

assente ed è assente anche nel momento in cui si va a punire la persona che ha commesso questo reato perché non c'è nel percorso carcerario un intervento efficace per poter risocializzare, quindi credo che sia assolutamente giusto che ci sia un intervento. delle istituzioni, non del legislatore. Sì, ha toccato un punto centrale, dal mio modestissimo

punto di vista, nel senso che ai lavori, però mi sono andata a leggere un po' il testo della legge, secondo me ci sono tanti nodi non chiari che prestano il fianco anche a queste criticità che lei ha appena Però da un punto di vista tecnico mi pare anche già che parlare di donna presti il fianco a tutta una serie di obiezioni abbastanza scontate. Cos'è donna? Oggi qui non si fa nemmeno… riferimento a un'identità di genere

complessa, articolata quale oggi ci troviamo davanti un transgender per esempio agli occhi del legislatore dove si inserisce intanto così, giusto per menzionare una delle tante tante questioni che possono essere sollevate dal testo, poi è una riforma a costo zero, significa che non ci sono soldi allocati per fare prevenzione e poi anche quello che ha detto il Ministro Nordio, ha parlato di… un segnale culturale, in che senso si affida al sistema penale, alla giustizia una questione

di tipo morale che invece dovrebbe secondo me tornare in capo alla politica? Ecco, queste sono tutte cose che secondo me mancano. In tutto questo, Avvocata, si sta facendo anche un passo indietro rispetto a quanto declamato, diciamo. Allora sì, perché proprio a fronte di questo appello delle... giuriste che è stato depositato già a maggio alla Commissione Giustizia. La stessa Commissione Giustizia sta ricorrendo a dei correttivi, nel senso che questa norma viene modificata

e sarà presentata con la dicitù. Allora, uccisione di una donna, non più in quanto donna, ma a fronte di un rifiuto, reazione a fronte di un rifiuto. Allora, la pezza è peggio del buco, perché? Perché cosa vuol dire? Si sposta l 'asse di responsabilità nuovamente non sulla donna in quanto donna, ma sulla femmina, figura femminile oggetto, in quanto ti rifiuti. Io rifiuto di ritenerti superiore.

Ma se il femminicidio non dipende da un rifiuto? Il caso Impagnatello insegna, la Tramontano non è stata uccisa per un rifiuto. Non sarebbe contemplato nell 'interpretazione? Questo significa che si tenta di tipizzare il reato e si tenta comunque di dare un 'interpretazione. di passare dalla parte del giudice che deve interpretare ogni relazione come apice di un rifiuto che si è prolungato nel tempo e quindi dà al giudice un potere

che non ha quello di interpretare analogicamente. La legge prevede la tassatività dei casi, non l'interpretazione. Si faccia capire, è come dire la donna in qualche modo è l'innesco del reato? Sì, la donna… è la causa e l 'effetto di una condotta criminale. Io mi riferisco in Pagnatello per dire uno degli ultimi, che è stato dalla... dal Tribunale stabilito che non avesse premeditato ma avesse preordinato,

quindi si è spostata ancora una volta la responsabilità perché si è ritenuto che lui, questa è una mia opinione personale, volesse. è liberarsi del bambino e non invece uccidere la sua donna, sono tutti degli interventi che culturalmente ci riportano all'idea del patriarcato, si dice che il patriarcato non esiste, ma esiste. E lo vediamo in queste manifestazioni. E allora in che senso Nordio parla di un segnale culturale relativamente alla fattispecie?

Perché loro agiscono in base alla emotività. della società dei media che rispondono con delle accuse precise rispetto a quella che è l'intervento politico usano di non intervenire in maniera forte, questo è stato definito reato bandiera, nel senso che si dà un 'immagine di concretezza quando poi è una scatola vuota, perché non c'è prevenzione.

non c 'è un intervento che è socialmente apprezzabile dal punto di vista di chi arriva a commettere questo reato. Ecco perché le giuriste firmatari di questo appello parlano di strumentalizzazione delle valenze. simboliche del diritto penale come rassicurazione collettiva, no? Come panacea che risponde alla pancia ma non va a incidere sul cambiamento culturale e ribadiscono non ci vogliamo contrapporre. a iniziative di contrasto alla violenza contro le donne, ma a sollecitare, ed è quello che stiamo cercando di fare qui oggi, un 25 novembre al mese, una riflessione che

tenga conto della complessità del fenomeno. A dimostrazione di questa complessità... da Sandra ci arriva un messaggio Whatsapp, nella mia famiglia abbiamo vissuto la violenza di una sorella verso nostra mamma per anni, abbiamo cercato aiuto nelle istituzioni senza trovare la minima assistenza, anche queste sono dinamiche che non trovano una rete legge. No, assolutamente, perché si continua a inserire nell 'ordinamento delle fattispecie di reato che sono un duplicato di quelle già preesistenti e non si fa nessuna attività di prevenzione.

Non si dice che non ci sono fondi. Io credo che le istituzioni abbiano da tempo dimenticato di mettersi al tavolo dei referenti sociali. delle associazioni e strutturare insieme un intervento potente. Lei avvocato è troppo buona, dimenticato mi sembra dare a questo governo una chance un giustificativo, io credo invece che ci sia una deriva, lo dico aperti sverbi, punitivista che ha permeato anche per esempio tutto il decreto sicurezza, introducendo tutta

una serie di fatti specie nuove di reato. domando, ma non potevano essere previste al limite delle aggravanti per il 577 del Codice Penale? Ma ci sono le aggravanti, anche in questo progetto di legge, sono previste per quanto riguarda il braccialetto elettronico che è stato un Il grande fallimento è che non è nato come misura cautelare ma come potenziamento dell 'esecuzione di una misura cautelare, non solo per i reati legati alla famiglia. Ci sono, c'è l'aggravamento per quanto riguarda gli atti persecutori. Il problema è che di fronte ad un governo che ci sta portando

indietro di un centinaio di anni, soprattutto per quanto riguarda i diritti delle donne, di fronte ad un ministro che ci dice… Nel caso in cui una donna dovesse essere inseguita, che vada a rifugiarsi in chiesa o in farmacia, ora questo le sembra un intervento statale robusto, a me sembra un volerla incasellare. Nuovamente la figura femminile dicendo non è chi commette dei reati sul di te, non è chi ti usa violenza o chi ti picchia o chi ti vuole ammazzare che è colpevole, sei te che devi…

autodifenderti, questo non è uno stato di diritto, è uno stato di polizia. Allora, abbiamo cinque minuti nell'ambito di questa riflessione che stiamo facendo, ma lei da un punto di vista di strumento, no? si è sentita aiutata, si è sentita osteggiata in una anche risposta da dare, lei si occupa spesso insomma di donne vittime di violenza, anche minori, insomma quindi uno scenario legislativo di questo tipo non va a incidere da un simbolo che risponde a un bisogno, ma è un bisogno

che non si risolve e che non innesca un cambiamento che poi porti davvero a una tutela delle vittime. Innesca perché noi abbiamo come avvocati una tutela che a un certo punto smette di funzionare. Io accompagno le donne nel percorso di risocializzazione, ci sono centri antiviolenza, ci sono le case di... Parlo naturalmente di donne che restano in vita, per fortuna. Il problema è che dopo questo percorso la donna è comunque lasciata sola, soprattutto i figli minori che devono seguire magari una donna.

che viene allontanata da casa e portata in una casa famiglia lontanissimo dal territorio. Di conseguenza quando queste donne terminano questo percorso, perché prima o poi questo percorso finisce, può durare un anno, due, tre, non può essere. per sempre, le donne non trovano un substrato strutturale, non hanno la possibilità di reinserirsi e quindi chiedono a persone singole. l'avvocato, può essere il vicino di casa, può essere l'amica, di aiutarle a reinserirsi in una società che comunque le abbandona e questo è un vulnus gravissimo

anche per quanto riguarda gli uomini, gli uomini in malattia. tra tanti questo percorso subisce un 'interruzione che non porta a quella funzione sociale che prevederebbero associazioni che vanno a intercettare i segnali di allarme, di una violenza. che poi si è manifestato o potrebbe manifestarsi anche per quanto riguarda gli uomini maltrattanti sono uomini che effettivamente vogliono, a volte su base volontaria vogliono

seguire questo percorso, ma noi non abbiamo un'istituzione, uno Stato che ci dice sì esiste, cioè il problema uomini maltrattanti dallo Stato viene assolutamente messo da parte. Non esiste, quindi non esistendo, sono tutte anche locali, a Firenze esistono delle associazioni, però lavorano con i volontari, lavorano strutturandosi come cellula territoriale. non hanno una cassa di risonanza nazionale e questo

anche è molto grave, però sappiamo chi abbiamo al governo, sappiamo che abbiamo comunque dei ministri. Sappiamo che abbiamo un governo che le iniziative a livello di prevenzione, a livello di strutturare una società in cui si possa effettivamente sentire tutelati laddove il diritto viene ad essere compromesso. non c 'è. Perché secondo me il governo usa questo tipo di arma legislativa in funzione di deterrenza, mi vengono in mente i casi dell 'America Latina per cui il

femminicidio È un reato punito autonomamente, però non ha mai funzionato perché se si guarda le casistiche, le prigioni sono piene e comunque secondo me c 'è una sofferenza anche da un punto di vista processuale, cioè siamo in grado… di supportare e sopportare questa macchina giudiziaria che va complessandosi perché ci vogliono magistrati preparati, magistrati in grado di prendersi la responsabilità di interpretare una donna innescata in questo momento. sistema che cosa si trova davanti in conclusione avvocata praiola ma allora io penso che sia

necessario un intervento su più strati io ho visto che faccio l 'esempio esempio di questi giorni, comunque i femminicidi continuano ad esserci, è l 'ultima ieri e inoltre questo intervento, se i giuristi, se quelli che sono gli operatori di diritto, hanno avvertito la necessità di intervenire, allora vorrei che le istituzioni si sedessero al tavolino e proponessero una…

Un tavolo di confronto, cosa che invece non avviene. Sembra che lo Stato sia arroccato e tutto quello che ci viene dobbiamo prenderlo perché è stato deciso dall 'alto. L 'intervento di questi giuristi sia fondamentale proprio da questo punto di vista, cioè abbiamo aperto una breccia, perché finora si è agito un po' trattati come delle monadi, qualcuno ha detto che la legge non anda bene, qualcuno ha detto che il femminicidio non è un deterrente, in Sud America non è un deterrente, non è un deterrente neanche la pena di morte negli Stati Uniti,

eppure c'è, quindi noi dobbiamo comunque pensare a delle prevenzioni. culturali di educazione dei ragazzi, delle famiglie della scuola, di tutte quelle che sono le cellule della società e da questo ripartiremo con un 25 novembre al mese il prossimo autunno che non si parla ma soprattutto non si portano fatti, politiche, azioni concrete da questo punto di vista, dall 'inizio dell 'approccio nei confronti del fenomeno, che non è un 'emergenza.

ma sappiamo quanto è strutturale in questa società che culturalmente non affronta in maniera adeguata anche con strumenti politici, governativi, istituzionali, legislativi adeguati al fenomeno. Noi dobbiamo ringraziare l'Avvocata Simona Praiola per essere stata con noi. Se mi permette vorrei concludere dicendo che mi piacerebbe sentire la voce di uomini, non di uomini maltrattanti, ma di uomini... che affiancano le donne in questa battaglia, perché alla fine le donne si ritrovano da sole. Gli uomini sono fondamentali. Anche dei suoi colleghi penalisti?

Anche di colleghi penalisti, ma anche di chi non è operatore. di diritto di una società che è malata da questo punto di vista e non si riesce a capire perché nel momento in cui si debba scendere, faccio l 'esempio più pratico, si scende in piazza, per quale motivo? Gli uomini non hanno questa iniziativa. C 'è stata un 'iniziativa, e chiudo, praticamente il controappello a questo appello delle giuriste da parte di un giornalista che ha detto voi siete praticamente in un corto. circuito perché state due

stigmatizzando la figura femminile allora io non vorrei, vorrei che questo non accadesse più. In questo senso non possiamo non ricordare cambia uomo cambia e tutte le attività svolte dall'associazione che lo promuove Eros Crucolini e il professor Bagni continueremo anche con loro a affrontare questo percorso vogliamo ricordare anche il nostro spazio podcast contro Radio punto it un venticinque novembre al mese potete riascoltare tutte le nostre trasmissioni. Sì adesso noi ascoltiamo

anche Marina Capponi la collega e della avvocata Paraiola così concludiamo in bellezza L 'introduzione del delitto di femminicidio come fattispecie autonoma è un 'operazione normativa ed insieme culturale dirompente, non a caso ha suscitato un dibattito assai acceso che ha travalicato l 'ambito degli addetti ai lavori e ha contrapposto giuristi e giuriste anche al di là dei tradizionali. Come ha scritto la magistrata Paola Di Nicola Travaglini, che da anni si occupa con acume delle parole del diritto, l'esercizio del potere di nominazione nell'ambito giuridico esprime gli schemi con cui viene consacrato l'ordine

stabilito e fissa le categorie di pensiero che lo riproducono. E pertanto se il femminicidio è un crimine di votere, come tutti i delitti di violenza maschile contro le donne, la previsione di una fattispecie penale autonoma consentirà di nominare senza fregare il femminicidio intendimenti un fenomeno imiradicato e a tutti gli operatori del diritto di riconoscerlo e approfondire le sue ragioni strutturali senza nasconderlo dietro termini neutri. Quindi creare una nuova fattispecie di riato nominata quale il femminicidio è una tecnica juridica possibile e probabilmente utile pur con molti distingue

e innumerevoli questioni che il percorso del disegno di legge dovrà affrontare tra le tante poiché l'elemento costitutivo è il genere della vittima non potremo non chiederci se in tale ad esempio rientrino le persone in transizione. Ma la sostanza del messaggio trasmesso da questo intervento è legato soprattutto alla previsione dell'ergastolo come peneditale. È l'evidenziazione della massima severità, anche se la possibilità del fine pena mai è già prevista ed applicata, come oggi è accaduto nei casi Turetta e Impagnatiello. Stiamo forse tornando allo splendore dei supplizi di cui parla Michel Foucault nel suo

saggio Sorvigliare e Punire, ad una liturgia punitiva, un cerimoniale della giustizia che si basa sulla sofferenza, una giustizia arcaica che perseguita il corpo ma che non rieduca la mente. Vero è che per avere un effetto deterrente anche la qualificazione di una condotta come delitto in una dimensione di massimo di... svalore sociale è importante, un nuovo riconoscimento del rilievo penalistico delle condotte discriminatorie che furono depenalizzate e degradate ad illecito amministrativo nel 2016. Ma come non rilevare la contraddizione di un intervento che si presenta come esempio

L'area è nello stesso tempo a costo zero, vista la clausola dell'invarianza finanziaria. Non vi è alcun investimento per la prevenzione del fenomeno che si intende contrastare nemmeno la copertura economica per la formazione dei magistrati. Nerentola, visto che non si trovano risorse per la promozione della cultura del rispetto nelle relazioni, tanto meno a livello scolastico. Ed infine resta il grande tema di politica del diritto che vede l'intervento dello Stato verso chi delinque, limitarsi alla aspetto punitivo, finalizzato solo ad escludere il re o il caino dal contesto sociale. Ed accanto

alla prevenzione, l'altro convitato di Pietra è la giustizia riparattiva, nella sua prospettiva costituzionale, che implica un'acquisizione di consapevolezza. parte del condannato dell'enormità di quanto commesso attraverso un percorso riabilitativo ed anche il recupero dell'uomo che agisce la violenza di genere resta un obiettivo ancora assai lontano. Grazie a tutti.