L'Angolo Rosso “Futuro, equità, giustizia”

19 febbraio 2025 · 15 min

Analisi del rapporto Oxfam sulle diseguaglianze globali e italiane nel mondo del lavoro, con focus su salari, precarietà e divari retributivi. Anna Maria Romano (CGIL Toscana) e Mikhail Maslennikov (Oxfam Italia) discutono di politiche fiscali, contrasto alla precarietà e i quattro referendum CGIL su lavoro, sicurezza e cittadinanza come strumenti per combattere le disuguaglianze.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:42Il rapporto Oxfam: diseguaglianze globali e divari salariali
  3. 02:02Disuguaglianze retributive in Italia e precarietà
  4. 04:22CGIL: dignità del lavoro e proposta referendaria
  5. 08:02Il paradosso: ricchezza record e diseguaglianze crescenti
  6. 11:12Interventi fiscali per mitigare le diseguaglianze
  7. 13:12I referendum CGIL: contrasto a precarietà e cittadinanza
Trascrizione 27 passaggi

Grazie a tutti. L'angolo rosso, quindicinale su lavoro, credito e risparmio a cura di Fisac CGL. Le nove trentasette, una puntata decisamente importante. importante e interessante dell'angolo rosso per quello che riguarda la giornata di

quest'oggi subito i nostri ospiti e le nostre ospiti Anna Maria Romano della segreteria della CGL della Toscana buongiorno lei bentrovata Grazie per essere con noi, saluto e ringrazio anche Mikhail Maslennikov che è analista di Policy di Oxfam Italia. Buongiorno anche a lei, bentrovato. Buongiorno, bentrovati. Stiamo parlando ancora di... diseguaglianze, una cosa che facciamo spesso nelle nostre trasmissioni Malesi, Rofre, quale osservazioni nel rapporto Oxfam, che è un rapporto molto

autorevole, a livello globale E in Italia rispetto a politiche e redditi da lavoro e quali relazioni con le diseguaglianze esistenti? Ci racconta di questo? Sì, assolutamente. Il rapporto è chiaramente molto denso, fa una fotografia attualizzata su quelli che sono i vincitori e i vinti del sistema economico globale, un sistema profondamente inico che premia purtroppo da molti decenni. i più facoltosi mentre sprema il resto della società.

Io direi che con riferimento al tema delle disuguaglianze sul mercato del lavoro, quindi sia in termini occupazionali ma ancora di più... termini retributivi, noi diciamo facciamo una, ci concentriamo nel rapporto sui divari macro fra il mondo avanzato, quindi l'economia avanzata, il nord globale e il sud globale. Quello che emerge in realtà è un mondo di profondi squilibri. Il Sud globale contribuisce per il 90 % alla forza lavoro planetaria, ma riceve soltanto il 21 % del reddito da lavoro aggregato.

persistono fortissime disuguaglianze salariali fra sud e nord del mondo. I salari del sud sono in media inferiori fra l '87 % e il 95 % rispetto a quelli dei lavoratori del nord. attenzione, a parità di qualifiche, a parità di competenze, a parità di capitale umano. C 'è da dire che questo deriva, e questo dipende molto, dalla capacità dei datori... di lavoro del nord del mondo, di imporre salari più bassi ai lavoratori del sud.

E non solo, a volte arriviamo a livello di proprio sfruttamento e di lavoro non retributivo. nel 2021, l 'ultimo dato disponibile, si stima che non sono state retribuite 826 miliardi di ore di lavoro nel sud del mondo, per circa 16 .900 miliardi. di euro non corrisposti ai lavoratori del sul globale. Nel contesto italiano invece è importante sottolineare come il livello di disuguaglianza retributiva fra la popolazione in età lavorativa particolarmente elevato, superiore a

paesi come la Francia e la Germania, nostri PIR, e attenzione, la disuguaglianza delle attribuzioni annuali è in forte crescita negli ultimi tre decenni. Tra i fattori che hanno causato la... crescita delle disuguaglianze retributive nel nostro paese e delle disparità salariali, c'è soprattutto l'aumento della dispersione dell'intensità del lavoro. E di che cosa è figlia? E concludo, è figlia di politiche del lavoro che hanno allentato i vincoli per assunzioni con contratti

e hanno reso più semplici le esternalizzazioni. Non lo dice solo Oxfam, lo dicono anche studi empirici. Banca d 'Italia, politiche che promettendo l 'accesso al mercato del lavoro, concentrandosi sull 'aumentare i livelli occupazionali, non hanno contribuito a... verso forme contrattuali più stabili, producendo purtroppo trappole della priorità e segmentando il nostro mercato del lavoro, con la conseguenza di acuire le disuguaglianze salariali.

Ma lei è stato estremamente chiaro, una delle caratteristiche delle disuguaglianze nel nostro paese attiene proprio la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori italiani. Per quale motivo, qual è l 'opinione della CGR? merito intanto buongiorno a tutte e a tutti ma invece è stato molto chiaro e raccontandoci quello che è il rapporto oxfam e che ci dice proprio che quello che manca questo momento in tutto il mondo in italia altrettanto è proprio la dignità del lavoro

dignità che significa sicurezza e salario la contrattazione dei salari è diventato una corsa ad ostacoli, sembra quasi che chiedere salari dignitosi sia offensivo in un sistema economico che vede invece premiati i profondi. E soprattutto i profitti di breve termine, quindi anche e soprattutto i profitti speculativi. Per noi è fondamentale rimettere al centro il lavoro, la sua dignità, il valore sociale e il valore come bene.

collettivo del lavoro, come base di una società che combatte le diseguaglianze, una società che sia solidale. Quello che noi chiediamo… la necessità di un intervento strutturale, del rinnovo dei contratti, della definizione di un salario minimo dignitoso e di contrasto alla precarietà e questi sono semplicemente i temi. che stanno dentro i referendum che abbiamo, i quattro referendum che la Cigella ha presentato

al quale poi si aggiunge il quinto importantissimo sulla cittadinanza che ci dicono proprio che quello che noi vogliamo vogliamo fare è combattere questo livello di precarietà, combattere questo livello di diseguaglianze attraverso diritti che siano il più estesi possibile. E quello che chiediamo alle persone è di andare a votare, perché oggi votare, e in un referendum il voto è fondamentale, perché un voto vale per uno, per quello che è.

c 'è proprio la diretta possibilità di ogni cittadino e cittadino di dire quello che pensa ma in questo momento proprio questo atto, il voto a affermare ciò che si pensa diventa un atto rivoluzionario. Per noi è proprio una forma di rivolta contro questo livello di diseguaglianze e di iniquità. Non è un caso che si cerca in questa fase. storica ed economica di togliere la parola al sindacato che vuole invece combattere e

contrastare le diseguaglianze. Nessuno ci deve e ci può togliere il diritto di parlare e di lottare per il bene. per il bene comune questo è quello che si dimentica in questo modello di economia in cui dei quattro fattori della produzione quello che viene premiato quelli che vengono premiati prevalentemente il capitale e il management con retribuzioni che sono stratosferiche, che vanno dalle 2 alle 300 volte la retribuzione di chi lavora e produce e contribuisce a produrre quella retribuzione.

di questi fattori della produzione invece noi vogliamo rimettere al centro il lavoro e l 'ambiente in cui viviamo questo è il bene comune che ci siamo Il lavoro è la base di una società, il lavoro dignitoso e ben retribuito e non precario è la base di una società senza diseguaglianze. Immaginiamo una rivolta attraverso il nostro voto ai cinque referendum. Il cercare di mettere sotto silenzio il sindacato naturalmente è assolutamente

coerente con quello che stiamo purtroppo raccontando. ...così come è estremamente interessante vedere la proposta referendaria della CGL che spinge in qualche modo il cittadino a partecipare e la politica a fare la politica, a fare il proprio mestiere naturalmente... importante cercare di capire come mitigare questa situazione però prima veramente un flash su una cosa che sembra un paradosso ma che fosse un paradosso solo

Cioè noi non abbiamo mai prodotto tanta ricchezza nella storia dell 'umanità e ci stiamo confrontando con delle diseguaglianze che con quello che avvenne negli anni 60 -70... il welfare state, le socialdemocrazie il capitalismo bentemperato e altre cose del genere speravamo di poter affrontare in un altro modo, stiamo facendo passi indietro in un momento che non è un momento di povertà strutturale, diciamo così. Questo è un paradosso. Sì, il problema è che probabilmente stiamo vivendo anche una fase, anzi togliamo anche

il probabilmente, stiamo vivendo anche una fase politica tale. per cui la precarizzazione economica e la marginalizzazione culturale di ampie fasce dell'ovulazione globale e anche nel nostro paese fungono da potentissimo incubatore di rabbia, disperazione, e che favoriscono l 'avvento di politiche che in qualche modo precludono la strada a un sussulto per l 'uguaglianza, politiche di tipo identitario di destra che fanno leva sulla guerra. marginati, rievocano concetti come

nazione, popolo, cercano di identificare nemici interni ed esterni, a volte fanno leva sul razzismo. Politiche attenzione che rischiano, proposte politiche rischiano in realtà di durare molto e speriamo che questo non accada perché fanno d'accollante fra interessi contrastanti. Pensate alla situazione delle elezioni trompiane, è stato votato tanto dai miliardari quanto da anche fasce di elezioni Questo è estremamente esplicativo, in realtà volevo chiederle in ultima battuta, secondo Oxfam, quali possono essere, anche

per circoscrivere il nostro ragionamento, ad esempio... principali interventi a livello fiscale per mitigare le disuguaglianze a livello globale e nazionale Maslennikov Guardi, io le direi che in realtà se vogliamo affrontare a 360 gradi il problema delle disuguaglianze economiche e ostacolarne la crescita, abbiamo bisogno di due tipologie di macrointerventi. Il primo tipo di interventi sono le cosiddette misure predistributive che intervengono a monte sui mercati del lavoro del capitano.

la dove si genera un'enica distribuzione di potere e di esiti economici. Sono interventi che supportano le dotazioni finanziarie di capitale umano per chi proviene da un background svantaggiato, traducendo misure di contrasto all'investimento. di istruzione, misure di contrasto alla dispersione scolastica, possibilità di accesso alla formazione e istruzione superiore per chi ha un background economico molto basso e servono anche poi revisioni delle regole del gioco. cioè rafforzamento della tutela della concorrenza per ostacolare il rifiorire di grandi monopoli

politiche di regolamentazione finanziaria che riconducono la finanza al servizio dell'economia reale politiche industriali che mancano il nostro paese e che sostengono anche una competitività che è basata sulla buona occupazione e sull'innovazione e non sui bassi salari e poi ovviamente politiche del lavoro che rafforzino competenze e il potere contrattuale di lavoratori e lavoratrici. evitando il ricorso a forme di occupazione non standard. Queste politiche predistributive devono essere anche accompagnate da misure redistributive efficace, quindi maggiore progressività dei sistemi fiscali e istituti di welfare e la vocazione universalistica.

grado di supportare i cittadini in difficoltà, fino a quando la condizione di bisogno e di difficoltà persiste. Un ultimo flash, un'ultima battuta se è d'accordo, anche Anna Maria Romano la facciamo per ricordare dei referendum per sottolineare quello che lei ci diceva prima, sei d'accordo? Volentieri, grazie i quattro referendum sulla cittadinanza parlano proprio del contrasto di ciò di cui abbiamo parlato oggi o solo una battuta noi ci dicono che il

lavoro aumenta in realtà quello che aumenta il lavoro precario povero e diminuiscono le ore lavorate questo proprio in super sintesi i nostri referendum parlano del contrasto alla precarietà con la lotta al job act di cui noi cosa che facciamo da tanto tempo, e parlano di sicurezza sul lavoro. Siamo a un anno da via Mariti, uno dei quattro referendum è proprio quello che parla di sicurezza sul lavoro.

di responsabilità per evitare che la catena dei subappalti che serve proprio a pagare sempre meno le persone che lavorano, a precarizzarle e anche a sfruttarle, questa catena si interrompa. In più c 'è il referendum sulla cittadinanza che deve rendere giustizia alle migliaia di persone che sono italiane di fatto ma che in realtà non hanno la possibilità di avere la cittadinanza. è fondamentale per noi, questi referendum sono fondamentali per parlare di un modello

sociale diverso, che guardi alle persone e non guardi semplicemente allo sfruttamento e al profitto. Grazie davvero per questo approfondimento partito dal rapporto Oxfam, grazie ad Anna Maria Romano della segreteria della CGL della Toscana e grazie a Michael Maslenni. analista di policy di Oxfam Italia per questa puntata dell'Angolo Rosso buona giornata a voi ciao a tutti e a tutti grazie

su lavoro, credito e risparmio a cura di Fisac CGL