Un 25 Novembre al mese I minori nella violenza di genere

31 gennaio 2025 · 24 min

Approfondimento sulla violenza assistita nei confronti dei minori e sull'uso improprio della sindrome di alienazione parentale (PAS) nei tribunali italiani. La dott.ssa Elvira Reale, psicologa e consulente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, analizza come il sistema giudiziario separi le vicende di violenza sulle madri da quelle sui figli, con gravi conseguenze sui minori. Si discutono le raccomandazioni delle Nazioni Unite per vietare la PAS e i trattamenti forzosi di allontanamento dei bambini dalle madri.

Capitoli

  1. 00:00Introduzione
  2. 00:47Presentazione tema violenza assistita
  3. 02:02Contributo pedagogista Alessia Dulbecco
  4. 02:48Benvenuto dott.ssa Elvira Reale
  5. 04:22Separazione tra violenza sulla madre e sul minore
  6. 08:22La PAS e il sistema giudiziario
  7. 14:02Lavoro Commissione parlamentare d'inchiesta
  8. 18:02Ascolto del minore e riforma Cartabia
  9. 20:02Contributo avvocata Marina Capponi
  10. 23:48Conclusioni e prossimo appuntamento
Trascrizione 41 passaggi

Stai ascoltando Controradio Non perdere niente di ciò che accade Controradio è crossmediale alle otto e trentanove minuti prendiamo la linea nuovamente dagli studi di Controradio siamo anche in diretta sui nostri canali cross mediali dunque su Controradio TV saluto subito la mia compagna di viaggio in questo percorso che portiamo avanti ogni ultimo venerdì del mese parliamo di un venticinque novembre al mese uno spazio di diversa narrazione

sulla violenza di genere ben trovata Sandra Salvato. Buongiorno a tutti buongiorno Chiara. Il titolo del tema di oggi che affronteremo con i nostri ospiti, violenza assistita e pass, i minori nella violenza di genere e come di consueto facciamoci introdurre in questa riflessione dal contributo di Alessia. Dulbecco, pedagogista e scrittrice. Quando si parla di violenza di genere, gran parte dell'attenzione, soprattutto mediatica, ricade sull'episodio, sulla vittima o sull'aggressore. Delle conseguenze sui minori si

tende a parlare molto di meno. Motivi possono essere tanti. Uno forse è legato alla narrazione che facciamo dei legami familiari. Siamo cioè abituati a pensare che non ci sia posto più sicuro delle nostre case, anche se molte donne sanno benissimo che non è così. È già difficile quindi osservare questo dato, ancora più difficile pensare che quelle case non siano sicure nemmeno per i figli e le figlie, la cui salute e la cui integrità è tenuta almeno apparentemente in grande considerazione. da parte del nostro sistema giuridico

sappiamo oggi che la violenza prima ancora che dagli agiti si assimila vivendo all'interno di contesti che più o meno implicitamente la diffondono e la amplificano così oggi sappiamo che i bambini e i ragazzi che vivono questo tipo di situazione tenderanno ad assumere il punto di vista del maltrattante, che spesso è il loro padre, mentre le bambine e le ragazze quello della vittima, che spesso è la loro madre. La violenza assistita è strettamente legata a quella vissuta in prima persona dalle donne, dato che sono moltissime in realtà coloro che non solo non vengono credute in fase processuale, ma vengono anche

obbligate a far mantenere ai loro figli e alle loro figlie. anche quando magari questi sarebbero abbastanza grandi da poter decidere in autonomia, i rapporti con quella figura che ha agito maltrattamento. Dopo un anno quindi passato a parlare di violenza, ci sembrava importante oggi concentrarci sui bambini e le bambine. parlando quindi di violenza assistita. A questo proposito diamo subito il benvenuto alla nostra ospite di quest 'oggi, la dottoressa Elvira Reale, psicologa, componente di Protocollo Napoli e consulente della Commissione.

parlamentare d'inchiesta sul femminicidio. Buongiorno dottoressa. Buongiorno a tutti e tutte voi. Allora dicevamo la violenza assistita definita dal coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso dell'infanzia. sia il fare esperienza da parte del bambino o della bambina di qualsiasi forma di maltrattamento compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale, economica su figure di riferimento o su altre figure. affettivamente significative adulti e minori come diceva la nostra

Alessia Dulbecco la narrazione sposta sempre o comunque spesso l'attenzione su maltrattata e maltrattante senza considerare i figli, dottoressa Reale, questo quanto davvero è steso come fenomeno e quanto è un problema di narrazione o di contesto giuridico di riferimento? Io direi che non è tanto lo stesso. spostare l 'attenzione dalla coppia, dalla donna al minore. Il problema è separare i due eventi, il problema veramente drammatico è che si separa la madre e quindi la violenza

subita dalla madre e dalle condizioni di salute del minore, questi due mondi non vengono messi insieme, questo determina che la donna, madre di figlie, noi sappiamo che nell 'ottanta dei casi le donne per esempio che vengono a riflettarsi negli ospedali sono nell 'ottanta per cento madri e secondo lo è messa nella fascia di età con figli piccoli tra 35 e 45 anni Quindi queste donne che hanno i figli, i cui figli sono ovviamente colpiti dalla violenza sia in modo diretto sia in modo indiretto

il maltrattamento assistito, ma una quota del maltrattamento assistito. assistito, si aggancia anche al maltrattamento diretto, questi bambini vengono visti in modo separato dalle vicende di violenza della loro madre. Che cosa succede? Che si parla il benessere del bambino che deve essere messo fuori dai conflitti, fuori da quella casa dove avvengono le violenze senza discriminare il ruolo della vittima e del carnificio, cioè della donna vittima di violenza.

e dell 'uomo che maltratta. E questo fa entrare quindi soprattutto nei tribunali dell 'affido il tema della bigenitorialità, un tema neutro per quanto... Noi possiamo parlare di violenza che non è un tema neutro, quindi che individua sia un reato, sia una persona che è maltrattata, sia una persona che è maltrattata, ma all 'interno dei nostri tribunali. a zero questa disparità di condizione e si parla di genitori che hanno uguali responsabilità uguali

colpi di fronte a un minore separato dalla vicenda della violenza quindi Non solo non viene riconosciuto il maltrattamento assistito a senso solo se messo in relazione al maltrattamento della madre. Questo dovrebbe essere chiaro. La convenzione di Istanbul all 'articolo 31 ci dice che deve essere visto... il benessere della coppia madre figlio in caso di violenza e questo non viene fatto quindi questo è il tema principale dottoressa reale lei è parte attiva di campagne di sensibilizzazione contro

l'uso della paz sindrome d'alienazione parentale spesso abbiamo parlato anche con madri vittime di tutto questo anche sul nostro territorio come si inserisce cos'è la PAS chi l'ha anche teorizzata per primo e come si inserisce in questa Un 'ulteriore separazione delle esperienze di violenza della madre e del figlio, della figlia. Si inserisce alla grande, diciamo, è lo strumento oggi riconosciuto dalle Nazioni Unite con... cui viene negata la violenza sulle madri che invece di

essere considerate vittime tutelate sono considerate madri alienanti e condizionanti figli praticamente. La vicenda è questa, la violenza negata non esiste, esiste invece una madre che inculca nella mente del figlio, teniamo presente che il reato di plagio non esiste più e non è... Possibile dimostrare anche un condizionamento, comunque questa madre, non più vittima di violenza, disconosciuta come vittima di violenza, è responsabile del comportamento del figlio, che in virtù del maltrato.

trattamento assistito o del maltrattamento assistito e diretto rifiuta il padre e a questo punto quel bambino deve essere salvato da questa madre perché perché c 'è un 'altra disparità che comparire nelle aule dei tribunali nel contesto sociale che è la valutazione diciamo inferiorizzata del ruolo di madre rispetto a quella del padre qui possiamo togliere per salvare questo bambino da questa madre cattiva che aliene condizione possiamo separare ex abbrutto in maniera traumatica

con le forze dell 'ordine quel bambino dalla madre e questo trauma non è nulla e acqua fresca perché poi l 'elemento centrale dello sviluppo del bambino e questo io non l 'ho mai letto in un libro di psicologia è la relazione con il padre, nell 'idea che il padre nella nostra società sia l 'elemento di di socializzazione, come se le donne fossero chiuse in delle torri eburne, non aderenti al sociale, che non hanno nessun rapporto con il sociale, quindi il figlio nel rapporto

dal sociale e invece solo attingendo alla relazione col padre si sviluppa nella socialità e in quello che è la socialità è assolutamente necessaria allo sviluppo di un individuo. Però si tiene conto che questo lo si dà il padre, non la madre. Ha dato il contesto davvero di riferimento nel quale stiamo entrando passo passo, entreremo anche nella riforma del... processo civile nella teoria scientifica tra poco con Sandra Salvato

ma dottoressa tutto ciò a cascata provoca e voi lo verificate anche quotidianamente nei casi di denuncia una disaffezione delle donne verso giustizia che non le tutela, una riluttanza a denunciare perché se vengono inserite poi in questo meccanismo che addirittura le rende vittime due volte del sistema anche. Allora ehm due gli effetti veramente drammatici. Uno è che le donne vengono allontanate dalla giustizia, quindi tutto quello che si fa il 25 novembre contro i femminicidi, contro la violenza sulle donne è completamente inefficace, inutile perché le donne...

Essendo all '80 % madri quelli che subiscono violenza, quando vanno nei tribunali si vedono togliere i figli e ormai tra di loro c 'è il tantam che passa, non denunciati. vi tolgono i figli quelle donne non arrivano ai presidi di tutela istituzionale e quindi per questo vediamo sia che le violenze non diminuiscono ma aumentano come abbiamo visto oggi dire nell'inaugurazione dell 'anno giudiziario, ma anche i femminicidi sono stabili, quindi tutte le nostre campagne sono inefficace e inutili. Ma c 'è un altro problema, che è il più grave. Quando

si parla della pass di Gardner abbiamo... E ormai è acclarata da tutti che è una teoria scientifica, ok? Però nonostante sia questa è praticata allegramente e largamente nei nostri tribunali, dai nostri psicologi, dagli avvocati. dai servizi sociali, si parla non più di passo tecnicamente, si parla solo di ostatività della madre, di personalità disfunzionale che non ha nessuna assolutamente credibilità. e fondamento e per cui quella madre diventa una madre pericolosa ma

il tema grave che noi affronteremo adesso lanciando una seconda campagna una lettera aperta a tutte le scuole di specializzazione che il bambino viene trattato al di fuori di quello che è l 'ordine sanitario e la legislazione sanitaria. Viene trattato con un trattamento sanitario obbligatorio strisciante, non definito, Si tratta di un trattamento forzoso, il bambino, abbiamo detto prima, in virtù di un giudizio di madre ostativa, alienante, in altre parole...

dominante o condizionante, malevola, come volete voi, non ha importanza, non ha importanza la denominazione adesso di questo costrutto, passo o qualsiasi altra cosa, è importante l'esito. sui bambini. Il trattamento è sempre lo stesso, quello di Gardner negli anni 90 e oggi è quello che viene praticato. Si separe il bambino dalla madre e non potrà vedere la madre per un periodo di tempo. Ma immaginate... Un bambino a cui vengono tolti tutti i punti di riferimento da un giorno all 'altro, la sua stanza, le sue cose, perché viene preso come se fosse preso da una gru

e collocato in una struttura che non conosce con estrazione. e con la forza pubblica perché lui non ci vuole, lui resiste, resiste anche la madre, ma resiste il bambino. Abbiamo visto i video dei bambini che urlano o corrono per non farsi prendere dalle forze dell'uomo. Ci sono ruoli impropri che non sono quelli legali delle forze dell 'ordine e dei servizi sociali. C 'è veramente uno scombussolamento dell 'ordine costituito istituzionale legale. viene poi messo in questo luogo, affidato a tecnici che devono a

quel punto ricondizionarlo. Allora un trattamento che ha come base l 'isolamento del bambino, la separazione dai punti di riferimento. La costruzione in un luogo e l 'essere messo a contatto con figure che gli dicono che tutta la sua esperienza precedente non è vera, che quel padre poi non è tanto cattivo e deve imparare. a vedere degli aspetti buoni. Questo è una mostruosità dal punto di vista terapeutico, non ci può essere uno psicologo che si chiami tale, che si deve, diciamo, attrezzare con questo.

strumenti infatti dottoressa guardi mi inserisco su questa scia lei ha usato parole importanti come mostruoso non posso non possiamo che condividere questa prospettiva considerato anche che i tribunali dovrebbero rappresentare in primis quel luogo appunto di giustizia dove si coniuga coscienza e ragione e rispetto dei diritti Soprattutto se si parla di minori, siccome lei è parte attiva della commissione d 'inchiesta sul femminicidio e siccome tra l 'altro,

come giustamente rilevava, sono tutte teorie ascizionali, scientifiche queste, non mallevate da nessuna comunità a livello internazionale e soprattutto perché è scritto nero su bianco nel codice di procedura civile che i tribunali non dovrebbero riconoscere. utilizzare queste teorie non riconosciute a livello trasnazionale. Allora le chiedo come sta lavorando la Commissione parlamentare d 'inchiesta affinché questa norma sia applicata? Allora, io sono una consulente, non una componente, quindi un tecnico.

Sono chiamata a dare delle opinioni tecniche. Poi la Commissione prende decisioni sul piano... legislativo, quindi io spero che si possa fare a fine di questa commissione degli altri passi, così come sono stati fatti la volta precedente, andando in qualche modo a introdurre nella Cartabi il percorso speciale. per la violenza di genere, spero che si possa dire e ottenere qualcosa di più sia sulla PAS ma soprattutto sul divieto di questo trattamento. La campagna ha infatti

e spero che anche Questo possa essere preso dalla Commissione come atto finale la dichiarazione, la raccomandazione, dichiarazione delle Nazioni Unite che hanno detto ai governi di vietare l 'uso della pasta nei tribunali. Lo dice Elvira Reale, non lo dice il protocollo Napoli che si è impegnato in questa campagna nazionale, lo dice la rappresentante speciale della violenza delle Nazioni Unite, Rimm al -Salem. e dice, accolto da tutte le Nazioni Unite per questo verdetto, vietare l 'uso della pass nei tribunali e vietare l

'utilizzo del trattamento forzoso di... riunificazione col genitore rifiutato. Poi come tecnici ci mettiamo tutte le valutazioni sul trattamento che ho definito così in maniera un po' grossolana ma tecnicamente fuori del codice etico, del codice deontologico degli psicologi e fuori da quello che è l 'articolo 32 della Costituzione sulla libertà di scelta del trattamento. viene forzato, ma non solo, viene anche isolato, quindi viene equiparato dagli

organismi internazionali a un trattamento simil -tortura, come è quello dei campi di concentramento. coscienza di questo che comunque io voglio dire ammesso che non ci sia la violenza ammesso che non ci sia un giudizio di pass e ammessa che non ci sia però un pericolo di vita per il bambino perché è giustificato prendere il bambino exabrutto improvvisamente quando sta in un imminente pericolo di vita ma altrimenti qualsiasi cosa non giustifica questa tipologia di trattamento di isolare il bambino tagliare

tutti i suoi rapporti col passato, impedirgli qualsiasi relazione con la scuola precedente, perché non è solo impedire la relazione con la madre, con i parenti della madre, con la scuola, con gli amici precedenti. Noi abbiamo visto le madri... impedite che poi sono ammesse in un secondo momento a vedere questi figli impedite di portare foto del passato perché quel bambino deve essere resettato da tutto e deve andare incontro a una nuova vita. questo da 6 ai 10 anni fino ai 12 perché poi nell 'età adolescenziale questo trattamento

diventa più difficile assolutamente il ricorso evolutivo non solo relazionale ma anche sociale, psicologico del minore, Sandra. Tra l'altro dottoressa, giusto acchiosa di quello che stava dicendo mi correga se sbaglio un giudice se vuole ha tutte le possibilità di sentire il minore, no? Le ragioni del minore che cosa prova che cosa pensa si la cartabia oltretutto ha imposto l 'ascolto del minore al

diretto del giudice quando c'è il rifiuto in più negli articoli 473 bis 40 -46, quelli dedicati alla violenza, c 'è l 'ascolto diretto del minore, quindi c'è una riduzione dell'affidarsi da... parte del giudice ai consulenti solo in determinate situazioni o poi problemi particolari ma quando c'è violenza, quando c'è il rifiuto del minore, la faccenda deve essere risolta dal giudice con una adeguata

autonoma istruttoria anche e questo lo voglio dire sui fatti di violenza anche quando questi sono archiviati nel penale perché l 'archiviazione nel penale quasi sempre non significa che il fatto ma che non si sono raccolti sufficienti indizi per portare il procedimento in giudizio. Questo è bene ricordarlo, siamo davvero in conclusione ma torneremo e non potremo fermarci dall 'approfondire. ulteriori aspetti della violenza assistita e dei minori e della sindrome

d'allenazione parentale e delle campagne portate avanti per appunto renderla da un punto di vista tutto culturale, una concezione di vero ostacolo al contrasto della violenza di genere, ma soprattutto che venga applicata correttamente la legge. Grazie alla dottoressa Reale per essere stata con noi. Grazie dottoressa, buona giornata e buon lavoro. Grazie a voi, mi raccomando, seguite la campagna, dateci il sostegno e fate firmare perché ci sono anche le adesioni alla campagna. Grazie, arrivederci. Per 58 minuti in conclusione l'ulteriore...

Il contributo ci arriva come di consueto dall 'avvocata e scrittrice Marina Capponi proprio di ulteriore contestualizzazione dal punto di vista giuridico e non solo nazionale ma anche internazionale. della violenza assistita e dei minori. Sentiamo. Quando parliamo di violenza assistita ci riferiamo a quell'esperienza vissuta da parte del minore di qualsiasi forma di maltrattamento compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale. psicologica, sessuale ed economica su figure per loro affettivamente significative. Il bambino può vivere tale esperienza di azioni violente in modo diretto,

quando è presente nel momento in cui la violenza avviene o indirettamente, quando ne viene a conoscenza tramite altri. o ne percepisce gli effetti, vedendo le conseguenze, ad esempio lividi o ferite, sulla persona della madre o altre figure a sé affettivamente legate. Nella maggior parte dei casi, gli episodi di violenza assistita ai danni dei minori si verificano in contesti di violenza domestica, in cui la violenza è stata fatta. la vittima è una donna, a volte episodi di violenza estrema, come il caso di bambini che assistono all'uccisione della propria madre. Per il codice rosso la violenza assistita è stata riconosciuta come circostanza aggravante all'interno dei reati di maltrattamento domestico e la vittima in minore età è così.

di reato parte offesa del reato. Il 612 bis del codice penale che punisce lo stalking può essere invocato quando il minore è testimone di atti persecutori in contesti familiari. In questi casi la violenza si sita e reato perseguibile d'ufficio. 154 -2001 sulla prevenzione e repressione della violenza domestica, ha introdotto l 'implementazione di misure protettive anche a favore dei minori, come l'allontanamento del genitore violento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento a luoghi abitualmente frequentati dalle vie. La Cassazione Penale ha affrontato il tema della violenza assistita, confermando che il delitto di maltrattamento si configura nelle situazioni in cui minori, a volte piccolissimi, sono involontari spettatori di

atti violenti all 'interno delle mura domestiche, riconoscendo... quando si crea un clima familiare oppressivo che incide negativamente sulla loro crescita a prescindere dalla loro età. Ma chi può intervenire in questi casi? Oltre al genitore vittima di violenza, ad esempio la madre che può agire non solo in proprio ma anche in nome per conto del minore. Anche insegnanti, personale sanitario o altre figure che hanno il ruolo di pubblici ufficiali, che hanno l 'obbligo di denunciare alle autorità competenti i casi di maltrattamento familiare di cui vengono a conoscenza nell 'esplendamento della loro funzione educativa o di cura. Anche nei giudizi civili per separazione, divorzio e affido di minori è opportuno che i bambini siano

ascoltati dallo stesso giudice o attraverso un consulente tecnico prima di decidere in ordine le modalità di frequentazione del genitore maltrattante. sostenuti per aiutarli a far emergere la loro effettiva volontà e i loro bisogni, anche attraverso la nomina di un curatore speciale del minore, figura nuova e importantissima che nell'ambito del processo dia voce direttamente ai figli. di Istanbul, gli episodi di violenza anche assistita devono essere presi in esame ai fini di determinare i diritti di custodia e di visita dei figli e in questi casi si impongono al giudice scelte coraggiose che abbiano come fine primario la protezione del minore.

Quindi il superiore interesse del medesimo, che a volte rende necessario un provvedimento di affido esclusivo, super esclusivo, rafforzato all 'altro genitore e non un affido condiviso, trattando in maniera paritaria il genitore violento e non violento. sul genitore affidatario tutte le scelte importanti per il minore come salute, residenza, istruzione ed educazione e una severa valutazione delle competenze genitoriali del maltrattante con un eventuale avvio di percorsi di sostegno prima di consentire incontri con il genitore in ora il contesto protetto ed osservato. di febbraio. E allora vi

aspettiamo per una nuova puntata di un venticinque novembre al mese, tra poco invece una breve pausa e torniamo con voi per continuare a parlare del sistema giustizia, toghe, democrazia, la forma della giustizia all'anticipazione del nostro podcast del fine settimana. Cosa è successo? E accade contro radio e crossmediale.