Un 25 novembre al mese con le vostre voci su Controradio

29 novembre 2024 · 30 min

Puntata speciale della trasmissione mensile dedicata al contrasto della violenza di genere. Testimonianze dirette, contributi istituzionali e riflessioni sulla violenza psicologica, economica e sistemica. Spazio alle voci di chi ascolta, di sopravvissute, istituzioni e mondo accademico per costruire insieme un percorso di consapevolezza e cambiamento culturale.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione e presentazione
  2. 01:04La contro call: voci di ascoltatrici e ascoltatori
  3. 06:00Testimonianza di Lisa: una sopravvissuta
  4. 12:00La violenza sistemica e la Convenzione di Istanbul
  5. 14:00Contributi istituzionali: Sindaca Funaro e Assessora Albanese
  6. 18:00Il ruolo degli uomini nel contrasto alla violenza
  7. 22:00Educazione e università: Prof.ssa Monaco
  8. 24:00Dalla Namibia: empowerment femminile
  9. 28:00Conclusioni e prossimi appuntamenti
Trascrizione 51 passaggi

ascoltando Controradio. Non perdere niente di ciò che accade. Controradio è crossmediale. Siamo associazione progetto arcobaleno di Firenze. Uniamo le nostre voci per dire no alla violenza sulle donne. Unimos nuestras voces para decir no alla violenza contra la mujer. Uniamo le nostre voze per dire non alla violenza contro le donne. Arco Baleno, vi ascolteremo tutte e

tutti, questo ci hanno scritto in una mail inviata in occasione di un 25 novembre al mese, ben trovata anche a Sandra Salvato. Buongiorno a tutti, ciao Chiara. È stata una delle dei messaggi, uno dei messaggi tanti che ci sono arrivati a questa contro call che abbiamo lanciato in vista di questa trasmissione. Esatto volevamo che a un anno esatto del del venticinque novembre duemilaventitré foste voi a fare la trasmissione con le vostre testimonianze, i vostri umori, i vostri consigli, insomma per noi è importante. Una radio

aperta lo diciamo sempre e soprattutto una radio che fa sentire forte la propria voce anche le vostre voci, tutto questo inserito in un contesto che è quello appunto della trasmissione un venticinque novembre al mese eh che va avanti anche in questa stagione per fare ulteriori passi di riflessione insieme a voi e darci strumenti di natura. razione diversa contro la violenza per spiegare tutto questo e cosa sarà questa puntata sentiamo il contributo della nostra compagna di viaggio Alessia Dulbecco. Un venticinque novembre al mese è nato un anno

fa per un senso al dolore e alla rabbia che tante persone avvertivano in seguito al femminicidio di Giulia Cecchettin. Mese dopo mese abbiamo provato attraverso un lavoro di squadra notevole a fare informazione e divulgazione, a condividere ragionamenti complessi. Non è un caso quindi che per realizzare la puntata di oggi abbiamo chiesto il supporto diretto di chi ci ascolta. Con questa puntata insomma cerchiamo di svelare le carte. Crediamo fortemente che per contrastare la violenza di genere non bastino le leggi. o le manifestazioni estemporanee. Serve il supporto di ogni singola persona ed è un supporto in realtà difficile da dimostrare

perché implica come prima cosa riconoscere che non è vero che è sufficiente non aver mai alzato le mani su una donna. non averle mai urlato che è una buona nulla, per non sentirsi chiamati in causa. Tutte e tutti nasciamo in una società fortemente impari, squilibrata e discriminante. Ognuno di noi quindi è potenzialmente di agire, direttamente o indirettamente, Per mantenerla intatta. La violenza è di genere perché colpisce maggiormente quello che per secoli ha subito una discriminazione sistematica, ma non riguarda un genere solo, riguarda tutti e tutte. Ed è con il contributo di tutti e tutte che possiamo fare.

forse cambiare le cose. Non riguarda un genere solo Chiara, riguarda tutti e tutti e su questo tutti vorrei proprio lanciare il contributo di alcune voci che sono state preziosissime per costruire questo. appuntamento di stamattina, sentiamo, sono proprio le voci di chi da fuori vive e percepisce questo fenomeno. Vi sentite a disagio? Bene, dovreste. Il disagio ci ricorda che il privilegio è indipendente. discussione e che in questo momento rivoluzionario dobbiamo sfidare, trasgredire e contrastare

il patriarcato ovunque. Mona El -Tahawi. Sorella, io ti credo. Ognuna di noi. La piccola età a quella anziana ha subito o ha visto subire una forma di violenza, sia essa psicologica, economica, fisica, sessuale. Queste violenze portano ferite profonde e possono portare anche alla morte. Quindi dobbiamo reagire tutte e tutti ogni giorno, in ogni contesto nel quale viviamo, con le parole, con la cultura, con le denunce, soprattutto facendo qualcosa per rompere questo muro di silenzio.

portare anche alla morte, alla morte per mano violenta che ogni giorno si perpetua da parte di uomini generati da donne. Tutti i giorni, 25 novembre, è un 'emergenza nazionale e non ne possiamo più. Buongiorno Controradio, voglio raccontare due piccoli episodi di scuola, sono Andrea, che mi sembrano episodi che mi sembrano significativi, entro un giorno in una classe, una seconda, E vedo in fondo all 'aula un cartello bello grande, sopra i banchi di quattro ragazze, scusate l 'espressione, sul cartello c 'è scritto

le fighe sono qui con una freccia aperto il basso. e io mi preparo a un rimprovero un po' imbarazzato perché fare le prediche non è che mi faccia impazzire le ragazze alzano la mano e mi dicono provo a far letto siamo noi, si è scritto noi siamo noi le ragazze e io rimango un po' senza parole me la capo dicendo si era fatta una lezione sulle figure retoriche è un assineddo che la parte per il tutto un anno dopo più o meno Grande scandalo a scuola perché una ragazza manda un video intimo, diciamo,

dove lei è seduttiva, seminuda, al suo ragazzo, finito il rapporto il video rimbalza per tutta la scuola e anche fuori in tutta la scuola. provincia. E nella discussione in classe diversi mi dicono, anche ragazze, che ma è colpa sua, lei doveva sapere che se manda un video del genere poi finirà per imbalzare in giro. E io dico, ma secondo me c 'è un protagonismo femminile, c 'è una sicurezza, una forza femminile che mette non poco in crisi gli uomini.

Bisogna misurarsi con questo protagonismo, con questa sicurezza anche, mette in difficoltà e forse genera un bel po' di problemi. partecipato con i loro contributi a un venticinque novembre al mese anche anche con testi scritti ci sono arrivate eh mail alla redazione Giorgia per esempio ci ha scritto come amica di un uomo che sta subendo stalking da Circa vent'anni da parte di una donna, ha provato ad essere aiutato in tanti modi anche dai carabinieri, nonostante lui abbia testimonianze di ogni tipo di molestia psicologica e fisica

che dura dal 2004 ad oggi. In pratica questa donna rimane lì. libera di esercitare la propria violenza psicologica e fisica. Non se ne parla mai, ci dice Giorgia, dei casi in cui sono invece le donne a importunare gli uomini in modo da sfociare in vere e proprie violenze psicologiche se non anche fisiche. Questo è un aspetto. che non vogliamo escludere ma tenere all'interno della riflessione e poi Elena che ringraziamo ci ha inviato un estratto di un micro racconto per un 25 novembre al mese ispirato alla protagonista del romanzo che sta provando a scrivere lo

abbiamo letto ci ha molto colpito e lo condivideremo nelle prossime trasmissioni di un 25. Volentieri adesso adesso è un momento importante direi non meno di o più di quello che abbiamo appena ascoltato, però gli abbiamo dato un pochino più di spazio. Ascolteremo la voce di Lisa, che è una donna da molti anni a Firenze, ci ha donato la sua voce. Parlo di dono perché quello che si... Si riceve da una parte offesa, lesa in tutti i sensi, parte davvero da una spinta interna, spontanea, da un atto di liberalità,

come si dice, e quindi assume il valore davvero del dono. di fiducia che va ripagato dando spazio e spessore alle sue parole che sono per tutti, lo ricordiamo, torniamo a ridirlo, uomini e donne che devono far riflettere, avvertire allo stesso tempo che possono lenire, proteggere da se stessi. dagli altri, perciò diciamo veramente grazie a questa donna donna forte, una sopravvissuta come si è definita lei stessa e che non è ancora uscita dalla spirale di dolore che sta ancora combattendo questa volta

dentro le aule di giustizia perché c'è una violenza fisica, una violenza, un'aggressione verbale ma c 'è tutto questo anche dopo, dopo che si è verificato e si è denunciato quello che si è patito. Allora capirete che la violenza può... può essere anche del sistema nonostante tutte le leggi nazionali, internazionali e c 'è anche un messaggio direi tra le righe all 'atere che è l 'invito a non assopirsi, a non... Diciamo a non abituarsi a tutto quello di cui non possiamo fare a meno, non possiamo fare a meno dell 'aria, del sole, della luna, invece

possiamo fare a meno della violenza. è un fatto a cui si assiste perché non si può fare altrimenti, quindi è importante capire anche questo. Allora sentiamo Lisa e poi commentiamo insieme. Considero a questo punto una sopravvissuta e sono fiera di questo e di avere la possibilità di parlare e di condividere la mia storia con la speranza che possa aiutare altre donne. bambini sono anni che lotto per la tutela anche di mia

figlia quello che viene difficile magari per la gente a capire perché sento spesso che una donna devo andare via, lasciare. È molto più complicata capire la situazione, portare anche attenzione a questo perché ci vuole sostegno per uscire di queste situazioni e in più quando si affronta anche la denuncia pur avendo intorno gente impegnata anche aiutarti come ho avuto io la fortuna di avere anche la polizia e anche avvocati e gente comunque

che fanno parte di questo sistema è difficile arrivare anche in tribunale e provare anche quando ci sono riferiti testimonianze ti trovi davanti nuovamente un Sistema che purtroppo, nonostante ci fosse legge che dovrebbero tutelare anche sul livello nazionale e anche internazionale, come la Convenzione di Istanbul per le vittime di violenza, provi a avere la tua parola contro quello di magari una persona purtroppo con problemi

non riconosciute e che utilizza anche il sistema post separazione in un modo di controllarti e anche di trascinarti un 'altra violenza, perciò ti devi difendersi, avere risorse, sostegno per fare questo e in più portare avanti. la verità su violenze che comunque non sono apparente, come spiego spesso la violenza non succede in piazza, la violenza domestica succede dietro le porte chiuse spesso.

che apparire una persona per bene ma comunque noi vediamo spesso un altro lato nel caso di lasciare un partner e diventa anche più rischioso in quel momento e dopo perché diventano sempre più aggressivi, possono anche arrivare alla violenza e anche far capire un 'altra cosa, che la violenza non è soltanto fisica, a parte che è una cosa anche importante la violenza psicologica, immobiliare. economica che sono utilizzate per controllare le donne ma se non viene riconosciuto è una

lotta veramente dolorosa per una donna comunque è importante che affrontiamo non soltanto alla ritorica che purtroppo arriviamo spesso a sentire ma azione che possono cambiare il sistema per migliorare per tutti soprattutto nel mio caso posso dire che questa non è la prima volta che emergono questi dettagli con il mio ex partner. C 'è stato anche una situazione precedente che parla in sé ma anche lì non viene considerato in tanti casi

non è facile. Ecco giusto a chiosa di questa intervista fiume di cui vi proponiamo stamani soltanto una piccola parte perché poi tornerò. Il caso di Lisa davvero è articolato e emblematico su tanti punti di vista che possono essere utili per riflettere in questa trasmissione. Proprio così, uno di questi punti vorrei proprio sottolinearlo è la retorica tra le altre che in tanti vedono tra l'altro come un successo Il sostituto dell 'aggressione fisica perché la retorica è un linguaggio negativo che fa male, si svuota di significato anche il fenomeno in se stesso ed

è strettamente connessa con l 'uso persuasivo. della lingua, del linguaggio e poi la convenzione di Istanbul, cerchiamo sempre riferimenti normativi, abbiamo questo punto di riferimento, è una convenzione adottata nel 2014 dall 'Italia, tra i primi paesi l 'Italia in Europa ad adottare la convenzione è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto proprio a creare un quadro normativo a tutela delle donne violentate. con l'avvocata eh Marina

Capponi che poi sentiremo in conclusione di trasmissione con un regalo, un contributo speciale per questa puntata ma eh una trasmissione quella di oggi fatta anche con il contributo e il coinvolgimento degli uomini ci ha mandato un messaggio nell'ambito appunto della colla che abbiamo promosso anche Eros Crucolini rappresentante del comitato civico impariamo a dire noi uomini contro la violenza sulle donne ascoltiamolo In altri paesi è stata avviata un 'esperienza di istituzionalizzazione di un numero verde

rivolto agli uomini. Non tutti gli uomini sono violenti, ma quelli che sanno di avere aggressività. Si possono rivolgere ai servizi territoriali per capirne le motivazioni, prima che l 'aggressività sfoci in violenza. Pensiamoci bene, questo servizio di numero vero... rivolto agli uomini aggressivi potrebbe avere sicuramente un carattere di forte prevenzione. Possiamo organizzare insieme fra il genere maschile e femminile un incontro?

e parlare di questo tema? È possibile una presenza anche delle associazioni femministe? È importantissimo. Possiamo trovare un percorso comune per mandare messaggi e problemi. muove reazioni che abbiano un carattere preventivo proviamoci e questo era Eros Truccolini che ringraziamo per questo contributo arrivato all'hashtag un venticinque novembre al mese continuano ad arrivare e eh non finiremo qui la colma poi ve ne parleremo. Ci mancherebbe

dobbiamo proseguire questo viaggio lo dobbiamo fare insieme è un viaggio a cui hanno partecipato eh va da sé anche le istituzioni quindi ci sono arrivati continuano Tributi della nostra sindaca Sara Funaro e dell 'assessora alle pari opportunità e Benedetta Albanese. Sono convinta che bisogna lavorare tutti i giorni di tutto l 'anno per fare in modo che ci sia un 'attenzione su questo. Per combattere la violenza bisogna prima di tutto partire dal lavoro che deve essere fatto sui pregiudizi, sugli stereotipi, sul linguaggio, perché il linguaggio è fondamentale sui messaggi che mandiamo, sia come

rappresentanti delle istituzioni sia come cittadini e sia in tutte quelle che sono le dialettiche e le interlocuzioni io oggi sono la prima sindaca sindaca donna di questa città Mendo conto quotidianamente quanto è complesso e quanto lavoro ancora c 'è da fare in un mondo che è quello della politica che si sta facendo ora ad avere anche delle leadership femminili. Il lavoro è forte. La fatica che si dura è ancora molto più alta e lo abbiamo visto anche durante la campagna elettorale con dialettiche che tendono a non riconoscere quello che è

il ruolo che può essere un ruolo di leadership o verticistico al febbraio. L 'abbiamo visto nei commenti, nelle battute, nelle interlocuzioni. Allora noi siamo i primi a dover dare l 'esempio, siamo i primi a dover tenere alta l 'attenzione. Basta pensare anche alle polemiche che sono nate quando mi sono... insediata e ho cambiato il cartello da sindaco a sindaca da parte di alcuni esponenti dell'opposizione. C'è stata una polemica che non ha colto il valore e l'importanza del linguaggio e di quanto possa essere un vero motore di cambiamento. Io personalmente con tutta la mia squadra continuerò

a lottare ogni giorno perché si possa arrivare finalmente e realmente a una parità di genere che è il presupposto fondamentale. per poi arrivare al riconoscimento e a combattere la violenza. La violenza è subdola, meschina, vigliacca, io invece voglio parlare chiaro e per questo voglio dire che ci sono parole che gli uomini spendono quotidianamente o comportamenti che mettono in atto magari anche in maniera inconsapevole pensando di fare cosa gradita alle donne e che invece risultano solo molto inopportuni. A me è capitato di ricevere lusinghe o

complimenti esperimenti che non erano in alcun modo giustificati dal rapporto o dalla confidenza con quella persona che hanno avuto come unico risultato quello di mettermi estremamente a disagio. Ecco perché io, una qualsiasi di noi, dovrebbe tollerare questo diritto. forse per buona educazione e mi è capitato ancora nella professione di avvocata o nel ruolo istituzionale di assessora di sentire commenti sulla bellezza anziché sulla competenza sull'impegno ma cosa c'entra la bellezza Si pensa davvero di fare un complimento ad una donna che sta lavorando, ascrivendo il suo impegno, gli anni di studio, di formazione, ad un aspetto più frivolo

che attiene alla vanità e che viene in qualche modo. in modo appiccicato addosso alle donne, avendo come unico effetto quello di denigrarle, di sminuirne le competenze. Tutto questo secondo me ha a che fare con il contrasto alla violenza. sulle donne, perché la lotta allo stereotipo e una parità effettiva rappresentano la base sulla quale costruire una società degna di diritti uguali ed effettivi per tutte e tutti. Se abbiamo dovuto coniare una parola, il femminicidio, per restituire la complessità e l 'orrore

di ciò che sta dietro a un uomo che dice di amare una donna e poi la uccide, ecco, abbiamo forse bisogno anche di una riflessione, di una autocritica. più quotidiana da parte di tutti, di tutti anche gli uomini, su quello che possono fare nella vita di tutti i giorni, sulla differenza che ciascuno di noi può fare per costruire una società che sia più degna, più paritaria. più democratica per le donne di domani sì, ma anche per le donne di oggi che sono madri, figli e sorelle compagni e mogli amiche degli uomini ed è una cosa che

possiamo fare soltanto insieme tutti e tutte. Questa è la riflessione che voglio fare questo 25 novembre perché davvero credo che al di là del compito fondamentale che hanno le istituzioni anche ciascuno di noi nella vita di tutti i giorni può fare la differenza e innescare quel cambiamento culturale, quel riscatto, quella rivalza di cui abbiamo bisogno come società civile per essere all'altezza delle aspettative di tutte noi e questa era l'assessore alle pari opportunità Benedetta

di Firenze preceduta dalla sindaca Funaro, due dei contributi istituzionali che ci sono arrivati nell'arco della colla che abbiamo lanciato per questa puntata di un venticinque novembre al mese che spieghiamo si tiene ogni ultimo venerdì del mese. Un venticinque 5 novembre che noi abbiamo sdoganato da un punto di vista del calendario per riproporre uno spazio di narrazione condivisa con il nostro pubblico. È arrivato anche un testo della rettrice dell'Università di Firenze Petrucci, una delle poche retrici donne. In ambito accademico che ci scrive, una delle forme di violenza meno riconosciute all 'interno di una relazione di coppia è quella che colpisce la sfera economica e psicologica.

Attraverso atti di controllo, intimidazione e umiliazione si mina la sicurezza e l 'autonomia della persona. più vulnerabile spesso la donna appunto impedire o limitare l'accesso alle risorse economiche non rappresenta solo un abuso ma costituisce una grave lesione alla dignità e al diritto di costruire un'esistenza libera e indipendente e come spesso diciamo sempre Come diciamo spesso, Sandra, togliere la possibilità di un 'autodeterminazione economica è uno dei principali strumenti per togliere poi un 'autonomia di tipo anche psicologico, affettivo.

La libertà, la dignità e tutto, ma penso proprio al limite. delle carriere, aglio sbarramento, che porta con sé necessariamente anche una condizione economica diversa e minore. Ci ha aiutato a riflettere sulla questione anche Maria Paola Monaco che è delegata della Regione. all'inclusione e alla diversità nonché professoressa associata di diritto del lavoro. Sentiamo. La violenza è subdola, meschina, vigliacca, io invece voglio parlare chiaro e per questo voglio dire che ci sono parole che gli uomini spendono quotidianamente o comportamenti che

mettono in atto magari anche in maniera inconsapevole pensando di fare cosa gradita alle donne e che invece risultano solo molto inopportuni. A me è capitato di ricevere lusinghe o complimenti espliciti che non erano in alcun modo giustificabili. Eh sempre l'assessore albanese vediamo di recuperare la professoressa Mona con il corso della trasmissione nel frattempo ci sono arrivati anche altri messaggi durante proprio eh I nostri contributi durante questo spazio con l 'hashtag sempre un 25 novembre al mese perché ci dà modo di riconoscerli anche se arrivassero durante altri spazi

di conduttori possono inoltrarli direttamente. eh a me a Sandra. Buongiorno vorrei porre l'attenzione su un aspetto che non viene trattato spesso. Si parla di denunciare l'uomo violento ma eh si semplifica troppo a volte le donne. Non denunciano perché non vogliono nuocere ad una persona che seppur maltrattante loro amano. Se ci fossero strutture che potessero accogliere ed aiutare queste persone, ma altrettanti forse sarebbe più facile denunciare e uscire fuori da situazioni che potrebbero sfociare in tragedia. In realtà, Sandra. No, no, voglio dire a questa preziosa ascoltazione perché vale per ricordare anche quello di cui abbiamo parlato fino ad oggi

che c'è un centro, ce ne sono diversi a dir la verità uno su tutti il CAM che è il centro ascolto uomini maltrattanti esiste da molto tempo un po' se non sbaglio dal 2009 -2010, quindi si sta lavorando su un doppio binario perché questo lavoro, lo ripetiamo, non va fatto da sole, va fatto proprio con l 'aiuto e il supporto degli uomini. Con processo di consapevolezza graduale. Allora, dicevamo, l 'audio della professoressa Monaco dell 'Università di Firenze.

Sentiamo se possiamo mandarlo in onda. Monaco, che lo ricordiamo, è anche delegata alla... all'inclusione e alla diversità e che spesso abbiamo sentito rispetto alle tante iniziative che l'Ateneo Fiorentino sta mettendo in campo in questa direzione. Ricordando le parole di Malala Yousafzai, non possiamo tutti avere successo se metà di noi è trattenuta voglio riflettere sul fatto che la violenza contro le donne non è solo un problema femminile ma una questione che riguarda l 'intera società e come docente universitaria io credo fermamente che l 'educazione sia lo strumento più potente per abbattere le barriere

e per promuovere un futuro in cui le persone, indipendentemente dal genere, possano realizzare il proprio potenziale. E questo era il contributo della professoressa, ma dicevamo, l'abbiamo annunciato, c'era un contributo speciale della professoressa, La nostra Marina Capponi, la nostra giurista che è andata in Namibia con il nostro Jimmy Tranquillo. ci pare offrendoci Sandra uno spaccato di quella terra all'insegna

della parità di genere. Vogliamo sentirla? Certamente. Un saluto dalla Namibia con i viaggiatori di Controradio e Gimmi Tranquillo in questa giornata così importante. anche se è da lontano. Anche per questo paese bellissimo dell 'Africa australe il resto sarà un giorno molto importante per l 'empowerment femminile perché si vota per il Parlamento e il nuovo Presidente e la candidata del partito di governo l 'organizzazione del popolo dell 'Africa Sud -Ovest, lo SWAPO, il partito socialdemocratico di ispirazione marxista che ha portato a suo tempo nel 1990 il paese fuori dal colonialismo e verso la

sua indipendenza, la signora. che è chiamata per semplicità NNN, sarebbe la prima donna presidente di questa Repubblica parlamentare. Lei è stata ministra con molte deleghe, tra le quali il benessere di donne. bambini, la cooperazione, i fari esteri. Quindi ha già una grande esperienza, molto importante per i rapporti che questo paese ha con gli Stati Uniti, la Cina e l'India. È stata un'attivista fin dai tempi della scuola nella lotta di liberazione. Sostenuta anche da Nelson Mandela. Quindi siamo in un paese che nella tornata elettorale di questo

2024, che ha visto in Africa addirittura 18 stati al voto, anche con esiti sanguinosi, basta pensare al Mozambico, va tenuto d 'occhio. in senso positivo, perché per esempio nel giugno del 2024 l 'Alta Corte ha revocato la legge che puniva le relazioni omosessuali con grande soddisfazione di tutta la comunità LGBT. Quindi facciamo i nostri auguri alla signora Netuno Speriamo che sia la prima presidente della Namibia perché l 'Empower mette le donne una delle chiavi di volta per il benessere di tutte e tutti e per l 'eradicazione della violenza di genere.

Capponi, la nostra viaggiatrice e anche consulente rispetto soprattutto all'ambito giuridico per quanto riguarda un 25 novembre al mese, lei fa parte però non solo delle ascoltatrici eh fedeli ma anche delle soci e questo ci dà modo di ricordarvi che i viaggi del Contro Radio Club sono una delle opportunità promosse appunto dal club. Club è finalizzato però a sostenere la radio attraverso il vostro contributo. e allora controradioclub .it è il sito di riferimento perché siamo in campagna di tesseramento 2025

se non l 'avete capito l 'appello è rivolto a voi che siete ascoltatori e ascoltatori di Controradio, se per voi Controradio davvero rappresenta una compagna nella vostra quotidianità abbiamo bisogno del vostro sostegno anche economico, il tesseramento è rimasto invariato dal punto di vista delle cifre, 50 euro. la testa del Contro Radio Club, quella base, ma ci sono tante opportunità come la Family a sessanta per tutto il nucleo, ricordo sempre Contro Radio Club punto it e eh Sandra siamo in Black Friday anche a Contro Radio

oggi è l'ultimo giorno per eh sfruttare l'opportunità che ha messo in campo eh la nostra diciamo ufficio promozione per il tesseramento ovvero eh se venite e fate la tessera fisicamente potete acquistare Panettone di Controradio, due al prezzo di uno. E non è male, ci sto già con la testa dentro da qualche giorno. E lo potete fare anche se avete il rinnovo bancario dell'SDD Core o appunto se siete soci. No, venire qui però a fare la tessera, non la fate online perché questa opportunità del 2 al prezzo di 1 non vi è data in altro modo.

Il Black Friday noi lo gestiamo fisicamente, non virtualmente. Sì, si parla di sostegno. Voglio ricordare che questa trasmissione è fatta con il sostegno di tutte le voci e con i vostri contributi, così come le avete sentiti. Abbiamo spesso un ospite in studio, ma insomma l 'invito è a continuare a mandare... a inviare, a testimoniare in qualunque forma desideriata e naturalmente anche con un nome di fantasia so che non è facile molto spesso poter rivelare quello che è accaduto, che abbiamo vissuto in prima persona.

Perciò continuate a farlo e poi un piccolo sguardo sul prossimo orizzonte, parleremo di, tra le tante cose, di educazione affettiva, parleremo ovviamente nelle scuole, Parleremo di violenza del sistema, qui ne abbiamo sentito soltanto un seme narrativo, ma sarà molto importante riuscire a tornarci sopra e parleremo anche di corpi di genere, intendendo... aprire una finestra su quell 'arte declinata in tutti i modi che racconta le donne anche attraverso la censura.

per un 25 novembre al mese che non si fermerà state con noi e potete riascoltare anche le puntate dal nostro sito proprio sulla pagina dedicata alla trasmissione Stai ascoltando Controradio Non perdere niente di ciò che accade Controradio è crossmediale Il glu ti aspetta a Firenze